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Al Teatro Comunale di Bologna Giuseppe Albanese per Ravel

Sento che la musica deve toccare le emozioni prima, e l’intelletto poi”, Maurice Ravel

Stagione Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna 2017

 

Il Direttore Aziz Shokhakimov e l’ Orchestra del Teatro Comunale di Bologna accompagneranno il giovane e brillante pianista Giuseppe Albanese e, per l’ occasione, verrà eseguito il seguente programma: 

 

Franz Liszt, Les Préludes

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Maurice Ravel, Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra

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César Franck, Sinfonia in re minore

 

QUANDO:

Sabato 25 Novembre 2017, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Comunale di Bologna
Largo Respighi, 1

40126 Bologna (BO)

 

INTERPRETI:

Giuseppe Albanese, Pianoforte

Aziz Shokhakimov, Direttore

Orchestra del teatro Comunale di Bologna

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di 31,20 € intero; Over 65 e Under 30 anni 15,60 €

Galleria 1° ordine al costo di 20,80 € intero; Over 65 e Under 30 anni 15,60 €

 

Stagione Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna 2017: Giuseppe Albanese

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Giuseppe Albanese…

giuseppe-albanese

Tra i più richiesti pianisti della sua generazione, Giuseppe Albanese debutta nel 2014 su etichetta Deutsche Grammophon con un concept album dal titolo “Fantasia”,  con musiche di Beethoven, Schubert e Schumann.

Di recente pubblicazione (novembre 2015) il nuovo album – sempre per Deutsche Grammophon – dal titolo “Après une lecture de Liszt” interamente dedicato al compositore ungherese.

Invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli ribalte internazionali quali – tra gli altri – il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York; l’Auditorium Amijai di Buenos Aires; il Cenart di Mexico City; la Konzerthaus di Berlino; la Laeisz Halle di Amburgo; la Philharmonie di Essen; il Mozarteum di Salisburgo; St. Martin in the Fields e la Steinway Hall di Londra; la Salle Cortot di Parigi; la Filarmonica di San Pietroburgo; la Filharmonia Narodowa di Varsavia; la Filarmonica Slovena di Lubiana; la Gulbenkian di Lisbona, ha collaborato con direttori di livello internazionale del calibro di Christian Arming, James Conlon, Lawrence Foster, Will Humburg, Dmitri Jurowski, Julian Kovatchev, Alain Lombard, Nicola Luisotti, Othmar Maga, Fabio Mastrangelo, Henrik Nanasi, Anton Nanut, Tomas Netopil, Daniel Oren, George Pehlivanian, Donato Renzetti, Alexander Sladkowsky, Hubert Soudant, Pinchas Steinberg, Michel Tabachnik, Jeffrey Tate, Jurai Valcuha, Jonathan Webb ecc.

Tra i festival, di particolare rilievo gli inviti al Winter Arts Square di Yuri Temirkanov a San Pietroburgo, al Castleton di Lorin Maazel (USA), all’Internazionale di Brescia e Bergamo e al MiTo SettembreMusica, oltre al Mittlefest, il Festival di Colmar, En Blanco y Negro di Mexico City, il Festival di Sintra (Portogallo), il Tongyeong Festival (Corea).

In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia e della RAI di Torino) e in tutti i più importanti teatri.

Negli ultimi tempi il Mº Albanese si è distinto per essere stato l’unico pianista ad essere invitato a suonare in ben undici delle tredici Fondazioni Liriche italiane: il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il Teatro San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona.

Prima di “Fantasia” e “Après une lecture de Liszt”, Albanese ha riscosso singolare successo con il CD monografico con musiche di Debussy pubblicato a gennaio 2012 per il mensile “Amadeus” in occasione dell’anniversario dei 150 anni della nascita del compositore francese. Il suo CD “1900 – Yearbooks of 20th Century Piano, dedicato all’anno solare 1900 e contenente musiche di Skrjabin, Szymanowski, MacDowell e la prima registrazione assoluta delle Variazioni di Bartók è stato recensito come CD del mese dal mensile Suonare News e 5 stelle sia nel giudizio tecnico che artistico dal mensile Amadeus. Le Variazioni di Bartók saranno presto pubblicate da Decca Classics (febbraio 2016).

Già “Premio Venezia” 1997 (assegnato all’ unanimità da una giuria presieduta dal Mº Roman Vlad) e Premio speciale per la miglior esecuzione dell’opera contemporanea al “Busoni” di Bolzano, Albanese vince nel 2003 il primo premio al “Vendome Prize” (presidente di giuria Sir Jeffrey Tate) con finali a Londra e Lisbona: un evento definito da Le Figaro “il concorso più prestigioso del mondo attuale”.

Albanese è laureato in Filosofia col massimo dei voti e la lode (con dignità di stampa della tesi sull’ Estetica di Liszt nelle “Années de Pèlerinage”) ed a soli 25 anni è stato docente a contratto di “Metodologia della comunicazione musicale” presso l’Università di Messina.

Sito personale: https://giuseppealbanese.com/

 

Giuseppe Albanese plays Liszt’s Piano Concerto No. 1 LIVE“:

Giuseppe Albanese plays Debussy’s Suite bergamasque Clair de lune“:

Giuseppe Albanese plays Rachmaninoff’s Rhapsody on a theme by Paganini Op. 43/em>”:

Giuseppe Albanese plays Rachmaninoff’s Second Piano Concerto in C minor Op. 18/em>”:

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Aziz Shokhakimov…

Aziz Shokhakimov

Lo straordinario talento di Aziz Shokhakimov ha fatto per la prima volta parlare di sé nel 2010 a Bamberga, conquistando a 21 anni il 2° premio del Gustav Mahler International Conducting Competition sotto gli auspici dei Bamberger Symphoniker.

Sono succeduti debutti importanti: in Germania con la Staatskapelle Dresden e la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen; in Italia con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, la Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia e l’Orchestra Verdi di Milano; in Spagna con la RTVE di Madrid; in Polonia con la Sinfonia Varsovia; a Mosca con la National Philharmonic Orchestra of Russia di Spivakov; in USA con la Houston Symphony, la Pacific Symphony e in tour con I Musici di Montreal.

I riconoscimenti di un talento speciale sono del resto giunti molto presto ad Aziz Shokhakimov. Nato nel 1988 a Tashkent, Uzbekistan, Aziz è entrato nella Uspensky Music School for Gifted Children a 6 anni, dove ha studiato violino, viola e direzione d’orchestra (professor V. Neymer). A 13 anni ha tenuto il suo debutto con la National Symphony Orchestra of Uzbekistan, dirigendo la 5° Sinfonia di Beethoven e il 1° Concerto per pianoforte di Liszt. L’anno seguente, Aziz è stato invitato a dirigere la sua prima opera, Carmen, al National Opera and Ballet Theatre of Uzbekistan.

Nel 2005, a 17 anni, è stato invitato a partecipare al programma di formazione della National Philharmonic Orchestra of Russia sotto la guida del Maestro Vladimir Spivakov, che è sfociata in un invito a dirigere l’orchestra in un concerto a sottoscrizione nel 2010. Subito dopo, Aziz ha ricevuto una sponsorizzazione dalla Vladimir Spivakov International Charitable Foundation. Nel 2006, appena diciottenne, Aziz Shokhakimov ha assunto la posizione di Direttore Principale alla National Symphony Orchestra of Uzbekistan. Dal 2010, con il premio a Bamberga, inizia la sua carriera internazionale.

La serie di debutti ha portato ad immediati nuovi inviti. A Bologna ha diretto al Teatro Comunale una produzione in balletto della Sagra della Primavera di Stravinsky nell’ ottobre 2012 ed all’ Auditorium Manzoni quattro sinfonie di Beethoven e successivamente la 5° Sinfonia di Mahler rispettivamente in primavera ed autunno 2013; è ritornato nella primavera successiva a sostituire James Conlon nel concerto di apertura della Stagione Sinfonica del teatro, quindi a dirigere la sua prima produzione d’opera in Occidente, l’ Eugene Onegin. A Venezia ha diretto il concerto di apertura della Stagione Sinfonica 2014 della Filarmonica del Teatro La Fenice, dopo il debutto con l’ Orchestra nella stagione precedente. A Varsavia Shokhakimov ha diretto ancora la Sinfonia Varsovia e Nikolai Lugansky nel Settembre 2012 e vi ritornerà nella prossima stagione. L’Orchestra Verdi di Milano l’ha invitato nell’ estate 2012 per un’esecuzione speciale della 7° Sinfonia di Shostakovich e vi è ritornato a dirigere l’ orchestra nel maggio 2014 su un programma ancora dedicato alla grande scuola russa.

Sito ufficiale: http://shokhakimov.com/it/

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ASCOLTI E NOTE DI PROGRAMMA…

 

“Les Préludes” by Franz Liszt (Georg Solti – Chicago Symphony Orchestra):

“Les Préludes” by Franz Liszt (Daniel Barenboim, West Eastern Divan Orchestra):

“Les Préludes” by Franz Liszt (Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan):

“Les Préludes” by Franz Liszt (Thielemann, Orchesteraufnahme Weimar):

“Les Préludes” by Franz Liszt (Wiener Philharmoniker, Riccardo Muti _ August 15, 2012, Großes Festspielhaus, Salzburg):

“Les Préludes” by Franz Liszt (Berlin Philharmoniker – Staatsoper Berlin (1998)):

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Il Concerto in sol – dichiarò Ravel – è un concerto nel senso più esatto del termine, scritto nello spirito di quelli di Mozart o di Saint-Saéns. Io penso effettivamente che la musica di un concerto possa essere gaia e brillante, e che non sia necessario ch’ esso abbia pretese di profondità o che miri ad effetti drammatici

 

L’ intenzione di scrivere un concerto per pianoforte e orchestra fu manifestata da Ravel sin dal 1927, quando il compositore avvertì l’esigenza di un brano del genere per la sua tournée negli Stati Uniti. Il progetto fu abbozzato, ma solo al ritorno dal viaggio oltre Atlantico, nell’ avanzata primavera del 1928, Ravel riprese a lavorarvi.

Il Concerto per pianoforte in sol maggiore, composto a partire dal 1929 e terminato nel 1931 (segue di due anni il celebre Bolero), è stato cominciato da Ravel subito dopo il suo viaggio negli Stati Uniti e nel Canada, viaggio che Ravel fece nei primi quattro mesi del 1928 su invito di Germaine Schmitz. È contemporaneo al Concerto per pianoforte per mano sinistra (pensato per la sola mano sinistra, perché commissionato dal pianista Paul Wittgenstein – il fratello del filosofo – che aveva perso il braccio destro in guerra); le due composizioni hanno avuto la loro prima a soli due mesi di distanza.

Era stata da poco diagnosticata al compositore un malattia cerebrale che di lì a dieci anni l’avrebbe portato alla morte. Purtuttavia questo fu uno dei periodi più prolifici per il compositore basco, che nello stesso periodo aveva composto, oltre al succitato “Concerto per pianoforte per mano sinistra“, il celebre “Bolero“. In questo periodo il compositore stava studiando attentamente due brani molto dissimili tra loro: il Mozart del Quintetto per clarinetto e archi e Saint-Saens.

La commissione non fu del tutto europea. Fu Serge Koussevitzky a commissionarla per il cinquantesimo anniversario della Boston Symphony Orchestra (per il quale aveva già commissionato anche il Konzertmusik per orchestra d’archi e ottoni di Paul Hindemith, la Sinfonia di salmi di Igor Stravinsky e la Prima sinfonia di Arthur Honegger).

La prima esecuzione ebbe luogo il 14 gennaio 1932 presso la Salle Pleyel di Parigi. Solista al pianoforte fu la dedicataria, Marguerite Long, accompagnata dall’ Orchestre Lamoureux diretta da Ravel. Dopo questa prima esecuzione il concerto riscosse tale successo da essere portato in giro per tutta l’Europa.

 

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Registrazione effettuata dalla RAI il 14 settembre1965 al Teatro La Fenice di Venezia nell’occasione del XXVIII° Festival della Musica Contemporanea – Pianista Arturo Benedetti Michelangeli – Direttore Ettore Gracis):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Martha Argerich, piano – Orchestra Sinfonica di Roma della RAI – Angelo Stefanato, concertmaster – Severino Gazzelloni, 1st flute – Francesco Petracchi, 1st doublebass – Claudio Abbado, conductor _ VIDEO 4:3 – live, Auditorio Foro Italico, Roma, 8 February 1969):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Martha Argerich, piano – Orchestra Sinfonica di Roma della RAI – Angelo Stefanato, concertmaster – Severino Gazzelloni, 1st flute – Francesco Petracchi, 1st doublebass – Claudio Abbado, conductor _ VIDEO 4:3 – live, Auditorio Foro Italico, Roma, 8 February 1969):


“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Samson François – Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire – André Cluytens – Studio recording, Paris, 1-3.VII.1959):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Helene Grimaud):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Leonard Bernstein):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Argerich – Dutoit – Orchestre National De France Frankfurt_ 9.9.1990):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Martha Argerich – Andrej Boreyko, conductor – Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai):

In quanto a colori e a disegno musicale non si stacca molto dalla sua precedente produzione; è invece agli antipodi del Concerto per la mano sinistra: quest’ultimo improntato alla drammaticità e al cupo tormento artistico, il primo invece felice, allegro, e, sebbene attraversato da quella vena malinconica che caratterizza il secondo movimento, in generale fresco e spumeggiante.

L’ orchestrazione leggera e raffinata, definita dalla scelta del minor numero di strumenti scelti però in tutte le famiglie musicali (4 ottoni, diversi tipi di legni, pochi archi e molte percussioni) pongono questo concerto da tutt’altra parte rispetto al Concerto per la mano sinistra.

L’ armonia è sì raveliana così come l’orchestrazione, ma gli influssi di altre musiche, oltre che dell’ impressionismo e della tradizione concertistica per orchestra, si sentono ben presenti: c’è anche un po’ del jazz che Ravel conosceva da molto tempo ma solo con il viaggio negli Stati Uniti aveva toccato con mano (la cosiddetta “scala blues” è utilizzata ad esempio nel primo movimento); ci sono le melodie e i ritmi baschi.

I movimenti

Il concerto si articola in tre movimenti:

  1. Allegramente (sol maggiore)
  2. Adagio assai (mi maggiore)
  3. Presto (sol maggiore)

Il primo e l’ultimo movimento contengono dei vivaci spunti tratti da una progettata ma mai realizzata fantasia per pianoforte e orchestra intitolata “Zaspiak bat” (“Le sette province“). Giochi orchestrali fatti di cadenze jazzistiche, colpi di percussione (dai più animali come l’iniziale colpo di frusta ai rintocchi di triangolo) costituiscono il primo e l’ultimo movimento, in un contesto che qualcuno ha associato alla coeva “Rapsodia in blue” di George Gershwin. Il secondo movimento invece è un dolcissimo adagio, condotto quasi esclusivamente dal pianoforte: i pochi interventi orchestrali sono affidati alle armonie degli archi e ai giochi di luce di 5 legni (flauto, oboe, corno inglese, clarinetto e fagotto) in un’alternanza musicale post-impressionista e pienamente novecentesca. Completamente assenti gli ottoni e le percussioni.

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“Sinfonia in re minore” by César Franck (Fritz Lehmann (Conductor) – Bamberg Symphony):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (Wilhelm Furtwangler):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (Karel Ančerl/RCO):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (Emmanuel Krivine conducts Orchestre Nationale de France):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (Boston Simphony Orchestra):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (New York Philharmonic – Leonard Bernstein):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (hr-Sinfonieorchester – Frankfurt Radio Symphony ∙ Marc Minkowski):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (New York Philharmonic Orchestra / Kurt Masur):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (Philadelphia Orchestra, Riccardo Muti):

“Sinfonia in re minore” by César Franck (Concertgebouw Orchestra, Riccardo Chailly):

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Written by mara

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