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Al Teatro Comunale di Bologna Yves Abel Stefan Milenkovich 18 Novembre

Mendelssohn è sempre lo stesso; ancora e sempre si muove col suo solito passo giocondo: nessuno ha sulle labbra un sorriso più bello del suo…”, Robert Schumann

Stagione Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna 2018

 

Dal Teatro Comunale di Bologna il Direttore Yves Abel alla guida dell’ Orchestra del Comunale e del Violinista Stefan Milenkovich:

 

Ottorino Respighi, Gli uccelli

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Felix Mendelssohn-Bartholdy, Concerto per violino e orchestra in Mi minore op. 64

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Felix Mendelssohn-BartholdySinfonia n.5 in Re maggiore op. 107 “Riforma”

 

QUANDO

Domenica 18 Novembre 2018, ore 17.30

 

DOVE: Teatro Auditorium Manzoni
Via de’ Monari, 1/2

40100 Bologna (BO)

 

INTERPRETI:

Yves Abel, direttore

Stefan Milenkovich, violino

Orchestra del teatro Comunale di Bologna

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea e palco 1° – 2° ordine al costo di 36,40 € intero; Over 65 e 20,80 € Under 30 anni 15,60 €

Palco 3° e 4° ordine e galleria 1° ordine al costo di 26,00 € intero; Over 65 e 20,80 € Under 30 anni 15,60 €

 

Teatro Comunale di Bologna: Yves Abel Stefan Milenkovich

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Stefan Milenkovich…

stefan-milenkovic-2

Ha iniziato lo studio del violino all’età di tre anni con il padre, che è rimasto suo insegnante fino all’età di diciassette, Stefan Milenkovich dimostra un raro talento che lo porta alla sua prima apparizione con l’orchestra, come solista, all’età di cinque anni. A sette conquista il suo primo premio alla Jaroslav Kozian International Violin Competition. L’anno successivo vede il suo primo concerto a Belgrado, cui fanno seguito concerti in tutto il mondo: Russia, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Finlandia, Svizzera, Israele, Gran Bretagna, Spagna, Turchia, Croazia, Polonia Bulgaria, Sri Lanka, Messico, Cina e Australia.

Ha suonato come solista con l’Orchestra Sinfonica di Berlino, la Helsinki Philharmonic, l’Orchestra di Radio-France, l’Orchestra Nazionale del Belgio, la Filarmonica di Belgrado, l’Orchestra del Teatro Bolshoj, l’Orchestra di Stato del Messico, l’Orchestra Sinfonica di Stato di San Paolo, l’Orpheus Chamber Orchestra, le Orchestre di Melbourne, del Queensland in Australia, l’Indianapolis Symphony Orchestra, la New York Chamber Symphony Orchestra, collaborando con direttori del calibro di Lorin Maazel, Daniel Oren e Vladimir Fedoseyev.

E’ stato invitato, all’età di 10 anni, a suonare per il presidente Ronald Reagan in un concerto natalizio a Washington, per Mikhail Gorbaciov quando aveva 11 anni e per il papa Giovanni Paolo II all’età di 14 anni.

Ha festeggiato il suo millesimo concerto all’età di sedici anni a Monterrey in Messico. Milenkovich ha partecipato a diversi concorsi internazionali, risultando vincitore del “Lipizer” in Italia e del “Ludwig Spohr” in Germania. Medaglia d’argento al “Paganini” di Genova, al Concorso di Indianapolis e al “Tibor Varga” in Svizzera. E ancora: terzo posto al “Queen Elizabeth” e allo “Yehudi Menuhin”. Dopo aver vinto, nel 1997, le Young Artists International Auditions, Stefan si trasferisce a New York, alla Juilliard School, per due anni di studio con Dorothy De Lay.
I critici sono unanimi nell’acclamare le sue esecuzioni.

Numerose trasmissioni televisive e radiofoniche gli sono state dedicate sia in America che in Giappone (NHK).
All’età di dieci anni ha effettuato la sua prima incisione: i concerti di Mendelssohn e Kabalevsky per la Metropolitan Records. La sua discografia comprende inoltre le Sonate e le Partite di Bach ed il recente integrale per la Dynamic (2003) delle composizioni per violino solo di Paganini.

Interessato all’insegnamento e alla musica da camera, Milenkovich è assistente di I. Perlman alla Juilliard School di New York (dal 2002).

Sito personale: http://www.stefanmilenkovich.com/

 

“Stefan Milenković – 200 video”:

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Yves Abel…

Yves Abel

Yves Abel si è rapidamente imposto come uno dei direttori d’orchestra più interessanti della sua generazione, sia nel repertorio operistico che in quello concertistico. Dal 2005 al 2011 è stato Direttore Ospite Principale della Deutsche Oper di Berlino.

Da Gennaio 2015 è il nuovo Direttore Principale della Nordwestdeutschen Philharmonie (NWD) di Herford.

Ospite regolare delle più grandi istituzioni del mondo, Yves Abel è salito sul podio di teatri quali Metropolitan Opera di New York, ROH Covent Garden di Londra, Wiener Staatsoper, Teatro alla Scala, Opéra National de Paris, Lyric Opera of Chicago, San Francisco Opera, Bayerische Staatsoper di Monaco, Glyndebourne Opera Festival, Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Lirico di Cagliari, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, National Theatre di Tokyo.

Attivo anche in campo sinfonico, Yves Abel ha collaborato con importanti compagini orchestrali, fra le quali la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, la Rotterdams Philharmonisch Orkest, la San Francisco Symphony Orchestra, la Netherlands Philharmonic Orchestra, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l’Orchestre National de Lyon, la Toronto Symphony Orchestra, la Montreal Symphony Orchestra, l’Edmonton Symphony Orchestra, l’Orquestra Nacional do Porto (Portogallo).

Nel corso della stagione 2015/16 ha diretto le produzioni de Le nozze di Figaro alla Deutsche Oper di Berlino, Falstaff al New National Theatre di Tokyo e La traviata alla ROH Covent Garden di Londra. Ha diretto inoltre un tour di concerti in Europa con la sua orchestra Nordwestdeutschen Philharmonie.

Fra i suoi passati impegni annovera Carmen al New National Theatre di Tokyo, Madama Butterfly alla San Diego Opera, alle Terme di Caracalla di Roma e alla San Francisco Opera, L’elisir d’amore al Teatro de la Maestranza di Siviglia e alla Canadian Opera Company di Toronto, Pelléas et Mélisande all’Opera de Oviedo e Carmen alla Philadelphia Opera Company. Terrà inoltre concerti sul podio della Seoul Philharmonic Orchestra dell’Orchestra Haydn di Bolzano.

La sua ricca discografia include, fra le altre cose, Thaïs di Massenet con Renée Fleming, Thomas Hampson e Giuseppe Sabbatini (Decca; 2000), Werther (Decca; 2005), Madame Butterfly, in lingua inglese con la Philharmonia Orchestra (Chandos Records), C’est ça la vie, una selezione di arie francesi con il mezzosoprano Susan Graham e la City of Birmingham Symphony Orchestra (Erato Disques; 2002), French Touch, una selezione di arie d’opera e d’operette francesi, con il soprano Patricia Petibon (Decca; 2003). Di recente uscita il disco “Romantique” con Elīna Garanča, edito dalla Deutsche Grammophon (2012).

Yves Abel è Direttore Musicale dell’ Opéra Français de New York, istituzione da lui stesso fondata nel 1988 al fine di rendere noto il repertorio operistico francese di più rara esecuzione. A riconoscimento di questa sua attività gli è stato conferito, nel 2009, il titolo di “Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres” da parte del Presidente francese Nicolas Sarkozy.

Sito personale: http://www.yvesabel.com/index.html

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

“Gli uccelli” by Ottorino Respighi (Orchestra “Alessandro Scarlatti” di Napoli della RAI diretta da Andrè Cluytens):

“Gli uccelli” by Ottorino Respighi (The Philadelphia Orchestra, Eugene Ormandy):

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Nel luglio 1838 Mendelssohn scriveva all’ amico violinista Ferdinand David: «Vorrei proprio scrivervi un Concerto per violino per il prossimo inverno, ne ho in testa uno in mi bemolle, il cui inizio non mi lascia un minuto di pace». Ma dovette passare un anno prima che il compositore facesse di nuovo allusione alla sua proposta, e solo come risposta ad un nuovo invito di David: «È molto gentile da parte vostra reclamare da me il Concerto», scrisse nell’agosto 1839, «e io ho il più vivo desiderio di scrivervene uno, ma il compito non è semplice. Voi lo vorreste brillante, e come credete che uno come me lo possa! Il primo assolo deve essere tutto nella tonalità di mi».

 

Il Concerto per violino e orchestra op. 64 è l’ultima composizione per solista e orchestra sinfonica di Felix Mendelssohn Bartholdy ed è uno tra i più famosi concerti per violino e orchestra di tutti i tempi.

Il concerto venne commissionato a Mendelssohn dal famoso violinista Ferdinand David (il musicista, primo violino dell’ Orchestra del Gewandhaus, durante la lunga gestazione del lavoro (1838-44) dette più volte consigli al compositore per quanto riguardava la stesura della parte solistica).

Venne eseguito per la prima volta dal Gewandhaus di Lipsia il 13 marzo 1845 dallo stesso David sotto la direzione del direttore danese Niels Gade in quanto Mendelssohn, in cattive condizioni di salute, non poté presenziare all’esecuzione. Successivamente, il 23 ottobre dello stesso anno, il concerto venne replicato, sempre dal violinista David, ma questa volta sotto la direzione dell’ autore, ottenendo un enorme successo.

Il 27 giugno 1846 il concerto fu eseguito a Londra, presso la Società Filarmonica. Mendelssohn stesso scelse quale interprete il violinista italiano Camillo Sivori, cui fece dono, a seguito di quella esecuzione, della parte di violino autografa, esprimendogli in una dedica la propria soddisfazione e gratitudine:

à Mr. Camillo Sivori avec bien des remerciements

Venne poi ancora eseguito il 3 ottobre 1847 dal giovane violinista ungherese Joseph Joachim, pupillo di Mendelssohn, che era divenuto famoso per l’ esecuzione del concerto per violino in re maggiore di Beethoven tenuto a Londra il 27 maggio 1844.

 

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Isaac Stern: violin – Philadelphia Orchestra – Eugene Ormandy: conductor – 1958):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Yehudi Menuhin , violin. Antal Dorati, conducting Hollywood Symphony Orchestra – Recorded at Charlie Chaplin Studios, Hollywood, 1947):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Heifetz / Cantelli – 1954, New York Philharmonic Orchestra):


“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Mintz/Israel Symphony/Zubin Mehta):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Anne Sophie-Mutter, violin – Kurt Masur, conductor – Gewandhausorchester Leipzig):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Janine Jansen with the BBC Symphony Orchestra at the BBC Proms):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Hilary Hahn – Conductor: Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra; 11th,Jun,2012. Korean Art Centre Concert Hall, Seoul Korea):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Julia Fischer, violin – Myung-Whun Chung, conductor – Orchestre Philharmonique de Radio France – Festival de Saint-Denis):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (XXXX):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (DAVID GARRETT with the Rundfunk-Sinfonieorchester in Berlin, under the direction of Rafael Frühbeck de Burgos):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Ray Chen with the Gothenburg Symphony Orchestra and Maestro Kent Nagano – Live concert on 28th February, 2015):

“Concerto per violino e orchestra in Mi minore op.64” by Felix Mendelssohn (Renaud Capuçon, violin – Jaap van Zweden, conductor – Verbier Festival Orchestra):

Si ritiene che Mendelssohn sia stato un compositore neoclassico. Se questa affermazione può essere vera per diverse sue opere, certamente non può essere applicata a questo concerto pregnante di romanticismo, e praticamente nuovo nel suo genere, dove prevale la poesia e il virtuosismo del finale non è fine a sé stesso ma comunque strettamente collegato al discorso espressivo.

La maniera con la quale Mendelssohn rinunciò alla tradizionale esposizione orchestrale, facendo iniziare il concerto dal solista, fu un fatto nuovo per l’epoca in cui venne composto.

L’ intero concerto segna una svolta nel campo dei concerti per violino, anche perché i tre movimenti sono collegati fra loro, ed è perciò il capostipite di un nuovo genere, il concerto romantico. Allo stesso modo del concerto per violino di Beethoven, questo concerto di Mendelssohn è un capolavoro, anche se di un genere completamente differente, tanto che molti interpreti ne hanno fatto uno dei loro pezzi preferiti.

La sua esecuzione dura fra 25 e 30 minuti, ed il concerto è composto da tre movimenti:

  1. Allegro molto appassionato (circa 13 minuti)
  2. Andante (circa 8 minuti)
  3. Allegretto non troppoAllegro molto vivace (circa 6 minuti)

Nel primo movimento, il contrasto fra il primo tema e l’ immediato secondo tema, che si presentano entrambi come una sorta di canzone vibrante di fervore (appassionato), ed il terzo sognante tema (tranquillo), produce una sensazione di grande romanticismo. Altra novità: la cadenza del solista precede la riesposizione, al centro invece che nella coda. In questo modo l’ ascoltatore ha la sensazione di perdere l’orientamento. La ripresa con il riascolto del tema di corale precede la coda brillante che si conclude con una nota tenuta del primo fagotto che permette di collegare questo movimento direttamente all’ Andante.

Il secondo movimento, un andante tripartito, è una tipica «romanza senza parole» di profondo lirismo. Questo “sipario” che dal mi minore conduce al do maggiore rievoca paesaggi beethoveniani. La grazia del tema è decisamente sentimentale e intimistica e offre all’esecutore la possibilità di sfoggiare arcate, legati e note tenute. I corni e l’orchestra introducono la sezione centrale che vira verso un tono più drammatico fino alla riesposizione del Lied che conclude in pianissimo il movimento.

Nel terzo movimento è caratterizzato da tratti folleggianti, capricciosi e pittoreschi che ricordano il Sogno di una notte di mezza estate; l’ Allegro molto vivace in mi maggiore è preceduto da una frase recitativa di poche battute con funzione di collegamento, in realtà più emotivo che strutturale, nella quale riappare in forma variata il tema dell’ Allegro molto appassionato.

Quest’opera, assieme ai concerti di Mozart, Beethoven, Bach, Bruch, Paganini, Brahms, Sibelius, Bartók, Berg, Čajkovskij, Dvořák, Elgar, Prokofiev e Šostakovič è oggi considerata una delle più belle pagine della letteratura per violino e orchestra.

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“Sinfonia n. 5 in Re maggiore op. 107 “Riforma”” by Felix Mendelssohn (BOSTON SYMPHONY ORCHESTRA, CHARLES MUNCH _ Rec. 1958):

“Sinfonia n. 5 in Re maggiore op. 107 “Riforma”” by Felix Mendelssohn (Berliner Philharmoniker, Lorin Maazel _ Studio recording, Berlin, 1961):

“Sinfonia n. 5 in Re maggiore op. 107 “Riforma”” by Felix Mendelssohn (NBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini):

“Sinfonia n. 5 in Re maggiore op. 107 “Riforma”” by Felix Mendelssohn (Leonard Bernstein;New York Philharmonic Orchestra):

“Sinfonia n. 5 in Re maggiore op. 107 “Riforma”” by Felix Mendelssohn (John Eliot Gardiner, Bayerischer Rundfunk):

“Sinfonia n. 5 in Re maggiore op. 107 “Riforma”” by Felix Mendelssohn (Chicago Symphony Orchestra, Claudio Abbado):

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Written by mara

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