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Al Teatro Filarmonico di Verona Alpesh Chauhan per Beethoven Aprile 2019

Fare tutto il bene possibile, amare la libertà sopra ogni cosa, di fronte ad un trono, non tradire la verità”, L. v. Beethoven

Teatro Filarmonico di Verona, Stagione Concertistica 2018 – 2019

 

Il pianista Edoardo Maria Strabbioli, accompagnato dall’ Orchestra dell’Arena di Verona e diretto dal brillante Alpesh Chauhan, proporrà al pubblico il seguente programma:

 

Felix Mendelssohn, Ouverture Ruy Blas Opus 95

… … …

Ludwig van Beethoven, Fantasia Corale in do minore op. 80 per pianoforte, soli, coro e orchestra

… … …

Felix Mendelssohn, Sinfonia n. 2 op. 52 in si bemolle maggiore “Lobgesang” (Canto di lode)

 

QUANDO

Venerdì 12 Aprile 2019, ore 20.00

Sabato 13 Aprile 2019, ore 17.00

 

DOVE: Teatro Filarmonico di Verona
Via Roma, 4

37121 Verona (VR)

 

INTERPRETI:

Direttore, Alpesh Chauhan

Pianoforte, Edoardo Maria Strabbioli

Orchestra dell’ Arena di Verona

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Platea Intero al costo di € 24,00; Ridotto al costo di € 20,00; Ridotto Over 65 al costo di € 16,00; Ridotto Under 30 al costo di € 10,00

Platea Intero al costo di € 24,00; Ridotto al costo di € 20,00; Ridotto Over 65 al costo di € 16,00; Ridotto Under 30 al costo di € 10,00

 

Teatro Filarmonico, Verona: Alpesh Chauhan

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Alpesh Chauan…

Dal 2014 Alpesh Chauhan è Direttore Assistente della City of Birmingham Symphony Orchestra; si è fatto rapidamente conoscere sulla scena internazionale per l’intensità con cui rivela la partitura ai musicisti come al pubblico ed ha allacciato importanti relazioni con le principali sale e orchestre europee.

Durante la sua carriera ha diretto la Netherlands Symphony Orchestra, la Manchester Camerata, la Kymi Sinfonietta, la Filarmonica Toscanini e un progetto con gli studenti del RoyalNorthern College of Music al Southbank Centre, che comprendeva l’esecuzione del Double Sextet di Steve Reich. Ha debuttato con la BBC Philharmonic Orchestra, in diretta radiofonica, con il Concerto per violino e orchestra Distant Light di Vasks e la Sinfonia n. 3 di Brahms, ricevendo un immediato invito per la stagione successiva.

Nel maggio 2015 ha debuttato con la BBC Scottish Symphony Orchestra.

Nella stagione 2015-2016 Alpesh Chauhan viene invitato dalla BBC Philharmonic, dalla Kymi Sinfonietta, dalla Filarmonica Toscanini e dirige, per la prima volta, al Carlo Felice di Genova, al Petruzzelli di Bari ed al Maggio Musicale Fiorentino.

In Francia ha debuttato con l’Orchestre de Lorraine di Nancy.

La sua carriera professionale è iniziata nel 2005, quando si è unito alla CBSO Youth Orchestra come primo violoncello.

Nel 2008 è stato ammesso al Royal Northern College of Music per studiare violoncello con Eduardo Vassallo, prima di proseguire la frequenza del prestigioso Masters Conducting Course, sotto gli auspici di Clark Rundell e Mark Heron.

Sotto la guida di Andris Nelsons ha partecipato a masterclass con Juanjo Mena, Vasily Petrenko ed ha studiato con Stanislaw Skrowaczewski.

Sito personale: http://www.alpeshchauhan.com/

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

…Accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’ amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei

 

La Fantasia per pianoforte, coro e orchestra in Do minore op. 80 di Ludwig van Beethoven, fu composta nel dicembre 1808 e fu pubblicata nel 1811 con una dedica al re Massimiliano I di Baviera. La parte corale è basata su un poema di Christoph Kuffner (1780-1846). 

La Fantasia corale fu scritta molto rapidamente per la conclusione del concerto che Beethoven presentò il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien e che includeva una serie di opere inedite: la Quinta sinfonia, la Sinfonia Pastorale, il quarto concerto per pianoforte e arie della Messa in do.

Secondo quello che dice lo Czerny, a chiudere il concerto del 22 dicembre 1808 era stata in origine destinata la Quinta Sinfonia (egualmente in prima esecuzione); ma il timore che alla fine di un programma già tanto lungo il pubblico fosse troppo stanco indusse Beethoven a cambiare idea, spostando la sinfonia al principio della seconda parte e mettendo invece in suo luogo, come ultimo pezzo, un’altra opera, di minore impegno e di successo più facile, sulla base del tema della canzone Gegenliebe da lui composta nel 1794-1795 e con partecipazione, oltre che dell’orchestra, del pianoforte e di un coro finale.

La Fantasia non è considerata come uno dei massimi capolavori di Beethoven, ma è interessante poiché ha fatto da laboratorio di prova per il quarto movimento della futura Nona Sinfonia, come attestano:

  • La presenza del coro in un’ opera sinfonica e il suo intervento tardivo
  • L’ analogia evidente tra il tema principale della Fantasia e quello dell’ Inno alla gioia
  • L’ uso del tema e delle variazioni che serviranno a introdurre l’ Inno alla gioia

La Fantasia, quale venne presentata allora al pubblico, era priva dell’attuale introduzione pianistica (Adagio), che fu composta soltanto nella seconda metà dell’anno successivo. In suo luogo Beethoven eseguì probabilmente una improvvisazione.

 

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Wiener Philharmoniker e Leonard Bernstein, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, direttore e pianoforte):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Jan Panenka, piano – Prague Radio Chorus – Milan Malý, chorus master e Václav Smetácek, direttore):

La Fantasia corale si articola in due parti nettamente distinte. La prima è interamente affidata al pianoforte e si apre con accordi in fortissimo sviluppati in arpeggi sulla tonalità di do minore (la tonalità della Quinta) e proseguiti poi nello stile di una poderosa cadenza; dopo un episodio di transizione in pianissimo il pianoforte preannuncia quasi esitando il tema principale. Gli archi gravi introducono un motivo di marcia. A poco a poco da questo dialogo ispirato allo stile del Quarto Concerto, che il pubblico aveva appena ascoltato, si snoda la melodia completa del tema, prima in minore, poi, definitivamente, in do maggiore, affidata nuovamente al pianoforte. Ha inizio così la vera e propria seconda parte. Essa si basa su una serie di variazioni: le prime cinque affidano il tema a strumenti ogni volta diversi (nell’ordine flauto, oboe, clarinetto con fagotto obbligato, quartetto d’archi e tutti), di modo che l’organico dell’orchestra aumenta fino a raggiungere la piena espansione sinfonica; la sesta, in minore, rilancia il dialogo col pianoforte in una atmosfera tesa, condensata poi in una drammatica catena di trilli del pianoforte che incorniciano la settima variazione. Da qui si prepara l’ entrata delle voci (dapprima due soprani e un contralto, poi due tenori e un basso, infine il coro), cui spetta celebrarla.

Il motivo musicale del Gegenliebe ha una evidente analogia con quello posto a base dell’ultimo tempo della Nona Sinfonia, che è però di altra ampiezza e solennità. Con la Nona la Fantasia ha in comune anche l’ idea madre della partecipazione della voce umana, che interviene alla fine a celebrare uno stato d’animo tripudiante di cui le parole danno la ragione e la musica vuol rendere il carattere emotivo. 

Durante la prima esecuzione della Fantasia ci furono vari intoppi, tanto che Beethoven fu costretto a interrompere l’ orchestra a metà dell’ esecuzione e a ricominciare da capo.

Il manoscritto originale è perduto; una partitura del coro è conservata nella Beethovenhaus.

Schmeichelnd hold und lieblich klingen
Unsers Lebens Harmonien,
Und dem Schönheitssinn entschwingen
Blumen sich, die ewig blühn.
Fried und Freude gleiten freundlich,
Wie der Wellen Wechselspiel.
Was sich drängte rauh und feindlich,
ordnet sich zu Hochgefühl.
Wenn der Töne Zauber walten
Und des Wortes Weihe spricht,
Muß sich Herrliches gestalten,
Nacht und Stürme werden Licht.
Äuß’re Ruhe, inn’re Wonne
Herrschen für den Glücklichen,
Doch der Künste Frühlingssonne
Läßt aus Leiden Licht entstehn.
Großes, das ins Herz gedrungen,
Blüht dann neu und schön empor,
Hat ein Geist sich aufgeschwungen,
Hallt ihm stets ein Geisterchor.
Nehmt denn hin, ihr schönen Seelen,
Froh die Gaben schöner Kunst!
Wenn sich Lieb’ und Kraft vermählen,
Lohnt dem Menschen Götter Gunst.
            Con lusingante dolcezza
risuonano le armonie della nostra vita
e dalla poesia sbocciano fiori sempre verdi.
Pace e letizia scorrono
come il fluire delle onde;
il rancore e l’amarezza
che premevano dentro di noi
lasciano il passo a più nobili sentimenti.
Quando domina la magia dei suoni
e la sacra parola si esprime,
allora il meraviglioso si manifesta,
notte e tempesta diventano luce;
la pace all’intorno e la letizia interiore
regnano per i felici.
Il sole primaverile delle arti
fa scaturire la luce dalla loro unione.
Quanto di grande c’è nei nostri cuori
torna a fiorire più bello,
non appena lo spirito si eleva
un coro celestiale risuona tutt’intorno.
accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei.
   

… … …

“Sinfonia n. 2 in Si bemolle maggiore op. 52 a” by Felix Mendelssohn (Claudio Abbado, London Symphony Orchestra):

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Written by mara

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