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Al Teatro Fraschini di Pavia Antonio Pappano Lisa Batiashvili per Brahms

“Caro amico, … vorrei mandarti un certo numero di passaggi per violino … mi domando se non sei tanto sprofondato in Mozart e forse in Joachim stesso, da poter disporre di un’oretta per guardarli”, (lettera a Joseph Joachim del 21 agosto 78 da Brahms)

Lingotto Musica, Stagione 2017 – 2018

 

La violinista Lisa Batiashvili, eletta da Musical America “Strumentista dell’anno” 2015 , sarà protagonista del concerto con la direzione del grande Maestro Antonio Pappano e la CHAMBER ORCHESTRA OF EUROPE:

 

G. Ligeti, Concert Românesc per orchestra

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J. Brahms, Concerto per violino in re maggiore op. 77

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J. Brahms, Serenata n. 1 in re maggiore op. 11

 

QUANDO

Sabato 19 Maggio 2018, ore 21.00

 

DOVE: Teatro Fraschini
Corso Str. Nuova, 136

27100 Pavia (PV)

 

INTERPRETI:

Antonio Pappano, direttore

Lisa Batiashvili, violino

Chamber Orchestra of Europe

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di 22,00 €

Platea al costo di 22,00 €

Palco Centrale al costo di 22,00 €

Palco Centrale al costo di 22,00 €

Palco Laterale al costo di 22,00 €

Palco Laterale al costo di 22,00 €

Barcaccia al costo di 22,00 €

Galleria IV ord. al costo di 17,60 €

Galleria V ord. – Posto in piedi al costo di 8,80 €

 

Teatro Fraschini di Pavia: Antonio Pappano e Lisa Batiashvili

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Lisa Batiashvili…

Ammirata dal pubblico e dai suoi colleghi musicisti per il suo virtuosismo e per la profonda sensibilità, Lisa Batiashvili è uno dei violinisti più richiesti dei nostri giorni. E’ ospite regolare di orchestre di primo piano quali Philharmonia, London Philharmonic, London Symphony Orchestra, le Orchestre Sinfoniche di Boston, Chicago e San Francisco, Philadelphia e Cleveland Orchestras e Los Angeles Philharmonic, Royal Concertgebouw Orchestra, Orchestre de Paris, NDR Sinfonieorchester, Stockholm Philharmonic, Finnish Radio Symphony e Bamberger Symphoniker con molteplici inviti da parte della Dresden Staatskapelle, Leipzig Gewandhaus, Tonhalle Orchestra, Chamber Orchestra of Europe, Oslo Philharmonic, Gürzenich Orchester e Bayerischer Rundfunk, oltre che con la NHK Symphony Orchestra e la Sydney Symphony.

Nel corso della stagione 2015/16 ha suonato, fra l’altro, con i Berliner Philharmoniker e la London Philahrmonic Orchestra, con l’ Orchestre de Paris e i Wiener Philharmoniker, con la London Symphony Orchestra.

Particolarmente appassionata di musica da camera è ospite di festival di primo piano quali Blossom, Proms di Londra, Edimburgo, Aldeburgh, Marlboro, Ravinia, Tanglewood, Saratoga, Schleswig-Holstein , Schubertiade e Kuhmo. Nel 2008 ha in programma concerti cameristici al Concertgebouw di Amsterdam, Konzerthaus di Berlino, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Théâtre du Châtelet di Parigi e Wigmore Hall di Londra.

Attenta anche al repertorio contemporaneo, nel 2006 ha eseguito due prime mondiali: il Concerto doppio per violino, oboe e orchestra da camera di Nicholas Bacri alla Alte Oper di Francoforte e il Concerto per violino di Magnus Lindberg per il Festival Mostly Mozart di New York. Nel marzo 2008 ha eseguito al Barbican Centre di Londra il Concerto doppio per violino e oboe di Giya Kancheli con l’oboista francese François Leleux e la BBC Symphony Orchestra diretti da James MacMillan.

Il suo CD dedicato a musiche di Brahms, Schubert e Bach inserito dal BBC Music Magazine tra i migliori CD del 2001.

Il mio amore per il violino è cominciato vedendo i giovani allievi di mio padre venire a casa per prendere lezioni”- “Per me era qualcosa di speciale, perché all’epoca non c’erano molte distrazioni per i bambini come ce ne sono adesso. La musica era un mondo in cui potevi lasciare esprimere la tua immaginazione

Lisa Batiashvili ha un contratto in esclusiva con la Deutsche Grammophon. Il CD più recente è dedicato ad opere di J.S. e C.P.E. Bach con François Leleux, Emmanuel Pahud e l’Orchestra da camera della Bayerischer Rundfunk. Altri CD contengono il Concerto per violino di Brahms con Thielemann e la Staatskapelle di Dresda (anche in DVD) e il Concerto per violino nr 1 di Shostakovich con l’Orchestra Sinfonica della Bayerischer Rundfunk e Esa-Pekka Salonen. Ha anche inciso i Concerti di Beethoven, Sibelius e Magnus Lindberg per la Sony.

Nata nel 1979 in Georgia, Lisa Batiashvili ha studiato con Mark Lubotski al Conservatorio di Amburgo. Ha poi proseguito gli studi con Ana Chumachenko al Conservatorio di Monaco di Baviera, dove ha stabilito la sua residenza dal 1994. Ha inoltre seguito i corsi di Miriam Fried e Ralf Gothoni allo Steans Institute di Ravinia.

Nel 1995, a soli 16 anni, ha meritato il secondo premio al Concorso Sibelius di Helsinki.

Nel 2001 è stata selezionata dalla BBC per la serie “New Generation Artists”. Nel 2003 ha meritato il “Leonard Bernstein Award” al Festival dello Schleswig-Holstein. E recentemente il Beethoven Festival di Bonn le ha assegnato il Beethoven Ring Prize. 

Vive a Monaco di Baviera e Suona un Guarneri del Gesù del 1739, generosamente datole in comodato da un collezionista privato tedesco. 

Sito Ufficiale: http://www.lisabatiashvili.com/home.html

200 video su Lisa Batiashvili

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Antonio Pappano…

Figlio di genitori italiani di origine beneventana emigrati a Londra come inservienti di un ristorante, Antonio Pappano si appassiona alla musica sin da ragazzo grazie all’ ausilio del padre, un amatore di musica operistica italiana che suonava per diletto il pianoforte. Trasmessa al figlio la passione, Pappano rivela buone doti di esecutore già a 12 anni, quando è in grado di accompagnare al pianoforte alcuni giovani studenti inglesi di canto.

Nel 1973 si trasferisce negli Stati Uniti, dove prosegue privatamente gli studi di pianoforte sotto la guida di Norma Verrilli, quelli di composizione con Arnold Franchetto e infine quelli di direzione d’orchestra con Gustav Meier. Pur avendo studiato musica sin dall’ età di sei anni, Antonio Pappano si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma, neppure in pianoforte, circostanza che ha generato contestazioni anche pesanti presso alcune istituzioni musicali e teatrali di paesi europei e americani.

Antonio Pappano è stato il direttore più giovane delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dove ha diretto sia la Royal Opera nel 1990 con La bohème con Jerry Hadley che la Royal Ballet. Come pianista e direttore ha attirato l’ attenzione di Daniel Barenboim, di cui diviene assistente al Festival di Bayreuth dove dal 1999 al 2001 dirige Lohengrin. Ha lavorato a Barcellona e a Francoforte, ed è stato assistente di Michael Gielen.

Nel 1990 diviene direttore musicale della Den Norske Opera, dopo aver debuttato come direttore in Norvegia nel 1987.

Nel 1992 Pappano diventa direttore musicale del teatro La Monnaie/De Munt in Belgio; incarico che mantiene fino al 2002.

Nel frattempo, nel 1999, viene nominato anche direttore musicale della Royal Opera House, Covent Garden, di cui diviene effettivo dal settembre del 2002 quando inizia con Ariadne auf Naxos con Thomas Allen. È stato anche direttore ospite della Israel Philharmonic Orchestra, e ha diretto la English National Opera (ENO), la Metropolitan Opera (1997) con Eugene Onegin con Vladimir Chernov e Neil Shicoff, la San Francisco Opera, la Lyric Opera di Chicago nel 1990 con Carmen con Neil Shicoff e nel 1991 L’ elisir d’ amorecon Cecilia Gasdia, Alessandro Corbelli e Claudio Desderi e la Berlin Staatsoper.

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Chamber Orchestra of Europe…

La Chamber Orchestra of Europe, riconosciuta come “la migliore orchestra da camera del mondo” (BBC Two Television), è stata costituita nel 1981 da un gruppo di musicisti diplomatisi presso la European Union Youth Orchestra. Il loro desiderio era quello di continuare a collaborare al livello professionale più alto possibile. Infatti, diciotto di quei ragazzi ancora oggi fanno parte dell’attuale nucleo fondamentale dell’Orchestra costituito da circa sessanta membri. I musicisti della COE, selezionati dalla stessa Orchestra, sono allo stesso tempo impegnati in carriere internazionali individuali come solisti, primi strumentisti e direttori di orchestre nelle rispettive nazioni, membri di famosi gruppi di musica da camera, insegnanti o professori di musica.

La Chamber Orchestra of Europe rappresenta un illustre esempio di come i professionisti del vecchio continente sappiano unirsi artisticamente per dare corpo a un forte ethos europeo. La ricchezza della formazione culturale e la condivisione dell’amore per la musica dei suoi musicisti sono al centro delle appassionate interpretazioni dell’Orchestra.

La COE si esibisce in alcune delle sale europee più prestigiose, tra cui la Cité de la musique di Parigi, l’Opéra di Dijon, il Concertgebouw di Amsterdam e l’Alte Oper di Francoforte. Queste ed altre sale europee altrettanto importanti rappresentano la spina dorsale dell’European Partnership Scheme, ovvero un progetto d’interscambio con le maggiori sale concertistiche d’Europa a cui la COE aderisce. L’Orchestra ha inoltre stretto un sodalizio con il Festival di Lucerna, il Festival Styriarte di Graz, la Gulbenkian Foundation di Lisbona e molti altre prestigiose manifestazioni mondiali, quali i BBC Proms di Londra, il Festival Internazionale di Edimburgo e il Mostly Mozart Festival di New York.

La Chamber Orchestra of Europe collabora con molti dei solisti e direttori d’orchestra più famosi del mondo, tra cui Claudio Abbado, Pierre-Laurent Aimard, Vladimir Ashkenazy, Emanuel Ax, Lisa Batiashvili, Joshua Bell, Paavo Berglund, Herbert Blomstedt, Douglas Boyd, Semyon Bychkov, Renaud and Gautier Capuçon, Ivan Fischer, Julia Fischer, Hélène Grimaud, Bernard Haitink, Nikolaus Harnoncourt, Daniel Hope, Janine Jansen, Vladimir Jurowski, Leonidas Kavakos, Hanno Müller-Brachmann, Yannick Nézet-Séguin, Sir Roger Norrington, Sakari Oramo, Maria Joao Pires, András Schiff, Valeriy Sokolov, Jean-Yves Thibaudet and Mitsuko Uchida. L’Orchestra, inoltre, riceve regolarmente un diffuso consenso da parte della critica.

L’Orchestra collabora con tutte le più importanti etichette discografiche e, in soli trent’anni di attività, ha già registrato più di duecentocinquanta incisioni. Molte di esse hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali inclusi tre ‘Record of the year’ da parte della rivista Gramophone rispettivamente per Viaggio a Reims di Rossini, le Sinfonie di Schubert con Claudio Abbado e le Sinfonie di Beethoven dirette da Nikolaus Harnoncourt. La COE ha anche vinto due ‘Grammy Award’ e un premio ‘Classical Download’ di MIDEM. Inoltre la Chamber Orchestra of Europe è stata la prima orchestra a fondare una propria etichetta discografica, la “COE Records”, in collaborazione con la Sanctuary Records che fa parte del gruppo Universal Music.

Negli ultimi anni la COE ha pubblicato diversi DVD e, in particolare, ha sviluppato una stretta collaborazione con le case di produzione Idéale Audience e Styriarte/ORF. La Idéale Audience ha prodotto due DVD di concerti eseguiti alla Cité de la Musique di Parigi, ossia il Concerto per Pianoforte in sol maggiore di Ravel e Metamorphosen e Il borghese gentiluomo di Richard Strauss con la direzione di Vladimir Jurowski e con Hélène Grimaud; Rakastava, Valse Triste e il Concerto per violino di Sibelius e la Prima Sinfonia di Schumann con la direzione di Vladimir Ashkenazy e il violinista ucraino Valeriy Sokolov. La Styriarte, in collaborazione con la ORF (la rete radiotelevisiva austriaca) ha anche pubblicato due DVD di esibizioni della COE al Festival Styriarte: la Missa Solemnis in re e la Quinta Sinfonia di Beethoven (2007) e Má Vlast di Smetana (2010). Tutte le registrazioni della COE possono essere acquistate su Amazon o scaricate da iTunes e Spotify.

La Chamber Orchestra of Europe ha organizzato un programma di assistenza per scuole, conservatori e sale concertistiche che permette ai giovani di fare esperienze dal vivo di musica orchestrale e da camera. Proprio per sostenere i giovani talenti, nel 2009 è stata fondata la COE Academy, dove gli studenti ricevono delle borse di studio che consentono loro di studiare e seguire in tournée i principali strumentisti dell’Orchestra.

La COE ha ricevuto il titolo di ‘Ambasciatore Culturale’ dell’Unione Europea ed è sovvenzionata dal ‘Culture Programme’ dell’Unione Europea. Inoltre, attira l’interesse e gode del supporto di tante altre organizzazioni, quali la Gatsby Charitable Foundation.

Sito Ufficiale: http://www.coeurope.org/

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Il Concert Românesc di György Ligeti, scritto nel 1951, venne provata una sola volta a Budapest e poi vietata per via di alcuni passaggi nell’ ultimo movimento ritenuti troppo modernisti, tutto il contrario di ciò che allora si richiedeva ai compositori.

Con i suoi temi popolari e i suoi quattro movimenti contrastanti che si alternano senza pause tra di loro è uno di quei lavori che meglio testimoniano della prima fase creativa di Ligeti, quella legata alla lezione di Bartók e Kodály.

Una volta stroncato dalla censura, il Concert Românesc rimase chiuso in un cassetto finché non venne ripescato nel 1971. Oggi, questa brillante opera giovanile si sta guadagnando un posto nel repertorio ligetiano a fianco degli ultimi concerti per strumento.

 

“Concert Românesc by György Ligeti (os Ageles Philharmonic & Esa-Pekka Salonen):

I quattro movimenti di questo concerto per orchestra sono eseguiti senza sosta ma si dividono in due sezioni distinte di due movimenti ciascuno. Ogni sezione è costituita da una melodia lenta.

Violoncello e clarinetti aprirono il primo movimento con una lirica introduzione pastorale; ritmi di danza irrompono in all’inizio del secondo movimento Allegro vivace.

E’ nel terzo movimento che si trovano accenni dello stile maturo di Ligeti. 

Il quarto movimento inizia con fanfare di tromba. I temi di un assolo di violino temi vengono successivamente ripresi dall’ orchestra. Questi temi iniziano a sovrapporsi contrappuntisticamente (ancora una volta, una caratteristica dello stile tardi Ligeti).

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Il Concerto per violino op. 77 è oggi universalmente considerato come una delle composizioni più riuscite di Johannes Brahms e rappresenta uno dei concerti per violino più importanti nella storia della musica e nel repertorio per violino. I requisiti tecnici per gli assolo sono formidabili, con uso generoso di rapidi passaggi di scala e variazioni ritmiche.

Brahms intendeva coinvolgere Joseph Joachim, amico fraterno fin dalla prima gioventù, grande autorità nel campo violinistico. Una fitta serie di documenti (lettere, biglietti, annotazioni, osservazioni, ecc.) testimonia lo scambio di opinioni fra i due musicisti. In molti di questi testi Brahms con atteggiamento leggero ed autoironico recita la parte del discepolo che consulta il maestro. Le rispettive posizioni professionali, unite all’ amicizia personale, resero la collaborazione molto proficua. Tutte le sue principali composizioni per violino (questo concerto, il Concerto Doppio per violino e violoncello e le tre Sonate) furono tutte scritte per l’ amico e consigliere, Joseph Joachim.

Il Concerto per violino fu concepito nel corso dell’ estate del 1878 a Pörtschach am Wörther See, un villaggio della Carinzia nel quale Brahms soggiornava spesso. Fu quello il luogo nel quale furono composte anche la Seconda Sinfonia e della Sonata per violino op. 78.

Brahms, non essendo un violinista, era preoccupato della difficoltà della resa strumentale di ciò che stava componendo. Prima di proseguire nel lavoro mandò a Joachim, che comunque era anche un compositore, la parte solistica del primo movimento. In una lettera del 21 agosto 1878 Brahms annuncia la composizione:

“Amico caro, (…) vorrei mandarti un certo numero di passaggi per violino (…) Mi chiedo se non sei tanto sprofondato in Mozart e forse in te stesso, da poter trovare di un’ora per guardarli.”

Il giorno seguente Brahms manda a Joachim una sezione del primo movimento copiata in bella e commenta:

“Mi è sufficiente che tu dica una parola o che ne scriva qualcuna sopra la parte: difficile, scomodo, impossibile, eccetera.”

Joachim rispose immediatamente esprimendo entusiasmo e stupore per alcuni passi che definisce “violinisticamente molto originali“. Non riesce però ad esprimere un giudizio in merito alla idoneità del pezzo ad un concerto pubblico, riservandosi di vedere l’ opera intera. Diverse altre persone interpellate da Brahms avevano avuto modo di ascoltare il nuovo pezzo ed erano rimaste piuttosto scettiche, perché lo ritenevano virtualmente al di là delle possibilità dei violinisti mortali. Chiaramente Brahms cercava il parere del grande tecnico, specialista del violino, ma ambiva ad una solidarietà più ampia e profonda per affrontare il terreno della tradizione culminata nel Concerto per violino di Beethoven.

Scambi di corrispondenza non cessarono fino alla prima pubblica (Lipsia, 1º gennaio 1879), eseguita da Joachim stesso, a cui Brahms dedicò il concerto, con l’ Orchestra del Gewandhaus sotto la direzione dello stesso Brahms. Diverse modifiche furono fatte dalla prima, fino alla pubblicazione dell’ opera da parte di Fritz Simrock, avvenuta sempre nello stesso anno.

 

ASCOLTA QUI “Concerto per violino e orchestra op. 77 by J. Brahms (dal CD “Jascha Heifetz, le violon diabolique”):


ASCOLTA QUI “Concerto per violino e orchestra op. 77” by J. Brahms (Anne-Sophie Mutter, violino – Berliner Philharmoniker & Herbert von Karajan, direttore):

ASCOLTA QUI “Concerto per violino e orchestra op. 77” by J. Brahms (David Oistrakh, violino – Orchestre National de la Radiodiffusion Française & Otto Klemperer, direttore – Studio recording, Paris, 17-19.VI.1960):

I movimenti in cui si articola il Concerto per violino sono:

Allegro ma non troppo
Adagio
Allegro giocoso

Il Concerto, almeno dapprincipio, fu accolto piuttosto freddamente dal pubblico, deludendo le speranze del compositore. In parte ciò è probabilmente dovuto al fatto che molti fra i contemporanei si aspettavano un mezzo convenzionale per mettere in mostra le capacità virtuosistiche del violino. Brahms però aveva obiettivi musicali più elevati. Simili aspettative da parte del pubblico avevano generato accoglienze negative per concerti per archi di altri grandi compositori (come per il “Concerto per violino” di Ludwig van Beethoven o per l’ “Harold in Italia” di Hector Berlioz).

Alle prime esecuzioni il Concerto apparve sicuramente piuttosto difficile sia a causa dell’ ampiezza della sua concezione, sia per il linguaggio rigoroso adottato. La tradizionale contrapposizione tra solista e orchestra, solitamente dominata dal virtuosismo del solo, è ignorata dall’ autore, che invece ricerca l’ equilibrio fra solista e orchestra, anticipando così la concezione che adotterà anche nel secondo concerto per pianoforte.

Pablo de Sarasate si rifiutò di suonare il concerto non per la difficoltà, “Pensate che me ne possa stare lì con il mio violino in mano – chiese retoricamente – a sentire l’ oboe che suona l’unica melodia nell’ intero pezzo?”

Nonostante capiti purtroppo spesso che i manoscritti di capolavori musicali svaniscano nel corso della storia, il manoscritto originale del Concerto per violino di Brahms è fortunatamente in mani note e sicure. Il violinista Fritz Kreisler lo ha infatti acquistato e nel 1948 lo ha affidato alla Library of Congress negli USA, dove è tuttora custodito.

Brahms_Violin_concerto_beginning

Inizio del concerto per violino di Brahms

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Serenata n. 1 in re maggiore op. 11 by J. Brahms (Berlin Symphonic Orchestra, Carl A. Bünte _ Concert Hall Berlin, January 16th, 1960):

 
 

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Written by mara

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