in , , ,

Al Teatro La Fenice Alpesh Chauhan Andrea Lucchesini ottobre 2019

Fare tutto il bene possibile, amare la libertà sopra ogni cosa, di fronte ad un trono, non tradire la verità”, L. v. Beethoven

Teatro La Fenice, Stagione 2019 – 2020

 

Al Teatro La Fenice Alpesh Chauhan Andrea Lucchesini ottobre 2019. Alpesh Chauhan è giovanissimo direttore inglese che da qualche tempo stupisce per talento e bravura il pubblico che assiste ai concerti che lo vedono protagonista sul podio. A lui è affidata l’apertura della nuova stagione sinfonica 2019/ 2020:

 

L. van Beethoven, Ouverture Leonore n. 3 op. 72b

… … …

L. van Beethoven, Fantasia corale in do minore, Op. 80

… … …

L. van Beethoven, Sinfonia N. 3 in mi bemolle maggiore, Op. 55 Eroica

 

QUANDO

Sabato 12 ottobre 2019 20.00

Domenica 13 ottobre 2019 17.00

 

DOVE: Teatro La Fenice
San Marco 1965
30124 Venezia (VE)

 

INTERPRETI:

pianoforte, Andrea Lucchesini

Maestro del Coro, Claudio Marino Moretti

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Sabato 12 ottobre 2019 20.00; Domenica 13 ottobre 2019 17.00

Platea A al costo di € 132,00

Platea B al costo di € 143,00

Palco centrale – parapetto al costo di € 143,00

Palco centrale – dietro al costo di € 110,00

Palco laterale – parapetto al costo di € 115,50

Galleria al costo di € 88,00

Loggione al costo di € 75,50

 

Al Teatro La Fenice Alpesh Chauhan Andrea Lucchesini ottobre 2019

 

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Alpesh Chauan…

Dal 2014 Alpesh Chauhan è Direttore Assistente della City of Birmingham Symphony Orchestra; si è fatto rapidamente conoscere sulla scena internazionale per l’intensità con cui rivela la partitura ai musicisti come al pubblico ed ha allacciato importanti relazioni con le principali sale e orchestre europee.

Durante la sua carriera ha diretto la Netherlands Symphony Orchestra, la Manchester Camerata, la Kymi Sinfonietta, la Filarmonica Toscanini e un progetto con gli studenti del RoyalNorthern College of Music al Southbank Centre, che comprendeva l’esecuzione del Double Sextet di Steve Reich. Ha debuttato con la BBC Philharmonic Orchestra, in diretta radiofonica, con il Concerto per violino e orchestra Distant Light di Vasks e la Sinfonia n. 3 di Brahms, ricevendo un immediato invito per la stagione successiva.

Nel maggio 2015 ha debuttato con la BBC Scottish Symphony Orchestra.

Nella stagione 2015-2016 Alpesh Chauhan viene invitato dalla BBC Philharmonic, dalla Kymi Sinfonietta, dalla Filarmonica Toscanini e dirige, per la prima volta, al Carlo Felice di Genova, al Petruzzelli di Bari ed al Maggio Musicale Fiorentino.

In Francia ha debuttato con l’Orchestre de Lorraine di Nancy.

La sua carriera professionale è iniziata nel 2005, quando si è unito alla CBSO Youth Orchestra come primo violoncello.

Nel 2008 è stato ammesso al Royal Northern College of Music per studiare violoncello con Eduardo Vassallo, prima di proseguire la frequenza del prestigioso Masters Conducting Course, sotto gli auspici di Clark Rundell e Mark Heron.

Sotto la guida di Andris Nelsons ha partecipato a masterclass con Juanjo Mena, Vasily Petrenko ed ha studiato con Stanislaw Skrowaczewski.

Sito personale: http://www.alpeshchauhan.com/

… … …

 

Andrea Lucchesini…

Andrea-Lucchesini

Andrea Lucchesini

Nato nel 1965, Andrea Lucchesini ha studiato pianoforte con Maria Tipo. Nel 1983 si è aggiudicato al Teatro alla Scala il primo premio al concorso internazionale “Dino Ciani”. Nel 1994 ha ricevuto il premio “Accademia Chigiana” e nel 1995 il premio della critica “Franco Abbiati”. Dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia.

Con programmi che spaziano al periodo classico a quello contemporaneo, è ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali e delle maggiori orchestre. Si dedica con passione anche al repertorio cameristico ospite di festival internazionali. Dal 1990 collabora stabilmente con Mario Brunello.

Nel luglio 2001 ha eseguito la nuova Sonata per pianoforte di Luciano Berio in prima mondiale a Zurigo, proseguendo così una felice collaborazione che aveva preso l’ avvio con il Concerto IIEchoing curves” dello stesso autore, eseguito in tutto il mondo e registrato con la London Symphony. La Sonata è stata poi eseguita in Francia, Portogallo, Belgio, Olanda e Inghilterra e a Milano per la nostra Società nel 2002.

L’ interesse per il repertorio novecentesco, oltre che nella scelta dei programmi, è testimoniato da alcune incisioni discografiche – Pierrot Lunaire di Schönberg e Kammerkonzert di Berg – effettuate per la Teldec con la Dresdner Staatskapelle e Giuseppe Sinopoli, e dalla stretta collaborazione con compositori quali Ivan Fedele, Fabio Vacchi e Jörg Widmann. In campo discografico ricordiamo inoltre l’integrale live delle Sonate per pianoforte di Beethoven (Disco del mese di Fonoforum) e l’integrale delle opere per pianoforte solo di Berio che ha meritato numerosi riconoscimenti internazionali. L’ incisione per AVIE degli Improvvisi di Schubert è stata nominata Disco del mese da Musicweb International.

Convinto che la trasmissione del sapere musicale alle giovani generazioni sia un dovere morale, Lucchesini si dedica con passione all’ insegnamento.

 

QUALCHE VIDEO SUL GRANDE LUCCHESINI…

 

Andrea Lucchesini “FANTASIE IMPROMPTU OP 66” by Fryderyk Chopin:

Andrea Lucchesini “UNGARISCHE RHAPSODIE NR 6” by F. Liszt:

Andrea Lucchesini “Liszt etude no 3, La Campanella” by F. Liszt:

Andrea Lucchesini “Piano Concerto n. 2 op. 21 – 1° mvt.” by Fryderyk Chopin:

Andrea Lucchesini “Piano Concerto n. 2 op. 21 – 2° & 3° mvt.” by Fryderyk Chopin:

… … …

NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Ancor più celebre è l’ ouverture Leonore, terza delle quattro che Beethoven scrisse per premetterle alla sua opera. Scartata una prima partitura a sé stante, detta poi Leonore n. 1, la Leonore n. 2 venne eseguita con la versione 1805 dell’opera; ma, in vista della revisione del 1806, l’autore sottopose a modifiche anche questa pagina, giungendo al capolavoro della Leonore n. 3, eseguita appunto con la versione 1806.

L’ouverture è in forma sonata, preceduta da una introduzione lenta, si apre con un colpo di timpano, cui segue un lento diminuendo; questo Adagio presenta una delle caratteristiche più fascinose della pagina, quella di non puntare su temi fortemente scanditi e definiti, ma su temi che nascono e finiscono in dissolvenze.

 

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (Otto Klemperer, direttore & Berlin State Opera Orchestra):

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (The Amnesty International Concert: Leonard Bernstein, direttore & Bavarian Broadcast Symphony Orchestra – 17/10/1976):

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (Registrazione storica: Hans Knappertsbusch, direttore & Vienna Philharmonic Orchestra – Theater an der Wien, 31.03.1962):

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (Herbert von Karajan, direttore & Concertgebouw Orkester, Amsterdam – Studio Recording, Amsterdam, 1943):

L’ ambientazione dell’introduzione viene spezzata dal seguente Allegro, dove un tema fortemente ritmato da sincopi insistenti, esposto dagli archi in pianissimo, viene ripetuto da tutta l’ orchestra; i corni portano a un secondo tema lirico e contrastante. Sempre le sincopi del primo tema proseguono per tutto l’ andamento dello sviluppo che viene interrotto per due volte ravvicinate da uno squillo di tromba in lontananza; è lo squillo che, nell’ opera, annuncia l’ arrivo del ministro e dunque l’ improvvisa soluzione della vicenda. Ma è solo una premonizione, perché il tema in sincopi riprende la sua strada (con un episodio del flauto) e giunge così ad affermarsi nuovamente e in modo più definito con l’ inizio della riesposizione. Riascoltiamo quindi la parentesi del secondo tema e gli intrecci ritmici di cui si diceva. Dovrebbe seguire a questo punto la sezione della coda; ma Beethoven preferisce dilazionarla con un nuovo diversivo, il ritorno del tema dell’aria di Florestano già udito nell’introduzione lenta, cui segue l’invocazione sospesa dei legni. È una progressiva impennata dei violini e poi di tutti gli archi a condurre alla coda. La conclusione trionfale indica il percorso dalla prigionia verso la libertà.

… … …

…Accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’ amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei

 

La Fantasia per pianoforte, coro e orchestra in Do minore op. 80 di Ludwig van Beethoven, fu composta nel dicembre 1808 e fu pubblicata nel 1811 con una dedica al re Massimiliano I di Baviera. La parte corale è basata su un poema di Christoph Kuffner (1780-1846). 

La Fantasia corale fu scritta molto rapidamente per la conclusione del concerto che Beethoven presentò il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien e che includeva una serie di opere inedite: la Quinta sinfonia, la Sinfonia Pastorale, il quarto concerto per pianoforte e arie della Messa in do.

Secondo quello che dice lo Czerny, a chiudere il concerto del 22 dicembre 1808 era stata in origine destinata la Quinta Sinfonia (egualmente in prima esecuzione); ma il timore che alla fine di un programma già tanto lungo il pubblico fosse troppo stanco indusse Beethoven a cambiare idea, spostando la sinfonia al principio della seconda parte e mettendo invece in suo luogo, come ultimo pezzo, un’altra opera, di minore impegno e di successo più facile, sulla base del tema della canzone Gegenliebe da lui composta nel 1794-1795 e con partecipazione, oltre che dell’orchestra, del pianoforte e di un coro finale.

La Fantasia non è considerata come uno dei massimi capolavori di Beethoven, ma è interessante poiché ha fatto da laboratorio di prova per il quarto movimento della futura Nona Sinfonia, come attestano:

  • La presenza del coro in un’ opera sinfonica e il suo intervento tardivo
  • L’ analogia evidente tra il tema principale della Fantasia e quello dell’ Inno alla gioia
  • L’ uso del tema e delle variazioni che serviranno a introdurre l’ Inno alla gioia

La Fantasia, quale venne presentata allora al pubblico, era priva dell’attuale introduzione pianistica (Adagio), che fu composta soltanto nella seconda metà dell’anno successivo. In suo luogo Beethoven eseguì probabilmente una improvvisazione.

 

 “Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Kiev Chamber Orchestra – Evgeny Kissin, piano e Claudio Abbado, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Wiener Philharmoniker e Leonard Bernstein, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, direttore e pianoforte):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Jan Panenka, piano – Prague Radio Chorus – Milan Malý, chorus master e Václav Smetácek, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Orchestre Philharmonique de Radio France e John Nelson, direttore):

La Fantasia corale si articola in due parti nettamente distinte. La prima è interamente affidata al pianoforte e si apre con accordi in fortissimo sviluppati in arpeggi sulla tonalità di do minore (la tonalità della Quinta) e proseguiti poi nello stile di una poderosa cadenza; dopo un episodio di transizione in pianissimo il pianoforte preannuncia quasi esitando il tema principale. Gli archi gravi introducono un motivo di marcia. A poco a poco da questo dialogo ispirato allo stile del Quarto Concerto, che il pubblico aveva appena ascoltato, si snoda la melodia completa del tema, prima in minore, poi, definitivamente, in do maggiore, affidata nuovamente al pianoforte. Ha inizio così la vera e propria seconda parte. Essa si basa su una serie di variazioni: le prime cinque affidano il tema a strumenti ogni volta diversi (nell’ordine flauto, oboe, clarinetto con fagotto obbligato, quartetto d’archi e tutti), di modo che l’organico dell’orchestra aumenta fino a raggiungere la piena espansione sinfonica; la sesta, in minore, rilancia il dialogo col pianoforte in una atmosfera tesa, condensata poi in una drammatica catena di trilli del pianoforte che incorniciano la settima variazione. Da qui si prepara l’ entrata delle voci (dapprima due soprani e un contralto, poi due tenori e un basso, infine il coro), cui spetta celebrarla.

Il motivo musicale del Gegenliebe ha una evidente analogia con quello posto a base dell’ultimo tempo della Nona Sinfonia, che è però di altra ampiezza e solennità. Con la Nona la Fantasia ha in comune anche l’ idea madre della partecipazione della voce umana, che interviene alla fine a celebrare uno stato d’animo tripudiante di cui le parole danno la ragione e la musica vuol rendere il carattere emotivo. 

Durante la prima esecuzione della Fantasia ci furono vari intoppi, tanto che Beethoven fu costretto a interrompere l’ orchestra a metà dell’ esecuzione e a ricominciare da capo.

Il manoscritto originale è perduto; una partitura del coro è conservata nella Beethovenhaus.

Schmeichelnd hold und lieblich klingen
Unsers Lebens Harmonien,
Und dem Schönheitssinn entschwingen
Blumen sich, die ewig blühn.
Fried und Freude gleiten freundlich,
Wie der Wellen Wechselspiel.
Was sich drängte rauh und feindlich,
ordnet sich zu Hochgefühl.
Wenn der Töne Zauber walten
Und des Wortes Weihe spricht,
Muß sich Herrliches gestalten,
Nacht und Stürme werden Licht.
Äuß’re Ruhe, inn’re Wonne
Herrschen für den Glücklichen,
Doch der Künste Frühlingssonne
Läßt aus Leiden Licht entstehn.
Großes, das ins Herz gedrungen,
Blüht dann neu und schön empor,
Hat ein Geist sich aufgeschwungen,
Hallt ihm stets ein Geisterchor.
Nehmt denn hin, ihr schönen Seelen,
Froh die Gaben schöner Kunst!
Wenn sich Lieb’ und Kraft vermählen,
Lohnt dem Menschen Götter Gunst.
            Con lusingante dolcezza
risuonano le armonie della nostra vita
e dalla poesia sbocciano fiori sempre verdi.
Pace e letizia scorrono
come il fluire delle onde;
il rancore e l’amarezza
che premevano dentro di noi
lasciano il passo a più nobili sentimenti.
Quando domina la magia dei suoni
e la sacra parola si esprime,
allora il meraviglioso si manifesta,
notte e tempesta diventano luce;
la pace all’intorno e la letizia interiore
regnano per i felici.
Il sole primaverile delle arti
fa scaturire la luce dalla loro unione.
Quanto di grande c’è nei nostri cuori
torna a fiorire più bello,
non appena lo spirito si eleva
un coro celestiale risuona tutt’intorno.
accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei.
   

… … …

 

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mercoledì 6 novembre Giornata Gratuita alle Gallerie degli Uffizi

Alla Rai di Torino Juraj Valčuha Emanuele Arciuli novembre 2019