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Al Teatro La Fenice di Venezia Romeo e Giulietta Dicembre 2018

In questo balletto riuscì a Prokofiev di legare miracolosamente la profondità dell’ ispirazione con una affascinante semplicità di linguaggio. Sembrò che la musica di Prokofiev scavalcasse i traumi dell’arte contemporanea e si ponesse a modello di quel sentimento diffusissimo che deplorava la perdita dell’immediatezza della comunicazione. L’esito superbo di Romeo e Giulietta resta probabilmente da ascrivere alla profondissima sensibilità del suo autore per il mondo fatato del balletto, e, di questa particolare congenialità, fornirà un’altra prova dieci anni più tardi con il balletto Cenerentola“, Enzo Restagno

Romeo e Giulietta (Op. 64) è un balletto di Sergej Sergeevič Prokof’ev tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare.

La trama

La trama racconta del tragico e infelice amore tra Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi. Già Le Metamorfosi di Ovidio trattano, nel racconto Piramo e Tisbe, l’amore di due giovani contrastato dai dissapori tra i genitori e destinato a un epilogo fatale per il fraintendimento provocato da una morte soltanto supposta. Bisogna aspettare la fine del ‘400 perché Masuccio da Salerno, nel suo Novellino, dia alla storia dei due amanti la forma oggi nota. Nel quarto decennio del ‘500 Luigi da Porto riprende il tema per ambientarlo a Verona agli inizi del 1300, dando ai protagonisti i nomi di Giulietta e Romeo. Qualche decennio dopo, nel pieno ‘500, è Matteo Bandello a diffondere la storia degli infelici in un breve racconto, presto diventato popolarissimo e diffuso in Francia e in Inghilterra. Furono queste traduzioni in versi e in prosa ad ispirare nel 1595 William Shakespeare per il suo Romeo and Juliet..

La tragedia “Giulietta e Romeo” è una delle opere più popolari di Shakespeare e Romeo e Giulietta è fra le opere di Sergej Prokof’ev più amate, a dispetto dei suoi difficili esordi come composizione per balletto visto che la partitura era considerata incomprensibile e alcuni passi estremamente difficili.

La vicenda è ambientata tra la fine del ‘500 e l’ inizio del ‘600, a Verona, dove due grandi famiglie, i Montecchi e i Capuleti, sono da sempre rivali. Giulietta, è promessa sposa di Paride, nobile veronese. I due devono incontrarsi  nel corso di una festa in casa Capuleti. Nella sua camera, la giovane Giulietta  non vuole prepararsi e gioca, ma la nutrice la convince ad andare alla festa. Arrivano gli ospiti. Romeo, ovviamente non invitato, si presenta, mascherato, al ballo con l’amico Mercuzio. Romeo scorge Giulietta, resta folgorato dalla sua bellezza e se ne innamora follemente. E’ un colpo di fulmine reciproco, ma Tebaldo, cugino di Giulietta, riconosciuti Romeo e Mercuzio li caccia dalla festa.

Scende la notte. Romeo si introduce nel giardino dei Capuleti dove bacia Giulietta. Tebaldo, nascosto nel giardino, assiste alla scena. Nel frattempo i due giovani innamorati scoprono, rivelando i propri nomi, di essere in realtà nemici e sono presi dalla disperazione. Romeo propone allora a Giulietta un matrimonio segreto. La giovane accetta e così frate Lorenzo celebra il matrimonio, nutrendo, tra l’altro, anche la speranza di riconciliare Capuleti e Montecchi.

Il giorno del matrimonio, in piazza, Romeo incontra Tebaldo che lo sfida a duello, ma il giovane Montecchi non vuole battersi. Mercuzio, coraggioso e brillante, interviene a favore dell’amico contro Tebaldo che lo ferisce a morte. Romeo,  furibondo, vendica la morte di Mercuzio uccidendo Tebaldo. Romeo, ormai ricercato, deve fuggire in esilio. Giulietta è disperata. La famiglia Capuleti decide di accelerare il matrimonio con il conte Paride. Il matrimonio dovrà aver quindi luogo il giorno dopo. Giulietta non vuole sposare Paride e corre da frate Lorenzo che le propone di bere un filtro che la farà sembrare morta per quaranta ore. Credendola morta, la famiglia deporrà il suo corpo nella cripta dei Capuleti e allora frate Lorenzo verrà con Romeo a liberarla. Il frate promette a Giulietta di informare Romeo dello stratagemma. Rimasta sola nella sua camera, Giulietta  beve il filtro.

La mattina  dopo la nutrice e le damigelle scoprono il corpo di Giulietta inanimato e ne  piangono la morte. Frate Lorenzo, da parte sua, fa sì che tutto si svolga secondo i suoi piani e da ordine di informare Romeo, in esilio, del suo stratagemma, ma il messaggio non arriva a Romeo che, giunto a Verona, si reca alla cripta dove trova Giulietta “morta”. In preda al dolore, beve un potente veleno e muore accanto alla sua sposa segreta. Giulietta, terminato l’effetto del sonnifero, si risveglia e, trovando Romeo senza vita, si uccide col pugnale del suo amato.

Il balletto Romeo e Giulietta è una delle composizioni più famose di Prokofiev; ancora oggi, è il balletto più rappresentato in tutto il mondo, confermando il suo valore sotto il profilo musicale e drammaturgico. Il dramma di Romeo e Giulietta è l’archetipo dell’amore puro in contrasto con la società e con il mondo. Morte, amore e guerra, sono evocati in uno scenario emotivamente shakespeariano.

Le sue musiche, dai toni costantemente mutevoli e dalla poderosa energia, tratteggiano con concreta espressività situazioni e personaggi, in particolar modo i due sfortunati amanti.

Il maestro russo segue fedelmente il dramma di Shakespeare e l’esecuzione mette in risalto i diversi momenti, catturando visivamente ed emotivamente lo spettatore; sfumature poetiche e liriche sono evidenziate negli assoli e nei passi a due dei protagonisti.

L’opera, abbozzata nel 1934, giunge a termine nel settembre 1935. La partitura di quasi due ore e mezza, che avrebbe messo a dura prova il direttore, gli orchestrali e il corpo di ballo, viene modificata da Prokofiev dopo le lamentele dei ballerini, tra cui la leggendaria Galina Ulanova, e del direttore d’orchestra in merito ad alcuni passaggi orchestrali quasi impercettibili.

Prokofiev ha tratto dal balletto, in momenti diversi, tre suites orchestrali i cui brani non seguono lo svolgimento della trama, ma sono accostati con criteri musicali basati essenzialmente sulla netta contrapposizione delle atmosfere espressive.

 

IL CAST

Romeo e Giulietta

Balletto in due atti di Sergej Sergeevič Prokof’ev
tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare

 

Direttore, Nicolas Brochot

Coreografia, Jean-Christophe Maillot

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Interpreti:

Les Ballets de Monte-Carlo

Orchestra del Teatro La Fenice

 

QUANDO

Mercoledì 12 Dicembre 2018, ore 19.00 TURNO A

Giovedì 13 Dicembre 2018, ore 19.00 TURNO E

Venerdì 14 Dicembre 2018, ore 19.00 TURNO D

Sabato 15 Dicembre 2018, ore 15.30 TURNO C

Domenica 16 Dicembre 2018, ore 15.30 TURNO B

 

DOVE: Teatro La Fenice
San Marco, 1965
30124 Venezia (VE)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Mercoledì 12 Dicembre 2018, ore 19.00 TURNO A

Platea A al costo di € 165,00
Platea B al costo di € 198,00
Palco centrale – dietro al costo di € 143,00
Palco centrale III – parapetto al costo di € 165,00
Palco centrale III – dietro al costo di € 143,00
Palco laterale III – parapetto al costo di € 110,00
Galleria al costo di € 71,50
Loggione al costo di € 71,50

 

Venerdì 14 Dicembre 2018, ore 19.00 TURNO D; Sabato 15 Dicembre 2018, ore 15.30 TURNO C; Domenica 16 Dicembre 2018, ore 15.30 TURNO B

Platea A al costo di € 143,00
Platea B al costo di € 176,00
Palco centrale – parapetto al costo di € 143,00
Palco centrale – dietro al costo di € 121,00
Palco centrale III – parapetto al costo di € 143,00
Palco centrale III – dietro al costo di € 121,00
Palco laterale – parapetto al costo di € 99,00
Palco laterale III – parapetto al costo di € 88,00
Galleria al costo di € 60,50
Galleria -No Parapetto al costo di € 35,00
Loggione al costo di € 60,50

 

Giovedì 13 Dicembre 2018, ore 19.00 TURNO E

Platea A al costo di € 110,00
Platea B al costo di € 132,00
Palco centrale – parapetto al costo di € 110,00
Palco centrale – dietro al costo di € 93,50
Palco centrale III – parapetto al costo di € 110,00
Palco centrale III – dietro al costo di € 93,50
Palco laterale – parapetto al costo di € 93,50
Palco laterale III – parapetto al costo di € 77,00
Galleria al costo di € 50,00
Galleria -No Parapetto al costo di € 30,00
Loggione al costo di € 50,00

 

Teatro La Fenice: balletto ROMEO E GIULIETTA

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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Basato su una sinossi creata dal drammaturgo Adrian Piotrovsky (che suggerì il soggetto a Prokof’ev) e Sergey Radlov, il balletto fu completato nella sua forma originale da Prokof’ev nel settembre del 1935, su commissione del Mariinsky Ballet. La versione originale aveva un lieto epilogo perché per il compositore era impossibile immaginare una scena coreutica danzata da protagonisti in fin di vita (proprio il finale è stato osteggiato in Russia considerato un segno di eccessiva modernità) ma non fu mai pubblicamente montato, dovuto in parte alla grande paura e cautela della comunità musicale e teatrale dopo le critiche della Pravda verso Šostakovič e altri “degenerati modernisti”, incluso Piotrovsky, e alle difficoltà che la musica di Prokofiev provocava nella realizzazione di una coreografia ‘ballabile’. Le suite della musica del balletto furono ascoltate a Mosca e negli Stati Uniti, ma l’opera completa debuttò al Mahen Theatre, in Cecoslovacchia, il 30 dicembre 1938. È meglio conosciuta oggi una versione significativamente rivista che fu per la prima volta presentata al Kirov Ballet a Leningrado l’11 gennaio del 1940, con la coreografia di Leonid Lavrovsky.

Nel 1962 la coreografia di John Cranko di Romeo e Giulietta per lo Stuttgart Ballet aiutò la compagnia a conseguire una reputazione a livello mondiale. Ebbe il suo debutto in America nel 1969.

Il Joffrey Ballet presentò la prima produzione americana nella sua stagione 1984-1985, includendo esecuzioni a New York al New York State Theater e a Washington al Kennedy Center.

Nel 1965 la produzione del coreografo Kenneth MacMillan per il Royal Ballet esordì alla Royal Opera House, a Covent Garden. Margot Fonteyn e Rudol’f Nuriev portarono nuova vita ai personaggi, come fece lo scenografo e costumista Nicholas Georgiadis. Fonteyn, considerata prossima al ritiro, diede nuovo impulso alla sua carriera tramite una lunga e consolidata collaborazione con Nureyev.

Nel 1978, Yuri Grigorovich riprese la produzione di Prokofiev per l’ Opéra di Parigi. In questa versione, la tragedia di Shakespeare è diventata estremamente rarefatta e Grigorovich ha sviluppato il personaggio femminile principale dai suoi ricordi personali di Natalia Bessmertnova, la sua prima Giulietta.

Nel 1985 la produzione del coreografo László Seregi debuttò all’ Hungarian National Ballet a Budapest.

Nel 2007 Peter Martins realizzò Romeo + Juliet al New York City Ballet con le musiche di Prokof’ev.

Sempre nel 2007, il famoso brano “Danza dei cavalieri” (tratto dall’atto I scena 2) fu usato come colonna sonora di apertura del concerto DVD HAARP della band britannica Muse.

Il 4 luglio del 2008, con l’approvazione della famiglia Prokof’ev e il permesso dall’Archivio di Stato Russo, la versione originale ottenne la sua prima mondiale. Il musicologo Simon Morrison, autore di The People’s Artist: Prokofiev’s Soviet Years, dissotterrati gli originari materiali negli archivi di Mosca, ottenne i permessi e ricostruì l’intera versione. Mark Morris creò la coreografia per la produzione. Il Mark Morris Dance Group esordì al Fisher Center per la Performing Arts al Bard College nello Stato di New York. La produzione iniziò successivamente un tour di un anno, includendo tappe come Berkeley, Norfolk, Londra, New York e Chicago.

MONTECCHI E CAPULETI (DANZA DEI CAVALIERI)

Prokofiev scrisse varie versioni strumentali del balletto ‘Romeo e Giulietta’, estrapolando i brani a suo parere più significativi: la Suite n.1 op.64 bis, la Suite n.2 op.64 ter, la Suite n.3 op.101, per orchestra. Esiste anche una versione per pianoforte solo: i 10 Pezzi per Pianoforte op.75.

La ‘Danza dei Cavalieri’, nota col titolo di ‘Montecchi e Capuleti’, fa parte del Primo Atto Scena Seconda del balletto, e compare sia nella Suite n.2 op.64 per orchestra, sia nei 10 Pezzi op.75 per pianoforte solo. Si tratta di un brano caratterizzato da una grande potenza sonora e carica dinamica, contrasti tra i timbri dei fiati e i ritmi puntati degli acuti prodotti dai violini, nell’ originale orchestrale. Nello spartito per pianoforte solo, la Danza dei Cavalieri non perde il suo fascino, mantenendo intatti i contrasti sonori e la carica dei ritmi.

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La vicenda si svolge a Verona. Due importanti famiglie, Montecchi e Capuleti, in eterno odio sono due piccoli eserciti banditeschi, frazioni furibonde e crudeli che non arretrano di fronte a nulla . Romeo e Giulietta appartengono alle due differenti famiglie.

ATTO I°

Scena prima – La piazza del mercato
Nella città di Verona le famiglie Capuleti e Montecchi sono divise da una grande rivalità. Il giovane Romeo Montecchi corteggia Rosalina che si prende gioco di lui. Nella piazza scoppia una lite tra i giovani delle due famiglie. Da un lato i Montecchi con a capo Benvolio e dall’altro i Capuleti capeggiati da Tebaldo. Mercuzio, amico di entrambe le famiglie, cerca, scherzando, di riportare la calma tra le due fazioni. La disputa termina all’arrivo del Principe che, temporaneamente, ristabilisce la pace.

Scena seconda – L’anticamera di Giulietta
Giulietta gioca allegramente con la sua nutrice. Entrano i suoi genitori insieme al cugino Tebaldo e al giovane Paride che sarà lo sposo che loro hanno scelto per lei. Paride dona a Giulietta un abito da sposa.

Scena terza – Davanti alla casa dei Capuleti
A casa Capuleti è iniziata la festa di fidanzamento. Romeo, che segue Rosalina, viene nuovamente da lei respinto mentre Mercuzio e gli amici lo prendono in giro per la sua delusione. Capuleti invita i giovani, che si sono nel frattempo mascherati, a partecipare alla festa.

Scena quarta – La sala da ballo dei Capuleti
Iniziano le danze. Giulietta fa il suo ingresso insieme a Paride ed esegue con lui la danza del fidanzamento. Anche Romeo, Mercuzio e Benvolio partecipano ai festeggiamenti ballando. Improvvisamente Romeo si trova di fronte a Giulietta. Le loro mani si sfiorano, i loro sguardi rimangono magicamente attratti. Romeo, però, viene riconosciuto da Tebaldo che vorrebbe scacciarlo dalla festa ma interviene Capuleti che, rispettoso dell’ospitalità, consente al giovane di rimanere. La festa prosegue con il ballo finale.

Scena quinta – Il giardino dei Capuleti
Romeo si è nascosto nel giardino di Giulietta che, intanto, si sta preparando per la notte. I suoi amici, Mercuzio e Benvolio, lo stanno cercando ma desistono al sopraggiungere di Tebaldo. Giulietta si affaccia al balcone. Sta ripensando al giovane sconosciuto che ha incontrato alla festa. Romeo esce dal suo nascondiglio e le si rivela. I due giovani, ormai innamorati, si giurano eterno amore.

ATTO II°

Scena prima – La piazza del mercato
Romeo è impaziente di avere notizie da Giulietta. Arriva la nutrice della fanciulla con una lettera per lui ma Mercuzio e Benvolio la molestano mentre la folla riempie il mercato. La nutrice riesce a raggiungere Romeo e a consegnargli la lettera con la quale Giulietta gli comunica che sarà Frate Lorenzo a celebrare in gran segreto il loro matrimonio quel giorno stesso.

Scena seconda – La cappella
Romeo attende ansiosamente Giulietta nella cappella. Quando la fanciulla arriva, Frate Lorenzo celebra il loro matrimonio.

Scena terza – La piazza del mercato
Mentre le due fazioni rivali gareggiano nelle danze, giunge Tebaldo che sta cercando Romeo per sfidarlo in duello. Romeo respinge la sfida e Tebaldo lo accusa di effeminatezza. Mercuzio, allora, reagisce all’insulto prendendo le veci dell’amico ma, pur se la sua sfida a Tebaldo è scherzosa, quest’ultimo lo trafigge a morte. Romeo, alla vista dell’amico morto, impugna la spada e uccide Tebaldo in duello. Sopraggiungono il Principe e Giulietta che si dispera per la morte del cugino e per aver appreso che il responsabile del delitto è suo marito. Romeo viene condannato all’esilio e gli viene ingiunto di lasciare Verona entro l’indomani mattina.

ATTO III°

Scena prima – La camera da letto di Giulietta
I genitori di Giulietta stanno discutendo con Paride i preparativi del matrimonio mentre la fanciulla è nella sua stanza triste e spaventata. Durante la notte la raggiunge attraverso la finestra il suo Romeo e i due giovani trascorrono insieme la loro notte d’amore. E’ giunta l’alba. Romeo deve partire ma Giulietta cerca di trattenerlo. Il giovane, però, è costretto a lasciarla. Entrano i genitori di Giulietta per annunciare alla figlia che la mattina seguente si celebrerà il suo matrimonio con Paride.

Scena seconda – La cappella
Giulietta, che si è recata da Frate Lorenzo per consigliarsi, trova nella cappella Paride. Frate Lorenzo si libera del promesso sposo dicendogli che Giulietta è venuta da lui per confessarsi. Poi alla giovane consiglia di bere una pozione che la farà precipitare in uno stato di morte apparente. I genitori, pensandola morta, la seppelliranno nella cripta mentre lui andrà ad avvertire Romeo che verrà a prenderla nella notte e la porterà con sè a Verona dopo che si sarà svegliata.

Scena terza – La camera da letto di Giulietta
Giulietta comunica ai suoi genitori che è pronta a sposare Paride l’indomani. Rimasta sola si sente combattuta. Non sà se uccidersi con lo stiletto di Tebaldo per riscattare l’onore della famiglia o bere la pozione che la ricongiungerà al suo amato. Alla fine decide di bere la pozione.

Scena quarta – L’anticamera di Giulietta
E’ mattino. Paride, accompagnato da musici e danzatori, si reca a dare il buon mattino alla sua promessa sposa. I genitori cercano invano di svegliare Giulietta e la credono morta. Benvolio parte sconvolto per Mantova per avvisare Romeo.

Scena quinta – La strada per Mantova
Anche Frate Lorenzo invia un suo emissario da Romeo. Ma l’incaricato, Frate Giovanni, viene assalito dai banditi, derubato ed ucciso.

Scena sesta – Mantova
Romeo, che non sà della morte di Giulietta, sta sognando la sua amata sposa quando sopraggiunge Benvolio con la tragica notizia della sua scomparsa. Sconvolto dal dolore Romeo parte per Verona.

Scena settima – La cripta dei Capuleti
Giulietta è distesa sul marmo della sua tomba. Romeo entra furtivamente e trova Paride nella cripta. Lo affronta e lo uccide. Poi abbraccia per l’ultima volta il corpo inanimato della sua sposa e si avvelena. Giulietta si risveglia lentamente. Ai piedi della tomba vede Romeo morto. Neanche una stilla del veleno che lo ha ucciso è rimasta sulle labbra del suo sposo che bacia per l’ultima volta. Allora prende lo stiletto di Romeo e si toglie la vita.

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NOTA STORICA

L’amore appassionato di due giovani violentemente contrastato dai genitori, e destinato a un epilogo tragico, ha sempre affascinato poeti, letterati e pubblico, trattandosi di una di quelle grandi e intramontabili tematiche che resistono all’ usura del tempo. Anche Dante menziona i nomi delle famiglie rivali nel VI canto del Purgatorio.

Ripercorrendo la storia dello spettacolo musicale (opera, balletto, musical o musica da scena che esso sia), molti compositori hanno subito il fascino del capolavoro shakespeariano, lasciandosi da questo ispirare: l’ opera belliniana “I Capuleti e i Montecchi”(1830), l’opera di Gounod “Romeo e Giulietta”(1867), il musical di Bernstein “West Side Story”, in cui la trama è rivisitata in chiave moderna (1953).

Tchaikovskij nel 1869 ne compone un’ ouverture, e Berlioz la “Synphonie Dramatique” del 1838. Entrambi i lavori verranno successivamente coreografati nel XX secolo (magistrale l’interpretazione coreografica del ’66 di Béjart sulla musica di Berlioz).

Le interpretazioni coreografiche sulla tragedia shakespeariana furono molteplici sin dal XVIII secolo, su musiche di autori minori. Nel ‘900 la versione del ’24 di Massine per Les soirées de Paris, adattato da Cocteau, quella del ’26 di Nijiska creata per i Ballets Russes di Diaghilev, con entr’acte del giovane Balanchine, quella del ’43 di Anthony Tudor per il Metropolitan Opera House di New York.

Le principali interpretazioni coreografiche sulla musica di Tchaikovskij furono quella di Serge Lifar a Parigi nel 1942, quella di Tatjana Gsovsky per Lipsia, sempre del ’42, e quella di Ruth Page per Chicago del ’69. La limitata durata della musica (circa venti minuti) ha costretto i coreografi e gli sceneggiatori a condensare al massimo l’azione.

Delle versioni sulla musica di Berlioz si ricordano quella di Bejart del ’66 per Bruxelles; vi è anche una versione del ’38 per Montecarlo di Gorge Stibine, una di Alberto Alonso per Cuba (1970), e una di Amedeo Amodio per l’ Aterballetto di Reggio Emilia (1995).

Le versioni sulla musica di Prokofiev: nel ’44 Birgit Culberg per Stoccolma, nel ’49 Margarita Froman per Zagabria, nel ’55 Frederick Ashton per Copenhagen, nel ’58 John Cranko per La Scala di Milano, con l’interpretazione di Carla Fracci e Mario Pistoni, nel ’65 Kenneth MacMillan per il Covent Garden di Londra, con l’interpretazione di Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev. 

 

“ROMEO E GIULIETTA” di Sergej Prokof’ev (The Bolshoi Ballet, Natalya Bessmertnova e Mikhail Lavrovsky):

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Written by mara

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