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Al Teatro La Fenice Myung-Whun Chung per Dvořák Brahms 15 giugno

La luce che squarcia di colpo le nebbie… non scandisce il battere di un destino, addita una meta lontana, all’ infinito.” (Sergio Sablich)

Teatro La Fenice, Stagione 2019 – 2020

 

Al Teatro La Fenice Myung-Whun Chung per Dvořák Brahms 15 giugno. Myung-Whun Chung torna a Venezia alla guida dell’ Orchestra Staatskapelle Dresden. La Sächsische Staatskapelle Dresden (Cappella di Stato sassone di Dresda) è un’orchestra sinfonica di Dresda. Essa fu fondata nel 1548, ed è pertanto una delle più antiche orchestre del mondo.

In programma:

 

Antonín Dvořák, Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88

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Johannes Brahms, Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98

 

QUANDO

Lunedì 15 Giugno 2020, ore 20.00

 

DOVE: Teatro La Fenice
San Marco 1965
30124 Venezia (VE)

 

INTERPRETI:

Direttore, Myung-Whun Chung

Staatskapelle Dresden

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea A al costo di € 132,00

Platea B al costo di € 143,00

Palco centrale – parapetto al costo di € 143,00

Palco centrale – dietro al costo di € 110,00

Palco laterale – parapetto al costo di € 115,50

Galleria al costo di € 88,00

Loggione al costo di € 75,50

 

Al Teatro La Fenice Myung-Whun Chung per Dvořák Brahms 15 giugno

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Myung-Whun Chung…

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Myung-Whun Chung inizia la sua attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni, e nel 1974 vince il secondo premio del Concorso Pianistico Čajkovskij di Mosca. Completa gli studi al Mannes College e alla Juilliard School di New York, e nel 1979 diventa assistente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic Orchestra. Due anni dopo, è nominato Direttore associato dell’Orchestra.

Dal 1984 al 1990 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 Direttore Principale Ospite del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 Direttore Musicale dell’Orchestra dell’ Opéra di Paris-Bastille e (dal 1997 al 2005) Direttore Principale dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Dal 2000 Myung-Whun Chung è Direttore Musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France.

Myung-Whun Chung ha diretto molte fra le orchestre più prestigiose del mondo; fra queste i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, la Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, la Staatskapelle Dresden, le orchestre sinfoniche di Boston e di Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre di Cleveland e di Philadelphia.

Le numerose registrazioni di Myung-Whun Chung, realizzate per Deutsche Grammophon, hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi.

Nel 2008 ha inciso per DG un tributo al suo maestro Olivier Messiaen con la Philharmonique di Radio France. Per il suo operato artistico gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini dall’Italia e, nel 1992, la Légion d’Honneur dalla Francia. Nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale. Nel 1995 e nel 2002 è stato inoltre insignito del Premio Victoire de la Musique.

Per la Filarmonica della Scala Myung-Whun Chung è uno dei direttori di riferimento; dal 1989, nella sala del Piermarini e in tournée, ha diretto concerti quasi ogni anno con quest’Orchestra. Nel settembre 2006 ha guidato l’Orchestra in un’importante tournée che ha compreso l’apertura di Settembre Musica a Torino, il debutto a Berlino e tappe a Mosca e Varsavia, mentre nel 2008 ha realizzato un ciclo di concerti a Tokyo, Osaka, Seoul, Shanghai e Pechino con la partecipazione del pianista Lang Lang, segnando il debutto della Filarmonica in Cina. L’attività fuori sede con la Filarmonica è proseguita nel 2009 con concerti in diversi paesi europei.

Parallelamente alla sua attività musicale, Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale delle droghe (UNDCP), nel 1995 è stato nominato “Uomo dell’anno” dall’UNESCO e, l’anno successivo, il Governo della Corea gli ha conferito il “Kumkuan”, il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana.

Attualmente ricopre l’incarico di Ambasciatore Onorario per la Cultura della Corea, il primo nella storia del Governo del suo Paese.

Nell’ aprile 2008 Myung-Whun Chung è stato nominato dall’ UNICEF “Goodwill Ambassador”, come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Dvořák_sinf.8

La Sinfonia n. 8 in Sol maggiore di Antonín Dvořák (op. 88) (B163) è considerata, assieme alla Sinfonia n. 7 in Re minore e alla più nota Sinfonia n. 9 in Mi minore, il picco degli scritti sinfonici di Dvořák e tra le sinfonie meglio riuscite del XIX secolo. Di queste, è la più influenzata dalla musica popolare boema.

Fu composta nel 1889 a Vysoká u Příbrami (Boemia) ed eseguita in prima assoluta, con la direzione dello stesso compositore, a Praga il 2 febbraio 1890; è divisa in quattro movimenti: il primo movimento, in Sol maggiore, è formato da due temi festosi influenzati dal romanticismo nazionalista slavo; il secondo movimento è formato da un tema malinconico in Do minore e da uno più sereno in Do maggiore; il terzo movimento, in Sol minore, è in forma di Scherzo e si ispira alle danze popolari slave; il quarto movimento è introdotto da squilli di tromba, segue un tema di danza introdotto dai violoncelli. Dopo un episodio centrale in diverse tonalità segue una riproposizione del primo tema in variazioni più lente fino a una coda molto ritmica dell’ orchestra al completo che conclude l’ opera.

 

“Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88″ by A. DVOŘÁK (The Cleveland Orchestra – George Szell, direttore – Studio recording, Cleveland, 24, 25, 31.X & 1.XI.1958):


“Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88″ by A. DVOŘÁK (Wiener Philharmoniker – Herbert von Karajan, direttore – August 15, 1974, Großes Festspielhaus, Salzburg):

“Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88″ by A. DVOŘÁK (Munich Symphony Orchestra) – Mihaly Kaszas, direttore – 18.05.2012):

L’ Ottava Sinfonia di Dvořák prevede il seguente organico orchestrale:

– 2 flauti (uno anche ottavino)

– 2 oboi (uno anche corno inglese)

– 2 clarinetti

– 2 fagotti

– 4 corni

– 2 trombe

– 3 tromboni

– Basso Tuba

– Percussioni: timpani

– Strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli e contrabbassi)

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La Sinfonia n. 4 in Re minore Op. 120 è l’ ultima Sinfonia pubblicata da Robert Schumann.

La composizione di quest’opera iniziò il 30 maggio 1841, immediatamente dopo la sua stessa Si bemolle maggiore Op. 38, e si concluse il 9 ottobre. A differenza della Prima Sinfonia, applauditissima il 31 marzo 1841 a Lipsia, nell’ esecuzione diretta da Mendelssohn, l’ accoglienza tributata alla Sinfonia in re minore il 6 dicembre dello stesso anno, pure al Gewandhaus di Lipsia, sotto la bacchetta di Ferdinand David, fu assai poco calorosa, inducendo l’autore alla

«consapevolezza che le opere scritte con tanta precipitazione abbisognavano di rielaborazioni, specie nell’orchestrazione»,

secondo una lettera alla moglie Clara. Fu così che dopo questa prima esecuzione, Schumann mise da parte le partiture; ci sarebbero voluti ben dodici anni, nonchè altre due sinfonie, perchè Schumann sentisse l’esigenza di riprendere in mano quel lavoro in cui non aveva mai smesso di credere. Lo stimolo prese forma a Düsseldorf, nel 1852, durante il periodo trascorso dal compositore alla direzione della Società corale. Anni difficili, sia sotto il profilo nervoso, sia sotto il profilo professionale.

In realtà la revisione cui Schumann sottopose la Sinfonia in re minore si limitò ad una limatura di certe parti strumentali, specie di fiati, non interferendo affatto nella struttura originaria della composizione, la cui singolarità non risiede tanto nell’ apparente, rapsodico andamento esteriore – a proposito del quale l’autore era stato a lungo incerto se chiamare il lavoro «Sinfonia» o «Symphonische Phantasie» (Fantasia sinfonica) o «Introduzione, Allegro, Romanza, Scherzo e Finale in un solo tempo» – quanto nell’ esemplare organicità dello schema, un esito senza precedenti per Schumann, che pure è stato il teorico della soggettiva liberazione di emozioni e sentimenti in nome della romanticissima esaltazione dell’espressione artistica.

L’ esecuzione della versione rivista, il 3 marzo del 1853 a Düsseldorf, seppe finalmente raccogliere quel consenso che era mancato alla prima presentazione pubblica.

L’autentica novità della Sinfonia in re minore è però di carattere strutturale: lo schema unitario della Quarta cioè non si estrinseca soltanto in una semplice sutura tra i vari tempi, come in parte già era stato realizzato da Beethoven, da Mendelssohn o da Berlioz, ma risulta predeterminato dall’ impiego «di un materiale tematico derivante da un’unica cellula e con l’adozione di una tonalità cioè il re, maggiore o minore, sostanzialmente immutata, salvo l’inizio della Romanza e del Trio», come ha osservato il Young, il quale poi precisa che «nelle prime battute dell’ Introduzione, Schumann ha collocato il nucleo generatore della Sinfonia, facendo derivare dal disegno degli archi sulla quarta corda il tema principale del primo movimento, il soggetto secondario del secondo tempo e, nello Scherzo, il tema del Trio; dal suo rovescio, discende il primo soggetto del secondo movimento, oltre al tema dello Scherzo; da una nota puntata viene dedotto un disegno – presente pure nell’Introduzione – di note puntate, da cui dipendono il soggetto secondario del primo movimento e il tema principale del Finale». 

Gli studi più recenti infine ribadiscono la tesi che il sinfonismo schumanniano è una delle chiavi di volta della creatività orchestrale del XIX secolo, per le influenze suscitate sulle generazioni successive di compositori, da Franck a Bruckner a Mahler ecc., tutti stimolati dall’ anelito di Robert Schumann a rappresentare il mondo dei sentimenti in una forma fantastica e dalla sua lotta per il rinnovamento della musica.

 

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (New York Philharmonic, Leonard Bernstein – Studio recording, New York, 1960):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Wilhelm Furtwängler):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Vienna Philharmonic Orchestra – Leonard Bernstein, conductor):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Munich Philharmonic Orchestra – Sergiu Celibidache – Live recording, September 1986):

Sul frontespizio della partitura Schumann indicò che il lavoro consisteva di quattro movimenti: Introduzione, Allegro, Romanza, Scherzo e Finale “in un solo movimento”.

  1. Moderatamente lento, Vivace
  2. Romanza: Moderatamente lento
  3. Scherzo (Vivace), Trio
  4. Lento, Vivace, Più presto

Il materiale tematico della Sinfonia in re minore, nei quattro movimenti che si succedono senza soluzione di continuità, deriva da tre motivi presenti nella lenta introduzione. Dal punto di vista lessicale, Schumann elabora, nei vari episodi della Quarta, tale materiale in modo da sintonizzarlo con l’espressione dei più svariati e contrapposti stati emozionali, trascorrendo dall’inquietudine, intrisa di atmosfere demoniache, dell’ Allegro alla struggente e nostalgica effusione della Romanza, all’ incalzante vitalità dello Scherzo, al clima idilliaco del Trio ed alla trascinante baldanza del Finale: il tutto comunque secondo coordinate di intensificazione espressiva proprie della Romantik.

1. Moderatamente lento, Vivace

L’intero primo movimento si basa sullo sviluppo di una frase tematica esposta nell’Introduzione (Moderatamente lento) da violini secondi, viole e fagotti.

2. Romanza: Moderatamente lento

E invece il discorso si sospende e, come voltando pagina, conduce direttamente in tutt’altro clima espressivo. La parentesi lirica della Romanza è l’altra faccia del mondo poetico di Schumann: quella intima, delicata, tenue.

3. Scherzo (Vivace), Trio

E la corsa riprende, ancora più fremente, nello Scherzo. Anche qui il legame tematico con il primo movimento è evidente: Schumann lavora circolarmente su un materiale monotematico, mostrandocene le metamorfosi e trasformandone il carattere timbrico e ritmico.

4. Lento, Vivace, Più presto

In “pianissimo” attacca in modo inatteso un Lento. Questa nuova “Introduzione”, che riafferma il tratto ciclico della Sinfonia, immette senza soluzione di continuità nel veemente e decisamente liberatorio tripudio del Finale, sempre più incalzante.

Il finale diventa sempre più pressante, dirompente e liberatorio in evidente analogia con quello della quinta sinfonia di Beethoven; ma qui

la luce che squarcia di colpo le nebbie… non scandisce il battere di un destino, addita una meta lontana, all’ infinito.” (Sergio Sablich)

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Written by mara

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