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Al Teatro La Fenice Venezia LA TRAVIATA di Verdi gennaio 2020

“Ti prego dunque di adoperarti affinché questo soggetto sia il più possibile originale e accattivante nei confronti di un pubblico sempre teso a cercare in argomenti inusuali un confine alla propria moralità”
(Giuseppe Verdi nella lettera a Francesco Maria Piave sulla trama della Traviata)

Locandina per la prima de La traviata, Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo 1853Locandina per la prima de La traviata, Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo 1853

 

La traviata è un’ opera in tre atti di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. È basata su La signora delle camelie, opera teatrale di Alexandre Dumas (figlio), che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo.

Fa parte della “trilogia popolare” assieme a Il trovatore e a Rigoletto.

Fu in parte composta nella villa degli editori Ricordi a Cadenabbia, sul lago di Como.

La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice il 6 marzo 1853 ma, a causa di interpreti carenti e – probabilmente – per il soggetto allora considerato scabroso, si rivelò un sonoro fiasco; fu ripresa il 6 maggio dell’ anno successivo a Venezia al Teatro San Benedetto nella seconda versione con interpreti più validi, come Maria Spezia Aldighieri e diretta dal compositore, riscosse finalmente il meritato successo.

A causa della critica alla società borghese, l’ opera, nei teatri di Firenze, Bologna, Parma (10 gennaio 1855 nel Teatro Regio di Parma come Violetta), Napoli e Roma, fu rimaneggiata dalla censura e messa in scena con alcuni pezzi totalmente stravolti. Sempre per sfuggire alla censura, l’ opera dovette essere spostata come ambientazione cronologica dal XIX al XVIII secolo.

Secondo i dati pubblicati da Operabase nel 2013 è l’ opera più rappresentata al mondo nelle ultime cinque stagioni, con 629 recite.

 

IL CAST

La Traviata

di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi
 

Direttore, Stefano Ranzani

Regia, Robert Carsen

Scene e Costumi, Patrick Kinmonth

Coreografia, Philippe Giradeau

Light designer, Robert Carsen e Peter Van Praet

Maestro del Coro, Claudio Marino Moretti
 
 
Interpreti:

Violetta   

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Allestimento Fondazione Teatro La Fenice

con sopratitoli in italiano e in inglese

Durata complessiva: 2 ore e 55 minuti

 

QUANDO

Sabato 4 gennaio 2020, ore 19.00

Domenica 5 gennaio 2020, ore 15.30

Sabato 18 gennaio 2020, ore 19.00

Mercoledì 22 gennaio 2020, ore 19.00

Venerdì 24 gennaio 2020, ore 19.00

Domenica 26 gennaio 2020, ore 15.30

Martedì 28 gennaio 2020, ore 19.00

Mercoledì 29 gennaio 2020, ore 19.00

 

DOVE: Teatro La Fenice
San Marco, 1965

30124 Venezia (VE)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Sabato 4 gennaio 2020, ore 19.00; Domenica 5 gennaio 2020, ore 15.30; Sabato 18 gennaio 2020, ore 19.00; Mercoledì 22 gennaio 2020, ore 19.00; Venerdì 24 gennaio 2020, ore 19.00; Domenica 26 gennaio 2020, ore 15.30; Martedì 28 gennaio 2020, ore 19.00; Mercoledì 29 gennaio 2020, ore 19.00

Platea A al costo di € 181,50
Platea B al costo di € 230,00
Palco centrale – parapetto al costo di € 209,00
Palco centrale – dietro al costo di € 165,00
Palco centrale III – parapetto al costo di € 159,50
Palco centrale III – dietro al costo di € 132,00
Palco laterale – parapetto al costo di € 126,50
Palco laterale III – parapetto al costo di € 110,00
Galleria al costo di € 99,00
Galleria no parapetto al costo di € 45,00
Loggione al costo di € 77,00

 

Al Teatro La Fenice Venezia LA TRAVIATA di Verdi gennaio 2020

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

 

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“Ah della traviata sorridi al desìo
a lei deh perdona, tu accoglila, o Dio”
(Violetta, atto III scena IV)

ATTO PRIMO La celebre cortigiana Violetta Valéry dà un fastoso ricevimento. Le viene presentato da un amico comune (Gastone, visconte di Letorières) un suo appassionato ammiratore: Alfredo Germont, da un anno innamorato di lei. Il giovane le dedica un brindisi e la invita a ballare, ma Violetta, presa da una crisi di tosse, non riesce a raggiungere con gli altri il salone delle danze: deve fermarsi. Alfredo le rimane accanto e le dichiara il suo amore; Violetta gli dà una camelia, il suo fiore prediletto, invitandolo a ripresentarsi quando il fiore sarà appassito. Alfredo è felice ed abbandona la festa, Violetta raggiunge gli altri. Gli amici in festa salutano l’arrivo del nuovo giorno. Rimasta sola, Violetta riflette con sorpresa su se stessa, rendendosi conto di essere innamorata di Alfredo, e prova un violento conflitto interiore: un amore responsabilmente accettato cambierebbe la sua vita. Presto si risveglia dalle sue fantasie: le esperienze le hanno anche insegnato ad essere scettica e conclude di non aver altro destino che quello dei piaceri mondani; ma la voce di Alfredo fuori scena la fa trasalire, dimostrando la fallacia della sua negazione all’amore.

ATTO SECONDO Quadro primo. Alfredo e Violetta vivono felici in una villa di campagna, lontano dalla mondanità. Alfredo sente pienamente realizzata la sua felicità, ma scopre dalla cameriera Annina che Violetta sta vendendo i suoi beni per pagare le loro spese; ferito nell’orgoglio, decide di recarsi a Parigi al fine di procurarsi il denaro necessario. Violetta rientra mentre Alfredo è ancora fuori; rimasta sola, riceve la visita del padre di Alfredo, Giorgio Germont. Questi minaccia Violetta chiedendole di abbandonare il figlio perché la relazione lo sta rovinando. Violetta gli dimostra di essere in procinto di spogliarsi dei propri beni pur di non chiedere denaro ad Alfredo. Germont ne resta colpito, e cambia tono, ma non desiste dal suo proposito, pregandola di lasciare Alfredo perché il fidanzamento di sua sorella rischia di essere compromesso a causa del loro scandaloso legame. Violetta crede di poter risolvere l’impasse separandosi per qualche tempo da Alfredo, ma Germont affonda la lama: non essendo la loro unione sancita dal matrimonio, le prospetta il futuro di una vecchiaia incerta. Violetta accetta di sacrificare la propria felicità per quella di Alfredo e della sua famiglia. Alfredo torna, ignaro di tutto, mentre Violetta è allo scrittoio. Dopo avergli indirizzato parole di struggente dolcezza ella parte, facendogli quindi recapitare un biglietto nel quale, mascherando la vera motivazione del suo gesto, scrive di aver deciso il ritorno alla vita mondana, sotto la protezione del ricco barone Douphol. Alfredo è sconvolto di sdegno e gelosia, ed a nulla valgono le parole d’affetto del padre. Scovato un invito di Flora Bervoix per Violetta si affretta anch’egli alla festa ove potrà dar voce ai suoi propositi di vendetta. Quadro secondo. Grande festa mascherata in casa di Flora; numerosi sono gli invitati, vi figurano anche scene d’intrattenimento con maschere di zingarelle e di toreri. Giunge Violetta accompagnata da Douphol. Alfredo siede al tavolo da gioco e finge indifferenza, ma la tensione serpeggia. Gli invitati si muovono verso la sala da pranzo, Violetta prega Alfredo di andarsene perché teme per la sua vita, Alfredo tuttavia risponde che se ne andrà solo se ella lo vorrà seguire. Violetta nega: ha giurato di non farlo. – Al barone? – incalza Alfredo. – Al barone – mente Violetta. Alfredo perde il controllo, chiama a sé gli invitati e si dichiara pronto a pagare la donna, gettandole ai piedi in segno di disprezzo il denaro vinto al gioco. Sopraggiunge Giorgio Germont che lo rimprovera e lo trascina con sé.

ATTO TERZO Violetta giace a letto, malata e, come il medico Grenvil conferma ad Annina, ormai senza speranza. Violetta legge una lettera di Giorgio Germont che le comunica di aver raccontato la verità al figlio, il quale la sta raggiungendo. Lei teme solo di non fare in tempo a dar loro l’estremo saluto. Sulle strade si festeggia il carnevale. All’ arrivo di Alfredo i due si abbracciano, egli spera di ricominciare la vita insieme abbandonando Parigi; giunge anche Germont. Ma è troppo tardi: Violetta dona ad Alfredo il proprio ritratto; dopo un ultimo slancio vitale, muore fra la costernazione generale.

“Il ruolo di Violetta è assolutamente centrale, ed è stato il campo di confronto e anche di battaglia delle grandi primedonne. Si dice comunemente che l’interprete di Violetta deve avere tre voci: una per atto. Agile e dotata di virtuosismo quasi belcantistico per la grande scena del primo atto (È strano…, e in particolare gli impervi vocalizzi di Sempre libera); e una voce intensa e drammatica nel secondo atto – si pensi al lussureggiante duetto che occupa quasi interamente l’atto – con il clou drammatico di Amami Alfredo, in una sola frase musicale un’espansione lirica appassionata condensa la verità dell’opera; infine una voce straziante da malata che vuole ancora vivere nel terzo atto” (Simonetta Chiappini Folli, sonnambule, sartine. La voce femminile nell’ Ottocento italiano, Le Lettere” Firenze, 2006)

 

ASCOLTA QUI La Traviata by G. Verdi (1988):

ASCOLTA QUI La Traviata by G. Verdi (Conductor – James Conlon, Violetta – Renée Fleming, Flora Bervoix – Suzanna Guzman, Annina – Anna Alkhimova, Alfredo Germont – Rolando Villazón, Georgio Germont – Renato Bruson, Gastone de Letorier – Daniel Montenegro, Baron Douphol – Philip Craus, Marchese d’Obigny – Lee Poulis, Doctor Grenvil – James Cresswell, Giuseppe – Sal Malaki):

 

 

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Written by mara

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