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Al Teatro Lirico di Cagliari opera Don Giovanni giugno-luglio 2019

«L’ opera è andata in scena con il successo più clamoroso possibile», Mozart dopo la prima del Don Giovanni

Locandina storica

Don Giovanni (titolo originale: Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni, K 527) è un’opera lirica in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart.

È la seconda delle tre opere italiane che il compositore austriaco scrisse su libretto di Lorenzo Da Ponte (che era al servizio dell’imperatore d’Austria), il quale attinse a numerose fonti letterarie dell’epoca. Essa precede Così fan tutte (K 588) e segue Le nozze di Figaro (K 492), e venne composta tra il marzo e l’ottobre del 1787, quando Mozart aveva 31 anni.

Commissionata dall’imperatore Giuseppe II, anche a seguito del successo di Don Giovanni o sia Il convitato di pietra di Giuseppe Gazzaniga, non andò tuttavia in scena per la prima volta a Vienna, bensì al Teatro degli Stati di Praga. Don Giovanni è considerata uno dei capolavori di Mozart, della musica e della cultura occidentale in generale.

Le due versioni

L’opera andò in scena per la prima volta a Praga il 29 ottobre 1787, dopo alcuni rinvii a partire dal 14 ottobre. Dopo l’esito fortunato di quella “prima”, il compositore scriveva con comprensibile entusiasmo: «L’opera è andata in scena con il successo più clamoroso possibile». Sappiamo inoltre che la sera del 3 novembre vi era stata la quarta recita, con incasso «a beneficio del compositore», e vi è notizia che molti insistettero per trattenere Mozart a Praga onde commissionargli una nuova opera; l’impresario Guardasoni, proprio in quei giorni, si affretta a scrivere a Da Ponte: «Evviva Da Ponte! Evviva Mozart! Tutti gli impresari, tutti i virtuosi devono benedirli! Finché essi vivranno, non si saprà mai cosa sia la miseria teatrale». Dopo il grande successo di Praga, nel mese di maggio dell’anno successivo l’opera fu rappresentata a Vienna nel Burgtheater.

Poiché il pubblico viennese, piuttosto conservatore, avrebbe probabilmente accettato malvolentieri l’opera nella sua versione originaria, l’autore eseguì non pochi tagli e alcune rilevanti modifiche. Il principale taglio riguardò il finale del secondo atto, dove venne eliminata la scena 20, in cui si ritrovano tutti i personaggi a commentare la fine di Don Giovanni, con il concertato finale in re maggiore che contiene la morale conclusiva:

«Questo è il fin di chi fa mal:
E de’ perfidi la morte
Alla vita è sempre ugual»

In sostanza, nella versione viennese l’opera si conclude con la scena 19, e cioè la contesa di Don Giovanni col Commendatore e la sua discesa all’inferno in mezzo al coro (soli bassi) delle anime dannate. Secondo alcuni, il taglio della “scena ultima” sarebbe avvenuto già a Praga; secondo altri, non sarebbe avvenuto mai, né a Praga, né a Vienna.

Questa scelta artistica di Mozart fu probabilmente dettata dal voler concludere l’opera nella stessa tonalità (re minore) in cui incomincia l’ouverture, dandole così un aspetto ciclico. La disputa tra i sostenitori della partitura praghese e quelli della partitura viennese nacque quasi immediatamente.

Anche in tempi moderni si ritrovano entrambe le scelte (il maestro Riccardo Muti preferisce quella viennese in re minore). Dal punto di vista filologico, la disputa è stata però definitivamente risolta dai membri della Neue Mozart-Ausgabe (un’autorevole istituzione che lavora dagli anni cinquanta alla revisione critica dell’opera mozartiana), a favore della versione praghese: dal punto di vista storico, infatti, nel ‘700 una tragicommedia era sempre conclusa da una scena d’assieme che conteneva la morale della storia.

Nella versione praghese non sono presenti l’aria Dalla sua pace, il duetto Per queste tue manine, l’aria Mi tradì quell’alma ingrata e si dice anche l’ultima scena Ah dove il perfido. La versione più spesso usata dai direttori d’orchestra è quella praghese, ma è possibile ascoltare anche quella viennese (John Eliot Gardiner, Roger Norrington e René Jacobs la preferiscono).

Ciononostante il Don Giovanni, sebbene nella versione di Praga avesse ottenuto un grandissimo successo, nella versione viennese non fu molto apprezzato dal pubblico, non per la musica, ma per la trama dove un nobile, ossia Don Giovanni, muore, e in questo modo poteva provocare delle ribellioni del popolo contro altri nobili, ed in questo caso contro l’imperatore austriaco; quindi Mozart e Da Ponte non riuscirono ad ottenere un successo della loro opera paragonabile a quello praghese; e l’imperatore Giuseppe II ebbe a dire che: «Il Don Giovanni non è pane per i denti dei miei viennesi».

 

IL CAST

Don Giovanni

Dramma giocoso in due atti
Libretto di Lorenzo Da Ponte

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
 

Maestro concertatore e direttore, Gérard Korsten  

Maestro del coro, Donato Sivo

Regia, Daniela Zedda, da un’ idea di Giorgio Strehler

 
 
Interpreti:

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

Nuova produzione, su allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

 

QUANDO

Venerdì 28 Giugno 2019, ore 21.00 – turno A

Sabato 29 Giugno 2019, ore 21.00 – turno G

Domenica 30 Giugno 2019, ore 21.00 – turno D

Martedì 2 Luglio 2019, ore 21.00 – turno F

Mercoledì 3 Luglio 2019, ore 21.00 – turno B

Venerdì 5 Luglio 2019, ore 21.00 – turno C

Sabato 6 Luglio 2019, ore 17.00 – turno I

Domenica 7 Luglio 2019, ore 21.00 – turno E

Mercoledì 10 Luglio 2019, ore 19.00 – turno L

Venerdì 12 Luglio 2019, ore 21.00 – fuori abbonamento

Mercoledì 17 Luglio 2019, ore 21.00 – fuori abbonamento

Venerdì 19 Luglio 2019, ore 21.00 – fuori abbonamento

Mercoledì 24 Luglio 2019, ore 21.00 – fuori abbonamento

 

DOVE: Teatro Lirico di Cagliari
via Sant’ Alenixedda
09128 Cagliari (CA)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Venerdì 28 Giugno 2019, ore 21.00 – turno A; Domenica 30 Giugno 2019, ore 21.00 – turno D; Mercoledì 3 Luglio 2019, ore 21.00 – turno B; Venerdì 5 Luglio 2019, ore 21.00 – turno C; Domenica 7 Luglio 2019, ore 21.00 – turno E

platea settore 1° (giallo) al costo di 86,46 €

platea settore 2° (rosso) al costo di 69,17 €

platea settore 3° (blu) al costo di 57,64 €

1′ loggia settore 1° (giallo) al costo di 63,40 €

1′ loggia settore 2° (rosso) al costo di 51,88 €

1′ loggia settore 3° (blu) al costo di 46,11 €

2′ loggia settore 1° (giallo) al costo di 40,35 €

2′ loggia settore 2° (rosso) al costo di 28,82 €

2′ loggia settore 3° (blu) al costo di 23,06 €

 

Sabato 29 Giugno 2019, ore 21.00 – turno G; Martedì 2 Luglio 2019, ore 21.00 – turno F; Sabato 6 Luglio 2019, ore 17.00 – turno I; Mercoledì 10 Luglio 2019, ore 19.00 – turno L; Venerdì 12 Luglio 2019, ore 21.00 – fuori abbonamento; Mercoledì 17 Luglio 2019, ore 21.00 – fuori abbonamento; Venerdì 19 Luglio 2019, ore 21.00 – fuori abbonamento; Mercoledì 24 Luglio 2019, ore 21.00 – fuori abbonamento

platea settore 1° (giallo) al costo di 58,16 €

platea settore 2° (rosso) al costo di 46,11 €

platea settore 3° (blu) al costo di 34,58 €

1′ loggia settore 1° (giallo) al costo di 46,11 €

1′ loggia settore 2° (rosso) al costo di 34,58 €

1′ loggia settore 3° (blu) al costo di 28,82 €

2′ loggia settore 1° (giallo) al costo di 28,82 €

2′ loggia settore 2° (rosso) al costo di 23,06 €

2′ loggia settore 3° (blu) al costo di 17,29 €

 

Teatro Lirico di Cagliari: opera DON GIOVANNI di Mozart

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 
Personaggi
  • Don Giovanni: giovane cavaliere molto licenzioso che passa la vita a sedurre le donne (baritono o basso).
  • Leporello: servitore di Don Giovanni. Trascrive le conquiste amorose del suo padrone su un catalogo (basso-baritono o basso).
  • Commendatore: il Signore di Siviglia e padre di Donna Anna; all’inizio è ucciso da Don Giovanni ma torna sotto forma di statua per punirlo (basso o basso profondo).
  • Donna Anna: figlia del Commendatore e promessa sposa di Don Ottavio (soprano).
  • Don Ottavio: promesso sposo di Donna Anna (tenore).
  • Donna Elvira: nobile dama di Burgos abbandonata da Don Giovanni, che lo cerca perché si penta delle sue malefatte (soprano).
  • Zerlina: contadina corteggiata da Don Giovanni (soprano).
  • Masetto: promesso sposo, molto geloso, di Zerlina (baritono o basso).
  • Contadini e Contadine: amici di Masetto e Zerlina (coro).
  • Servi: servitori e gendarmi di Donna Anna e Don Ottavio (coro).
  • Suonatori: suonatori di Don Giovanni (coro).
  • Demoni e Diavoli: entità infernali richiamate dalla statua del Commendatore per trascinare Don Giovanni all’inferno (coro).

Trama

Atto I

Leporello attende il suo padrone Don Giovanni, introdottosi mascherato in casa di Donna Anna per sedurla e, se del caso, violentarla, lamentandosi della sua condizione di servitore. Ma la tentata violenza da parte del nobile non riesce: egli era intento a cercare di violentare Donna Anna che, anche se all’inizio credeva che fosse il suo fidanzato Don Ottavio a farle visita, subito dopo si era accorta dell’inganno ed era riuscita ad allontanare il nobiluomo dalla sua stanza, facendolo scappare fino in giardino, dove il servo lo attendeva. Sopraggiunge allarmato il Commendatore, padre di Anna, che dopo aver mandato la figlia a chiamare i soccorsi, sfida a duello Don Giovanni. Questi, prima riluttante, accetta ed in pochi istanti uccide il vecchio. Ritrova Leporello che, spaventato, si era nascosto. Ora che il Commendatore è stato ucciso, al nobile ed al suo complice non resta che fuggire. Donna Anna, quando scopre il cadavere del padre, sviene per il dolore; Don Ottavio, che l’accompagna, la soccorre e le promette di vendicare la morte del suocero a qualsiasi costo.

Nel frattempo, Don Giovanni è per strada con Leporello in cerca di nuove conquiste e, mentre parla con quest’ultimo, scorge da lontano una fanciulla tutta sola e le si avvicina, ma quando scopre che quella dama è Donna Elvira, da lui già sedotta ed abbandonata pochi giorni prima e che ora lo cerca disperata d’amore, si trova in grande imbarazzo. Don Giovanni cerca di giustificarsi e quando Donna Elvira viene distratta da Leporello, si allontana in fretta lasciando il povero servo a tentare di placare la furia funesta di donna Elvira: viste le circostanze, egli non può far altro che rivelarle la vera natura del carattere di Don Giovanni e l’infinita serie delle sue conquiste di donne in tutto il mondo: 640 in Italia, 231 in Germania, 100 in Francia, 91 in Turchia e in Spagna 1003.

Donna Elvira, sebbene sia sconvolta e molto triste, non vuole arrendersi e ricercherà quel birbone di Don Giovanni affinché si penta definitivamente delle sue malefatte. Intanto, un gruppo di contadini e contadine festeggiano le nozze di Zerlina e Masetto. Don Giovanni e Leporello, fuggiti da Donna Elvira, vanno a vederle. Intenzionato a sedurre la fresca sposina, Don Giovanni fa allontanare con una scusa il marito in compagnia di Leporello (che stava corteggiando alcune invitate) con tutti gli altri paesani, suscitando l’ira di Masetto che però riesce a contenersi e, rimasto solo con la giovane Zerlina, la invita a seguirlo e le promette di sposarla. Proprio quando Zerlina sta per cedere alle promesse e alle lusinghe di Don Giovanni, sopraggiunge Donna Elvira arrabbiatissima, che la avvisa delle cattive intenzioni del malvagio libertino e la porta via con sé mentre arrivano Donna Anna e Don Ottavio, venuti a chiedere a Don Giovanni aiuto per rintracciare l’ignoto assassino del Commendatore, senza sapere che sia stato proprio lui. Donna Elvira arriva di nuovo e dice di non credere a Don Giovanni, ma questi la accusa di essere pazza. Donna Anna e Don Ottavio, partiti Don Giovanni e Donna Elvira, rimangono soli: Donna Anna ha riconosciuto dalla voce di Don Giovanni l’uccisore del padre, ricorda al fidanzato la sua promessa e poi parte. Rimasto solo, Don Ottavio rimane stupito dalle parole di Donna Anna, ma prima di arrestare Don Giovanni, decide di andarla a consolare.

Don Giovanni, per sedurre Zerlina, ordina a Leporello di organizzare una grande festa in onore del matrimonio. Partiti, Zerlina cerca di farsi perdonare da Masetto ma nel frattempo arriva Don Giovanni che li invita al ballo insieme agli altri paesani. Prima della festa, Donna Anna, Don Ottavio e Donna Elvira vogliono andare mascherati al matrimonio che Don Giovanni ha organizzato, per arrestarlo. Il donnaiolo ordina a Leporello di invitarli, senza sapere le loro intenzioni. Arrivano contadini e contadine in festa che iniziano a scherzare e ballare. Il cavaliere balla con Zerlina e la conduce in disparte per farla sua, mentre Leporello intrattiene ancora Masetto. Ma la giovane grida fuori scena e tutti vengono in suo soccorso. Don Giovanni dapprima cerca di accusare della tentata violenza l’innocente Leporello, ma Donna Elvira, Donna Anna e Don Ottavio, gettate le maschere, lo accusano apertamente e cercano di arrestarlo insieme a Masetto, Zerlina e agli altri paesani. Don Giovanni e Leporello, però, riescono a fuggire.

Atto II

La Sera, di fronte alla casa di Donna Elvira, Don Giovanni e Leporello discutono animatamente (Eh via, Buffone). Inizialmente quest’ultimo, dopo le accuse rivoltegli ingiustamente, vorrebbe prendere le distanze dal suo padrone, ma questi, offrendogli del denaro, lo convince a tornare al suo servizio attuando una nuova impresa: scambiare con lui gli abiti in modo tale che mentre il servo distrae Elvira, egli possa corteggiare impunemente la sua cameriera. Donna Elvira, affacciatasi alla finestra (Ah, taci ingiusto core), cade nel tranello e si illude che Don Giovanni si sia pentito e ravveduto.

Dopo che Donna Elvira e Leporello travestito si sono allontanati, Don Giovanni intona una serenata sotto la finestra della cameriera (Deh vieni alla finestra). Sopraggiunge Masetto in compagnia di contadini e contadine armati in cerca del nobile per ucciderlo. Protetto dal suo travestimento, Don Giovanni riesce a far allontanare tutti gli altri tranne Masetto (Metà di voi qua vadano): rimasto solo con il giovane e con l’inganno privato delle sue armi, Don Giovanni lo prende a botte e si allontana. Zerlina, di lì passante, soccorre il marito che quando le rivela l’accaduto, decide insieme a questi di catturare non solo Don Giovanni ma anche il suo sfortunato complice dato che Masetto crede di esser stato picchiato da lui (Vedrai carino).

Nel frattempo, Leporello travestito non sa più come comportarsi con Donna Elvira che lo incalza e vorrebbe fuggire senza dare nell’occhio: trovata un’uscita, decide di tagliare la corda, ma è bloccato dall’arrivo di Donna Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto accompagnati da servi, contadini e contadine, che credendolo Don Giovanni, si fanno avanti per catturarlo e ucciderlo, non prima che però il poveretto riveli la sua vera identità (Sola sola in buio loco). Le cose comunque non cambiano, Zerlina lo accusa di aver picchiato Masetto, Donna Elvira di averla ingannata e Don Ottavio e Donna Anna di tradimento, quindi lo vogliono uccidere ugualmente. Il servo spiega a Masetto e a Zerlina di non sapere nulla, dato che è da un’ora che gira con Donna Elvira e spiega a Donna Anna e a Don Ottavio che non ha colpa di tradimento verso di loro, poi fugge (Ah, pietà signori miei). Don Ottavio è sempre più deciso ad assicurare Don Giovanni alla giustizia e parte per vendicare gli amici (Il mio tesoro). Mentre Masetto cerca Don Giovanni, Zerlina raggiunge Leporello e cerca di eliminarlo perché non crede alle sue parole, ma con l’inganno Leporello riesce a fuggire nuovamente (Per queste tue manine). Zerlina, insieme a Donna Elvira, cerca di inseguirlo ma sopraggiunge Masetto che spiega che Leporello è innocente perché ha visto Don Giovanni con gli abiti del servo, poi partono. Donna Elvira, rimasta da sola, dà sfogo a tutta la sua amarezza e rabbia ai suoi sentimenti contrastanti, divisi fra l’amore per Don Giovanni e il desiderio di vendetta nei suoi confronti (In quali eccessi e Mi tradì quell’alma ingrata).

È notte fonda, verso le due. Don Giovanni si è rifugiato nel cimitero e attende Leporello. Questi arriva e racconta al padrone ciò che gli è capitato dicendo che avrebbe fatto meglio ad andarsene invece di accettare la sua offerta di soldi: Giovanni reagisce ridendo di gusto all’accaduto del suo servo, ma all’improvviso si ode una voce minacciosa: «Di rider finirai pria dell’aurora». Stupiti, si guardano intorno per vedere di chi fosse quella voce tenebrosa, ma la si sente ancora dicendo «Ribaldo, audace, lascia ai morti la pace». È la statua funebre del Commendatore a parlare. Leporello è tremante nascosto sotto una panchina, ma Don Giovanni non ne è per nulla intimorito, anzi, ordina beffardo a Leporello, terrorizzato, di invitarla a cena (Oh statua gentilissima): la statua accetta rispondendo terribilmente “Sì”.

Palazzo del Commendatore, notte. Don Ottavio chiede a Donna Anna se si sia decisa a sposarlo. Donna Anna dice che lo ama moltissimo ma è troppo addolorata per la perdita del padre, quindi dichiara che potrà sposarlo solo quando il colpevole di questo atroce delitto (Don Giovanni) sarà arrestato (Non mi dir). Don Ottavio non può fare a meno di darle ragione: lui e i suoi amici vendicheranno il Commendatore, ma nessuno di loro sa che Don Giovanni lo ha invitato a cena nel suo palazzo.

Nel palazzo di Don Giovanni, tutto è pronto per la cena: la tavola è preparata, i musicisti sono al loro posto ecc… Quindi Don Giovanni si siede a mangiare. Il licenzioso cavaliere si intrattiene ascoltando brani delle opere: Una cosa rara di Vicente Martín y Soler, Fra i due litiganti il terzo gode di Giuseppe Sarti e infine in una spiritosa autocitazione, Le nozze di Figaro, in quel caso, l’aria di Figaro Non più andrai farfallone amoroso dello stesso Mozart (Già la mensa è preparata). Giunge all’improvviso Donna Elvira, che implora ancora una volta a Don Giovanni di pentirsi (Ultima prova dell’amor mio), ma questi si prende gioco di lei e la caccia via. La donna esce di scena, ma la si sente gridare terrorizzata. Don Giovanni ordina a Leporello di andare a vedere cosa stia accadendo là fuori e si sente un altro grido e questa volta è Leporello a tornare pallidissimo e tremante: alla porta c’è la statua del Commendatore! Dato che il servo è troppo spaventato, lo stesso Don Giovanni, allora, si reca ad accoglierla a testa alta mentre il servo si nasconde sotto al tavolo. Entra quindi la statua del Commendatore (Don Giovanni a cenar teco), vedendo Don Giovanni stupito e Leporello tremante che cerca di convincere il padrone a scappare, malgrado egli rifiuti.

Il “convitato di pietra” vuole ricambiare l’invito, e propone a Don Giovanni di recarsi a cena da lui, porgendogli la mano. Impavido e spericolato, Don Giovanni accetta e stringe la mano della statua: pur prigioniero di quella morsa letale, rifiuta fino all’ultimo di pentirsi. Il Commendatore, molto arrabbiato, scompare in mezzo a nubi di foschia, improvvisamente compare fuoco da diverse parti e si sente un gran terremoto; sono demoni e diavoli che stanno richiamando il libertino all’inferno. Egli cerca di sfuggire al suo destino ma il potere dei mostri è troppo forte e Don Giovanni viene inghiottito dalle fiamme dell’inferno. Giungono gli altri personaggi con servi, contadini e contadine pronti ad arrestarlo. Leporello riferisce l’orribile scena appena accaduta. Dato che il Cielo ha punito l’incorreggibile libertino, Don Ottavio chiede a Donna Anna se questa volta ella sia disposta a sposarlo ma il suo cuore si deve ancora sfogare, Masetto e Zerlina vanno a cena insieme ai loro amici, Donna Elvira, poiché l’unico uomo che ha amato, Don Giovanni, è morto, decide di ritirarsi in convento e Leporello va a cercare un padrone migliore. Il sipario si chiude infine sui personaggi che dopo aver cantato il concertato finale (Questo è il fin di chi fa mal) si allontanano in direzioni diverse.

 

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (Leyla Gencer, Luigi Alva, Sesto Bruscantini):

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (Glyndebourne, Fritz, Busch _ 1936):

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (Vienna / Mitropoulos):

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (1954 Salzburg Festival – Wilhelm Furtwängler):

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (Vienna / Karajan Salzburg 1960):

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (Harnoncourt):

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (La Scala, Milano 2011):

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (Claudio Abbado):

“Don Giovanni by Wolfgang Amadeus Mozart (Riccardo Muti, Regia: Giorgio Strehler, Teatro alla Scala, 1987):

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Written by mara

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