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Al Teatro Massimo di Palermo balletto LO SCHIACCIANOCI dicembre 2019

Schiaccianoci è uno dei più bei doni della danza, non soltanto per i bambini, ma per chiunque ami l’elemento magico del teatro”, Balanchine

schiaccianoci

Lo schiaccianoci

Il racconto è ambientato durante la notte di una vigilia di Natale. Nella casa del borgomastro della città ha luogo una festa in cui gli amici e i propri figli attendono, danzando attorno all’albero di Natale, l’arrivo della mezzanotte. Tra gli invitati è presente anche il signor Drosselmeyer che, dopo essersi esibito in giochi di prestigio, consegna alcuni doni ai bambini. In particolare la piccola Clara riceve in regalo uno Schiaccianoci a forma di soldatino, che, però, il fratellino Fritz rompe per gelosia.
La festa finisce. Clara si addormenta abbracciata al suo soldatino e comincia a sognare…

 

Lo schiaccianoci (in russo Щелкунчик, Ščelkunčik) è un balletto con musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij (op. 71).

Nei primi anni Novanta dell’Ottocento, il direttore del Teatro Imperiale di San Pietroburgo (Teatro Mariinski), Ivan Vsevolojski, commissionò a Čajkovskij la composizione di un nuovo balletto dopo il successo del balletto La bella addormentata. Il compositore si fece aiutare da Marius Petipa, con cui aveva già lavorato per altre opere, che gli propose un adattamento realizzato da Alexandre Dumas padre del racconto Schiaccianoci e il re dei topi scritto dal tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. La storia fu semplificata notevolmente rispetto all’originale per essere il più adatta possibile alla narrazione con musica e balletto in due atti. La composizione dell’opera andò relativamente spedita, anche se ci furono interruzioni per alcuni viaggi di Čajkovskij e per alcuni incomprensioni con Petipa, che voleva avere molto controllo sulla realizzazione del balletto.

Il 18 dicembre del 1892 Lo Schiaccianoci ebbe la sua prima teatrale al Teatro Mariinski di San Pietroburgo. Il libretto era stato scritto da Petipa, che si era però ammalato nell’estate di quell’anno durante la fase di preparazione delle coreografie. Per questo, da tempo si discute se alla prima i balletti fossero stati coreografati del tutto da lui, o dal suo assistente Lev Ivanov. L’orchestra fu diretta da Riccardo Drigo, compositore e direttore d’orchestra originario di Padova che trascorse buona parte della propria vita a San Pietroburgo. La Fata Confetto fu interpretata dalla prima ballerina italiana Antonietta Dell’Era e i ruoli dei bambini furono interpretati da ragazzini e non da adulti come avveniva di solito.

La prima dello Schiaccianoci non fu un grande successo. Alcuni critici scrissero recensioni favorevoli, soprattutto nei confronti di Dell’Era, ma nel complesso ci furono diverse voci critiche specialmente su alcuni passaggi delle coreografie ritenuti poco chiari. Il libretto fu anche criticato per avere semplificato eccessivamente il racconto di Hoffmann, mentre le musiche di Čajkovskij piacquero alla maggior parte degli spettatori.

Le trama del balletto  “Lo schiaccianoci”  è tratta da una favola borghese di Hoffman, liberamente reinterpretata in Francia da Alexandre Dumas, e fu in questa versione che arrivò al coreografo Petipa, divenuto direttore-coreografo dei balletti imperiali di Pietroburgo, dov’ era giunto nel 1847 come primo ballerino al Teatro Marijinskij, intenzionato a diffondere anche tra i russi l’amore per la danza, e al grande musicista Ciaikowskij. Petipa eliminò subito i risvolti più inquietanti del racconto, a favore di una formula spettacolare che esaltasse maggiormente lo spirito favolistico, e con questo impianto la consegnò poi ad Ivanov, suo successore, che ne portò a termine la coreografia. Così reinterpretata la versione dello “Schiaccianoci” tradì l’opera letteraria di Hoffman, giacché venivano ignorati i risvolti neri e psicologici della vicenda che si nascondevano sotto la favola, ma  fu egualmente un successo perché furono esaltati gli elementi tradizionali dell’amore, dei prodigi e dei divertimenti.

 

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Libretto di Marius Petipa, dal racconto Der Nussknacker und der Mäusekönig di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, rivisto da Nacho Duato

Musica, Pëtr Il’ič Čajkovskij

Direttore, Alessandro Cadario

Coreografia, Lienz Chang da Marius Petipa

Schiaccianoci      Jacopo Tissi 

Corpo di ballo, Orchestra e Coro di voci bianche del Teatro Massimo

Allestimento Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev

 

QUANDO

Domenica 15 Dicembre 2019, ore 20.30 Turno Prime

Martedì 17 Dicembre 2019, ore 18.30 Turno C

Mercoledì 18 Dicembre 2019, ore 18.30 Turno Scuola

Giovedì 19 Dicembre 2019, ore 18.30 Turno B

Venerdì 20 Dicembre 2019, ore 20.30 Turno Fuori Abbonamento

Sabato 21 Dicembre 2019, ore 18.30 Turno Danza

Domenica 22 Dicembre 2019, ore 17.30 Turno D

Lunedì 23 Dicembre 2019, ore 20.30 Turno F

 

DOVE: Fondazione Teatro Massimo
Piazza Verdi

90138 Palermo (PA)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Domenica 15 Dicembre 2019, ore 20.30 Turno Prime

Settore 1 Intero al costo di € 85,00

Settore 2 Intero al costo di € 75,00

Settore 3 Intero al costo di € 60,00

Settore 4 Intero al costo di € 50,00

Settore 5 Intero al costo di € 40,00

Settore 6 Intero al costo di € 38,00

Settore 7 Intero al costo di € 30,00

Settore 8 Intero al costo di € 22,00

Martedì 17 Dicembre 2019, ore 18.30 Turno C; Giovedì 19 Dicembre 2019, ore 18.30 Turno B

Settore 1 Intero al costo di € 65,00; Settore 1 Ridotto Under 26 al costo di € 52,00

Settore 2 Intero al costo di € 60,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 48,00

Settore 3 Intero al costo di € 48,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 38,00

Settore 4 Intero al costo di € 40,00; Settore 4 Ridotto Under 26 al costo di € 32,00

Settore 5 Intero al costo di € 32,00; Settore 5 Ridotto Under 26 al costo di € 26,00

Settore 6 Intero al costo di € 30,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 24,00

Settore 7 Intero al costo di € 22,00; Settore 7 Ridotto Under 26 al costo di € 18,00

Settore 2 Intero al costo di € 15,00

Domenica 22 Dicembre 2019, ore 17.30 Turno D

Settore 1 Intero al costo di € 75,00; Settore 1 Ridotto Under 26 al costo di € 60,00

Settore 2 Intero al costo di € 65,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 52,00

Settore 3 Intero al costo di € 55,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 44,00

Settore 4 Intero al costo di € 45,00; Settore 4 Ridotto Under 26 al costo di € 36,00

Settore 5 Intero al costo di € 36,00; Settore 5 Ridotto Under 26 al costo di € 29,00

Settore 6 Intero al costo di € 34,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 27,00

Settore 7 Intero al costo di € 26,00; Settore 7 Ridotto Under 26 al costo di € 21,00

Settore 2 Intero al costo di € 18,00

Sabato 21 Dicembre 2019, ore 18.30 Turno Danza; Lunedì 23 Dicembre 2019, ore 20.30 Turno F; Venerdì 20 Dicembre 2019, ore 20.30 Turno Fuori Abbonamento

Settore 1 Intero al costo di € 60,00; Settore 1 Ridotto Under 26 al costo di € 48,00

Settore 2 Intero al costo di € 55,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 44,00

Settore 3 Intero al costo di € 50,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 40,00

Settore 4 Intero al costo di € 38,00; Settore 4 Ridotto Under 26 al costo di € 30,00

Settore 5 Intero al costo di € 30,00; Settore 5 Ridotto Under 26 al costo di € 24,00

Settore 6 Intero al costo di € 28,00; Settore 2 Ridotto Under 26 al costo di € 22,00

Settore 7 Intero al costo di € 20,00; Settore 7 Ridotto Under 26 al costo di € 16,00

Settore 2 Intero al costo di € 14,00

 

Teatro Massimo di Palermo: balletto Lo schiaccianoci

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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ANALISI DEL BALLETTO

 

Pëtr Il’ič Čajkovskij compose le musiche del balletto tra il 1891 e il 1892. La prima rappresentazione, che ebbe luogo il 18 dicembre 1892 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, fu diretta interamente dal compositore italiano Riccardo Drigo e coreografata dal ballerino russo Lev Ivanov; questa esecuzione tuttavia non riscosse successo.

Tra gli interpreti di questa prima esecuzione spiccano l’italiana Antonietta Dell’Era, nel ruolo della Fata Confetto, il russo Pavel Gerdt, Olga Preobrajenska e il giovane Nicolaj Legat. Il ruolo di Clara era interpretato da una bambina della scuola di ballo del Teatro Mariinskij.

Dopo la prima esecuzione di Ivanov vanno ricordate quelle riviste da Gorskij nel 1917 e da Lopukhov nel 1929.

Nel 1934 al Mariinsky (Kirov) Ballet and Opera theatre fu inscenata l’edizione di Vasilij Vajnonen (il ruolo di Clara coincideva con quello della Fata Confetto) e nel giugno dello stesso anno ci fu il debutto europeo del balletto, al Sadler’s Wells di Londra, riprendendo la coreografia di Ivanov.

In Italia arrivò solamente quattro anni dopo, nel 1938, alla Scala di Milano, con la coreografia di Margherita Froman.

Il balletto dello Schiaccianoci nel corso degli anni è stato reso in diverse versioni, non sempre rispettose dell’originale pensato da Čajkovskij e da Petipa, come quella di Boris Romanov, Frederick Ashton e quelle di Nicholas Beriozoff. La rivisitazione più particolare fu quella di George Balanchine che nel 1954 decise di dividere il balletto in due parti, seguendo la trama originale: la realtà e il sogno. Questa versione fu poi rappresentata dal New York City Ballet.

In recenti allestimenti la partitura non è stata riprodotta fedelmente spesso a causa della necessità di allungare il balletto, che dura meno di novanta minuti ed è quindi più breve rispetto ad altre composizioni di Čajkovskij. In alcuni casi la partitura è stata rimpolpata con l’aggiunta di brani provenienti da altre opere, mentre in altri ancora sono state riordinate le musiche originali con scalette diverse.

Lo schiaccianoci è anche uno dei soggetti più rappresentati nelle scuole di ballo; una versione ad esempio è quella creata per la Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano da Frederic Olivieri, rappresentata al Piccolo Teatro di Milano nel 2011 e nel 2012, un’altra invece per la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma da Pablo Moret ed Ofelia Gonzalez rappresentata al Teatro Nazionale nel 2012 e nel 2013.

A più di 120 anni dalla sua prima teatrale a San Pietroburgo, Lo Schiaccianoci è ancora molto conosciuto, soprattutto grazie alle musiche di Čajkovskij, che nel corso del tempo sono state utilizzate in adattamenti e in altri contesti come documentari, film e serie televisive. Negli Stati Uniti è un balletto molto popolare ed è ormai diventato una tradizione nelle rappresentazioni invernali, specialmente in prossimità del periodo natalizio. Lo Schiaccianoci ha dovuto parte della propria popolarità nel Novecento al magnifico film di animazione Fantasia prodotto da Walt Disney, con otto segmenti animati impostati su pezzi famosi di musica classica. Diversi brani dello Schiaccianoci furono utilizzati dagli animatori per la realizzazione del secondo episodio del film, in cui fate, pesci, fiori e foglie danzano su varie musiche di Čajkovskij dalla “Danza della Fata Confetto” al “Valzer dei fiori” passando per la “Danza russa”.

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Antefatto
tratto da “Lo Schiaccianoci e la regina dei Topi” di E.T. Hoffman

C’era una volta, tanto tempo fa, in un regno lontano lontano, un re e una dolce e bella regina che da poco avevano avuto una bella principessina di nome Pirlipat. Il giorno del battesimo si recarono alla culla della neonata tutti gli illustri invitati con doni speciali da tutte le parti del mondo.

Al festeggiamento, il re e la regina, avevano paura giungesse la cattiva regina dei topi che da sempre era stata una nemica del regno. E infatti, nel bel mezzo della festa sontuosa, apparve la tremenda Regina dei topi con il suo seguito di Ratti  e anche lei vuole offrire alla piccola principessa un dono. “Il mio dono sarà: la bruttezza” – disse la cattiva regina agitando la coda- “la principessa sarà così brutta che nessuno avrà il coraggio di guardarla in viso e rimarrà sola ed emarginata per tutta la vita”. Nonostante le tante balie e i tanti gatti messi a custodia della bellissima Pirlipat, la Regina dei Topi si avvicinò alla culla e scatenò il suo anatema. Invano i soldati del re cercarono di catturare la strega topo che svanì velocemente, invano i pianti della regina arrestarono la trasformazione della piccola che divenne in un attimo mostruosa e ricoperta di peli. In quel momento di dolore e paura si fece avanti Drossermeier alchimista, astronomo e orologiaio di corte che disse: “C’è un modo per rompere quest’ incantesimo terribile: Se la principessa Pirlipat mangiasse la noce Krakatuk, la noce più dura del mondo potrà tornare bellissima”.

Era necessario dunque trovare la noce dura e un giovane impavido e nobile che fosse in grado di romperne il guscio con i denti, per donarne il gheriglio alla principessa. Fu incaricato per la ricerca il giovane e valoroso capitano delle guardie del re. Per tredici anni l’orologiaio Drosselmeier  e il giovane soldato girarono per il mondo alla ricerca della noce. Passarono la Spagna, la Cina, la Russia, l’Arabia, i paesi della fantasia guidati dalla buona regina della neve.

Trovarono alla fine la noce Krakatuk e il giovane riuscì a rompere il guscio e a portare il gheriglio a Pirlipat che ritornò bellissima. In quel momento riapparve la cattiva regina che sconfitta maledì il giovane soldato tramutandolo in un orribile schiaccianoci. Solo una ragazzina di tredici anni, come la principessa Pirlipat, potrà, se si affezionerà e amerà  quest’oggetto orribile, tramutarlo in giovane soldato. La famiglia Drosselmeer avrà l’incarico, generazione dopo generazione, di proteggere lo schiaccianoci e di scegliere, viaggiando per il modo, chi può essere la fanciulla adatta. Passarono così centinaia d’anni fino a quando…

 

Atto I 

E’ la sera della vigilia di Natale. Nella casa del borgomastro di Norimberga, Clara e Fritz, i suoi due figli, stanno adornando l’albero. Arrivano gli invitati: gli amichetti dei due bambini e i loro genitori. Giunge anche Drosselmeyer, uno strano tipo con una benda nera su un occhio. Ha portato doni per tutti. Per Clara c’è un dono speciale: uno Schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, geloso, strappa dalle mani della sorella e butta per terra rompendolo. Dolcemente Drosselmeyer lo aggiusta strappando un sorriso a Clara mentre i bambini riprendono a fare baldoria ed i genitori cercano di riportare la calma. La serata si conclude con la festosa danza del nonno e gli ospiti se ne vanno.

E’ l’ora di andare a dormire. Clara si addormenta abbracciando il suo Schiaccianoci e…. sogna. In un attimo la stanza comincia a crescere, l’albero, i giocattoli diventano enormi e grandi topi invadono la stanza inseguendo Clara. Anche lo Schiaccianoci adesso è accanto alla bambina e porta con sè un esercito di soldatini che mette in fuga i topi. Rimane solo da sconfiggere il re dei topi che lo Schiaccianoci affronta coraggiosamente ma è la pantofola lanciata da Clara che lo mette al tappeto. Avviene il prodigio: lo Schiaccianoci si trasforma in un bel Principe e invita Clara ad andare con lui nel castello magico. La stanza diventa un bosco con i fiocchi di neve che danzano. Inizia il viaggio incantato.

Atto II 

La Fata Confetto accoglie Clara e il Principe che racconta della battaglia con i topi. Inizia una grande festa, alla quale prendono parte la cioccolatta, il caffè, il tè, il Trepak, i pasticcini, i pulcinella, e che si conclude con i fiori che danzano. E’ poi la Fata Confetto a ballare con il Principe (nelle successive versioni con Clara) finchè il sogno svanisce. Nella stanza tutto è tornato normale. C’è ora Clara che si risveglia con il suo Schiaccianoci tra le braccia.

Schiaccianoci

I tre grandi balletti di Cajkovskij rappresentano dei capisaldi della storia del genere, e nello stesso tempo costituiscono una rivoluzione in questa forma d’arte, in quanto la musica non si limita ad essere mero accompagnamento dei passi di danza ideati dal coreografo ma diventa la principale protagonista, gettando le basi per i futuri balletti moderni, in particolare di Stravinskij e Prokofiev. Dai tre balletti sono state tratte delle suites per orchestra, ancora oggi molto eseguite, ma solo quella dallo Schiaccianoci fu realizzata da Cajkovskij stesso.

Il balletto è una tra le più popolari composizioni della tradizione russa. Le musiche appartengono alla tradizione romantica. Vi troviamo fra le musiche più dolci e ispirate composte dal musicista russo, come la “scena della foresta dei pini”, la “scena del palazzo incantato della fata confetto”, il “valzer dei fiori”, il “valzer dei fiocchi di neve”, il “Pas de deux”, per citare solo alcuni esempi. Da una storia di pura fantasia il musicista trae spunto per esprimere i suoi sentimenti più profondi, in particolare la malinconica nostalgia per quel mondo perduto rappresentato dall’infanzia. 

Il Trepak, o Danza russa, è una delle parti più riconoscibili del balletto, insieme al famoso Valzer dei fiori, come pure la Danza della Fata Confetto. Il balletto contiene in modo sorprendente armonie e colori orchestrali del tutto moderni, nonché una strabiliante ricchezza di melodie: ciò nonostante, l’ammirazione del compositore per il Rococò e la musica del XVIII secolo si possono notare in vari passaggi, come l’Ouverture, l’Entrée des parents e il Tempo di Grossvater, tutti nel primo atto.

La riduzione per pianoforte della partitura venne compiuta da Sergej Ivanovič Taneev, allievo di Čajkovskij e suo stretto amico. Taneev era oltre che una autentica personalità musicale in Russia, un grandissimo pianista, che poteva rivaleggiare con i maggiori contemporanei. La sua riduzione era talmente difficile che Čajkovskij ne approntò una ulteriore più abbordabile.

Struttura del balletto

  • Ouverture in miniatura

Atto I

Scena prima

  • 1 L’ornamento, la decorazione e l’illuminazione dell’Albero di Natale
  • 2 La marcia
  • 3 Il Galop dei bambini – Arrivo degli ospiti
  • 4 Arrivo di Drosselmeyer – Danza delle Bambole Meccaniche – Consegna dello Schiaccianoci a Clara
  • 5 Lo Schiaccianoci – Danza del nonno
  • 6 La partenza degli ospiti – La Notte
  • 7 La Battaglia

Scena seconda

  • 8 Una foresta di abeti in inverno
  • 9 Valzer dei fiocchi di neve

Atto II

Scena prima

  • 10 Il Castello Magico sulla Montagna dei Dolciumi
  • 11 Arrivo di Clara e dello Schiaccianoci
  • 12 Divertissement:
    • La Cioccolata – Danza spagnola
    • Il Caffè – Danza araba
    • Il Tè – Danza cinese
    • Trepak – Danza russa
    • Danza degli zufoli
    • Mamma Cicogna e i pulcinella
  • 13 Valzer dei fiori

Scena seconda

  • 14 Pas de deux:
    • Il Principe e la Fata Confetto – Entrata
    • Il Principe e la Fata Confetto – Variazione 1: Tarantella.
    • Il Principe e la Fata Confetto – Variazione 2: Danza della Fata Confetto.
    • Il Principe e la Fata Confetto – Coda
  • 15 Valzer finale e Apoteosi

La suite, estremamente popolare in sede concertistica, fu realizzata nell’agosto 1892 dal musicista stesso, che a differenza degli altri due propri balletti, per i quali non era convinto a creare una Suite, lo fece su invito come “anteprima” della prossima realizzazione , addirittura quando non era stata ancora iniziata l’orchestrazione integrale del balletto (i primi numeri furono proprio quelli della Suite). La diresse personalmente a San Pietroburgo il 7 marzo 1892, con un esito trionfale. La Suite dura una ventina di minuti, utilizzando lo stesso organico dell’opera ballettistica.

Una novità in quest’opera è la presenza di uno strumento che fu visto dal compositore a Parigi: la celesta. Čajkovskij lo volle assolutamente inserire nell’organico strumentale e lo aggiunse in alcuni passaggi del secondo atto: Scene iniziali, Passo a due (Danza della Fata Confetto) e Apoteosi con associazione al personaggio della Fata. Lo strumento venne usato da Čajkovskij anche nel proprio poema sinfonico Il Voevoda, op. 78, contemporaneo al balletto. Prima di lui, in assoluto, Charles-Marie Widor nel 1880. Il nostro musicista temeva che i suoi “rivali” russi potessero precederlo nell’utilizzo dello strumento.

Movimenti della suite (op.71a)

  • I. Ouverture in miniatura
  • II. Danze caratteristiche
    • A. Marcia
    • B. Danza della Fata Confetto
    • C Danza russa – Trepak
    • D Danza araba
    • E. Danza cinese
    • F. Danza dei mirliton (zufoli)
  • III. Valzer dei fiori

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Nello “Schiaccianoci”, rappresentato nel 1892, per i russi la protagonista si è sempre chiamata Maria o Masha (per Dumas Clara), Drosselmeyer è stato definito burattinaio e la festa non è il Natale ma l’anno nuovo, dando risalto più all’aspetto favolistico che a quello psicologico.

Il balletto si sviluppa attraverso tre motivi narrativi, in un crescendo che culmina nel finale, tra balli popolari, esotici e brillanti.

C’è il momento iniziale della festa in famiglia, con le danze degli adulti e i giochi dei bambini, poi il secondo momento dedicato ai giocattoli e alle paure della bambina, con la battaglia fra i topi e i soldatini e la trasformazione dello Schiaccianoci in Principe, ed infine il momento di supremo romanticismo, quello dell’amore, con la navicella che trasporta i due giovani fuori dal mondo e in piena felicità, nel castello fatato dove regna la Fata Confetto.

Attraverso le sei danze (la Cioccolata, danza spagnola affidata all’assolo delle trombe e al tinnire delle castagnette; il Caffè, sensuale danza araba; il The, danza cinese, con flauti e ottavino; il Trepak, danza russa popolaresca; la Danza degli zufoli, con flauti e trombe; Mamma cicogna e Pulcinella, ispirate a due canzoni popolari francesi; il valzer dei fiori, con l’esuberanza della grande orchestra e il Pas de deux, articolato nell’intrada, nelle due Variazioni e nella Coda, e poi l’apoteosi finale del Valzer, vorticoso e manierato ma ricco di eleganza) Ciaikowskij riuscì a creare un’atmosfera romantica e vivace, in sospensione tra fiaba e divertissement, in una tale ricchezza strumentale che sancì senza ombra di dubbio la nascita del primo balletto sinfonico.

Per le sue caratteristiche di favola buona, con l’espressione dei desideri universali di tutti i bambini, con la presenza dei giocattoli e dei dolci, la componente avventurosa (con la battaglia fra i topi e i soldatini), ed anche con la componente del gioco che fa un po’ paura ma che poi ha un lieto fine attraverso l’intervento del burattinaio che rimette tutto a posto, questo balletto divenne subito uno spettacolo adatto al clima natalizio e delle feste di fine anno, ben diverso nello spirito dalla fonte letteraria, il racconto di Hoffman improntato all’ horror e al fantasy.

La fortuna dello “Schiaccianoci” è andata crescendo sempre più nella storia della danza e, pur mantenendo le linee originali della trama, i più grandi coreografi, soprattutto negli ultimi anni, ne hanno offerto una rilettura moderna ed attuale. Nureyev ne approfondì i risvolti psicoanalitici, individuando nell’avventura di Maria un’iniziazione all’amore, uno scatto vitale che trasformerà la bambina in donna, nei topi la rappresentazione tangibile delle paure inconsce che emergono negli incubi notturni, e nella figura di Drosselmeyer, evocatore di presenze sotterranee, una sorta di educatore, di maestro di vita.

 

“Lo schiaccianoci” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (ROBERTO BOLLE and Maria Eichwald):

“Lo schiaccianoci” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (From the Mariinsky Theatre in St Petersburg, December 2012 – Valery Gergiev, conductor):


“Lo schiaccianoci” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Cascanueces (Opera de Paris) Elisabeth Maurin – Laurent Hilaire (1989)):

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Written by mara

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