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Al Teatro Massimo di Palermo Ian Bostridge per Winterreise 12 ottobre 2019

Sognai dei fiori vari, che a maggio già sbocciâr, sognai di verdi prati, di uccelli il cinguettar…

(dal “Winterreise” op. 89 D 911 “Sogno di primavera“)

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Teatro Massimo di Palermo, Stagione 2019

 

Il Teatro Massimo di Palermo propone il seguente programma con protagonisti Ian Bostridge e il Pianista Julius Drake:

 

F. Schubert, “Winterreise” op. 89 D 911

 

QUANDO

Sabato 12 Ottobre 2019, ore 20.30

 

DOVE: Fondazione Teatro Massimo
Piazza Verdi

90138 Palermo (PA)

 

INTERPRETI:

Tenore, Ian Bostridge

Pianoforte, Julius Drake

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore 1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto al costo di € 24,00

Settore 2 Intero al costo di € 25,00; Ridotto al costo di € 20,00

Settore 3 Intero al costo di € 25,00; Ridotto al costo di € 20,00

Settore 4 Intero al costo di € 25,00; Ridotto al costo di € 20,00

Settore 5 Intero al costo di € 20,00; Ridotto al costo di € 16,00

Settore 6 Intero al costo di € 20,00; Ridotto al costo di € 16,00

Settore 7 Intero al costo di € 20,00; Ridotto al costo di € 16,00

Settore 8 Intero al costo di  15,00

 

Teatro Massimo di Palermo: Ian Bostridge – Winterreise

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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NOTE SUL PROGRAMMA…

 

Ian Bostridge…

Laureato in storia e filosofia a Cambridge e Oxford, Sir Ian Bostridge si dedica con uguale passione al canto e allo studio accademico delle arti magiche fra Sei e Settecento; il suo libro Il naufragio della stregoneria: le arti magiche e le loro trasformazioni, 1650-1750 è stato pubblicato nel 1997 da Oxford University Press. 

Nel 1994 esordisce con Winterreise alla Purcell Room e al Festival di Aldeburgh; nel 1995 il debutto alla Wigmore Hall di Londra, tempio consacrato della musica vocale, segna l’inizio di una straordinaria carriera che lo porta ad esibirsi nelle principali sale da concerto europee. I suoi programmi sono studiati nei dettagli; i brani, legati uno con l’altro, creano un arco musicale e interpretativo che non deve essere interrotto se non alla fine di ognuna delle due parti del concerto.

Il suo repertorio spazia dal periodo barocco (Oratori di Bach, Händel, Haydn) alla musica contemporanea con una particolare predilezione per Benjamin Britten (Bostridge è considerato l’erede ideale di Sir Peter Pears). In campo operistico ha debuttato nel 1994 al Covent Garden nel ruolo di Lysander nel Sogno di una notte di mezza estate.

Ospite dei principali teatri europei interprete di opere quali Il giro di vite e Morte a Venezia di Britten, La sposa venduta, Il Flauto Magico, L’ incoronazione di Poppea, La carriera di un libertino, Orfeo ed Euridice, Il Diario di uno scomparso di Janáček, collabora regolarmente con le principali orchestre e i maggiori festival in tutto il mondo.

Considerato tra i più grandi liederista del momento, ha organizzato rassegne di concerti al Konzerthaus di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam (“Charte Blanche” con Thomas Quasthoff), Wigmore Hall e Barbican Centre di Londra, Carnegie Hall di New York (“Perspectives”) e Philharmonie del Lussemburgo. Nel 1999 ha eseguito in prima mondiale un ciclo di Lieder scritto espressamente per lui da Hans Werner Henze.

Collabora stabilmente con Julius Drake da oltre dieci anni.

Per Ian Bostridge però la musica resta semplicemente un hobby da coltivare parallelamente ad altri interessi. È un apprezzato saggista e scrittore e collabora stabilmente con il supplemento letterario del “Financial Times”, con “Opernwelt”, “BBC Music Magazine”, “Opera Now” e “Indipendent”, oltre che con le reti televisive a carattere culturale come “Channel 4”, per la quale nel 1997 ha realizzato un documentario sulla Winterreise.

Nel dicembre 2014 è uscito Schubert’s Winter Journey: Anatomy of an Obsession pubblicato in Italia da Il Saggiatore.

Ha ricevuto le lauree honoris causa dal Corpus Christi College di Oxford, dall’ Università di St Andrews e dal St John’s College di Oxford ed è stato insignito dell’onorificenza di Commander of the Order of the British Empire nel 2004.

In ambito discografico i suoi CD, incisi in esclusiva per Emi, da Schubert a Henze, da Bach a Händel, da Britten a Schumann, hanno vinto tutti i maggiori premi internazionali.

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Julius Drake…

052Considerato uno tra i migliori pianisti accompagnatori della sua generazione, Julius Drake collabora con alcuni tra i più celebri cantanti contemporanei tra i quali ricordiamo Thomas Allen, Olaf Bär, Phillip Langridge, Angelika Kirchschlager, Sergei Leiferkus, Felicity Lott, Christopher Maltman, Mark Padmore, Christoph Pregardien, Amanda Roocroft, Jose Van Dam, Lorraine Hunt, Thomas Quasthoff, Willard White, Gerald Finley, Joyce Di Donato, Simon Keenlyside, Diana Damrau. Da oltre dieci anni collabora stabilmente con Ian Bostridge.

Ospite regolare delle maggiori sale da concerto e festival sia in Gran Bretagna che all’estero (Covent Garden, Concertgebouw Amsterdam, Musikverein e Konzerthaus a Vienna, Théâtre du Châtelet a Parigi, Lincoln Center a New York, festival di Aldeburgh, Edimburgo, Schubertiade Schwarzenberg, Salisburgo, Tanglewood, BBC Proms), da alcuni anni tiene una propria serie di concerti alla Wigmore Hall di Londra e viene invitato regolarmente a dirigere rassegne liederistiche per il Concertgebouw di Amsterdam, la BBC di Londra ed altri importanti festival e teatri.

Dal 2000 al 2003 è stato direttore artistico del Perth International Chamber Music Festival in Australia. Attualmente è direttore artistico di un festival di musica da camera in Galles e del festival “Julius Drake and Friends” a Londra.

È docente alla Royal Academy of Music di Londra e all’ Università di Graz e Visiting Professor al Royal Northern College of Music. Inoltre tiene regolari master class ad Amsterdam, Bruxelles, Oxford, Parigi e al Franz Schubert Institut di Baden in Austria.

In campo discografico ha al suo attivo numerose registrazioni. Le incisioni con Ian Bostridge che comprendono Lieder di Schubert e Schumann, Sechs Gesänge aus dem Arabischen di Henze, Canticles di Britten e The English Songbook hanno meritato il premio Gramophone e l’ Edison Award.

Sito personale: http://juliusdrake.com/

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ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 
Introduzione al “Winterreise”

«Vi canterò un ciclo di Lieder angosciosi. Sono curioso di vedere cosa ne pensate. Mi hanno coinvolto più di quanto non sia successo con altri Lieder. Mi piacciono più di tutti, e piaceranno anche a voi» (Franz Schubert)

Winterreise (Viaggio d’ inverno), D. 911, è un ciclo di 24 lieder (composizioni per pianoforte e canto), su testi di Wilhelm Müller. Insieme a Die Schöne Müllerin, è il più famoso ciclo di lieder di Franz Schubert, tra i più conosciuti in generale nella storia della musica; composto solo un anno prima della morte dell’ autore; rappresenta la summa di questo genere largamente diffuso nella cultura musicale tedesca.

L’ eroe è il prototipo del Wanderer, il viaggiatore in senso romantico.

Attraverso il “viaggio” lo spirito romantico tedesco cerca di esprimere la ricerca di se stesso. Differentemente dal mondo latino, che interpreta il viaggio del “viandante” come uno spostamento da un luogo fisico ad un altro e come uno stato di fragilità nell’ attesa di ristabilire gli equilibri dati dall’ appartenenza sociale. Pellegrini, clerici vaganti, personaggi che si muovono nel paesaggio a piedi (mai a cavallo) sotto cielo e vento, generalmente soli, vestiti di bastone e mantello, alla ricerca del contatto con la Natura intesa come diretta manifestazione del Divino.

Ma il cammino esistenziale del Wanderer può assumere risvolti spesso drammatici. Nei Lieder del Winterreise la tensione verso l’ essenza porta comunque lontano da essa, la felicità diventa comunque irraggiungibile e la solitudine scelta e necessaria diventa l’unico stato possibile. La natura da madre amorevole e meravigliosa si trasforma in matrigna crudele, il paesaggio invernale, gelido e bianco, rappresenta tutto il calore degli affetti sepolti nel ricordo della primavera perduta. Il tempo si annulla e lo spazio identico e illimitato diventa metafora dell’ inavvicinabilità dell’ uomo alla comunità dei viventi; così il protagonista escluso si ritira ancor di più nella propria solitudine. Tra le noti agghiaccianti e tragiche di Schubert, si chiude un altro capitolo della tragedia della vita umana.

 

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Peter Anders & Günther Weissenborn, piano – Köln 1948):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Dietrich Fischer-Dieskau: baritone & Gerald Moore: piano-1962):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Piano: Benjamin Britten & Tenore: Peter Pears – 1963):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Hans Hotter & Gerald Moore (1954)):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Hermann Prey e Karl Engel – Studio recording, Berlin-Zehlendorf, X.1961):

“Winterreise _ op. 89 D 911” by F. Schubert (Jonas Kauffman: tenor & Helmut Deutsch: piano, 14 april 2014):

Winterreise fu composto in tempi diversi, in due parti di 12 Lieder ciascuna, rispettivamente nel febbraio e nell’ ottobre 1827 e pubblicate separatamente il 14 gennaio e il 30 dicembre 1828 (Schubert stava ancora correggendo le bozze di quest’ ultima prima della morte il 19 novembre 1828). Wilhelm Müller, poeta (considerato un autore minore nella letteratura romantica tedesca, soldato e Bibliotecario Imperiale a Dessau in Prussia, morto nel 1827 all’età di 33 anni), era già autore delle liriche del precedente ciclo Die schöne Müllerin (La bella mugnaia). Schubert lesse le prime 12 poesie sull’ almanacco Urania, pubblicato a Lipsia dall’ editore Brockhaus nel 1823, raccolte sotto il titolo Wanderlieder von Wilhelm Müller. Die Winterreise; è solo dopo avere musicato questa prima parte che scoprì il ciclo completo. Le 12 poesie della seconda parte apparvero infatti in momenti distinti: siccome il governo aveva vietato la diffusione di Urania nella capitale imperiale (a causa di un articolo sempre di Wilhelm Müller sul poeta inglese George Byron), altri dieci testi furono pubblicati sulla rivista Deutsche Blätter di Breslavia, nel numero di marzo 1823.

Lieder

  1. Gute Nacht (« Fremd bin ich eingezogen »…) D.911-1
  2. Die Wetterfahne (« Der Wind spielt mit der Wetterfahne ») D. 911-2
  3. Gefrorene Tränen (« Gefrorne Tropfen fallen ») D. 911-3
  4. Erstarrung (« Ich such im Schnee vergebens ») D. 911-4
  5. Der Lindenbaum (« Am Brunnen vor dem Tore ») D. 911-5
  6. Wasserflut (« Manche Trän aus meinen Augen ») D. 911-,6
  7. Auf dem Flusse (« Der du so lustig rauschtest ») D. 911-7
  8. Rückblick (« Es brennt mir unter beiden Sohlen ») D. 911-8
  9. Irrlicht (« In die tiefsten Felsengründe ») D. 911-9
  10. Rast (« Nun merk ich erst, wie müd ich bin ») D. 911-10
  11. Frühlingstraum (« Ich träumte von bunten Blumen ») D. 911-11
  12. Einsamkeit (« Wie eine trübe Wolke ») D. 911-12
  13. Die Post (« Von der Straße her ein Posthorn klingt ») D. 911-13
  14. Der greise Kopf (« Der Reif hatt einen weißen Schein ») D. 911-14
  15. Die Krähe (« Eine Krähe war mit mir ») D. 911-15
  16. Letzte Hoffnung (« Hie und da ist an den Bäumen ») D. 911-16
  17. Im Dorfe (« Es bellen die Hunde, es rasseln die Ketten ») D. 911-17
  18. Der stürmische Morgen (« Wie hat der Sturm zerrissen ») D. 911-,18
  19. Täuschung (« Ein Licht tanzt freundlich vor mir her ») D. 911-19
  20. Der Wegweiser (« Was vermeid ich denn die Wege ») D. 911-20
  21. Das Wirtshaus (« Auf einen Totenacker ») D. 911-21
  22. Mut (« Fliegt der Schnee mir ins Gesicht ») D. 911-22
  23. Die Nebensonnen (« Drei Sonnen sah ich am Himmel stehn ») D. 911-23
  24. Der Leiermann (« Drüben hinterm Dorfe ») D. 911-24

Le 24 poesie apparvero per la prima volta tutte insieme nel volume “Settantasette poesie postume di un suonatore di corno itinerante” (1824) che Müller dedico a Carl Maria von Weber, il quale aveva fatto da padrino a suo figlio.
Tra le diverse edizioni, l’ordine delle poesie varia; nel ciclo di lieder (cui l’autore appose il numero di opus 89), Schubert conserva l’ ordine dell’ edizione 1823 per la prima parte, accodando le nuove liriche nell’ordine dell’edizione in volume, cambiando di posto il n. 22 Mut! con il n. 23 Die Nebensonnen. In questo modo l’ordine stabilito da Schubert vede terminare la prima parte (l’allontanamento dall’amata) con la sequenza drammatica Irrlicht, Rast, Frühlingstraum, Einsamkeit, e iniziare la seconda (i tormenti della speranza che si risveglia e la via della rassegnazione) con Die Post.

In Winterreise Schubert eleva l’ importanza del piano alla pari di quella della voce. In particolare, il ritmo dello strumento sottolinea costantemente il sentimento poetico, come le irrequiete figure sincopate di Rückblick, il drammatico tremolo in Einsamkeit, i grappoli brillanti di note in Irrlicht, o gli accenti acuti in Der Stürmische Morgen

Il viaggio d’ inverno del Wanderer è il notturno errare di un amante respinto che si trasforma in un itinerario metaforico, la ricerca di un senso per la vita ed è pervaso dal principio alla fine da un inesorabile pessimismo. II viaggio fuori stagione – il terreno è ricoperto di neve e i fiumi sono congelati – lo conduce attraverso scene di gioie passate, quindi fuori della città, passando per la capanna di un carbonaio, e raggiungendo come destinazione finale il cimitero. II linguaggio figurato delle poesie – inverno, gelo, tombe e metafore simili – rende chiaro che si tratta di un viaggio simbolico: il poeta desidera soltanto la morte.

Il finale enigmatico, l’ incontro con Der Leiermann (il suonatore d’ organetto) dell’ ultimo lieder è forse un appuntamento con il destino, o con il doppelgänger della tradizione popolare, il doppio spirituale. C’è chi vi ha visto una filiazione ideale dal viaggio infernale di Dante Alighieri, notando anche un’ affinità delle liriche di Müller con le sue Rime petrose. Dal punto di vista musicale, i lieder contengono citazioni di musica liturgica che ne accentuano il senso di ineluttabilità, di metafora del viaggio ultimo che a questo punto il compositore deve già ritenere imminente: il n. 23 “Die Nebensonnen” contiene alle battute 5-9 una citazione dal Sanctus della Deutsche Messe D. 872, mentre il n. 17 “Im Dorfe” cita il corale Wachet auf, ruft uns die Stimme.

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Written by mara

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