in , , ,

Al Teatro Municipale di Piacenza Markus Poschner per Schubert e Bruckner

“Se io sapessi la decima parte di ciò che lui sa, mi stimerei felice. È lui che avrebbe dovuto esaminare noi”, Johann Ritter von Herbeck così si esprime nei confronti di Bruckner

Teatro Municipale di Piacenza, Stagione 2017 – 2018

 

In occasione del concerto di chiusura della stagione 2017/18 il Teatro Municipale di Piacenza avrà il piacere di ospitare il direttore Markus Poschner e l’Orchestra della Svizzera italiana. Per l’ occasione eseguirà il seguente programma:

 

Franz SchubertSinfonia n. 8 in Si minore D 759 Incompiuta

… … …

Anton Bruckner, Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 “Romantica”

 

QUANDO:

Sabato 14 Aprile 2018, ore 21.00

 

DOVE: Teatro Municipale
Via Giuseppe Verdi, 41
29121 Piacenza (PC)

 

INTERPRETI:

Markus Poschner, Direttore

Orchestra della Svizzera italiana

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di € 33,00

Seconda Galleria al costo di € 24,00

Prima Galleria al costo di € 24,00

Loggione al costo di € 14,00

 

Teatro Municipale, Piacenza: Markus Poschner

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Markus Poschner…

Poschner-Markus-1

Markus Poschner nasce nel 1971 a Monaco di Baviera, dove intraprende gli studi; è assistente di direttori quali Sir Roger Norrington e Sir Colin Davis.

Nel 2000 è direttore principale della Georgisches Kammerorchester Ingolstadt. Insignito del Deutscher Dirigentenpreis nel 2004, viene chiamato alla Komische Oper Berlin.

Dal 2007 è Generalmusikdirektor a Brema: l’Università lo nomina nel 2010 professore onorario della facoltà di musicologia.

È ospite delle più rinomate formazioni, quali: Sächsische Staatskapelle Dresden, Münchner Philharmoniker, Wiener Symphoniker, Bamberger Symphoniker, Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, WDR Sinfonieorchester Köln, Orchestra Sinfonica Nazionale Danese, Konzerthausorchester Berlin, Orchestre Sinfoniche della NHK e del Metropolitan di Tokyo, e teatri: Staatsoper Berlin, Opernhaus Zürich, Oper Frankfurt, Hamburgische Staatsoper e Oper Köln.

Dal 2011 al 2014 è primo direttore ospite dei Dresdner Philharmoniker, con i quali realizza un eccezionale ciclo di concerti dedicato a Beethoven.

Dal 2002 riveste il ruolo di primo direttore ospite della Deutsches Kammerorchester Berlin. Nominato a Linz successore di Dennis Russell Davies a partire dal 2017/2018 nel ruolo di direttore dell’opera al Landestheater e di direttore principale della Bruckner Orchester Linz, dal 2015-2016 Markus Poschner affianca l’Orchestra della Svizzera italiana nel ruolo di direttore principale.

… … …

NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Chi potrà fare qualcosa di più, dopo Beethoven?“, Franz Schubert

 

La Sinfonia in si minore è un tentativo – assolutamente riuscito nonostante la sua incompiutezza – di dare una risposta a tale domanda.

La sinfonia n. 8, in si minore, D. 759 – comunemente nota come Incompiuta (in tedesco: Unvollendete) – è un’ opera sinfonica del musicista e compositore Franz Schubert. Alla morte di Schubert, avvenuta nel 1828, risultavano completati solo i primi due movimenti, Allegro moderato e Andante con moto, mentre di un terzo movimento resta l’ abbozzo dello Scherzo e delle prime battute del Trio.

Molti hanno teorizzato che Schubert potrebbe aver abbozzato un finale che invece è diventato il grande entr’acte in si minore dalle sue musiche di scena per Rosamunde, ma ciò è tutto da dimostrare. Non si conoscono i motivi che indussero Schubert a non ultimare la sinfonia; si pensa che il compositore ritenesse pesante l’uso del tempo ternario in tutti i movimenti (inconsueto nella struttura di una sinfonia), infatti il primo movimento è in 3/4, il secondo in 3/8 e il terzo sarebbe stato anch’esso in 3/4. La tonalità dell’ Incompiuta è inusuale per una sinfonia del periodo classico e costituisce di per sé un sintomo della transizione al romanticismo.

Questa composizione è talvolta chiamata la prima sinfonia romantica. «È chiaro», ne dedusse Alfred Einstein, «il motivo per cui Schubert smise di lavorare a questa Sinfonia. Egli non avrebbe potuto completarla in nessuno dei significati che attribuiamo a questo termine. Lo Scherzo […], che per le prime battute è anche orchestrato, suona come un luogo comune dopo l’Andante. Dobbiamo forse immaginare che Schubert non avesse alcuna consapevolezza di questo valore? Egli aveva già scritto troppe opere compiute per potersi accontentare di qualcosa di inferiore o anche solamente di più ovvio».

Altri musicologi pensano che Schubert non abbia completato la Sinfonia soltanto per motivi pratici, potremmo dire di delusione esistenziale, non vedendo alcuna concreta possibilità che venisse eseguita. Ma secondo altri questa tesi è inverosimile, perché la difficoltà d’essere accettato ed eseguito non gli impedì di portate a termine altri capolavori immensi.

Franz Schubert non ascoltò mai la sua “Incompiuta” eseguita da un’orchestra. La donò alla Società degli Amici della Musica della città di Graz, che non la fecero mai eseguire, né prima né dopo la morte del compositore.  La prima esecuzione fu quindi postuma a Monaco, 43 anni dopo la sua morte, presso la Gesellschaft der Musikfreunde, il 17 dicembre 1865, diretta da Johann Herbeck. Schubert nel 1823 aveva dato la partitura ad Anselm Hüttenbrenner (rappresentante di un’associazione di amici della musica di Graz, che aveva conferito a Schubert un diploma onorifico). Johann Erbeck riuscì ad ottenere la partitura da Hüttenbrenner e in sede di prima esecuzione aggiunse come Finale l’ultimo movimento della Terza Sinfonia dello stesso Schubert.

 

Sinfonia n. 8, in si minore, D. 759 Incompiuta” by Franz Schubert (Herbert Von KARAJAN, conductor – Philarmonia Orchestra, Recorded: 1955):

Sinfonia n. 8, in si minore, D. 759 Incompiuta” by Franz Schubert (Wiener Philharmoniker & Georg Solti, direttore):


Sinfonia n. 8, in si minore, D. 759 Incompiuta” by Franz Schubert (Berliner Philarmoniker & Claudio Abbado – 1989):

Sinfonia n. 8, in si minore, D. 759 Incompiuta” by Franz Schubert (Concertgebouw Orchestra & Leonard Bernstein Conductor):

L’ orchestra è così composta: due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, tre tromboni, timpani, quintetto d’archi.

I° movimento

Violoncelli e contrabbassi in “pianissimo” aprono l’ Allegro moderato (3/4, in si minore), 368 battute. Questo primo movimento è in forma-sonata e inizia con un primo tema in si minore, introdotto dagli archi, cui fa seguito una melodia affidata agli oboi e ai clarinetti, per poi modulare, dopo una breve transizione di quattro battute, ad un secondo tema in sol maggiore, suonato dai violoncelli e ripetuto dai violini. La sezione dello sviluppo è piuttosto estesa ed è basata sulla rielaborazione del primo tema, ripreso per un tratto in modo preponderante dai tromboni. La ripresa segue le regole della forma-sonata, tranne che per una insolita modulazione del secondo tema il quale, anziché essere ripresentato nella tonica di si minore, appare in re maggiore. Il primo movimento si chiude con una coda in si minore che richiama anch’essa il primo tema.

II° movimento

Andante con moto (3/8, in mi maggiore), 312 battute. In esso si alternano due temi contrastanti. L’esposizione del primo tema è finemente suddivisa tra i contrabbassi, i corni e i violini. Il secondo tema è esposto dapprima dal clarinetto per poi passare agli altri legni. Entrambi i temi sono intervallati da episodi contrappuntistici e vengono ripetuti con variazioni.

«Vi saranno opere orchestrali più potenti, più grandi, forse», scrive la scrittrice, librettista e divulgatrice musicale Mary Tibaldi Chiesa, «ma nessuna potrà uguagliare l’incanto divino e la grazia celeste dell’Incompiuta di Schubert. E’ come la Pietà Rondanini di Michelangelo, capolavori, anche se incompiuti. Essa è una gemma impareggiabile e la sua bellezza è perfetta. In questa pagina sinfonica, scolpita da due grandi movimenti, si raggiunge il massimo del romanticismo sinfonico… All’inizio piangono il clarinetto (minuto 0:24) e l’oboe (minuto 9:46), e la musica si sparge nel cuore malinconica, con un senso di pena, un’ombra dolorosa, un’infinita tristezza, finché i contrabbassi e i corni ci riportano la quiete nel cuore… La musica incorporea e ineffabile passa su di noi, e vola come la visione di un coro di figure del Beato Angelico nella loro serafica abitudine, nel loro immortale candore. Schubert ci guida nel regno dell’innocenza primordiale, in un mondo di sogno fuor d’ogni spazio e d’ogni tempo, lontano da ogni miseria, da ogni bassezza…».

Tentativi di completamento

Dopo la morte di Schubert si è tentato più volte di completare l’ Incompiuta. Uno dei tentativi più recenti è opera dei due musicologi inglesi Gerald Abraham e Brian Newbould, che a questo scopo hanno riadattato come terzo movimento della sinfonia ciò che resta dello Scherzo abbozzato da Schubert e come quarto ed ultimo movimento l’intermezzo in si minore tratto dalle musiche di scena per il dramma Rosamunda (composte dallo stesso Schubert), intermezzo che anche altri musicologi hanno ritenuto essere stato originariamente concepito da Schubert come Finale per questa sinfonia.

… … …

Tra le undici Sinfonie portate a termine da Anton Bruckner, la Quarta (1874), oltre ad essere la più eseguita insieme alla Settima, è l’unica a portare un titolo di carattere descrittivo voluto dall’ autore e contribuirà ad avviarlo verso un consolidamento della propria situazione professionale ed economica (cosa che avverrà solo con il successo della Settima Sinfonia, all’età di 60 anni).

Il 22 novembre 1874 è la data riportata sulla partitura a conclusione della Sinfonia, il cui inizio risaliva al 2 gennaio del medesimo anno. Una prima esecuzione berlinese, programmata per la primavera del 1877, venne annullata; ciò diede modo al compositore di operare una prima significativa revisione, cedendo alle numerose pressioni di quanti insistevano perché rendesse le sue partiture più semplici sia all’esecuzione che all’ascolto. In una lettera del 1877 Bruckner qualificava alcuni passaggi violinistici dell’Adagio della Quarta come pressoché ineseguibili, e la strumentazione “troppo carica e inquieta“.

La rielaborazione della partitura impegnò il compositore dal gennaio alla fine di settembre del 1878, mentre nel novembre dello stesso anno vide la luce il nuovo Scherzo – che rappresenta la caccia – destinato a divenire uno dei più celebri movimenti sinfonici del tardo Ottocento. Neppure questa nuova versione fu data alle stampe e nel 1879 l’autore volle approntare un’ulteriore versione del Finale. Conclusi gli aggiustamenti nel giugno 1880, la Sinfonia poté finalmente essere presentata nel Musikvereinsaal della capitale austriaca, il 20 febbraio 1881, in un concerto dei Filarmonici di Vienna diretto da Hans Richter. Il successo della prima non servì ad arrestare la complessa e intricata storia delle rielaborazioni della Sinfonia, che proseguì con altri ritocchi per esecuzioni successive dirette da Felix Motti (nel dicembre 1881 a Karlsruhe, prima esecuzione di un lavoro sinfonico di Bruckner in Germania) e da Anton Seidl. La prima edizione a stampa, curata da Ferdinand Löwe e ritoccata nella strumentazione con il consenso dell’autore, venne pubblicata nel 1889. Sostituita nell’uso dalla partitura approntata nel 1936 da Robert Haas, sulla base del materiale relativo alla prima esecuzione del 1881, è stata a sua volta soppiantata dalla nuova edizione critica di Leopold Nowak uscita nel 1975, oltre un secolo dopo la creazione della Sinfonia bruckneriana.

Continua a far discutere il significato della dicitura Romantische scelta come sottotitolo: un riferimento al contenuto stesso della composizione, che si riallaccia al concetto di musica a programma. Bruckner aveva stilato una serie di didascalie che, insieme ad alcuni richiami naturalistici (ad es. la cinciallegra per il secondo tema del primo movimento), tracciavano una trama di associazioni descrittive di ispirazione storico-letteraria.

 

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Philharmonia Orchestra – Otto Klemperer – London, 1963):


“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Leonard Slatkin / the Detroit Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Staatskapelle Dresden – Eugen Jochum – (Recorded in 1975)


“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Sir Georg Solti – Chicago Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Bernard Haitink – Royal Concertgebouw Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Lucerne Festival Orchestra – Claudio Abbado, conductor – October, 2006 – Suntory Hall, Tokyo):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Daniel Harding / London Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Chicago Symphony Orchestra – George Solti):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Wiener Philharmoniker – Wilhelm Furtwängler, conductor – Stuttgart, 22.X.1951):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Chicago Symphony Orchestra – Barenboim):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Münchner Philharmoniker conducted by Sergiu Celibidache – Live Recording from the Herkulessaal, Munich 1983):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Claudio Abbado – Wiener Philharmoniker):

I movimenti in cui si articola la sinfonia sono quattro:

  1. Bewegt, nicht zu schnell (Mosso, non troppo veloce) (mi bemolle maggiore)
  2. Andante, quasi allegretto (do minore)
  3. Scherzo. Bewegt (Mosso) – Trio: Nicht zu schnell (si bemolle maggiore)
  4. Finale: Bewegt, doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo veloce) (mi bemolle maggiore)

Il primo movimento, “Mosso, non troppo veloce” (Bewegt, nicht zu schnell) si apre con l’esposizione del magnifico richiamo del corno che spazia sul tremolo in pianissimo degli archi (un gesto tipicamente bruckneriano). Dopo un’articolata elaborazione, compare il motivo affidato agli ottoni e siglato dal tema della cinciallegra (che il compositore chiama Zizi-Be), che si apre sulla frase delle viole accompagnata da un disegno reiterato dei violini, destinato a farsi sempre più imperioso, con l’intervento della tromba e dei corni. A un breve passaggio in pianissimo segue il rullo dei timpani e un sinuoso dialogo tra flauto e clarinetto, che introduce la ripresa dei vari motivi, per giungere infine alla Coda, in cui il fortissimo dei corni esalta nuovamente il corale strofico del motivo iniziale.

Il secondo movimento, “Andante, quasi Allegretto” è in forma di Rondò e in tonalità di do minore; rimanda immediatamente a certi malinconici andamenti di marcia schubertiani. Nel primo motivo, tratto da un corale protestante, spicca un lungo disegno melodico dei violoncelli, che ricompare nei successivi sviluppi. Il secondo motivo è esposto dalla viola. Nello Sviluppo, costanti modulazioni – con il ritorno del primo elemento motivico – trascorrono verso la Coda che passa dal do minore a un trionfale do maggiore, per concludersi infine in un decrescendo da cui si staglia la voce del clarinetto.

Il più celebre movimento della Sinfonia, lo Jagdscherzo del 1878, è anche il più vicino al genere della musica a programma. Nello Scherzo in si bemolle maggiore, Mosso (Bewegt), in cui Max Auer avvertiva “zone crepuscolari e brividi che ci aprono ben altri abissi dell’anima“, si coglie con evidenza il riferimento ad evocazioni naturalistiche e cavalleresche, a scene e paesaggi di caccia. I corni danno il segnale su un tremolo degli archi, che dall’ iniziale pianissimo si gonfia in un crescendo, culminante in un fortissimo in cui ai corni si uniscono tromboni e tuba. 

L’ ampio Finale, dall’ indicazione Mosso, ma non troppo veloce (Bewegt, dock nichtzu schnell) si apre con un nebuloso preambolo che ricorda il clima del Finale della Terza Sinfonia. Lentamente questa atmosfera sospesa cresce d’ intensità chiarificandosi e sfociando in un unisono in fortissimo dell’intera orchestra. Segue un richiamo al motivo iniziale del primo movimento, cui segue uno Sviluppo di proporzioni vastissime. Dopo la ricomparsa del tema dell’ Andante si giunge alla Coda conclusiva.

… … …

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per Amici della Musica di Firenze Leonidas Kavakos ed Enrico Pace

Al Teatro alla Scala Rudolf Buchbinder con Mozart Concerto n. 22