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Al Teatro Nuovo Giovanni da Udine Kirill Gerstein 19 maggio 2018

Kirill Gerstein Photo: Marco Borggreve

Ora sono assorbito dalla composizione di un Concerto per pianoforte e orchestra. Sono ansioso che Rubinstein lo esegua. Il lavoro progredisce lentamente e non riesce bene. Comunque mi attengo alle mie intenzioni e martello al pianoforte quei passaggi che mi escono dalla mente: il risultato è una eccessiva irritabilità…“, Ciaikovski al fratello Anatol in una lettera del 3 settembre 1874

Kirill Gerstein
Photo: Marco Borggreve

Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Stagione 2017 – 2018

 

È un graditissimo ritorno quello della Royal Philharmonic Orchestra al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dove il pubblico nel 2011 ha potuto apprezzarla in una memorabile esecuzione di Berlioz, Rachmaninov e Brahms. Ora, l’illustre compagine britannica è attesa sul nostro palcoscenico per un nuovo viaggio nelle più celebri partiture del repertorio russo e mitteleuropeo. Direttore sarà Krzysztof Urbanski, giovane e già affermatissimo conductor polacco sul podio, in questa stagione, delle più importanti orchestre quali la Berliner Philharmoniker, l’Orchestre de Paris, la Münchner Philharmoniker. Solista il pianista Kirill Gerstein per il seguente programma:

 

Pëtr Il’ič ČajkovskijPolonaise dall’ Opera Eugene Onegin op. 24

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Pëtr Il’ič Čajkovskij, Concerto n. 1 in si bemolle minore op. 23 per pianoforte e orchestra

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Antonín Dvořák, Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 “Dal nuovo mondo”

 

QUANDO

Sabato 19 Maggio 2018, ore 20.45

 

DOVE: Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Via Trento, 4
33100 Udine (UD)

 

INTERPRETI:

Krzysztof Urbanski, Direttore

Kirill Gerstein, Pianoforte

Royal Philharmonic Orchestra

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PLATEA al costo di € 65,00; Ridotto al costo di € 59,00; Giovani dai 5 ai 26 anni non compiuti al costo di € 31,00

PRIMA GALLERIA al costo di € 58,00; Ridotto al costo di € 52,00; Giovani dai 5 ai 26 anni non compiuti al costo di € 28,00

SECONDA GALLERIA al costo di € 50,00; Ridotto al costo di € 45,00; Giovani dai 5 ai 26 anni non compiuti al costo di € 26,00

TERZA GALLERIA al costo di € 40,00; Ridotto al costo di € 36,00; Giovani dai 5 ai 26 anni non compiuti al costo di € 23,00

 

Teatro Nuovo Giovanni da Udine: KIRILL GERSTEIN

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Kirill Gerstein…

Kirill Gerstein
Photo: Marco Borggreve

La curiosità e la versatilità del pianista Kirill Gerstein lo hanno portato a un forte coinvolgimento con un’ampia gamma di repertorio e stili. Da Bach ad Adès, il suo modo di suonare si distingue per la chiarezza espressiva, l’intelligenza perspicace e il virtuosismo. La personalità musicale energica e fantasiosa di Gerstein lo ha portato rapidamente al vertice della sua professione.

Cittadino americano con sede a Berlino, la carriera di Kirill Gerstein è equilibrata tra Stati Uniti ed Europa. I momenti salienti della sua stagione 2017-18 in Nord America includono i debutti con le sinfonie di Pittsburgh e National; ri-fidanzamenti con la Minnesota Orchestra e le sinfonie di Boston, Chicago, San Francisco, Indianapolis, Houston, Colorado e Oregon; le apparizioni del festival estivo a Ravinia, Aspen, e il suo debutto al Mostly Mozart Festival; e un tour con il violoncellista Clemens Hagen con esibizioni a Philadelphia, Toronto e Montreal. A livello internazionale, Gerstein collabora con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia a Lipsia e in tournée a Parigi e Vienna; la Bavaria Radio Orchestra; i BBC Proms a Londra; e i Philharmonics ceco, Rotterdam, Stoccolma e Oslo.

I recenti impegni nordamericani di Kirill Gerstein includono esibizioni con Cleveland e Philadelphia Orchestra, New York e Los Angeles Philharmonics e le orchestre sinfoniche di St. Louis, Atlanta, Cincinnati, Dallas, Vancouver e Montreal, oltre a recital a New York, Chicago , Washington DC, Seattle, Miami e alle università di Princeton e Duca. In Europa, Gerstein ha suonato con orchestre europee di spicco come la Philharmonia di Berlino e Vienna e la Royal Concertgebouw Orchestra, la Monaco di Baviera e la London Philharmonics, la Dresden Staatskappelle, la Finnish Radio Orchestra, la Tonhalle Orchestra di Zurigo e l’Ochestre National de France. Ha tenuto recital a Vienna, Parigi, Praga, Amburgo, la Wigmore Hall di Londra e la Queen Elizabeth Hall, e alla Liszt Academy di Budapest. Le sue apparizioni in festival europei comprendono esibizioni al Festival di Salisburgo, a Verbier, ai Festival di Lucerna e di Edimburgo, ai Proms di Londra e al Jerusalem Chamber Music Festival.

L’autunno 2017 segna l’uscita del Concerto per pianoforte di Scriabin in fa diesis minore con la filarmonica di Oslo e il direttore principale Vasily Petrenko (LAWO Classics) e la registrazione del Prometeo di Scriabin. I primi anni del 2018 vedono l’ esecuzione del Concerto per pianoforte di Gershwin in F e Rhapsody in Blue con la Saint Louis Symphony Orchestra e David Robertson per i classici di Myrios, unendosi a precedenti registrazioni per l’etichetta che includono Transcendental Études di Liszt, scelto da The New Yorker come una delle registrazioni più importanti del 2016; Il Concerto per pianoforte di Tchaikovsky n. 1 nella versione finale del compositore del 1879; Immagini immaginarie che accoppiano le immagini di Mussorgsky a un’esibizione con il Carnevale di Schumann; un disco recital di opere di Schumann, Liszt e Knussen; e due dischi con Tabea Zimmerman di sonate per viola e pianoforte di Brahms, Schubert, Franck, Clarke e Vieuxtemps.

Cresciuto nell’ex Unione Sovietica studiando pianoforte sia classico che jazz, a 14 anni Gerstein si è trasferito negli Stati Uniti dove è stato lo studente più giovane a frequentare il Berklee College of Music di Boston. Spostando il suo focus sul repertorio classico, ha studiato con Solomon Mikowsky a New York, Dmitri Bashkirov a Madrid e Ferenc Rados a Budapest.

Gerstein ha vinto il primo di una serie di prestigiosi riconoscimenti: nel 2001 Primo Premio al 10° Concorso Arthur Rubinstein. Nel 2002 ha vinto un Gilmore Young Artist Award e nel 2010 ha ricevuto un Avery Fisher Career Grant e il Gilmore Artist Award, che gli ha fornito i fondi per commissionare nuovi lavori a Timothy Andres, Chick Corea, Alexander Goehr, Oliver Knussen e Brad Mehldau. Consapevole dell’importanza di lavorare con giovani musicisti, Gerstein ha insegnato alla Hochschule Musik di Stoccarda dal 2007-2017 e, a partire dall’autunno del 2018, insegnerà al nuovo Sir András Schiff Performance Program for Young Artists della Kronberg Academy.

Sito Ufficiale: http://www.kirillgerstein.com

 

“Kirill Gerstein – raccolta di 102 video”:

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Polonaise da “Eugen Onegin”” by Petr Il’ič Čajkovskij (Yuri Temirkanov & Royal Philharmonic Orchestra):

“Polonaise da “Eugen Onegin”” by Petr Il’ič Čajkovskij (USSR State Symphony Orchestra, EVGENY SVETLANOV):

“Polonaise da “Eugen Onegin”” by Petr Il’ič Čajkovskij (LPO, Sir Thomas Beecham):

“Polonaise da “Eugen Onegin”” by Petr Il’ič Čajkovskij (Berliner Phil, Claudio Abbado):

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«Nel dicembre 1874 ho scritto un Concerto per pianoforte. Dato che non sono un pianista, avevo bisogno di rivolgermi a un virtuoso, uno specialista, che mi indicasse ciò che fosse faticoso, di difficile esecuzione, privo di effetto e così via. Mi serviva un critico severo, ma allo stesso tempo, ben disposto nei miei confronti. Devo dire chiaramente che una voce interiore protestava contro la scelta di [Nikolaj]
Rubinštejn come giudice. Egli non solo è il primo pianista moscovita, ma è certamente un pianista superiore. Così lo invitai ad ascoltare il Concerto e a fare delle osservazioni a proposito della parte pianistica. Era la vigilia di Natale del 1874, Rubinštejn propose di provare in una delle classi del Conservatorio. Mi presentai con il mio manoscritto e dopo di me giunse Rubinštejn con Hubert. Suonai il primo movimento. Neanche una parola… Armatomi di pazienza, lo suonai fino alla fine. Ancora silenzio. Mi alzai e chiesi: “Ebbene?” Allora dalle labbra di Rubinštejn sgorgò un torrente di parole, dapprima tranquille, poi sempre più simili a un profluvio di Giove tonante. Pareva che il mio Concerto non valesse niente… che la composizione fosse pessima e volgare… Io ero stupefatto e colpito che una persona che aveva scritto già moltissimo e che teneva al Conservatorio un corso di composizione libera, si facesse oggetto di un tal biasimo. Uscii tacendo dalla stanza e andai di sopra. Ben presto riapparve Rubinštejn… Mi ripeté che il mio Concerto è impossibile e, avendomi indicato molti punti in cui erano necessari cambiamenti radicali… se… lo avessi rivisto secondo i suoi desideri, allora mi avrebbe fatto l’onore di eseguirlo… “Non ne rivedrò neppure una nota, – gli risposi – e lo pubblicherò così com’ è!” E così ho fatto», Pëtr Il’ič Čajkovskij in una delle lettere alla sua fedele ammiratrice e sostenitrice Nadežda von Meck, Sanremo 2 febbraio 1878

 

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore, op. 23 di Pëtr Il’ič Čajkovskij fu composto tra il novembre 1874 ed il febbraio 1875.

È uno dei concerti pianistici più eseguiti in tutto il mondo, celebre per la sua grandezza monumentale, ed è il più noto dei tre composti da Čajkovskij.

Il concerto venne inizialmente dedicato a Nikolaj Rubinštejn, direttore del Conservatorio di Mosca e pianista virtuoso, con il proposito che lo stesso Rubinštejn lo eseguisse per la prima volta in pubblico. L’ accoglienza di questi fu decisamente negativa: criticò aspramente il concerto ritenendolo “banale, rozzo e mal scritto” oltre che “ineseguibile” probabilmente per l’ uso fortemente percussivo del pianoforte nelle battute iniziali, chiese quindi al compositore una sostanziosa revisione che venisse incontro ai suoi gusti.

La prima esecuzione del concerto avvenne il 25 ottobre del 1875 a Boston con Hans von Bülow al piano e Benjamin Johnson Lang a capo dell’ orchestra. Grato per l’esecuzione Čajkovskij dedicò il concerto al pianista. Questa decisione fu presa dal compositore su suggerimento di Karl Klindworth che allora insegnava al Conservatorio di Mosca ed era molto rispettato da Pëtr Il’ič. Fu lo stesso Klindworth a consegnare il manoscritto ad Hans von Bülow, dal quale il compositore ricevette numerose lettere piene di ammirazione e gratitudine; egli definì l’ opera “originale e nobile!”.

Curiosamente von Bülow eliminò in seguito il concerto dal proprio repertorio, mentre Rubinštejn finì col dirigerne la première moscovita (con Sergej Ivanovič Taneev al piano) e ad eseguirne la parte solistica in numerose occasioni.

Sulla scia del successo statunitense, il concerto fu proposto il mese successivo a S. Pietroburgo, con il pianista russo Gustav Kross ed il direttore ceco Eduard Nápravník ricevendo un’ accoglienza molto tiepida. Questa fu la reazione di Čajkovskij:

«Napravnik ha fatto di tutto per accompagnarlo in modo tale che al posto della musica non ci fosse altro che un’ atroce cacofonia. Il pianista Kross l’ ha interpretato in modo coscienzioso, ma piatto, privo di gusto e di fascino».

Completamente opposta fu, tre settimane dopo, la risposta del pubblico di Mosca, che ascoltò il brano nell’ interpretazione di Sergej Taneev, scelto dallo stesso autore come solista, diretto da Rubinstein (evidentemente tornato sui propri passi). Così Čajkovskij:

«suonò il 21 novembre 1875 meravigliosamente».

Il concerto fu arrangiato da Čajkovskij anche per due pianoforti nel dicembre 1874; fu rivisitato per due volte dal suo autore, nell’ estate del 1879 e poi ancora nel 1888: quest’ultima è la versione divenuta standard ed attualmente eseguita. Sebbene Čajkovskij si fosse rifiutato di apportare all’ opera quelle modifiche che Nikolaj Rubinštejn pretendeva, egli non si risentì quando in seguito il pianista Edward Dannreuther, interprete della prima esecuzione in Inghilterra del 23 marzo 1876, gli inviò una lunga serie di proposte di cambiamenti; cambiamenti che non riguardavano il tessuto musicale bensì la strumentazione. Čajkovskij non solo diede la sua autorizzazione, ma introdusse tutte quelle modifiche che Dannreuther suggeriva nell’ edizione a stampa del Concerto; e altre ancora in una edizione successiva, dopo che ebbe avuto modo di ascoltare l’ opera nella esecuzione di Aleksandr Ziloti. La versione che si ascolta generalmente oggi è, pertanto, quella di Čajkovskij con modifiche di Dannreuther e Siloti.

Il severo e critico Nikolaj Rubinštejn cambiò la sua opinione sul Concerto e lo eseguì il 16 febbraio 1878 a Mosca e poi due volte a Parigi all’ Esposizione Universale. Leggiamo una lettera di Čajkovskij scritta a Clarens alla solita von Meck:

«28 marzo 1878. Ieri ho ricevuto la sua lettera con la notizia del Concerto di Rubinštejn. Sono molto lieto che il mio Concerto Le sia piaciuto. Per quanto riguarda l’esecuzione da parte di Nikolaj Grigor’evič, ero assolutamente sicuro che lo avrebbe suonato magnificamente. In sostanza questo Concerto è davvero scritto per lui e conta sulla sua immensa abilità di virtuoso».

Durante la tournée di Čajkovskij negli Stati Uniti nel 1891 il Concerto fu suonato più volte sotto la sua direzione, in particolare il 5 maggio all’ inaugurazione della famosa Carnegie Hall. Infine, anche il programma dell’ ultimo concerto diretto dal compositore, il 16 ottobre 1893, oltre alla prima esecuzione della Sesta Sinfonia “Patetica”, conteneva il Primo Concerto per pianoforte, con la solista Adele Aus der Ohe, la stessa della tournée americana. Čajkovskij si accomiatò dal proprio pubblico proprio con queste due opere. Nel primo e nel terzo movimento Čajkovskij utilizzò due temi popolari ucraini: come spiegò egli stesso in una lettera alla von Meck, scritta nella sua tenuta a Brailov:

«9 maggio 1879. Sono stato in chiesa, al monastero… Ho ascoltato il canto dei “ciechi con le lire”. Il canto si chiama così per lo strumento di accompagnamento, la lira appunto, che non ha nulla in comune con lo strumento antico. È meraviglioso che tutti i cantanti ciechi in Piccola Russia [Ucraina] cantino sempre lo stesso motivo. L’ho parzialmente utilizzato nel primo movimento del mio Concerto per pianoforte» [nell’ episodio Allegro con spirito].

Negli anni ‘80 il celebre pianista russo Lazar’ Berman trovò nella biblioteca del suo maestro Aleksandr Goldenweiser la partitura della prima versione, originale, del Concerto. Dopo averla studiata Berman scoprì che il Concerto non era un’ opera così marcatamente pomposa, festosa e virtuosistica, ma molto lirica. Ad esempio, il primo tema, di solito sospinto in secondo piano dai possenti accordi del pianoforte, risultava invece in tutto il suo sapore nazionale: maestoso, epico, con l’accompagnamento degli stessi accordi del solista ma suonati in arpeggio, come su un antico strumento, il gusli [una sorta di salterio]. In questa versione il Concerto è stato registrato nel 1986 da Lazar’ Berman con l’ Orchestra della Radio di Berlino Ovest diretta da Yuri Temirkanov.

In occasione dei 175 anni dalla nascita di Ciaikovskij e dei 140 anni dalla “prima” del Concerto n. 1, il Museo Ciaikovskij di Klin ha curato la pubblicazione delle partiture originali delle versioni del 1875 e del 1879, quest’ultima basata in particolare su uno spartito utilizzato dall’ autore in persona, nell’ ultima sua apparizione in pubblico del 1893.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle maggiore op. 23” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Daniel Barenboim and Zubin Mehta):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle maggiore op. 23” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Yuja Wang (piano), Hannu Lintu (conductor), Finnish Radio Symphony Orchestra, Helsinki Music Centre Concert Hall (7 September 2012)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle maggiore op. 23” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (anno: 1941, Horowitz, Vladimir (ruolo: Pianista), NBC Symphony Orchestra (ruolo: Orchestra), Toscanini, Arturo (ruolo: Direttore d’orchestra)):


“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle maggiore op. 23” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Arthur Rubinstein, piano – Boston Symphony Orchestra):


“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle maggiore op. 23” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Martha Argerich, piano – Charles Dutoit, conductor Orchestre de la Suisse Romande 1975):

L’opera, nonostante fosse stata predisposta per un lavoro tipicamente di derivazione occidentale, conserva in buona parte forme e timbri della musica popolare russa cui spesso Čajkovskij fa riferimento.

Il concerto è articolato in tre movimenti:

I movimento: Allegro non troppo e molto maestoso – Allegro con spirito

All’orchestra è affidato l’attacco del tema principale, di grande solennità; il pianoforte accompagna con poderosi ed ampi accordi: una forma decisamente insolita. Successivamente lo strumento solista diviene protagonista mentre l’orchestra si riduce ad un semplice accompagnamento in pizzicato. Il pianoforte non solo presenta il tema, ma al tempo stesso lo amplia con elaborazioni che gradualmente danno vita a figurazioni di estremo virtuosismo, finché l’orchestra riprende nuovamente il tema iniziale. L’intervento del corno fa da tramite tra primo e secondo tema. Il movimento vive di contrasti netti, talvolta addirittura stridenti, che vengono attraversati da esplosive strutture atte ad accrescere l’intensità del discorso musicale.

II movimento: Andantino semplice – Prestissimo – Tempo I

La musica ritorna dolce, il ritmo del primo movimento scompare, le note sul pianoforte vengono accarezzate da motivi rapidi e allo stesso tempo con forme arabesche; è un’interpretazione, quella data da Čajkovskij al movimento, tutta slava. Anche qui compaiono i ricordi di quella musica russa presi da alcune canzoni ucraine.

Nel secondo movimento, come ricordava il fratello Modest, il compositore usa un tema francese che i due fratelli spesso canticchiavano da piccoli.

L’ inizio è un pensiero in forma di Lied eseguito dal flauto, che il pianoforte riprende mutandolo alla terza nota con enfatico slancio. È solo una minuscola sfumatura, che però lascia trasparire il carattere d’improvvisazione insito nella struttura del movimento. Con sempre nuove variazioni tematiche Čajkovskij muta il carattere degli sviluppi, sostenuti ed incorniciati da mutevoli figurazioni di accompagnamento.

III movimento: Allegro con fuoco

Il terzo movimento attacca senza cesure con veementi movenze di danza. Dopo una breve introduzione orchestrale il pianoforte fa proprio il ritmo danzante e conduce al controtema, che fiorisce negli archi ed è manifestamente imparentato col tema introduttivo. Nel Finale Čajkovskij inserisce un’altra canzone ucraina “Esci esci, Ivan’ku”.

CURIOSITÀ

Tra i molti celebrati interpreti di questo concerto sta Vladimir Horowitz, che con esso debuttò trionfalmente negli Stati Uniti alla Carnegie Hall, coadiuvato alla direzione d’orchestra dal suocero Arturo Toscanini. Altri interpreti di grande rilievo sono Svjatoslav Richter (nelle sue incisioni con Mravinskij e Karajan), Van Cliburn, Martha Argerich ed Emil Gilels.

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“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Royal Philharmonic Orchestra / Paavo Järvi):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Eugene Ormandy; Philadelphia Orchestra):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (NDR Sinfonieorchester, Hans Schmidt-Isserstedt):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (State Symphony Orchestra of the Russian Federation, EVGENY SVETLANOV):


“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Bělohlávek / BBC Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Sao Paulo Symphony Orchestra, Marin Alsop):


“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Philharmonia Orchestra, Otto Klemperer):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Sergiu Celibidache, 1991):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (New York Philharmonic Orchestra, Lorin Maazel):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (New York Philharmonic, Leonard Bernstein):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Karajan BPO (1964)):


“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Ozawa / Wiener Philharmoniker):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Wiener Philharmoniker conducted by Herbert von Karajan):

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Written by mara

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