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Al Teatro Nuovo Seong-Jin Cho Yuri Temirkanov per Rachmaninov e Tchaikovsky

La musica basta per un’esistenza ma un’esistenza non basta alla musica“, Sergej Rachmaninov

Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Stagione 2017 – 2018

 

Yuri Temirkanov, l’ Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e il pianista Seong-Jin Cho: vincitore nel 2015 del Concorso Chopin di Varsavia, e terzo posto al Čajkovskij di Mosca a soli 17 anni. Per l’ occasione verrà eseguito il seguente programma:

 

S. Rachmaninov, Concerto n. 2 in do minore op. 18 per pianoforte e orchestra

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P. I. Čajkovskij, Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 “Patetica”

 

QUANDO:

Mercoledì 16 Maggio 2018, ore 20.45

 

DOVE: Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Via Trento, 4
33100 Udine (UD)

 

INTERPRETI:

Yuri Temirkanov, Direttore

Seong-Jin Cho, Pianoforte

Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PLATEA al costo di € 65,00; Ridotto al costo di € 59,00; Giovani dai 5 ai 26 anni non compiuti al costo di € 31,00

PRIMA GALLERIA al costo di € 58,00; Ridotto al costo di € 52,00; Giovani dai 5 ai 26 anni non compiuti al costo di € 28,00

SECONDA GALLERIA al costo di € 50,00; Ridotto al costo di € 45,00; Giovani dai 5 ai 26 anni non compiuti al costo di € 26,00

TERZA GALLERIA al costo di € 40,00; Ridotto al costo di € 36,00; Giovani dai 5 ai 26 anni non compiuti al costo di € 23,00

 

Teatro Nuovo: Seong-Jin Cho e Yuri Temirkanov

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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Seong-jin Cho…

SEONG-JIN CHO - 2

SEONG-JIN ECHO

Seong-jin Cho è balzato all’ attenzione del mondo nell’ ottobre del 2015, quando ha vinto il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia. Quattro anni prima, a soli sedici anni, si era classificato terzo al Premio Tchaikovsky di Mosca.

Con il suo sconfinato talento e la sua naturale musicalità, Seong-jin Cho sta intraprendendo una carriera in rapida ascesa e viene considerato uno degli artisti più interessanti della sua generazione.

Nel gennaio 2016, Seong-jin Cho ha firmato un contratto di esclusiva con l’etichetta discografica Deutsche Grammophon.

Nato nel 1994 a Seoul, Seong-jin Cho ha cominciato a studiare pianoforte all’ età di sei anni e si è esibito in pubblico per la prima volta cinque anni dopo. Nel settembre 2008, all’ età di quattordici anni, ha vinto il primo premio alla sesta edizione del Concorso Chopin di Mosca. Nel novembre 2009 si è aggiudicato il primo premio alla settima edizione del Concorso Hamamatsu in Giappone (risultando il vincitore più giovane nella storia del Concorso).

Seong-jin Cho si è esibito al fianco di alcune delle orchestre più prestigiose al mondo, tra cui l’Orchestra del Royal Concertgebouw, la Philharmonia Orchestra, l’Orchestra Mariinskij, i Münchner Philharmoniker, la RSB di Berlino, l’Orchestra Filarmonica di Seoul, la Filarmonica Ceca, la Budapest Festival Orchestra, la Danish National Symphony Orchestra, la Russian National Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Sinfonica NHK di Tokjo, sotto la direzione di direttori del calibro di Myung-Whun Chung, Lorin Maazel, Marek Janowski, Valery Gergiev e Vladimir Ashkenazy.

Nel 2016 e 2017 con la Philharmonia Orchestra ed Esa-Pekka Salonen, la Filarmonica di San Pietroburgo e Yuri Temirkanov, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Valery Gergiev, la Russian National Orchestra e Mikhail Pletnev, la Tokyo Philharmonic e Myung-Whun Chung, l’Orchestre de Paris e Tomás Netopil. Seong-Jin Cho suonerà in recital al Concertgebouw di Amsterdam, alla Sala Filarmonica di San Pietroburgo, alla London International Piano series, alla Suntory Hall di Tokyo, al Festival di Primavera di Praga, al Klavier Festival Ruhr e alla Carnegie Hall. 

Seong-Jin Cho si è aggiudicato anche il premio della Società Fryderyk Chopin (di 3.000,00 euro) per la migliore interpretazione di una polonaise.

Durante le tre settimane del concorso i pianisti hanno eseguito solo opere di Chopin davanti a una giuria internazionale che comprendeva la grande Martha Argerich, vincitrice del Concorso nel 1965.

Il Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin di Varsavia è una delle più antiche e prestigiose competizioni pianistiche internazionali. Si tiene ogni cinque anni a partire dal 1927 e da allora (con la sola interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale)  ogni cinque anni la giuria del concorso, composta da pianisti di fama mondiale, musicisti e famosi esponenti della cultura polacca, si riunisce per ascoltare i pianisti ammessi alla finale e conferire, laddove vi sia un candidato meritevole (per un decennio il primo premio non fu infatti assegnato), l’ambito riconoscimento.

Fu ideato da Jerzy Żurawlew (1887-1980). Nel 1957 è stato uno dei membri fondatori della “Federazione mondiale dei concorsi internazionali di musica” di Ginevra.

Oltre ai sei vincitori, vengono assegnati quattro premi speciali:

  • premio speciale per la miglior esecuzione di una mazurka, assegnato dalla Radio polacca dal 1927;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di una polacca, assegnato dalla “Fondazione polacca Chopin” dal 1960;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di un concerto, assegnato dai Filarmonici di Varsavia dal 1980;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di una sonata, assegnato da Krystian Zimerman.

In conferenza stampa Cho ha confessato di voler partecipare al rinomato concorso fin da quando aveva undici anni. Per lui tutte le fasi del concorso sono state “davvero dure”, tranne il concerto finale con orchestra, nel quale “non era così nervoso.” “Nel primo turno ero fuori controllo”, ha detto. “Non mi ricordo come ho suonato così ho controllato su YouTube.”

 

QUALCHE VIDEO PER CONOSCERE IL GIOVANE PIANISTA…

 

Seong-Jin Cho “Piano Concerto in E minor Op. 11 (final stage of the Chopin Competition 2015)” by Fryderyk Chopin:

Seong-Jin Cho “Polonaise in A flat major Op. 53 (second stage)” by Fryderyk Chopin:

Seong-Jin Cho “Concerto No. 1 in B-flat minor, Op. 23, The Arthur Rubinstein Piano Master Competition (5/2014, Tel Aviv)” by P. I. Tchaikovsky:

Seong-Jin Cho “Piano Concerto No. 3 in D minor, Op. 30 (2011)” by S. Rachmaninoff:

Seong-Jin Cho “Pictures at an Exhibition” by Mussorgsky:

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Yuri Temirkanov

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Nato nel Caucaso, Yuri Temirkanov ha iniziato gli studi di violino e viola alla Scuola per giovani talenti di Leningrado, completandoli al Conservatorio della stessa città insieme a quelli di composizione. Nel 1966, dopo aver vinto il Concorso Nazionale Sovietico per direttori d’orchestra, è stato invitato da Kirill Kondrašin per una tournée in Europa e Stati Uniti con David Oistrakh e l’ Orchestra Filarmonica di Mosca.

Nel 1988 è stato nominato direttore artistico e direttore principale dell’ Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo: le sue produzioni di Evgenij Onegin e La Dama di picche sono diventate leggendarie nella storia del teatro.

Precedentemente era stato direttore artistico e direttore principale dell’ Orchestra del Teatro dell’ Opera Kirov a Leningrado (ora di nuovo Teatro Mariinskij). È stato dal 2000 al 2006 principale direttore ospite del Teatro Bol’šoj e, dal 2009 al 2012, direttore musicale del Teatro Regio di Parma. È stato inoltre direttore ospite principale e direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra, della Dresdner Philharmonie e dell’ Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese.

Ospite fisso negli Stati Uniti, dirige le maggiori orchestre di New York, Philadelphia, Boston, Chicago, Cleveland, San Francisco e Los Angeles. Dal 2000 al 2006 è stato direttore musicale dell’ Orchestra Sinfonica di Baltimora.

Yuri Temirkanov è frequentemente invitato dalle più grandi orchestre d’ Europa, Asia e Stati Uniti e ha avuto il privilegio di essere il primo artista russo al quale è stato permesso di esibirsi negli Stati Uniti dopo la ripresa delle relazioni culturali con l’ Unione Sovietica, alla fine della guerra in Afghanistan nel 1988. Ha diretto le principali orchestre europee, inclusi i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra, l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia e quella del Teatro alla Scala. Le sue numerose registrazioni includono collaborazioni con la Filarmonica di San Pietroburgo, la New York Philharmonic, l’ Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese e la Royal Philharmonic Orchestra, con la quale ha inciso tutti i balletti di Stravinskij e le sinfonie di Čajkovskij.

Nel 2014 con la Filarmonica di San Pietroburgo, oltre alle tournée in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Messico e Stati Uniti, si è esibito a Mosca e per la prima volta a Baku al VIII Festival Internazionale Rostropovič. Per dieci giorni durante il periodo natalizio Temirkanov organizza a San Pietroburgo l’ annuale Festival Invernale, invitando alcuni fra i solisti più grandi e conosciuti del mondo. Per 15 anni ha diretto l’ Art in the Square Festival. Segue inoltre intensamente i progetti della Temirkanov International Foundation for Cultural Initiatives per gli studenti di San Pietroburgo.

In Russia ha ricevuto molti premi importanti; nel 2003 Vladimir Putin gli ha conferito la Medaglia del Presidente. Accademico Onorario di Santa Cecilia, ha ricevuto in Italia il Premio Abbiati come miglior direttore nel 2002 e nel 2007 e la nomina a “Direttore dell’ anno” nel 2003. Nel 2012 è stato insignito dell’ Ordine della Stella d’ Italia nel grado di Commendatore dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo…

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L’ Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo è la più antica orchestra sinfonica della Russia. Fu fondata nel 1882 come “coro di corte“, successivamente venne denominata “orchestra di corte” e nei primi vent’anni di attività venne utilizzata per le necessità musicali dell’aristocrazia. In seguito alla Rivoluzione d’ottobre del 1917, la Filarmonica divenne un’orchestra di stato e in questa funzione diede il suo primo concerto pubblico nell’Unione sovietica l’8 novembre di quell’anno. Un anno più tardi l’orchestra fu incorporata nella nuova Filarmonica di Pietrogrado che fu la prima grande istituzione musicale dell’Unione sovietica.

Dopo la Rivoluzione, l’Orchestra si esibì soprattutto nelle fabbriche per un pubblico di operai. In quegli stessi anni essa fu diretta da una serie di straordinari direttori: Emil Cooper, Nicolaj Malko, Aleksander Glazunov, Sergej Kusevitzkij, Gregor Fitelberg, Oscar Fried, Bruno Walter, Otto Klemperer, Erich Kleiber, Hans Knappersbutsch.

In seguito l’orchestra ampliò notevolmente il suo repertorio: nel 1927, in occasione del centenario della morte di Beethoven, eseguì un ciclo beethoveniano; negli 1934-37 fu attivo a Leningrado il viennese Fritz Stedrey che diresse varie opere di Bruckner e di Mahler.

Nel 1938 venne alla ribalta della Filarmonica un giovane musicista che ne rimase a capo quasi mezzo secolo, nel periodo della guerra e dello stalinismo e la trasformò in una delle migliori orchestre del mondo, famosa per la sua impareggiabile disciplina. Evgenij Mravinskij fu il musicista che operò questa trasformazione e la sua grande amicizia artistica con Dmitrij Shostakovich condusse a una serie di vette interpretative in occasione delle prime del compositore. Ancora oggi Shostakovich occupa un posto preminente nel repertorio della Filarmonica di San Pietroburgo. Mravinskij morì nel 1988 e gli successe in qualità di direttore musicale stabile Jurij Termirkanov, accanto al quale ha operato fin dal 1985, quale primo direttore ospite, Mariss Janson.

La Filarmonica è stata la prima orchestra sovietica ad affrontare grandi tournée estere. Fin dal 1946 si presentò in Filandia e negli anni seguenti fu ascoltata in Cecoslovacchia, nelle due Germanie, in Austria, in Polonia, in Giappone, in Scozia, in Inghilterra, in Canada e negli Stati Uniti d’America. Nel corso delle tournée si sono avvicendati sul podio grandi direttori e compositori quali Leopold Stokowski, Charles Munch, Igor Markevitch, Josef Krips,Zoltan Kodaly e Benjamin Britten.

Un’orchestra di questo livello ha evidentemente in repertorio tanto la musica russa quanto i grandi classici europei. Sotto la direzione di Mravinskij la Filarmonica ha offerto anche straordinarie interpretazioni dei compositori della nuova scuola sovietica e dei contemporanei europei.

Oltre ad apparire in varie serie di concerti a San Pietroburgo l’orchestra effettua regolarmente tournée in Europa, Giappone e Usa. Nel 1991, poco dopo il cambio di nome della città da Leningrado a San Pietroburgo, anche l’orchestra ha ripreso il nome originario di Filarmonica di San Pietroburgo. 

L’orchestra sotto la direzione di Temirkanov, ha registrato per la BMG Classics le sinfonie di Chajkovskij nn. 4, 5 e 6, la Quinta sinfonia di Prokof’ev, la Seconda di Rachmaninov ecc. Con Mariss Janson ha registrato per la EMI tutte le sinfonie di Rachmaninov e di Shostakovich. Sir George Solti ha registrato con la Filarmonica di San Pietroburgo la musica per il film Anna Karenina.

Nell’ aprile del 1988 Jurij Temirkanov è succeduto ad Evgenij Mravinskij alla testa della Filarmonica di San Pietroburgo. Prima di questa nomina era direttore musicale del Teatro Kirov di Leningrado.

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ASCOLTI E NOTE DI PROGRAMMA…

 

“Concerto per Pianoforte n. 2” by Sergej Rachmaninov (Piano: Hélène Grimaud, Conductor: Claudio Abbado, Lucerne Festival Orchestra):


“Concerto per Pianoforte n. 2” by Sergej Rachmaninov (Leningrad Philharmonic Orchestra, Kurt Sanderling – 1959):

“Concerto per Pianoforte n. 2” by Sergej Rachmaninov (Arthur Rubinstein, piano – Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner, cond. – RCA/BMG, recorded Jan. 9, 1956):

“Concerto per Pianoforte n. 2” by Sergej Rachmaninov (Rachmaninoff plays Piano Concerto 2):

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Mi è venuta l’idea per una nuova sinfonia, questa volta con un programma che resti enigmatico per chiunque, l’indovini chi potrà: l’opera si chiamerà “una sinfonia a programma”; tale programma è colmo di emozione soggettiva e, nel corso del mio ultimo viaggio, mentre pensavo ad essa, piangevo frequentemente. Ora, tornato a casa, in meno di quattro giorni ho delineato lo schema del primo movimento mentre ben chiara in testa la struttura globale. Ci sarà molto di nuovo in questa sinfonia per quanto concerne la forma

 

Nel dicembre 1892 Cajkovskij decise improvvisamente di smettere di lavorare ad una Sinfonia in mi bemolle maggiore alla quale si era dedicato per un po’ di tempo:

una decisione irreversibile – scrisse – ed è bellissimo che io l’abbia presa

La Sinfonia n. 6 in Si minore Patetica (Патетическая), op. 74, è l’ultima sinfonia di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Venne eseguita per la prima volta, nove giorni prima della sua morte, il 16 ottobre 1893 a San Pietroburgo. La morte di Čajkovskij pochi giorni dopo la prima esecuzione, fa della sesta sinfonia una sorta di testamento artistico nel quale confluiscono tutti gli stati emotivi, spirituali ed affettivi che ne avevano caratterizzato la travagliata esistenza.

Per via delle tematiche, la bellezza dei temi, la maturità compositiva ed il pathos che domina su tutta la sinfonia, può essere considerata la più grande composizione del musicista russo.

«Credo che mi sarà dato di scrivere una sinfonia esemplare: così probabilmente lotterò fino all’ultimo respiro per raggiungere la perfezione senza mai riuscirvi.»

Così scriveva nel 1891 Čajkovskij nel voler cercare a tutti i costi di concretizzare questa sua idea fissa che in seguito si esprimerà in una successiva lettera.

«Più innanzi procedo con l’orchestrazione, più diventa difficile: vent’anni fa l’avrei spinta avanti, senza pensarci con tutta la forza delle mie spalle e sarebbe riuscita bene. Ora sono diventato un vigliacco, senza fiducia in me stesso. Per due giorni interi sono stato lì a cuocere a fuoco lento due pagine; non riescono mai come vorrei, ma tuttavia procedo.»

Gli abbozzi iniziarono il 4 febbraio 1893 (data «russa», ovvero quella del Calendario giuliano, corrispondente al 16 febbraio del Calendario gregoriano), con varie tappe di lavorazione.

In quattro giorni la prima parte della Sinfonia fu completata, e si dice che il resto albergasse già nella sua mente in modo preciso.

Non puoi immaginare quanta felicità mi ha colto nello scoprire che il mio tempo non è ancora passato e che posso ancora lavorare

scrisse a Bob (il nipote Vladimir Davydov) l’ 11 febbraio 1893. Continuò dunque a scrivere, senza nessuna battuta d’arresto, e alla fine di agosto la Sinfonia era finita e pronta per la prima esecuzione, organizzata il 28 ottobre.

L’autore affermò di aver scritto la sinfonia in base ad un programma. Gli appunti lasciati accanto ai pentagrammi dicono poco se non che si ha a che fare con le aspirazioni e le delusioni della vita (soggetto portante nel pensiero del compositore: la ricerca di un ideale mai raggiunto è anche il cuore del Lago dei cigni e dell’ Evgenij Oneghin). Scrisse a Bob che la partitura seguiva

un programma che rimarrà un mistero per chiunque – lasciamoli indovinare

Avendo qualche dubbio sul Finale, Čajkovskij decise una lettura privata riservata agli insegnanti e studenti del Conservatorio di Mosca con una esecuzione “a porte chiuse”, il 9 ottobre (data russa, quindi il 21 ottobre del Calendario gregoriano) attraverso un’orchestra formata da allievi del conservatorio sotto la direzione di Vasilij (Basile) Il’ič Safonov (1852-1918), pianista, direttore, insegnante e direttore del Conservatorio moscovita, da lui apprezzato (cfr. studiosi Tammaro e Casini/Delogu).

Il 16 ottobre (data russa, per cui il 28, secondo il Calendario gregoriano), lo stesso Čajkovskij diresse la prima assoluta nella Sala delle riunioni dei nobili a San Pietroburgo – in quegli anni era ormai acclamatissimo nei due ruoli – e in sala si era radunata tutta la Pietroburgo che contava. Al suo ingresso il pubblico si alzò in piedi per applaudirlo e tutto avrebbe fatto pensare che ci si preparava al più fragoroso dei successi. Il programma non prevedeva solo la Sinfonia ma diverse altre musiche di Laroš e Mozart, nonché il proprio Primo Concerto per pianoforte, solista Adele Aus der Ohe (1864-1937) che eseguì anche pezzi solistici e la Rhapsodie espagnole di Liszt (cfr. la musicologa Orlova).

Il successo fu sostanzialmente solo di stima, forse (secondo lo studioso Tammaro) sia a causa della non eccelsa direzione dell’autore, ma anche per il Finale, non propriamente fatto per portare al facile applauso. Tuttavia Nikolaj Rimskij-Korsakov nella sua autobiografia riferisce che il collega diresse ottimamente, nonostante l’orchestra “rispondesse” male alla singolare composizione come il fratello di Čajkovskij, Modest, ebbe modo di sostenere (cfr. Tibaldi-Chiesa). L’ autore uscì sconsolato assieme al musicista Glazunov per una rituale cena con amici al Grand Hotel.

Due giorni dopo spedì la partitura al proprio editore per la pubblicazione, pregandolo di porre sul frontespizio la dedica al nipote Bob Davidov. Essa venne poi pubblicata (1894) con il titolo «Patetica», suggerito, forse, dal fratello Modest, il giorno dopo la prima, anche se inizialmente il suggerimento era stato per «Tragica» che non piaceva al musicista. Tuttavia il titolo fu depennato da Čajkovskij e rimase solo per decisione postuma dell’editore (cfr. lo studioso Aldo Nicastro). Inoltre il compositore annotò: 

non è che non sia piaciuta, ma ha creato un certo smarrimento“.

La sinfonia venne eseguita pubblicamente una seconda volta – dopo la morte del musicista avvenuta il 25 ottobre 1893 (notte sul 6 novembre, data del Calendario gregoriano) – in una serata che di fatto ebbe la forma della commemorazione e dunque con uno scontato successo. Era il 6 novembre (data russa, ovvero il 18, nel Calendario gregoriano), sul podio il grande Ėduard Francevič Napravnik (1839-1916), compositore e direttore d’origine ceca, stimato da Čajkovskij e che di lui diresse – fra l’altro – le prime di La pulzella di Orleans, La dama di picche e Iolanta.

 

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Leonard Slatkin, direttore & Detroit Symphony Orchestra):

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Wiener Philarmoniker & Herbert von Karajan):

Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Otto Klemperer & Philharmonia Orchestra – Studio Recording in London):

La sinfonia è suddivisa nei classici quattro movimenti. L’ordine però è inusuale: al secondo posto c’è il movimento in forma di scherzo (soluzione già praticata da Beethoven e da Schumann, oltre che dallo stesso Čajkovskij nella Sinfonia Manfred). Inoltre, ed è la novità sostanziale, Čajkovskij inverte l’ ordine degli ultimi due movimenti terminando l’opera, per la prima volta nella storia della sinfonia, con un tempo lento.

  • 1. Adagio – Allegro non troppo – Andante – Moderato mosso – Andante – Moderato assai – Allegro vivo – Andante come prima – Andante mosso
  • 2. Allegro con grazia
  • 3. Allegro molto vivace
  • 4. Finale. Adagio lamentoso – Andante

Manoscritto sinfoniaPrimo movimento

Il primo movimento è in forma sonata e si articola in un’introduzione lenta (bb. 1-18), un’esposizione formata da due gruppi tematici (bb. 19-88 e 89-160), una sezione di sviluppo (bb. 161-248), una ripresa (bb. 249-334) e una coda (bb. 335-354).

Il primo movimento è il più lungo e dura circa 20 minuti.

Secondo movimento

Il secondo movimento è un valzer in re maggiore nell’ insolita misura di 5/4. Si ritiene che sia la prima volta che questa misura venga usata in una sinfonia (mentre nel campo operistico era stata già usata per esempio da François-Adrien Boieldieu in un’aria de La Dame blanche). Čajkovskij suddivide ogni singola battuta in un metro binario seguito da un metro ternario. È dunque la seconda parte della battuta, in 3/4, a dare l’idea del valzer.

Dal punto di vista formale, il movimento segue la struttura ABA dello scherzo, cui Čajkovskij aggiunge una coda basata sui motivi di entrambe le sezioni. Con il suo andamento non troppo veloce, l’episodio si inserisce tra gli scherzi di andamento moderato, secondo il modello prediletto da Brahms (per esempio nelle sue tre prime sinfonie).

Terzo movimento

Il terzo movimento, in sol maggiore, su uno sfrenato 12/8 («Allegro molto vivace»), è quasi uno scherzo, basato su un dialogo tra archi e fiati. 

Quarto movimento

La sinfonia è chiusa da un «Adagio lamentoso» in si minore. La rassegnata desolazione della melodia discendente degli archi introduce immediatamente in un clima funebre.

Sulla «patetica» così Ciaikovsky si espresse scrivendo al fratello Modesto nell’ agosto del 1893:

«La ritengo la migliore, e precisamente la più compiuta delle mie opere. L’amo, come fino ad ora non ho mai amato nessun’altra delle mie creature»

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Written by mara

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