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Al Teatro Petruzzelli di Bari Benedetto Lupo per Brahms 7 Novembre

Ed eccolo qui: un giovane alla cui culla hanno vegliato Grazie ed Eroi. Il suo nome è Johannes Brahms, è venuto da Amburgo, dove creava in silenziosa oscurità, ma istruito da un insegnante ottimo ed entusiasta alle più difficili forme dell’arte, e poco prima del suo arrivo egli mi era stato raccomandato da un noto e venerato Maestro [Joseph Joachim]. Anche esteriormente egli presenta tutti quei segni che ci annunciano: ecco un eletto!”, (da Robert Schumann, Gli scritti critici)

Teatro Petruzzelli di Bari, Stagione Sinfonica 2018

 

In Stagione l’ eccezionale partecipazione di Benedetto Lupo, diretto da Günter NEUHOLD con Coro e Orchestra del Teatro Petruzzelli, per un programma ricco: 

 

Johannes BrahmsConcerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15

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Robert Schumann, Requiem für Mignon in do minore, op. 98/b

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Maurice Ravel, Suite n. 2 dal balletto “Daphnis et Chloé”

 

QUANDO

Mercoledì 7 Novembre 2018, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Petruzzelli
Corso Cavour, 12

70122 Bari (BA)

 

INTERPRETI:

Direttore, Günter NEUHOLD

Pianoforte, Benedetto LUPO

Maestro del coro, Fabrizio CASSI

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO PETRUZZELLI

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

POLTRONISSIMA al costo di € 30,00; ridotto al costo di € 27,00

PLATEA (FILE A-L) al costo di € 25,00; ridotto al costo di € 22,50; ridotto 20 % al costo di € 20,00; ridotto 30 % al costo di € 17,50

PLATEA (FILE M-S) al costo di € 20,00; ridotto al costo di € 18,00; ridotto 20 % al costo di € 16,00; ridotto 30 % al costo di € 14,00

PALCHI 1° e 2°ORDINE CENTRALI al costo di € 20,00; ridotto al costo di € 18,00; ridotto 20 % al costo di € 16,00; ridotto 30 % al costo di € 14,00

PALCHI 1° e 2 ORDINE LATERALI al costo di € 18,00; ridotto al costo di € 16,00; ridotto 20 % al costo di € 14,00; ridotto 30 % al costo di € 13,00

GRADINATA 3° (2^ e 3^ fila) al costo di € 15,00; ridotto al costo di € 13,50; ridotto 20 % al costo di € 12,00; ridotto 30 % al costo di € 11,00

GRADINATA 3° ORDINE (1^ fila) * al costo di € 12,00; ridotto al costo di € 11,00; ridotto 20 % al costo di € 9,50; ridotto 30 % al costo di € 9,00

GRADINATA 5° ORDINE CENTRALE al costo di € 10,00; ridotto al costo di € 9,00; ridotto 20 % al costo di € 8,00; ridotto 30 % al costo di € 7,00

GRADINATA 4° ORDINE * al costo di € 10,00; ridotto al costo di € 9,00; ridotto 20 % al costo di € 8,00; ridotto 30 % al costo di € 7,00

PALCHI 3° e 4° ORDINE * al costo di € 8,00; ridotto al costo di € 7,00; ridotto 20 % al costo di € 6,50; ridotto 30 % al costo di € 6,00

GRADINATA 5° ORDINE LATERALE * al costo di € 8,00; ridotto al costo di € 7,00; ridotto 20 % al costo di € 6,50; ridotto 30 % al costo di € 6,00

LOGGIONE al costo di € 8,00; ridotto al costo di € 7,00; ridotto 20 % al costo di € 6,50; ridotto 30 % al costo di € 6,00

* POSTI A LIMITATA VISIBILITÀ’

 

Teatro Petruzzelli: il pianista Benedetto LUPO

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Benedetto Lupo…

Considerato dalla critica internazionale come uno dei  talenti  più interessanti e completi della sua generazione, Benedetto  Lupo si è imposto all’ attenzione del mondo musicale con l’ affermazione nel 1989, primo italiano, al prestigioso Concorso Internazionale Van Cliburn che lo ha portato a suonare con le più importanti orchestre americane ed europee come la Philadelphia Orchestra, Boston Symphony, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, Orchestre Symphonique de Montréal, Seattle Symphony, Vancouver Symphony, la London Philharmonic, Gewandhaus Orchester di Lipsia, Rotterdam Philharmonic, Hallé Orchestra, Deutsches Symphonie-Orchester, Stuttgarter Philharmoniker, Orquesta Nacional de España, Orchestre Philharmonique de Monte Carlo, Orchestre Philharmonique de Liège, Bergen Philharmonic, Orchestre du Capitole de Toulouse.

Dopo il debutto a tredici anni con  il Primo Concerto di Beethoven, si era già affermato in numerosi concorsi internazionali, tra i quali il “Cortot” ed il “Robert Casadesus”, “Gina Bachauer” e nel 1992 il  Premio  “Terence  Judd” a Londra. 

La sua intensa attività concertistica lo ha visto spesso ospite al Lincoln Center di New York, alla Salle Pleyel a Parigi, alla Wigmore Hall a Londra, alla Philharmonie a Berlino, al Palais des Beaux Arts di Bruxelles, al Festival di Tanglewood, al Festival Internazionale di Istanbul, al Festival “Enescu” di Bucarest e al Tivoli Festival di Copenaghen

Nella stagione 2017/2018 è protagonista di una serie di concerti con orchestra in Spagna (Oviedo, Madrid) e tornando ad esibirsi a Londra con la London Philharmonic diretta da Juanjo Mena e negli USA con concerti con la Buffalo Philharmonic .

Nel 2018, in occasione del centenario della morte di Claude Debussy presenterà un programma monografico a Firenze, Perugia, Napoli e Venezia, a Washington e in Canada.

Oltre alle sue registrazioni per numerose radiotelevisioni europee e statunitensi, Benedetto Lupo ha inciso per TELDEC, BMG, VAI, NUOVA ERA e l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann per la ARTS.

Nel 2005 è uscita una nuova incisione del Concerto Soirée di Nino Rota per Harmonia Mundi che ha ottenuto ben cinque premi internazionali, tra i quali il “Diapason d’Or”

Nato a Bari, Benedetto Lupo ha iniziato gli studi musicali nella sua città, sotto la guida di Michele Marvulli e Pierluigi Camicia, perfezionandosi successivamente con Sergio Perticaroli, Aldo Ciccolini e frequentato le masterclass di Carlo Zecchi, Nikita Magaloff, Jorge Bolet e Murray Perahia.

Pianista dal vasto repertorio, Benedetto Lupo ha al suo attivo anche un’ importante attività cameristica e didattica; insegna al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, tiene master class presso importanti istituzioni internazionali ed è spesso invitato nelle giurie di prestigiosi concorsi pianistici internazionali.

Dall’ anno accademico 2013/2014, è titolare della cattedra di pianoforte nell’ ambito dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, istituzione della quale, dal dicembre 2015, è accademico effettivo

 

“5 video su Benedetto Lupo”:

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ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

È noto che la nascita del Concerto no.1 in re minore per pianoforte e orchestra op.15 di Brahms fu lunga e tormentata, e avvenne per fasi successive. Il lavoro, abbozzato negli anni 1852-53, avrebbe dovuto portare alla creazione di una Sinfonia. All’inizio del 1854 il progetto originario si trasformò in una Sonata per due pianoforti ma nell’estate del 1854 Brahms lo orchestrò per farne un primo tempo di Sinfonia. Proprio a Clara Schumann, sempre nel 1854, Brahms comunicava di aver trasformato la mia Sinfonia abortita in un Concerto per pianoforte. Da quel momento il processo compositivo, pur non mutando più l’obbiettivo, passò attraverso una serie innumerevole di ripensamenti e di riscritture. Tutto questo fervore compositivo si protrasse fino al 1858, senza che Brahms fosse interamente soddisfatto del suo lavoro. Nel marzo 1858 fu organizzata una prova segreta del Concerto con l’autore al pianoforte e solamente pochi amici presenti: tra questi Joachim, divenuto ormai, dopo la morte di Schumann, il consigliere ufficiale di Brahms. 

Saltata la première, programmata ad Amburgo per il 25 marzo 1858, a causa della mancanza di un pianoforte giudicato adeguato dal compositore, il violinista Joseph Joachim organizzò in fretta e furia un’esecuzione in forma privata ad Hannover, così che già il 30 dello stesso mese Brahms poté provare il concerto con un’orchestra. Sebbene un po’ improvvisata l’esecuzione lasciò tutti soddisfatti, in particolar modo l’autore e Clara Schumann. La sera stessa Clara scrisse al fratellastro Waldemar Bargiel:

«Tutto suona mirabilmente, meglio di quanto lo stesso Johannes osasse sperare. Nell’insieme c’è ricchezza, intensità e una forte unità. […] Johannes era pazzo di gioia»

Dopo il trionfo privato di Hannover, però, a Lipsia le cose andarono diversamente quando, l’anno successivo, vi fu la prima esecuzione pubblica.

La prima esecuzione del Concerto avvenne il 22 gennaio 1859 ad Hannover, solista lo stesso Brahms, direttore Joachim, con accoglienza tiepida. Si trattava in realtà di un’anteprima in vista della presentazione al Gewandhaus di Lipsia del 27 gennaio (direttore Julius Rietz, solista ancora Brahms), dove il Concerto fu subissato dai fischi. Il giorno dopo Brahms, scrivendo a Joachim, osservò:

«Penso, comunque, che questo risultato sia il meglio che potesse capitarmi: mi induce a lottare, mi dà coraggio. Dopo tutto sono ancora in una fase di sperimentazione e sto orientandomi a tentoni. Però, a ben pensarci… i fischi erano davvero troppi»

Julius Rietz, già assistente di Mendelsshon, aveva fatto intendere di non gradire l’opera, ritenendola eccessiva sia per la complessità formale e di scrittura sia per la forte intensità emozionale, a suo avviso non consone ad un concerto virtuosistico. Pare comunque che se Rietz si mostrò quantomeno mal disposto nei confronti di Brahms, il pubblico e molta parte della critica gli fu apertamente ostile e gli tributò forse il maggior insuccesso di tutta la carriera. Quello che maggiormente dispiacque all’uditorio fu il trovarsi di fronte non ad un tradizionale concerto per pianoforte, nel quale il solista si staglia sulla scena e domina l’orchestra dall’alto del suo virtuosismo, ma ad una «sinfonia con pianoforte obbligato» o un «concerto senza solista», come fu definita l’op. 15 su alcune riviste, nella quale lo strumento solista non è posto su un piano di predominio ma dialoga e si fonde con l’orchestra, interagendo con i suoi solisti quale primus inter pares, dimostrando apertamente tutta l’ispirazione sinfonica dell’opera.

Il pubblico della prima evidentemente non era ancora pronto per il Concerto op. 15 ma fortunatamente Brahms, convinto della sua posizione, non si fece demoralizzare dai fatti di Lipsia.

Una successiva esecuzione ad Amburgo, il 24 marzo, venne nuovamente diretta da Joachim e si risolse in un successo formale, di stima. Brahms decise allora di ritirare il Concerto, e vi apportò ancora qualche miglioramento in vista della pubblicazione, uscita nel 1861. Come interprete lo riprese solo nel 1865, sotto la direzione di Hermann Levi.

 

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Hans Richter-Haaser, Herbert von Karajan Philharmonic Orchestra, 1957):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Emil Gilels, Koninklijk Concertgebouworkest, Eugen Jochum – Live recording, Amsterdam, 1.XI.1973):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Bruno-Leonardo Gelber e Munich Philharmonic Orchestra, 1966):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Walter Gieseking (1895-1956), piano – SWF Symphony Orchestra, Baden-Baden – Hans Rosbaud (1895-1962), conductor – Live broadcast recording, 1951):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Piano: Krystian Zimerman – Conductor: Leonard Bernstein – Vienna Philharmonic Orchestra):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Grigory Sokolov, with Hugh Wolff and the Frankfurt RSO):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Vladimir Horowitz, piano – Concertgebouw Orchestra, February 20th, 1936 conducted by Bruno Walter. Live recording from Dutch Radio):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Solomon (Solomon Cutner), piano – Berlin Philharmonic Orchestra – Eugen Jochum, conductor – Recorded live, 14.XI.1954):


“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Rudolf Serkin – Boston Symphony Orchestra – Charles Munch – Live recording, Boston, 20.I.1956):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Arthur Rubinstein, piano – Royal Concertgebouw Orchestra, Bernard Haitink):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Krystian ZIMERMAN,piano – Leonard BERNSTEIN,conductor – Wiener Philarmoniker – 1985):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Rudolf Firkušný – Pittsburgh Symphony Orchestra – William Steinberg – Studio recording, Pittsburgh, 14.X.1956):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Glenn Gould, pianist. Leonard Bernstein, conductor – New York Philharmonic, April 6, 1962):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Hélène Grimaud, piano):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Julius Katchen – London Symphony Orchestra – Pierre Monteux – Studio recording, London, III.1959):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Claudio Arrau, piano – Concertgebouw-Orchester, Amsterdam – Recorded: Concertgebrouw, Amsterdam, October 1969):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Maurizio Pollini – The Cleveland Orchestra – William Steinberg – Live recording, Cleveland, 9.III.1978):

“Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15” by Johannes Brahms (Daniel Barenboim, piano – Münchner Philharmoniker – Sergiu Celibidache – Recorded live at the Stadthalle Erlangen, 1991):

ANALISI DEL CONCERTO

I – Maestoso

Re minore

Carattere solenne e drammatico, arricchito da toni di contenuta emozione espressiva. L’ introduzione orchestrale, di eccezionale ampiezza (90 misure), è di altrettanto eccezionale complessità. Il primo tema è dei più incisivi che Brahms abbia concepito, mentre il pianoforte espone a sua volta due temi quasi appassionati, che nello sviluppo entrano in contrasto col tema iniziale dando luogo ad episodi di grandiosa drammaticità.

II – Adagio

Re maggiore

L’ Adagio in re maggiore si apre con un tema introverso degli archi con sordina, accompagnati in terze dai fagotti, poi ripreso dal corno. Molto dolce ed espressiva è l’entrata del pianoforte, che elabora liberamente, come in un intermezzo fantastico, frammenti del tema. In questo Brahms mantiene lo stesso tempo in 6/4 del primo, è tipico per la scrittura pianistica ad accordi pieni: anche questo un brano che non sfigura di fronte al precedente, e dove il pianoforte colloquia romanticamente con un’orchestra rarefatta ma sempre presente con una sua decisiva funzione costruttiva.

III – Rondò. Allegro non troppo

Re minore

L’ Allegro non troppo finale è nella forma del Rondò. Questo tema finale è esposto dal solo pianoforte: vi si denota subito la derivazione da certe danze popolari tedesche e ungheresi, nel sincopato dell’attacco, nei ritmi puntali, nell’ascesa baldanzosa della melodia. Questo brano è costruito con mano maestra, e alterna con piacevole equilibrio i temi principali, concludendosi in una sonorità festante di re maggiore e dando all’esecutore l’agio di mettere in bella mostra le qualità più scintillanti della sua tecnica.

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“Requiem für Mignon in do minore, op. 98/b” by Robert Schumann (Universitätschor und Universitätsorchester Bamberg):

“Requiem für Mignon in do minore, op. 98/b” by Robert Schumann (Innsbruck Symphony Orchestra and Choir, Robert Wagner):

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“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Seiji Ozawa):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Orchestre Philharmonique de Radio France, Chœur de Radio France, Myung-Whun Chung):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Orchestra Sinfonica e Coro di Roma della RAI, Claudio Abbado):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Celibidache – Orchestre National de France – 1974):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (George Szell conducts the Cleveland Orchestra):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (NYP, Pierre Boulez):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Simón Bolívar Symphony Orchestra, Gustavo Dudamel, BBC Proms London, 2016):

“Daphnis et Chloé, suite n.2” by Maurice Ravel (Wiener Philharmoniker, Lorin Maazel):

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Written by mara

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