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Al Teatro Ponchielli Olli Mustonen con Beethoven Piano Concerto n 1

La musica costituisce una rivelazione più alta di qualsiasi filosofia“, Ludwig van Beethoven

Teatro Ponchielli di Cremona, Stagione 2017 – 2018

 

Il concerto sarà cucito su misura per il virtuosismo poliedrico di Olli Mustonen, artista finlandese che si esibirà nella triplice veste di compositore, direttore e pianista: al suo Trittico per archi seguiranno il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Beethoven e la Sinfonia n. 5 di Sibelius. Teatro Ponchielli di Cremona, con protagonista il Pianista e Direttore Olli Mustonen, propone il seguente programma:

 

Olli Mustonen, Trittico

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Ludwig van Beethoven, Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Do maggiore op. 15

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Jean Sibelius, Sinfonia n. 5

 

QUANDO:

Venerdì 13 Aprile 2018, ore 21.00

 

DOVETeatro Ponchielli
Corso Vittorio Emanuele II, 52
26100 Cremona (CR)

 

INTERPRETI:

Pianoforte e Direttore, Olli Mustonen

Orchestra di Padova e del Veneto

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea e Palchi intero al costo di € 26,00; ridotto al costo di € 24,00

Galleria al costo di € 20,00

Loggione al costo di € 15,00

 

Teatro Ponchielli, Cremona: Olli Mustonen

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Olli Mustonen…

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Olli Mustonen occupa un posto unico sulla scena musicale odierna. Come pianista affascina il pubblico per la tecnica strepitosa e la sua genialità d’interprete; come direttore ha fondato la Helsinki Festival Orchestra; come compositore appartiene a quella linea di musicisti la cui visione è espressa con la medesima vivacità tanto nell’ arte dell’interpretazione quanto in quella della composizione.

Mustonen ha studiato pianoforte da quando aveva sette anni, ma in realtà iniziò ancora prima con il clavicembalo – fatto che probabilmente ha condizionato la successiva evoluzione del suo gusto interpretativo. I suoi maestri sono stati Ralf Gothóni e poi Eero Heinonen. Ha inoltre studiato composizione con Einojuhani Rautavaara.

Nel 1987 ha vinto la European Broadcasting Union Young Soloist Competition di Ginevra e pur non essendo questo un concorso di primissimo piano (pari ad esempio allo Chopin di Varsavia o al Van Cliburn di Fort Worth), gli è stato comunque sufficiente per lanciarsi nell’ ipercompetitivo mondo del pianismo internazionale. Curiosamente, proprio nel suo paese di origine è stato oggetto di violenti attacchi da parte della critica (in particolare Seppo Heikinheimo, poi morto suicida in un hotel alcuni anni dopo la disputa) e si è per questo rifiutato di suonare ad Helsinki dal 1990 al 1996.

Mustonen ha suonato in tutte le capitali mondiali della musica, incluse Vienna, Berlino, Amsterdam, Londra, Parigi, Roma, New York, Tokyo e San Pietroburgo.

Si è esibito con le principali orchestre internazionali, tra cui Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, DSO Berlin, London Philharmonic, New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Concertgebouw Amsterdam e Mariinsky Theatre.

Tra i direttori con cui ha collaborato figurano Ashkenazy, Barenboim, Boulez, Chung, Gergiev, Harnoncourt, Masur, Nagano, Salonen e Saraste. Oltre alla Helsinki Philharmonic, con cui intrattiene un rapporto regolare come Artista Residente, ha diretto grandi orchestre tra le quali Deutsche Kammerphilharmonie, Camerata Salzburg, Tchaikovsky Symphony di Mosca, NHK Symphony e Melbourne Symphony Orchestra.

I compositori a cui si è dedicato di più sono Bach, Beethoven ed i russi (Šostakovič, Mussorgskij, Rachmaninov, Prokof’ev, Stravinskij, Čajkovskij, Scriabin, Balakirev), ma in repertorio ne ha anche alcuni normalmente assai meno presenti nel repertorio tradizionale come Alkan, Hindemith, Respighi e Sibelius.

Si occupa spesso di recuperare dal repertorio musica poco eseguita o addirittura del tutto inedita, come nel novembre del 2013 quando ha dato la prima mondiale a Los Angeles del concerto numero 5 di Rodion Shchedrin (a lui dedicato).

Tra i principali impegni della stagione 2014/15 figurano concerti con la Munich Chamber Orchestra, SWR Baden-Baden e con la Hungarian National Philharmonic; nel doppio ruolo solista/direttore con la Royal Northern Sinfonia, Riga Sinfonietta e la Verdi di Milano. Oltre a concerti da camera con il suo quartetto per oboe, violino, viola e pianoforte, ha in progetto l’esecuzione e registrazione di tutti i Concerti di Prokofiev con la Finnish Radio Symphony e Hannu Lintu. Proporrà l’integrale delle Sonate di Prokofiev al Festival di Lille, al Helsinki Music Centre e al Festival di Singapore.

La sua attività di pianista e di direttore si basa sulla fondamentale esperienza di compositore. Mustonen sostiene che ogni esecuzione debba sempre destare l’interesse di una prima assoluta e si pone di fronte all’ autore trattandolo come un suo contemporaneo. Questa vocazione all’ innovazione lo porta a esplorare molte aree del repertorio al di là dei canoni prestabiliti.

La sua tecnica è molto personale, basata su un uso assai parco del pedale di risonanza e su un impiego massivo dello staccato di matrice barocca. L’agilità è straordinaria e Mustonen ha sviluppato una particolare capacità nel controllo del tocco e della sonorità quando suona in staccato o staccatissimo. Dal punto di vista interpretativo l’approccio è intellettuale, estremamente analitico ed emotivamente assai controllato.

Mustonen ha iniziato la sua carriera discografica in modo folgorante incidendo da subito con una grande etichetta discografica come la Decca. La sua discografia si distingue per ampiezza. L’incisione, per Decca, dei Preludi di Shostakovich e di Alkan è stata premiata con l’”Edison Award” e il “Gramophone Award”. Dal 2002 Mustonen registra per Ondine Records con cui ha pubblicato l’integrale dei Concerti di Beethoven nel doppio ruolo di direttore e solista, il Concerto in modo Misolidio di Respighi con Sakari Oramo e la Finnish Radio Symphony Orchestra e un disco dedicato all’opera pianistica di Scriabin.

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PER CONOSCERE IL MUSICISTA…

“Olli Mustonen plays Bartok Piano Concerto no. 1, Sz. 83 – video 2011”:

“Olli Mustonen Bach Prelude No 8 E flat minor BWV 853”:

“Olli Mustonen plays Shchedrin Piano Concerto no. 4 – video 2013”:

“Olli Mustonen plays Prokofiev Piano Concerto no. 3 – video 2014”:


“Olli Mustonen plays 5 Shchedrin Preludes & Fugues – live 2011”:

“Joshua Bell, Olli Mustonen, Steven Isserlis
Shostakovich Piano Trio #2 In E Minor, Op. 67 – 2. Allegro Non Troppo”:

“Olli Mustonen – video”:

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Ludwig van Beethoven venne composto principalmente tra il 1796 e il 1798 e pubblicato soltanto nel marzo del 1801 dall’editore viennese Mollo. Fu in quell’occasione che ricevette il suo numero d’opera, cioè l’op. 15, così come il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore ebbe il numero d’opera 19, sequenze che però in realtà invertivano il reale ordine cronologico di composizione. Era stato infatti scritto per primo il Concerto in si bemolle in una versione risalente già al 1794-95, e tale stesura era stata in parte abbozzata da circa un decennio, sin dal 1785; in questa versione il Concerto in si bemolle fu eseguito il 29 marzo 1795 e replicato in un’accademia di Haydn il 18 dicembre dello stesso anno, ma poi andò perduto. Solo successivamente fu composto il Concerto in do maggiore, dai primi abbozzi del 1795 sino alla stesura completa, quella del 1798. Il Concerto in si bemolle fu quindi riproposto in una seconda versione, quella «ufficiale» giunta fino a noi e messa alle stampe da Hoffmeister & Kühnel a Lipsia nel 1801.

Beethoven dedicò il concerto ad una sua giovane allieva, Anna Luisa Barbara von Keglevich, detta ‘Babette’, a cui aveva da poco fatto dono anche della Sonata in mi bemolle maggiore per pianoforte, op. 7, composta nel 1797.

Il manoscritto originale è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Per quanto non lo si possa affermare con certezza, è però molto probabile che Beethoven nel suo soggiorno a Praga del 1798 abbia eseguito per la prima volta, oltre al Concerto in si bemolle maggiore nella sua seconda redazione, anche questo in do maggiore, i cui abbozzi, del 1795-96, sono di poco posteriori a quelli della prima redazione dell’altro. Che il Concerto in do maggiore, pubblicato per primo sia tuttavia stato compiuto dopo quello in si bemolle risulta, come si è già visto, da una lettera di Beethoven alla casa editrice Breitkopf e Härtel. 

Nonostante la numerazione, fu in realtà il terzo concerto scritto da Beethoven: sono antecedenti un mai pubblicato concerto in Mi bemolle maggiore, composto all’ età di quattordici anni, e il secondo concerto per pianoforte e orchestra, scritto diversi anni prima ma pubblicato solo successivamente.

Il primo concerto fu anche eseguito durante il debutto viennese di Beethoven del 2 aprile 1800 al Burgtheater.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Rudolf Serkin, piano – Bavarian Radio Symphony Orchestra – Rafael Kubelik, cond., rec. 1977):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor, Rec.: 1968, Cleveland):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Andras Schiff):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Radu Lupu, 1979 – Zubin Mehta, Israel Phil):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Krystian ZIMERMAN & WIENER PHILHARMONIKER):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Krystian Zimerman, piano – Wiener Philharmoniker – Leonard Bernstein, conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Sviatoslav Richter – Boston Symphony Orchestra & Charles Munch – Studio recording, Boston, 2-3.XI.1960):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Maurizio Pollini – Wiener Philharmoniker – Conductor Eugen Jochum, Recording in Wien, Musikverein, Grosser Saal, 11/1982):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia, piano – London Symphony Orchestra & Georg Solti):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Leonard Bernstein, pianist and conductor with the Vienna Philharmonic):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra – Conductor: Colin Davis, Recorded: 2008):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Nei concerti di Beethoven ritroviamo l’abitudine – tipicamente mozartiana – di enunciare il materiale tematico in modo incompleto nell’ Esposizione orchestrale, oltre alla scelta di inserire una netta cesura prima dell’ entrata del solista (Riesposizione) presentando poi segmenti motivici anche del tutto nuovi; ha tratti ancora mozartiani il fatto di far emergere nella Ripresa elementi ricavati sia dall’ Esposizione orchestrale che dalla Riesposizione solistica.

Il concerto è strutturato in tre movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro scherzando

Nell’ Allegro con brio i due temi passano al solista dopo un’ampia presentazione dell’orchestra. Tra esposizione, sviluppo e ripresa, l’ Allegro rimane il movimento più lungo e strutturalmente più corposo del Concerto; la cadenza finale è ampia ed importante all’interno del movimento, tant’è che Beethoven ne scrisse ben tre tra il 1807 ed il 1809 forse dedicate all’arciduca Rodolfo d’Austria.

Per questo movimento Beethoven ci ha lasciato due cadenze complete (posteriori però di diversi anni: 1807-1809) non dissimili nel contenuto ma assai diverse per dimensioni: agile e snella l’una, smisurata l’altra e forse ingombrante in relazione alle dimensioni del concerto.

Il Largo centrale è nella tonalità di la bemolle maggiore. Il tema è ben giocato tra gli strumenti ed il solista; l’orchestra sostiene ed accompagna questo dialogo, questo scambio di piccole frasi.

Conclude il Concerto un Rondò seguito da un Allegro scherzando. Il Rondò è una forma che all’epoca attirava la fantasia creativa di Beethoven, tant’è che lo troviamo anche nell’op. 19 e nell’op. 37, si ipotizza che nel Concerto in do il Rondò possa essere stato aggiunto successivamente a sostituzione di un altro movimento ora perduto. Colpisce la forte caratterizzazione del tema nell’andatura briosa che dà modo al pianista di fare sfoggio della sua abilità virtuosistica.

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“Sinfonia n. 5” by J. Sibelius (Herbert von Karajan, Berlin Philharmonic):

“Sinfonia n. 5” by J. Sibelius (Esa-Pekka Salonen, Swedish Radio Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 5” by J. Sibelius (Sir John Barbirolli, Hallé Orchestra):

“Sinfonia n. 5” by J. Sibelius (Leonard Bernstein):

“Sinfonia n. 5” by J. Sibelius (Esa Pekka Salonen, Bayerischer Rundfunk):

“Sinfonia n. 5” by J. Sibelius (Leonard Bernstein, Wiener Philharmoniker):

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Written by mara

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