in , , ,

Al Teatro San Carlo Alexander Malofeev Juraj Valčuha marzo 2020

L’ ultimo fenomeno della scuola pianistica russa“, Corriere della Sera

Stagione Concertistica 2019 – 2020 del Teatro San Carlo

 

Al Teatro San Carlo Alexander Malofeev Juraj Valčuha marzo 2020. Il Pianista Alexander Malofeev è una delle maggiori rivelazioni degli ultimi anni. Con la direzione del Maestro Juraj Valčuha, e l’ Orchestra del Teatro di San Carlo, per l’ occasione verrà eseguito il seguente programma:

 

Jean Sibelius, Aallottaret (Le Oceanidi) op.73 poema sinfonico per orchestra (1914)

… … …

Edward Grieg, Concerto in la minore op. 16 per pianoforte e orchestra (1869)

… … …

Ottorino Respighi, Fontane di Roma, P 106 poema sinfonico (1917)

… … …

Ottorino Respighi, Pini di Roma, P 141 poema sinfonico (1924)

 

QUANDO

Sabato 14 Marzo 2020, ore 20.00 – Turno S

Domenica 15 Marzo 2020, ore 18.00 – Turno P – Turno M

 

DOVE: Fondazione Teatro di San Carlo
98/F, via San Carlo

80131 Napoli (NA)

 

INTERPRETI:

Direttore, Juraj Valčuha

Pianoforte, Alexander Malofeev

Orchestra del Teatro di San Carlo

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

POLTRONISSIMA ORO al costo di € 76,83
POLTRONISSIMA al costo di € 66,59
POLTRONA ORO al costo di € 66,59
POLTRONA al costo di € 56,35
PALCHI CENT. I/II ORD. PARAPETTO al costo di € 51,22
PALCHI CENT. I/II ORD. DIETRO al costo di € 46,10
PALCO REALE al costo di € 215,13
PALCHI LAT. I/II ORD. PARAPETTO al costo di € 51,22
PALCHI LAT. I/II ORD. DIETRO al costo di € 40,98
PALCHI CENT. III/IV ORD. PARAPETTO al costo di € 40,98
PALCHI CENT. III/IV ORD. DIETRO al costo di € 35,86
PALCHI LAT. III/IV ORD. PARAPETTO al costo di € 35,86
PALCHI LAT. III/IV ORD. DIETRO al costo di € 32,79
POSTI ASCOLTO al costo di € 20,49
BALCONATA V e VI al costo di € 30,74

 

Al Teatro San Carlo Alexander Malofeev Juraj Valčuha marzo 2020

 

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Alexander Malofeev…

Alexander Malofeev è un giovane pianista russo che si è riuscito a farsi conoscere grazie alla sua straordinaria apparizione all’ ottava edizione del Concorso Tchaikovsky per giovani musicisti nel 2014, dove ha ottenuto il Primo Premio. Nel 2016 ha vinto il Grand Prix al Concorso Internazionale per Giovani Pianisti “Grand Piano”.

Nell’aprile 2017, in occasione dei concerti inaugurali del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, Alexander Malofeev ha ricevuto il premio “Giovane talento musicale dell’anno 2017”.

Alexander Malofeev è nato a Mosca nell’ottobre del 2001. Attualmente studia all’Istituto per Giovani Musicisti ‘Gnessin’ di Mosca sotto la guida di Elena Berezkina, insignita del titolo russo di Lavoratore Onorato della Cultura.

Appena quindicenne, Alexander Malofeev si è già esibito su palcoscenici prestigiosi, tra cui il Teatro Bolshoi, il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, il Galina Vishnevskaya Opera Centre, il Moscow International Performing Arts Center di Mosca, il Teatro Mariinsky a San Pietroburgo, il Palazzo del Cremlino a Mosca, il Concertgebouw di Amsterdam, il Teatro alla Scala di Milano, la Philharmonie di Parigi, il Queensland Performing Arts Centre in Australia, il Bunka Kaikan di Tokyo, lo Shanghai Oriental Art Center, il Centro Nazionale di Arti Figurative in Cina, il Kaufman Music Center e la Sede dell’UNESCO a Parigi. Ha tenuto recital in Russia. Azerbaijan, Finlandia, Francia, Svizzera, Germania, Austria, Spagna, Italia, Portogallo, Israele, Cina, Giappone, Australia e Stati Uniti.

Alexander Malofeev si è esibito con numerose orchestre prestigiose, tra cui l’Orchestra Mariinsky, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Russian National Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Tchaikovsky, l’Orchestra da Camera di Stato “I Virtuosi di Mosca”, l’Orchestra Sinfonia “Novaya Rossiya”, l’Orchestra Sinfonica Nazionale “Tatarstan”, l’Orchestra Filarmonica Nazionale di Russia, l’Orchestra Filarmonica Nazionale dell’Armenia e l’Orchestra da Camera del Festival di Verbier e ha collaborato con direttori del calibro di Valery Gergiev, Vladimir Spivakov, Alexander Sladkovsky, Alondra de la Parra, Dmitry Liss, Eduard Topchjan, Kazuki Yamada, Gábor Takács-Nagy ed Alexander Soloviev, solo per citarne alcuni.

Nel luglio del 2016 l’etichetta Master Performers ha pubblicato il primo DVD di Alexander Malofeev. La registrazione è stata realizzata al Queensland Conservatorium della Griffit University, in Australia.

Alexander Malofeev ha ottenuto importanti riconoscimenti in diversi concorsi sia in Russia sia a livello internazionale, tra cui il Grand Prix ed il Premio speciale alla nona edizione del Concorso Internazionale per giovani pianisti “Sergei Rachmaninov” (Veliky Novgorod, Russia, 2014), il Gran Prix al Concorso Internazionale “Music diamond” (Mosca, 2011, 2014) , il Primo Premio alla prima edizione del Concorso Internazionale “Astana Piano Passion” (Astana, Kazakhistan, 2013), il Gran Prix al Concorso Internazionale per Giovani Musicisti e Compositori “Musical Art” (Mosca, 2013), la Medaglia d’Oro agli undicesimi Giochi Delfici della Gioventù (Russia, 2012), il Gran Prix del Festival “Artobalevskaya” (2012), il Gran Prix al Concorso Internazionale “Mozart wunderkind” (Austria, 2011), il Primo Premio alla quarta edizione del Festival “New Names of Moscow” (2011).

Alexander Malofeev si è inoltre esibito per importanti Festival, quali il Festival de la Roque d’Anthéron, l’Annecy Classic Festival (Francia), il Festival Chopin (Francia), il Festival “Crescendo” organizzato da Denis Matsuev, il Mikkeli Music Festival(Finlandia) organizzato da Valery Gergiev, il Mariinsky International Piano Festival di San Pietroburgo, il Festival “Denis Matsuev and friends”, il Festival Internazionale “Mstislav Rostropovich” (Mosca, Baku, Orenburg), le “Master Pianists Series” del Concertgebouw di Amsterdam, il Festival Internazionale “Stars of the White Nights” di San Pietroburgo, il Festival Internazionale “Stars on Baikal”, il Festival Internazionale “Moscow Meets Friends” organizzato da Vladimir Spivakov, il Festival Invernale Internazionale ‘Arts Square’ diretto da Yuri Temirkanov, il Festival Larisa Gergieva and Guests di Vladikavkaz, il Festival di musica da camera di Eilat in Israele, il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, il Festival “Peregrinos Musicais” (Spagna) e molti altri.

Alexander Malofeev è titolare di borse di studio su gentile concessione della Vladimir Spivakov International Charity Foundation, della Fondazione “New Names” e della Fondazione “Mstislav Rostropovich”.

Sito Ufficiale: http://www.alexander-malofeev.com

 

“Alexander Malofeev – 31 video”:

… … …

 

Juraj Valčuha

Juraj-Valčuha-2-940x440

Juraj Valčuha è Direttore Musicale principale del Teatro di San Carlo di Napoli.

Nato nel 1976 a Bratislava vi studia composizione e direzione e prosegue gli studi a San Pietroburgo con Ilya Musin e a Parigi.

Nel 2006 debutta con l’ Orchestre National de France e al Comunale di Bologna con La bohème. Viene regolarmente invitato dalle maggiori compagini internazionali quali i Münchner Philharmoniker, la Philharmonia di Londra, la Filarmonica di Oslo, la DSO di Berlino, la Gewandhaus di Lipsia, l’Orchestra della Radio Svedese, la Staatskapelle di Dresda, la Pittsburgh Symphony,  la Los Angeles Philharmonic, la National Symphony di Washington, la Filarmonica di Berlino, l´Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony. Ha diretto una nuova produzione di Bohème alla Fenice e l’Orchestra del Maggio Musicale e dell’Accademia di Santa Cecilia. Con l´OSN Rai ha effettuato una tournée al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Berlino e nella stagione di Abu Dhabi Classics.

Nella stagione 2012/2013 ha debuttato con la New York Philharmonic, la Filarmonica della Scala e la San Francisco Symphony. Ha ritrovato i  Münchner Philharmoniker, l’Orchestre de Paris, le Orchestre del Comunale di Bologna e di Firenze, la National Symphony di Washington e la Philharmonia di Londra.

Nella stagione 2013/2014 ha effettuato una tournée con l’ OSN Rai al Festival Enescu di Bucarest, a Verona e a Rimini e con l’Orchestra dell´Accademia di Santa Cecilia al Festival di Bratislava. Sono seguiti concerti con i Münchner Philharmoniker, la Philharmonia di Londra, la Pittsburgh Symphony, le Orchestre delle Radio NDR di Amburgo, WDR di Colonia, della Radio Svedese di Stoccolma e della NHK a Tokyo.

In Italia ha diretto le Orchestre del Comunale di Bologna e di Firenze (Madama Butterfly), e nell’ edizione 2014 del Maggio Musicale Fiorentino ha diretto una nuova produzione de L’amore delle tre melarance di Prokof’ev.

Nella stagione 2014/2015 ha effettuato una tournée con l´OSN Rai che ha toccato Monaco, Colonia, Zurigo, Basilea e Düsseldorf. Quindi le produzioni di Turandot al San Carlo di Napoli e di Jenůfa al Comunale di Bologna oltre ai concerti con le orchestre sinfoniche di San Francisco, Pittsburgh, Washington, Los Angeles, della Konzerthaus di Berlino, con i Wiener Symphoniker, l’ Accademia di Santa Cecilia e l’Orchestre National de France.

Dal 2009 al 2016 è stato Direttore Musicale principale dell’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

… … …

ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Arturo Benedetti Michelangeli, Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, Mario Rossi _ Radio recording, Roma, 27.VI.1963):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Dinu Lipatti):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Leif Ove Andsnes, Berliner Philharmoniker conducted by Mariss Jansons):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Artur Rubinstein):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Sviatoslav Richter):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Krystian Zimerman):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Alexander Malofeev):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Emil Gilels, Paavo Berglund, Finnish Radio Symphony Orchestra _ Finlandia Hall, Helsinki, 1983):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Khatia Buniatishvili):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Lilya Zilberstein):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (New Philharmonia Orchestra, Rafael Frühbeck de Burgos, Arturo Benedetti Michelangeli _ Year of recording: 1965):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Julia Fischer):

… … …

“In questo poema sinfonico l’autore ha inteso di esprimere sensazioni e visioni suggeritegli da quattro fontane di Roma, considerate nell’ ora in cui il loro carattere è più in armonia col paesaggio circostante o in cui la loro bellezza appare meglio suggestiva a chi le contempli”

 

Le fontane di Roma è un poema sinfonico di Ottorino Respighi, composto nel 1916.

Fa parte della “Trilogia romana” assieme a Feste romane ed I pini di Roma.

Ciascuno dei quattro movimenti è dedicato ad una fontana di Roma durante un differente momento del giorno. Inizialmente rifiutata dai critici alla prima esecuzione, questo lavoro successivamente è diventato uno degli esempi più eminenti di poema sinfonico.

La prima esecuzione avvenuta a Roma presso il Teatro Augusteo, l’ 11 marzo 1917, diretta da Antonio Guarnieri, non fu accolta da grande successo. La consacrazione avvenne invece a Milano l’anno seguente quando venne eseguita sotto la direzione di Arturo Toscanini.

Fontane di Roma by Ottorino Respighi (Clemens Krauss & Vienna Philharmonic Orchestra (Wiener Philharmoniker) – Year 1945):

 

La fontana di Valle Giulia all’alba

“La prima parte del poema, ispirata alla fontana di Valle Giulia, evoca un paesaggio pastorale: mandrie di pecore passano e dileguano nella bruma fresca e umida di un’alba romana.”

Il primo movimento, “La fontana di Valle Giulia“, (Andante mosso) si apre con il tranquillo gocciolare dell’acqua della fontana di villa Giulia (violini secondi) e col canto degli uccelli nell’alba romana (violini primi). Le melodie degli zampognari che accompagnano le mandrie, sono esposte dal timbro dell’oboe cui risponde il clarinetto. L’oboe dopo una serie di note ribattute riprende il suo tema a terzine. Il corno inglese crea un clima di attesa nel quale si inseriscono l’ottavino ed il fagotto che riprendono il tema iniziale dell’oboe. Il sorgere del sole è affidato ad un cambio di tonalità mentre l’oboe ed il violoncello solo enunciano un tema di intensa cantabilità che viene poi ripreso dal clarinetto. Nella fase conclusiva le mandrie si allontanano accompagnate dal tema iniziale esposto questa volta dal flauto cui rispondono l’oboe ed il clarinetto.

La fontana del Tritone al mattino

“Un improvviso squillare fortissimo dei corni sui trilli di tutta l’orchestra inizia la seconda parte. È come un richiamo gioioso cui accorrono frotte di naiadi e tritoni che s’inseguono e fra gli spruzzi d’acqua intessono una danza sfrenata”.

Nel secondo movimento – chiamato “La fontana del Tritone al mattino“, (Vivo, Un poco meno allegretto, Più vivo gaiamente) le note di Respighi lasciano poco spazio per un’illustrazione di questo quadro, da notare la presenza quasi continua dei corni fin dalla prima battuta che richiamano il suono della conchiglia in cui soffia la divinità marina rappresentata nella fontana. L’elemento tematico del brano esposto da flauti, clarinetti ed arpe viene ripreso dagli archi e dà luogo ad un primo crescendo. Dopo un intermezzo cromatico affidato a flauti e trombe l’atmosfera si fa ancora più viva grazie ai glissando delle arpe che conducono ad uno sfavillante fortissimo. L’atmosfera si smorza e la ripresa del tema cromatico delle trombe ci porta al brano successivo.

La fontana di Trevi al meriggio

“Un tema solenne appare intanto sul mareggiare dell’orchestra. È la fontana di Trevi al meriggio. Il tema solenne passando dai legni agli ottoni assume un aspetto trionfale. Echeggiano fanfare: passa sulla distesa radiosa delle acque il carro di Nettuno tirato da cavalli marini e seguito da un corteo di sirene e tritoni. E il corteo si allontana mentre squilli velati echeggiano a distanza”.

Il terzo movimento introduce “La fontana di Trevi al meriggio” (Allegro moderato, Allegro vivace, Più vivace, Largamente, Calmo); la maestosità della scena ci è presentata subito dal tema principale affidato a fagotti, clarinetti e corni e dialogato poi dagli ottoni. Il crescendo continuo fino al fortissimo coronato dall’ingresso dell’organo ci trasmette l’immagine del passaggio del carro di Nettuno. Il corteo quindi si allontana mentre la melodia dei clarinetti ridà tranquillità alla scena.

La fontana di Villa Medici al tramonto

“La quarta parte si annunzia con un tema triste che si leva su di un sommesso chiocciolio. È l’ora nostalgica del tramonto. L’aria è piena di rintocchi di campane, di bisbigli di uccelli, di brusii di foglie. Poi tutto si quieta dolcemente nel silenzio della notte”.

Il movimento finale, “La fontana di Villa Medici al tramonto” (Andante, Meno mosso, Andante come prima) è tutto un intrecciarsi di suoni della natura con il gocciolio dell’acqua della fontana. Il “sommesso chiocciolio” al quale alludono le note di Respighi è affidato ai suoni dell’arpa e della celesta che richiamano gli zampilli della fontana di Villa Medici mentre il “tema triste” è presentato dai flauti e dal corno inglese. Dopo i primi passaggi si fa sentire il rintocco di una campana che la partitura prescrive “molto lontana” e che sarà presente a sprazzi per tutto il brano. Un tema secondario ancora più triste è affidato al violino solo ed ai violini secondi cui rispondono poi i violoncelli. I “bisbigli di uccelli” ed i “brusii di foglie” si ascoltano nell’episodio successivo in cui i trilli degli archi ed i brevi motivi dei fiati sono ispirati al canto degli uccelli. Nella parte conclusiva riascoltiamo il tema principale ed il secondario entrambi affidati ai violini. L’immagine si spegne lentamente finché muore sulle note dei secondi violini.

… … …

I Pini di Roma è un poema sinfonico composto nel 1924 da Ottorino Respighi. È uno dei capolavori della cosiddetta trilogia romana insieme a Le fontane di Roma e Feste romane. Ciascun movimento descrive l’ ubicazione di un gruppo di pini in Roma, nel corso delle ore della giornata:

  1. I pini di Villa Borghese
  2. I Pini presso una catacomba
  3. I pini del Gianicolo
  4. I pini della Via Appia

Nel ciclo dei poemi sinfonici romani Respighi sfrutta le sue straordinarie doti di orchestratore, riporta le sensazioni provate nella visita della città di Roma. In queste composizioni ritroviamo tutta l’atmosfera romana purtroppo in buona parte oggi scomparsa: “gli strilli dei bambini come rondini a sera” a Villa Borghese, l’usignolo che canta “nel plenilunio sereno” del Gianicolo, “lo scampanio di tutte le chiese”, gli “echi di caccia, tintinnii di sonagliere” sui Castelli Romani, “la voce dell’organo meccanico d’un baraccone e l’appello del banditore, il canto rauco dell’ubriaco e il fiero stornello” a Piazza Navona? E ancora dove ritrovare la “la salmodia accorata” dei fedeli che “si diffonde solenne come un inno”, “il ritmo di un passo innumerevole” allo squillare delle buccine sull’antica Via Appia, la folla che ondeggia nel Circo Massimo, lo squillare dei corni di Tritone e Nettuno.

La prima esecuzione avvenne al Teatro Augusteo di Roma il 14 dicembre 1924, sotto la direzione di Bernardino Molinari. Il suo primo numero, I Pini di Villa Borghese, fu disturbato da fischi e zittii, ma poi la sala si placò, e alla fine il successo fu clamoroso, e seguito da una diffusione internazionale altrettanto incontrastata e duratura quanto quella delle Fontane. Anche qui, quattro quadri che si seguono senza interruzione, con altrettanti titoli. Nelle Fontane sia questi titoli che quello generale comunicano l’argomento della musica senza equivoci. Qui invece i pini sono solo una garbata etichetta.

Come nelle Fontane, ciò che conta è il piacere dell’immagine musicale per se stessa, priva di secondi fini. 

“Pini di Roma” by Ottorino Respighi (Orquestra Nova da Sinfónica de Galicia (OJSG) baixo a direccion do mestre D. Pietro Rizzo – Palacio da Opera da Coruña, 7 de abril de 2012):

“Pini di Roma” by Ottorino Respighi (Sergiu Celibidache conducts The Filharmonica “George Enescu”):

“Pini di Roma” by Ottorino Respighi (Conductor: Daniele Gatti):

“Pini di Roma” by Ottorino Respighi (Fritz Reiner & Chicago Symphony Orchestra):

“Pini di Roma” by Ottorino Respighi (Orchestra sinfonica di Torino della RAI , direttore Sergiu Celibidache):

I pini di Villa Borghese

“Giuocano i bimbi nella pineta di Villa Borghese: ballano a giro tondo, fingono marce soldatesche e battaglie, s’inebriano di strilli come rondini a sera, e sciamano via”.

Il primo movimento, chiamato “I pini di Villa Borghese“, descrive dei bambini rumorosi che giocano ai soldati e marciano nella pineta del Villa Borghese, è un intrecciarsi di girotondi e di infantili fanfare militaresche. Dopo la rapida introduzione compare il tema principale (Oh quante belle figlie Madama Dorè) affidato al corno inglese, ai fagotti ed ai corni. Un improvviso cambio di ritmo caratterizza il secondo motivo che flauti, ottavino e pianoforte cantano su uno sfondo costituito dai trilli degli archi. Con il ritorno all’andamento iniziale ricompare il tema principale questa volta affidato agli oboi ed ai clarinetti. La parte successiva costruita sulla melodia di un nuovo girotondo sfocia in una fanfara di trombe. La successiva ricomparsa del girotondo viene ripresa ed intrecciata con squilli di marce, dall’intera orchestra che successivamente si avvia verso l’ultimo vorticoso crescendo.

Pini presso una catacomba

“Improvvisamente la scena si tramuta ed ecco l’ombra dei pini che coronano l’ingressodi una catacomba: sale dal profondo una salmodia accorata, si diffonde solenne come un inno e dilegua misteriosa”.

Il secondo movimento, “Pini presso una catacomba” rappresenta una pineta nei pressi di una catacomba nella campagna romana. L’atmosfera diventa improvvisamente cupa. Dal profondo emerge sommessa la voce degli archi intercalata da un mesto cantabile dei corni e dai rintocchi gravi di una campana quasi a ricordarci la memoria di antichi martiri. Una tromba sola in controcanto con i violini rischiara l’ambiente. Dal profondo si leva una salmodia affidata a clarinetti, corni e violoncelli che si trasforma gradualmente con l’entrata degli altri strumenti in un maestoso ed austero crescendo. Dopo il rapido spegnersi della salmodia una coda ci riporta alla cupa atmosfera iniziale.

I pini del Gianicolo

“Trascorre nell’aria un fremito: nel plenilunio sereno si profilano i pini del Gianicolo. Un usignolo canta”.

Il terzo tempo, un notturno, “I Pini del Gianicolo“, è ambientato di notte, presso un tempio del dio Giano dell’antica Roma, sulla collina del Gianicolo. Giano bifronte spalanca porte e portoni, segnando l’inizio di un nuovo anno. Si ode il canto di un usignolo, che Respighi utilizza per descrivere la vita reale ed i suoni degli uccelli, qualcosa di mai fatto fino ad allora. Il gocciolio dell’acqua dalla fontana introduce il brano con gli arpeggi del pianoforte mentre il clarinetto espone un tema sognante nel plenilunio che sovrasta i pini del Gianicolo. Gli archi che riprendono questo tema sono interrotti dalla celesta che ripropone il gocciolio della fontana. L’oboe presenta un nuovo tema che viene ripreso da un violoncello solo e sviluppato poi dagli archi con un ampio crescendo. Gli arpeggi del pianoforte, dell’arpa e della celesta ci ripropongono ancora una volta il gocciolio dell’acqua e ci portano verso la sezione conclusiva quando il clarinetto prepara il canto dell’usignolo che si perde fra i rami dei pini. Lo spartito dà menzione di una registrazione realizzata su di un fonografo: il Brunswick Panatrope

I pini della via Appia

“Alba nebbiosa sulla via Appia. La campagna tragica è vigilata da pini solitari. Indistinto, incessante, il ritmo di un passo innumerevole. Alla fantasia del poeta appare una visione di antiche glorie: squillano le buccine ed un esercito consolare irrompe, nel fulgore del nuovo sole, verso la via Sacra, per ascendere al trionfo del Campidoglio”.

L’ultima sezione, “I Pini della Via Appia“, raffigura i pini lungo l’antica consolare romana Via Appia. In un’alba nebbiosa, una legione avanza lungo la via Appia nel fulgore del sole appena sorto. Respighi voleva far sentire la terra tremare sotto i passi del suo esercito e diede all’organo il compito di descriverne tale sensazione. 

Il ritmo del passo di marcia dell’esercito consolare è scandito da timpani, pianoforte, violoncelli e contrabbassi. I corni ci presentano frammenti di fanfare mentre i clarinetti introducono quello che sarà il tema conduttore di tutto il brano. Il corno inglese si inserisce con una melodia esotica, quasi una danza orientale, prima che i corni diano avvio al poderoso amplissimo crescendo cui si uniscono progressivamente tutti gli altri strumenti per preparare la sfarzosa conclusione. Da notare l’impiego di sei flicorni che sono uno strumento tipicamente bandistico poco usato in orchestra.

Il pezzo si conclude con un trionfo di trombe delle legioni sul Campidoglio.

I Pini di Roma richiede l’impiego di una grande orchestra:

  • legni: 3 ottavini, 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti in Si bemolle e in La, clarinetto basso in Si bemolle e in La, 2 fagotti, controfagotto
  • ottoni: 4 corni in Fa, Sol, 3 trombe in Si bemolle, 2 tromboni tenori, 1 trombone basso, 1 tuba, 6 buccine in Si bemolle (a tutt’oggi sostituite da flicorni: 2 soprano, 2 tenore, 2 basso), trombe fuori scena
  • percussioni: timpani, grancassa, piatti, 2 piccoli piatti, tam-tam, triangolo, raganella, tamburo, glockenspiel
  • tastiere: organo, pianoforte, celesta
  • arpa
  • archi: violini I e II, viole, violoncelli, contrabbassi
  • fonografo (per la riproduzione del canto dell’usignolo)

Curiosità sull’ utilizzo del poema “I Pini di Roma

Una versione arrangiata commenta un brano del film d’animazione Fantasia 2000 della Walt Disney, con delle balene megattere volare nell’aria. Il secondo movimento del pezzo è omesso, insieme con l’assolo del corno inglese nel quarto movimento.

Il componimento è stato usato nella sua interezza in A Movie (1958) di Bruce Conner.

Alcuni estratti appaiono in Fireworks di Kenneth Anger.

L’introduzione è utilizzata nella canzone del 1983 City of Love del gruppo rock gruppo Yes.

Il componimento è alla base della maggior parte del repertorio musicale eseguito in occasione del campionato mondiale dei Drum Corps International, allo Star of Indiana’s 1991.

Qualche stralcio è stato utilizzato in una pubblicità della ditta alimentare Levoni nel 1998.

… … …
 
 
 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per Amici della Musica di Firenze NIKOLAI LUGANSKY 14 marzo

All’ Unione Musicale di Torino Trio di Parma 11 marzo 2020