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Al Teatro San Carlo di Napoli Ein deutsches Requiem febbraio 2020

Ihr habt nun Traurigkeit; aber ich will euch wiedersehen,
und euer Herz soll sich freuen, und eure Freude soll niemand von euch nehmen.
(Vangelo San Giovanni XVI, 22)

Ora siete nella tristezza; ma io vi rivedrò ancora,
e il vostro cuore tornerà gioioso, la vostra gioia nessuno potrà togliervela.
(Vangelo San Giovanni XVI, 22)

Brahms

Stagione Concertistica 2019 – 2020 del Teatro San Carlo

 

Al Teatro San Carlo di Napoli Ein deutsches Requiem febbraio 2020. Il Maestro Daniele Gatti al Teatro San Carlo nel seguente programma:

 

Johannes Brahms, Ein deutsches Requiem (Requiem tedesco) versione per soli, coro e due pianoforti

 

QUANDO

Domenica 2 Febbraio 2020, ore 18.00 – Turno P

Lunedì 3 Febbraio 2020, ore 20.00 – Turno S

 

DOVE: Fondazione Teatro di San Carlo
98/F, via San Carlo

80131 Napoli (NA)

 

INTERPRETI:

Direttore, Daniele Gatti

Maestro del Coro, Gea Garatti Ansini

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

POLTRONISSIMA ORO al costo di € 92,20
POLTRONISSIMA al costo di € 76,83
POLTRONA ORO al costo di € 76,83
POLTRONA al costo di € 66,59
PALCHI CENT. I/II ORD. PARAPETTO al costo di € 61,47
PALCHI CENT. I/II ORD. DIETRO al costo di € 56,35
PALCHI LAT. I/II ORD. PARAPETTO al costo di € 61,47
PALCHI LAT. I/II ORD. DIETRO al costo di € 51,22
PALCHI CENT. III/IV ORD. PARAPETTO al costo di € 51,22
PALCHI CENT. III/IV ORD. DIETRO al costo di € 46,10
PALCHI LAT. III/IV ORD. PARAPETTO al costo di € 40,98
PALCHI LAT. III/IV ORD. DIETRO al costo di € 35,86
POSTI ASCOLTO al costo di € 20,49
BALCONATA V e VI al costo di € 30,74

 

Al Teatro San Carlo di Napoli Ein deutsches Requiem febbraio 2020

 

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Daniele Gatti…

Daniele Gatti 551547BADG

Daniele Gatti, nato a Milano il 6 novembre del 1961, si è diplomato presso il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano in direzione d’orchestra e composizione e dirige al Teatro Donizetti di Bergamo nel 1987 Werther e nel 1988 Linda di Chamounix. Debutta al Teatro alla Scala di Milano dirigendo la prima rappresentazione di L’occasione fa il ladro con Luciana Serra, William Matteuzzi e Gloria Banditelli nel dicembre del 1988.

Per il Teatro La Fenice di Venezia nel 1989 dirige Rosamunde di Franz Schubert ed un concerto con Margaret Price e nel 1990 un concerto con Mario Brunello al Teatro Toniolo di Mestre ed al Teatro Rossini di Venezia.

Ancora alla Scala nel 1989 dirige un concerto e nel 1990 un concerto con Natalie Dessay ed Eva Mei con musiche di Mozart e nel 1993 dirige la prima di Tancredi con la Devia.

Al Rossini Opera Festival nel 1989 dirige Bianca e Falliero con Chris Merritt, nel 1991 Tancredi (opera) con Lucia Valentini Terrani e Mariella Devia e nel 1993 Armida di Rossini con Renée Fleming.

Nel 1990 dirige la prima assoluta a Milano di Les barricades mysterieuses di Luca Francesconi.

All’ Opera di Chicago nel 1991 dirige Madama Butterfly con Catherine Malfitano, nel 1992 Un ballo in maschera con Kristján Jóhannsson, nel 1995 Simon Boccanegra con Kiri Te Kanawa e nel 1996 Don Carlo con Dolora Zajick, Carol Vaness e Samuel Ramey.

Al Royal Opera House, Covent Garden debutta nel 1992 dirigendo I puritani con Dmitrij Chvorostovskij e June Anderson e poi I Capuleti e i Montecchi con Anne Sofie von Otter, nel 1994 Un ballo in maschera e Turandot, nel 1995 I due Foscari ed Aida, nel 1996 Giovanna d’Arco (opera), nel 1997 Rigoletto con Ramón Vargas, nel 2001 Otello e nel 2012 Falstaff con Ana María Martínez e Marie-Nicole Lemieux. Fino ad oggi Gatti ha diretto sessantatré rappresentazioni londinesi.

Dal 1992 al 1997 è direttore dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel corso della sua carriera debutta in teatri prestigiosi come il Metropolitan Opera House di New York nel 1994 con Madama Butterfly e la Staatsoper Unter den Linden di Berlino in diverse produzioni operistiche.

Contemporaneamente dirige Messe e Concerti sinfonici in giro per il mondo e dal 1997 al 2007 è stato direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna dirigendo l’Armida e Il viaggio a Reims di Rossini, Wozzeck di Alban Berg, The Rake’s Progress di Igor Stravinskij, Don Giovanni di Mozart e L’olandese volante (opera) nel 2000, oltre ad altre opere di repertorio romantico.

Nel 1997 incide la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler con la Royal Philharmonic Orchestra.

Alla Staatsoper di Vienna debutta nel 2002 dirigendo Simon Boccanegra con Ferruccio Furlanetto.

Nel 2002 gli viene conferita la Medaglia ai benemeriti della cultura e dell’arte.

Nel 2003 a Santa Cecilia dirige Wozzeck di Berg per la regia di Daniele Abbado. Sempre a Santa Cecilia, nel 2005, ha ricevuto il Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana. Al Teatro comunale Luciano Pavarotti nel 2003 dirige Un ballo in maschera ed un concerto con la Royal Philharmonic Orchestra e nel 2004 un concerto con l’Orchestra Giovanile Italiana.

Al Festival di Salisburgo nel 2005 dirige due concerti con i Wiener Philharmoniker e Karita Mattila.

Ancora a Vienna nel 2005 dirige Falstaff, nel 2006 Moses und Aron ed Otello e nel 2007 Boris Godunov con Ferruccio Furlanetto.

Nuovamente alla Scala nel 2006 dirige un concerto con la Filarmonica della Scala e sette concerti nel 2007.

Nel 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito l’onorificenza di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Nel corso della sua carriera è stato Chefdirigent della Opernhaus Zürich dal 2009 al 2012, Music Director della Royal Philharmonic Orchestra di Londra (1996-2009), Principal Guest Conductor della The Orchestra of the Royal Opera House di Londra (1994-1997).

Nel 2005 dirige Il barbiere di Siviglia a Pesaro, nel 2007 affronta la prima di Lohengrin alla Scala con Waltraud Meier, mentre nel 2008 debutta al Bayreuther Festspiele con Parsifal (opera) per la regia di Stephan Herheim, produzione che sarà ripresa per altri tre anni.

Dal 2008 è Directeur Musical della Orchestre national de France; sempre nel 2008 per la Scala dirige la prima di Wozzeck, la Sinfonia n. 6 (Mahler), un concerto con musiche di Beethoven, tre concerti con la Filarmonica e la serata inaugurale con il Don Carlos di Giuseppe Verdi con Ferruccio Furlanetto, Fiorenza Cedolins e la Zajick trasmesso da Rai 5 e nel 2009 il concerto della trasferta scaligera al Teatro NHK di Tokyo ed è al Metropolitan Opera per dirigere Aida con la Zajick.

Dal 2009 è Conductor Laureate della Royal Philharmonic Orchestra. Ha inoltre collaborato con le orchestre: Wiener Philharmoniker, Orchestra reale del Concertgebouw, Orchester der Bayreuther Festspiele, Mahler Chamber Orchestra, Orchestra del Teatro alla Scala, Philadelphia Orchestra, Münchner Philharmoniker, Orchester der Wiener Staatsoper, The Metropolitan Opera Orchestra, Boston Symphony Orchestra, Staatskapelle Dresden, Bayerisches Staatsorchester, Filarmonica della Scala e Philharmonia Orchestra.

Nel 2010 e nel 2011 è impegnato in tournée per celebrare i 150 anni dalla nascita e i 100 anni dalla morte di Gustav Mahler dirigendo molte sinfonie con orchestre diverse: tra i successi maggiori si ricordano la Quinta e la Nona Sinfonia con i Wiener Philharmoniker. Sempre nel 2010 fa il suo debutto operistico al Grosses Festspielhaus di Salisburgo nell’ Elektra di Richard Strauss.

Nel 2011 dirige il Fidelio a Monaco alla guida della Bayerisches Staatsorchester nella produzione di Calixto Bieito, per poi riprenderlo a Zurigo per la regia di Katharina Thalbach. Nel corso di quell’ anno è protagonista all’ Opernhaus di Zurigo per dirigere OtelloFalstaff e Parsifal.

Nel 2012 dirige a Zurigo Die Meistersinger von Nürnberg di Wagner e Mathis der Maler di Hindemith, mentre a Parigi dirige Parsifal in forma di concerto con la Orchestre national de France. Ad Agosto trionfa al Grosses Festspielhaus di Salisburgo con La bohème di Puccini con la Diva Anna Netrebko come protagonista e con Piotr Beczala. Poi comincia un tour a Salisburgo, Lucerna, Dresda, Francoforte, Stresa, Bolzano e Londra insieme alla Gustav Mahler Jugendorchester per dirigere il Violinkonzert di Alban Berg (con Frank Peter Zimmermann), l’Incantesimo del Venerdì Santo dal Parsifal di Wagner, la Suite dal Rosenkavalier di Richard Strauss e La Valse di Maurice Ravel. A novembre del 2012 al Théâtre des Champs-Élysées esegue il ciclo delle nove Sinfonie di Beethoven con la Orchestre national de France.

Particolarmente eccellente nella musica contemporanea, ha diretto Wozzeck e Lulu di Alban Berg diverse volte in Italia e all’estero, di cui ricordiamo nel 2010 una splendida Lulu alla Scala.

Sempre alla Scala nel 2010 dirige un concerto ed il Concerto di Natale trasmesso da Rai 1 e nel 2012 un concerto con l’Orchestre national de France.

Al Southbank Centre nel 2012 dirige un concerto con la Royal Philharmonic Orchestra ed uno con la Philharmonia Orchestra e nel 2013 il Requiem di Verdi.

A Bilbao nel 2012 dirige un concerto con l’Orchestre national de France.

Nel 2013 dirige Parsifal con Jonas Kaufmann al Met, la Petite messe solennelle con Anna Caterina Antonacci ed il Requiem di Verdi con Barbara Frittoli al Théâtre des Champs-Elysées, ‘Die Meistersinger von Nürnberg al Festival di Salisburgo, la Nona Sinfonia di Mahler al Festival di Lucerna, il Requiem di Verdi al Teatro Regio di Parma e La Traviata di Verdi con Diana Damrau e Beczala il 7 dicembre per l’apertura della Scala nella stagione lirica 2013-2014. La diretta scaligera su Rai 5 è stata vista da oltre seicentocinquantamila spettatori.

Il 3 ottobre 2014 l’ Orchestra reale del Concertgebouw di Amsterdam comunica ufficialmente di aver nominato Daniele Gatti come proprio Chief Conductor a partire dalla stagione 2016-2017.

Il 27 maggio 2016 la Mahler Chamber Orchestra comunica ufficialmente di aver nominato Daniele Gatti come proprio Artistic Advisor per un triennio.

Sito personale: http://danielegatti.eu/

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Ein deutsches Requiem (noto in Italia come Requiem tedesco) è un’opera sacra che appartiene alla prima fase creativa di Johannes Brahms. Completato nel 1868, è un lavoro sinfonico corale polifonico frutto di una lunga gestazione che va dal 1854 al 1868.

Il progetto di un Requiem prese forma in seguito alla morte del carissimo amico e mentore artistico Robert Schumann e soprattutto dopo la perdita della madre, cui il Requiem è dedicato, avvenuta nel febbraio del 1865. Nello stesso anno furono portati a termine tre dei sette movimenti in cui si articola la composizione (e precisamente il primo, il secondo e il quarto). Nell’ aprile del 1866 Brahms compose il terzo movimento, e durante l’estate anche il sesto e il settimo.

Un’ esecuzione parziale della partitura, limitata ai primi tre movimenti, avvenne il 1° dicembre 1867, con johannes Herbeck sul podio e il baritono Rudolf Panzer come solista. E fu un disastro. Ciononostante, Karl Reinthaler, maestro di cappella nel duomo di Brema, era così convinto della bellezza di questa composizione che se ne assicurò la prima esecuzione completa, che diresse il 10 aprile del 1868, il giorno del Venerdì santo, nel duomo di Brema (con Julius Stockhausen come solista). Questa volta il successo fu tale che il Requiem tedesco venne replicato il giorno successivo, e l’eco di questo trionfo contribuì in maniera decisiva a consolidare la fama di Brahms in tutta la Germania e nel resto dell’Europa.

Mancava però ancora il quinto movimento, il brano per soprano solo e coro «Ihr habt nun Traurigkeit», che Brahms compose solo nei mesi successivi e che fu eseguito in forma privata il 17 settembre 1868 a Zurigo (col soprano Ida Suter-Weber e diretto da Friedrich Negar) e fu poi inserito stabilmente all’interno del Requiem.

La versione integrale in sette movimenti fu eseguita per la prima volta al Gewandhaus di Lipsia il 18 febbraio 1969 con Carl Reinecke sul podio, e Emilie Bellingrath-Wagner e Franz Krükl come solisti.

Il Requiem tedesco non è un requiem in senso propriamente liturgico e non ha una diretta relazione con le messe funebri in latino come quelle di Mozart o Verdi. Si tratta infatti di un’opera concepita essenzialmente per le rappresentazioni concertistiche. Ha l’organico tipico del grande oratorio romantico ma non ne ha i caratteri: manca infatti la dimensione del racconto, le arie, i cori, l’ azione drammatica. E’ piuttosto un lavoro meditativo, privo di contrasti drammatici, un’ opera corale che riflette la concezione protestante della morte, intesa come trapasso a una vita migliore, un lavoro quindi profondamente tedesco, più vicino agli oratori di Bach che alla dimensione spettacolare del Requiem di Berlioz o di quello verdiano.

Questa funzione si rispecchia indirettamente nel testo, che è di forma abbastanza libera. Brahms stesso compose un libretto traendolo dalla Bibbia in tedesco nella versione di Martin Lutero. Il concetto di fondo portato avanti da Brahms era comunque di natura più filosofica che politica: le persone cui portare aiuto e consolazione non erano i morti, ma i vivi. Il tono di pace e consolazione, peraltro, è chiaramente percepibile sin dalle prime battute dell’opera e rimane tale anche nell’ultimo brano, il quale riecheggia il primo numero e porta a compimento, in maniera quasi ciclica, il lavoro.

I primi tre movimenti si possono raggruppare in una grande descrizione delle miserie della vita terrena e della sua fragilità, e introducono temi come la consolazione per i vivi, la confidenza nella bontà divina, l’attesa della resurrezione. Gli altri quattro movimenti evocano invece la felicità della vita eterna, la redenzione del mondo da parte di Cristo, la consolazione del Paradiso che attende l’uomo dopo le sofferenze dei giorni terreni.

Nel primo movimento, Ziemlich langsam und mit Ausdruck (Moderatamente lento con espressione), mancano i violini e l’ottavino, i clarinetti, le trombe, la tuba e i timpani. Dopo una cupa introduzione il coro intona il celebre frammento del Discorso della Montagna (Matteo 5, 4) – «Selig sind, die da Leid tragen» (Beati coloro che soffrono).

Il secondo movimento – «Denn alles Fleisch, es ist wie Gras» (Poiché tutta la carne è come l’erba) – è una strana marcia funebre. Brahms mescola frammenti di testo diversi (I Lettera di Pietro 1, 24, 25; Lettera di Giacomo 5, 7; Isaia 35,10) e crea due ampie sezióni musicali contrastanti. Dopo la ripresa del tema iniziale, che emerge prima in pianissimo, poi viene scandito infortissimo, come l’incombere di un destino implacabile, e una breve transizione (Un poco sostenuto), il movimento si conclude con un ampio fugato (Allegro non troppo) – «Die Erlöseten des Herrn werden wieder kommen, und gen Zion» (I redenti dal Signore ritorneranno e andranno verso Sion con giubilo).

Il terzo movimento «Herr, lehre doch mich» (Fammi sapere, o Signore) è basato sul Salmo 39 e sul Libro della Sapienza (3, 1) e può essere letto come un grande preludio seguito da una fuga: nella prima parte, un Andante moderato, fa il suo ingresso il baritono solista; la struttura è di tipo responsoriale dove ogni versetto declamato dal solista viene ripreso dal coro; la sezione centrale («Ach, wie gar nichts») è sottolineata dallo sfogo lirico del solista cui risponde il drammatico richiamo del coro – «Nun, Herr, wes soll ieri mich trösten?» (Ora signore cosa posso sperare?); il movimento si conclude con una grandiosa fuga – «Der Gerechten Seelen sind in Gottes Hand» (Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio).

Il quarto movimento è nuovamente affidato al solo coro – «Wie lieblich sind deine Wohnungen» (Quanto sono amabili le tue dimore: Salmo 84) – in un tempo moderatamente mosso (Mässig bewegt): è il centro luminoso del Requiem tedesco, un canto di gioia e di lode, caratterizzato dai soprani e da un’orchestrazione trasparente e leggera.

Il quinto movimento – «Ihr habt nun Traurigkeit» (Anche voi ora siete tristi) – è una grande aria per soprano e coro che ricorda le arie delle Passioni bachiane: un’aria dall’espressione estatica, accompagnata da morbidi arabeschi, basata sul commiato di Gesù ai suoi apostoli durante l’ultima cena (Giovanni 16, 22), che si alterna con altri versetti della Bibbia intonati dal coro (Siracide 51, 35; Isaia 66, 13).

Il sesto movimento (Andante) «Denn wir haben hier keine bleibende Statt» (Poiché qui siamo privi di una stabile dimora) ha una struttura musicale articolata e drammatica, che distribuisce i diversi passi biblici (Lettera agli Ebrei 13, 14; Lettera ai Corinzi 15, 51-55; Apocalisse 4, 11) sul tema della speranza della Redenzione, in otto diversi episodi. Culmine drammatico è l’episodio Vivace che richiama il giorno del giudizio – «Denn es wird die Posaune schallen, unddieToten werden auferstehen unverweslich» (Suonerà, infatti, la tromba, e i morti risorgeranno incorrotti). Il progressivo accumulo della tensione sfocia ancora una volta in una grande fuga conclusiva a due soggetti.

Il movimento finale – «Selig sind die Toten» – è una pagina solenne (Feierlich) e chiude anche concettualmente la parabola che va dal «Beato chi vive nel dolore», al «Beato chi muore nel Signore» («Selig sind die Toten, die in dem Herrn sterben»), sulla base di un frammento dell’Apocalisse (14, 13). Il movimento si conclude con una citazione del motivo del primo movimento («Selig sind») e della coda dello stesso, nove battute nelle quali ricompaiono le arpe che suggellano il finale paradisiaco, promessa di beatitudine e di consolazione.

 

“Ein deutsches Requiem op. 45” by Johannes Brahms (Elisabeth Schwarzkopf: soprano e Dietrich Fischer-Dieskau: baritone – Philharmonia Chorus, Philharmonia Orchestra e Otto Klemperer):

“Ein deutsches Requiem op. 45” by Johannes Brahms (WDR Sinfonieorchester Köln – Kölner Philharmonie, Semyon Bychkov):

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Written by mara

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