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Al Teatro di San Carlo Gil Shaham: concerto di Čajkovskij

…Sono sicuro che nelle mie opere appaio come Dio mi ha fatto e così come sono diventato attraverso l’azione del tempo, della mia nazionalità ed educazione. Non sono mai stato falso con me stesso. Quello che sono, buono o cattivo, lo debbono giudicare gli altri…
(P. I. Tchaikovsky in una lettera a Sergej Ivanovič Taneev del 14 (26) gennaio 1891)

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Concerto della Stagione 2015 – 2016

 

Sul podio del Teatro di San Carlo di Napoli il Maestro George Pehlivanian dirigerà il grande violinista Gil Shaham e l’ Orchestra del Teatro di San Carlo nel seguente programma:

 

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 35

… … …

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 2 in do maggiore, op. 17 “Piccola Russia”

 

QUANDO:

Sabato 11 Giugno 2016, ore 18.00 (Turno P)

Domenica 12 Giugno 2016, ore 20.30 (Turno S)

 

DOVE: Teatro di San Carlo _ 98/F, via San Carlo – 80131 Napoli

 

INTERPRETI:

George Pehlivanian, Direttore

Gil Shaham, Pianoforte

Orchestra del Teatro di San Carlo

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Poltronissima (file 4-10) intero al costo di 50,00 €; Ridotto al costo di 45,00 €

Poltrona intero al costo di 45,00 €; Ridotto al costo di 40,00 €

Palco I, II fila centrali intero al costo di 45,00 €; Ridotto al costo di 40,00 €

Palco reale intero al costo di 200,00 €; Ridotto al costo di 200,00 €

Palco I, II fila laterali intero al costo di 40,00 €; Ridotto al costo di 35,00 €

Palco III, IV fila centrali intero al costo di 40,00 €; Ridotto al costo di 35,00 €

Palco III, IV fila laterali intero al costo di 35,00 €; Ridotto al costo di 30,00 €

Balconata V e VI fila intero al costo di 30,00 €; Ridotto al costo di 25,00 €

Giovani under30 / over65**

Platea (III settore) al costo di 20,00 €

Palchi al costo di 15,00 €

Scuole

Palchi al costo di 10,00 €

 

Acquisto on line
Teatro di San Carlo: Gil Shaham per il concerto di Čajkovskij

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

«Per caso, nella sala di lettura dell’hotel, mi è capitata in mano una copia del quotidiano “Neue Freie Presse”, dove Hanslick tiene la sua rubrica musicale. A proposito del mio Concerto per violino, scrive che, in generale, per quanto conosca le mie opere, esse si distinguono per la loro incoerenza, completa mancanza di gusto, rozzezza e barbarie. Per ciò che riguarda il Concerto per violino il suo inizio non è male, ma più si va avanti, peggio è. Alla fine del primo movimento, egli sostiene, il violino non suona, bensì raglia, stride, ruggisce. Anche l’Andante inizia felicemente, ma ben presto si trasforma nella descrizione di una qualche festa russa selvaggia dove sono tutti ubriachi e hanno volti triviali, disgustosi. “Ascoltando la musica di Čajkovskij mi è venuto in mente che esiste musica puzzolente (stinkende Musik)”. È vero che è una critica curiosa?», Eduard Hanslick, celebre critico tedesco della Neue Freie Presse

 

Il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 è l’unico concerto per violino del compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij (ultima composizione di rilievo prima di una lunga e sofferta crisi creativa). Nacque alla fine di uno dei periodi più fecondi della creatività di Čajkovskij, quello che aveva visto il compositore concludere, nell’ arco di un triennio, il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, il balletto Il lago dei cigni, la Quarta Sinfonia e l’opera Evgenij Onegin.

Fu completato agli inizi del 1878 a Clarens, presso Ginevra, con la collaborazione del violinista Iosif Kotek, amico e allievo di Čajkovskij, che aveva dato consigli sull’esecuzione tecnica del concerto e doveva essere anche il primo esecutore, proposto dallo stesso Čajkovskij, ma all’ultimo momento rinunciò a causa delle difficoltà tecniche (ne fu comunque il primo interprete in una esecuzione privata col compositore al pianoforte). Un altro grande concertista, il famoso Leopold Auer, a cui la composizione era stata in un primo momento dedicata, lettane la partitura sentenziò che era ineseguibile e si rifiutò a sua volta di suonarla.

La prima esecuzione avvenne perciò a distanza di tre anni, il 4 dicembre 1881 a Vienna, quando tra mille difficoltà il violinista Adol’f Brodskij accettò di eseguire il concerto. Čajkovskij gli dedicò la partitura. La direzione d’orchestra fu affidata ad Hans Richter. Nell’occasione il concerto fu stroncato sulla Neue Freie Presse dal celebre critico tedesco Eduard Hanslick, la cui visione della musica era quanto mai lontana da quella del compositore russo.

Solo con le successive esecuzioni, a Londra e poi nel resto dell’ Europa il concerto ottenne un completo successo.

 

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Soloist: Itzhak Perlman – Conductor: Eugene Ormandy & Philadelphia Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Jascha Heifetz, violinist – John Barbirolli, London Philharmonic _ Recorded March 25, 1937):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (David Oistrakh: violin – Staatskapelle Dresden – Franz Konwitchny: conductor – 1954):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (April 19th, 2013. Janine Jansen – Paavo Järvi conducting the Frankfurt Radio Symphony Orchestra in the Alte Oper Frankfurt):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Frank Peter Zimmermann _ Lorin Maazel – Bavarian Radio Symphony Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Rundfunk-Sinfonieorchester Saarbrücken – Myung-Whun Chung, conductor – Kongresshalle Saarbrücken _ February 27, 1988):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Joshua Bell, violin – National Youth Orchestra of the United States of America – Valery Gergiev, conductor _ Live recording. London, Proms 2013):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Julia Fischer, violin _ Orchestre Philharmonique de Radio France & Vasily Petrenko, conductor):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Maxim Vengerov, violin – London Philharmonic Orchestra e Mstislav Rostropovich, conductor):

Il primo movimento Allegro moderato inizia con una breve cadenza nella quali si propone un tema di entusiasmante freschezza; per poi esporre con naturalezza un nuovo soggetto breve, quasi operistico, ritmicamente concitato. Come bene ha scritto Giorgio Pestelli, «il fatto è che Čajkovskij ha portato il salotto, il femmineo fantasticare dell’Onegin nell’augusta cornice del Concerto, lasciando ai capricciosi disegni ritmici, alle incalzanti terzine, alle virtuosistiche scale, il compito di sostituire lo sviluppo sonatistico e il chiaroscuro di una base contrastante».

La mediana Canzonetta ha un inizio assorto, nel quale il solista si inserisce con un tema “molto espressivo”, un po’ malinconico, un po’ lucente. Il secondo tema è invece drammatico ed energico. Alla ricapitolazione della prima parte segue simmetricamente la conclusione con elementi ripresi dall’introduzione.

Senza interruzione attacca subito il Finale, Allegro vivacissimo. Esso segue la forma circolare del rondò, alternando all’ affermazione della prima idea due temi di stampo popolare. Ma è il solista ora a prendere in mano il gioco da protagonista: suo è l’esordio con una cadenza di straordinario virtuosismo.

 

 

… … … 

La Sinfonia n. 2 in do minore, op. 17, Piccola russa fu composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij nell’ estate del 1872 a Kamjanka, in Ucraina, dov’era in vacanza con la famiglia della sorella Aleksandra.

La prima esecuzione dell’ opera ebbe luogo a Mosca il 7 febbraio 1873 sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein (1835-1881), nome di grande prestigio nella vita musicale russa del tempo, ed ebbe subito il plauso del pubblico e della critica. 

La Sinfonia venne accolta con parole lusinghiere non solo da Rubinstein ma anche da Balakirev e dal critico e musicologo Vladimir Stasov il quale consigliò a Cajkovskij stesso di scrivere dei pezzi sinfonici sui seguenti testi: La tempesta di Shakespeare, Ivanhoe di Walter Scott e Taras Bulba di Gogol; il musicista compose un’ ouverture-fantasia solo sul primo argomento, affiancandola ad altri lavori del genere come Romeo e Giulietta (1869-1880), Francesca da Rimini (1876), Manfred (1885) e Amleto (1888).

Si sa che Čajkovskij aveva l’abitudine e la passione di rivedere, ampliare, tagliare o disfare del tutto parti delle proprie composizioni, rivedendole col passare degli anni. Anche a questa sinfonia toccò la stessa sorte: nonostante il successo con cui era stata accolta, l’ opera non soddisfaceva completamente il compositore, che tra il 1879 ed il 1880 ne operò la revisione, la cui prima esecuzione ebbe luogo a San Pietroburgo il 12 febbraio 1881.

La seconda versione è oggi quella che viene comunemente eseguita, anche se alcuni critici e musicisti, tra cui l’allievo di Čajkovskij Sergej Taneev, ritenevano migliore la versione originale.

Nell’ opera sono presenti tre temi tratti da canzoni popolari ucraine; per questo motivo Nikolaj Kaškin, famoso critico moscovita dell’epoca e uno dei migliori amici del compositore, la soprannominò Piccola russa, epiteto che poi è rimasto. L’ Ucraina infatti era anche denominata Piccola Russia.

 

Sinfonia n. 2 in do minore, op. 17, Piccola russa by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Royal Concertgebouw Orchestra, Bernard Haitink – Date: 1994):

Sinfonia n. 2 in do minore, op. 17, Piccola russa by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Oslo Philharmonic Orchestra, Mariss Jansons):

Sinfonia n. 2 in do minore, op. 17, Piccola russa by Pëtr Il’ič Čajkovskij (USSR State Symphony Orchestra, Evgeny Svetlanov, conductor):

Sinfonia n. 2 in do minore, op. 17, Piccola russa by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Leonard Slatkin, the Detroit Symphony Orchestra):

La seconda sinfonia, della durata media di trentacinque minuti, si compone come di consueto di quattro movimenti.

  • I movimento, Andante sostenuto – Allegro vivo. Nella parte iniziale un corno solista suona una variante ucraina del tema Lungo la Madre Volga; il tema è poi ripreso nello sviluppo ed è ripetuto nella ripresa.
  • II movimento, Andantino marziale, quasi moderato. Il brano era in origine una marcia nuziale composta per l’ opera mai pubblicata Undina. Nella parte centrale del movimento è citato il tema popolare Fila, o mia filatrice.
  • III movimento, Scherzo. Allegro molto vivace. Il pezzo non cita testualmente nessun tema popolare specifico, ma ne ha l’apparenza e le caratteristiche.
  • IV movimento, Finale. Moderato assai – Allegro vivo. Accordi possenti e grandiosi introducono con particolare fastosità questo ultimo tempo. Dopo una breve fanfara, viene citato il tema popolare ucraino La gru, sviluppandolo in una serie di variazioni sempre più complesse. Un tema più lirico fa da contrasto prima della conclusione in do maggiore.

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George Pehlivanian…

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Nato a Beirut nel 1964, George Pehlivanian è cresciuto a Los Angeles. Ha studiato direzione d’orchestra con Pierre Boulez e Lorin Maazel nonché con Ferdinand Leitner all’ Accademia Chigiana di Siena, diplomandosi in California e a Bloomington, Indiana; nel 1991 ha vinto il Concorso di direzione d’ orchestra di Besançon.

Direttore ospite principale dell’Orchestra dell’Aia, della Wiener Kammerorchester e del Teatro Lirico di Cagliari, direttore stabile della Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz e direttore musicale dell’Orchestra Filarmonica Slovena, ha diretto tra l’altro l’ Orchestra della Radio NDR di Amburgo, i Bamberger Symphoniker, la Royal Scottish National Orchestra di Edimburgo, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, quella della Radio di Francoforte, la Israel Philharmonic Orchestra, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, la BBC Philharmonic, la London Philharmonic e la Philharmonia Orchestra di Londra, l’Orquesta Nacional de España di Madrid, l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, l’Orchestre Philharmonique de Radio France di Parigi, l’Orchestra Filarmonica Ceca di Praga, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam, l’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, l’Orchestra Sinfonica della Radio SWR di Stoccarda, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e poi a Baltimora, Cincinnati, Hong Kong, Houston, Indianapolis, Monte Carlo, Montréal, Mosca, Toronto, Vancouver e Sydney.

È stato ospite dei festival di Aspen, Granada, Le Touquet, Linz (Brucknerfest), Lubiana, Lugano, Merano, Parma, Praga, Ravello, Ravenna, Verona (Settembre in Musica) e Vienna.

Numerose le sue incisioni discografiche per bmg, Virgin Classics, Chandos e studio sm.

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Gil Shaham

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Gil Shaham, nato a Champaign-Urbana, in Illinois, nel 1971 e cresciuto in Israele, ha iniziato a sette anni lo studio del violino con borse di studio della American-Israel Cultural Foundation.

Nel 1982, dopo aver vinto il concorso Claremont in Israele, prosegue gli studi con Dorothy DeLay con una borsa di studio della Juilliard School di New York.

Sin dal debutto nel 1981 a Gerusalemme, è ospite applaudito delle maggiori orchestre statunitensi e canadesi a New York e Los Angeles Philharmonic, Israel Philharmonic, Boston Symphony, Chicago, Philadelphia, Cleveland, Toronto; in Europa è invitato dai Berliner Philharmoniker, dall’ Orchestre de Paris, Orchestre National de France, Bayerischer Rundfunk, Staatskapelle Dresden e Filarmonica della Scala; nel mondo, oltre alle numerose esecuzioni in Israele, ha suonato con la NHK di Tokyo e in tournées in Giappone.

Da quando si è imposto al pubblico londinese sostituendo Itzhak Perlman con un solo giorno di preavviso nel 1989, è artista beniamino della London Symphony, Philharmonia e Royal Philharmonic.

Il suo vasto repertorio spazia dai classici con orchestra da camera (le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite e registrate con Orpheus) ai grandi concerti romantici, al Novecento meno consueto, con i concerti di Korngold e Barber.

Nel 1990 ha vinto il premio “Avery Fisher Career Grant” e nell’ agosto 1992 gli è stato assegnato il Premio dell’ Accademia Chigiana, un riconoscimento assegnato in passato a Gidon Kremer, Shlomo Mintz, Anne Sophie Mutter, Andrei Gavrilov e Jewgenij Kissin.

Suona lo Stradivari “Comtesse de Polignac” del 1699 che gli è stato offerto in prestito, nel 1989, dalla Stradivari Society of Chicago.

 

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Written by mara

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