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Al Teatro San Carlo Zubin Mehta Israel Philharmonic Orchestra 12 settembre

La mia Sinfonia sarà qualcosa che il mondo non ha ancora udito. La natura parla qui dentro e racconta segreti tanto profondi che forse ci è dato presentire solo nel sogno. Talvolta mi sento veramente a disagio e mi pare di non essere io a comporre: proprio perché riesco a realizzare ciò che voglio“, Gustav Mahler

Stagione Concertistica 2019 – 2020 del Teatro San Carlo

 

AAl Teatro San Carlo Zubin Mehta Israel Philharmonic Orchestra 12 settembre. Alma Mahler, nel suo libro di ricordi, racconta così la sera della prima: “L’esecuzione era attesa con trepidazione, perché già alle prove tutti avevano capito con sempre maggior chiarezza quant’era grande e importante l’opera che si stava affacciando al mondo”. Gigantesca e piena di significati extramusicali la Terza Sinfonia di Mahler è una sorta di grande “poema musicale che abbraccia tutti gli stadi dello sviluppo in ordine progressivo”, dalla natura inanimata alla vita vegetale, per poi passare agli animali, all’uomo, e su fino agli angeli e all’amore di Dio. Alla prima esecuzione, l’ascoltatore aveva il seguente programma: “I. Pan si sveglia: arriva l’estate; II. Ciò che i fiori del prato mi dicono; III. Ciò che mi dicono gli animali del bosco; IV. Che cosa mi racconta la notte (l’uomo); V. Che cosa mi raccontano le campane del mattino (gli angeli); VI. Quello che l’amore (Dio) mi racconta”. Per comporla Mahler impiegò diverso tempo; i primi abbozzi risalgono all’estate del 1893 mentre la parola “fine” fu messa solo il 6 agosto 1896 ma il pubblico dovette aspettare per ascoltarla fino al 9 giugno 1902, quando l’autore la diresse a Krefeld in una memorabile occasione.

Il Direttore Zubin Mehta dirige l’ Israel Philharmonic Orchestra al Teatro di San Carlo di Napoli nel seguente programma:

 

Gustav Mahler, Sinfonia n. 3 in re minore per contralto, coro femminile, coro di voci bianche e orchestra

 

QUANDO

Giovedì 12 Settembre 2019, ore 18.00 – Turno P

Durata musicale: 1 ora e 30 minuti circa

 

DOVE: Fondazione Teatro di San Carlo
98/F, via San Carlo

80131 Napoli (NA)

 

INTERPRETI:

Direttore, Zubin Mehta

Coro femminile e coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo

Israel Philharmonic Orchestra

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

POLTRONISSIMA ORO al costo di € 133,18
POLTRONISSIMA al costo di € 112,69
POLTRONA ORO al costo di € 112,69
POLTRONA al costo di € 102,44
PALCHI CENT. I/II ORD. PARAPETTO al costo di € 92,20
PALCHI CENT. I/II ORD. DIETRO al costo di € 81,96
PALCHI LAT. I/II ORD. PARAPETTO al costo di € 92,20
PALCHI LAT. I/II ORD. DIETRO al costo di € 71,71
PALCHI CENT. III/IV ORD. PARAPETTO al costo di € 61,47
PALCHI CENT. III/IV ORD. DIETRO al costo di € 51,22
PALCHI LAT. III/IV ORD. PARAPETTO al costo di € 51,22
PALCHI LAT. III/IV ORD. DIETRO al costo di € 40,98
BALCONATA V e VI al costo di € 35,86

 

Al Teatro San Carlo Zubin Mehta Israel Philharmonic Orchestra 12 settembre

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione MaNi per acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Zubin Mehta

Zubin Mehta, nato nel 1936 a Bombay, studia dapprima con il padre Mehli Mehta (fondatore della Bombay Symphony Orchestra). Nel 1954 dopo un breve periodo di studi di medicina parte per Vienna per seguire i corsi di direzione d’ orchestra di Hans Swarowsky all’ Akademie für Musik. Nel 1958 vince il Concorso Internazionale di Liverpool e la Koussevitsky Competition a Tanglewood; dal 1961 inizia la sua collaborazione con i Wiener e i Berliner Philharmoniker e con la Israel Philharmonic Orchestra, di cui è nominato Direttore musicale nel 1977 e Direttore musicale a vita nel 1981.

Zubin Mehta ha diretto più di duecento concerti e tour con straordinari ensemble attraverso i cinque continenti.

Dal 1978, e per 13 anni, è Direttore musicale della New York Philharmonic, il più lungo nella storia dell’ orchestra. Dopo il debutto operistico con Tosca a Montréal nel 1964, dirige importanti produzioni al Metropolitan, alla Staatsoper di Vienna, al Covent Garden, alla Scala, all’ Opera di Chicago, al Festival di Salisburgo nonché al Maggio Musicale Fiorentino con cui instaura uno speciale rapporto: ne è infatti Direttore principale dal 1985 e, dal 2006, Direttore onorario a vita. Responsabile artistico dell’edizione 1986 del Festival fiorentino, oltre a essere impegnato in numerose produzioni sinfoniche e operistiche, guida l’Orchestra ed il Coro del Maggio in frequenti tournées internazionali e in prestigiose incisioni discografiche.

Dal 1998 al 2006 è Direttore musicale della Bayerische Staatsoper, dove dirige oltre 400 rappresentazioni e tournées in Europa e Giappone.

Fra le numerose onorificenze, il Nikisch-Ring, le cittadinanze di Firenze e Tel Aviv e la nomina a membro onorario della Staatsoper di Vienna.

Nel 1999 le Nazioni Unite gli conferiscono il “Lifetime Achievement Peace and Tolerance Award“.

È nominato Direttore onorario dei Wiener Philharmoniker nel 2001, dei Münchner Philharmoniker nel 2004, della Los Angeles Philharmonic e della Bayerische Staatsoper nel 2006.

Nel 2011 il suo nome è inscritto sulla Walk of Fame a Los Angeles e riceve i premi Furtwängler e Echo Klassik, mentre nel 2012 è insignito da Shimon Peres della Israel Medal of Distinction.

Sito Ufficiale: http://www.zubinmehta.net/

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Israel Philharmonic Orchestra…

Israel-Philharmonic-Orchestra

L’ Orchestra filarmonica d’Israele (in ebraico: התזמורת הפילהרמונית הישראלית, ha-Tizmoret ha-Filharmonit ha-Yisre’elit; in inglese: Israel Philharmonic Orchestra, abbreviata IPO) è la principale orchestra sinfonica israeliana.

L’ Orchestra è stata fondata nel 1936 dal violinista ebreo di origine polacca Bronisław Huberman col nome di Palestine Orchestra. L’obiettivo era quello di riunire musicisti ebrei cacciati dalle orchestre europee a causa del nazismo. Nello stesso anno si tenne il concerto inaugurale a Tel Aviv, diretto da Arturo Toscanini.

Quando, nel 1948, fu fondato lo stato d’Israele, l’orchestra suonò l’Hatikvah (l’inno nazionale israeliano) alla cerimonia ufficiale della dichiarazione d’indipendenza e il nome mutò il nome in quello attuale.

Nel 1958, è stato assegnato all’IPO l’Israel Prize per la musica, un premio mai assegnato prima ad un’organizzazione.

La IPO sostiene spesso tournée in tutto il mondo vantando grandi direttori come Leonard Bernstein, Zubin Mehta o Daniel Barenboim e grandi solisti come Itzhak Perlman,Joshua Bell o Maxim Vengerov. Nonostante l’evidente difficoltà di teatri in alcune parti del mondo ad ospitarla per motivi di sicurezza, si sono raggiunti grandi traguardi sotto il punto di vista umano, come la tournée in Russia nel 1990 durante la quale per la prima volta è stato suonato in teatro l’inno israeliano. Attualmente, l’ IPO è considerata fra le migliori orchestre al mondo, contraddistinta da una sonorità sempre calda paragonabile a quella delle migliori orchestre europee. L’orchestra ha sede stabile a Tel Aviv, nell’auditorium Mann.

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

“Tre angeli cantavano un dolce canto,
Gioioso e beato risuonava in cielo,
Ed essi esultavano
Ché Pietro era libero dal peccato!”

 

La Sinfonia n. 3 in re minore di Gustav Mahler, fu composta tra il 1893 e il 1896, ed eseguita per la prima volta solo nel 1902, direttore lo stesso Mahler, a Krefeld, al festival della “Società musicale tedesca”. Alma Mahler, nel suo libro di ricordi, racconta così l’avvenimento:

«L’esecuzione era aspettata con trepidazione, perché già alle prove tutti avevano capito con sempre maggior chiarezza quant’era grande e importante l’opera che si stava affacciando al mondo. Dopo il primo tempo scoppiò una manifestazione entusiastica. Richard Strauss si fece avanti sotto il podio e applaudì ostentatamente, tanto che suggellò, per così dire, il successo. E, dopo ogni tempo, gli ascoltatori sembravano più emozionati; anzi, alla fine nel pubblico; che si era alzato in massa e premeva verso il podio, si scatenò un vero delirio. L’atteggiamento di Strauss diventò sempre più passivo: da ultimo era scomparso!».

E Mahler? I sei anni di attesa lo avevano reso sempre più cosciente del valore dell’opera; quel che gli mancava era solo un riscontro pratico, e già durante le prove si era mostrato soddisfatto.

È opera gemella della Seconda Sinfonia, non solo per i riferimenti al mondo poetico del “Wunderhorn” (comuni anche alla Quarta Sinfonia), ma soprattutto per le dimensioni gigantesche e il pathos dei significati extramusicali; con la Terza, Mahler intese delineare una sorta di grande “poema musicale che abbraccia tutti gli stadi dello sviluppo in ordine progressivo”, procedendo a gradini dalla natura inanimata alla vita vegetale, a quella degli animali, all’uomo, e su su fino agli angeli e all’amore di Dio. 

E’ la più lunga sinfonia che sia mai stata scritta, una esecuzione dura infatti in media circa 95 minuti.

 

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Anna Larsson, contralto; Arnold Schoenberg Chor; Tolzer Knabenchor – Lucerne Festival Orchestra, Claudio Abbado, conductor – Lucerne, August 2007):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Claudio Abbado, conductor; Jessye Norman, alto; Konzertvereinigung Wiener Staatsopernehor; Wiener Sängerknaben):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Hilde Rössl-Majdan, contralto; Woman & Boys Choir of the Vienna State Opera; Vienna Symphony Orchestra – Hermann Scherchen, conductor – 22.VI.1950):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Ruth Siewert, mezzosoprano; Frauenstimmen des SWR Vokalensembles Stuttgart; Knabenchor des Eberhard-Ludwig-Gymnasiums Stuttgart; Radio Symphony Orchestra Stuttgart – Carl Schuricht, conductor, 07.04.1960):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Bernstein & Vienna Philharmonic Orchestra):


Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Beatrice Krebs, contralto; The Westminster Choir; New York Philharmonic Orchestra – Dimitri Mitropoulos, conductor _ 15.IV.1956, Carnegie Hall, New York):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Christa Ludwig, mezzo-soprano; Wiener Sängerknaben; Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor; Wiener Philharmoniker e Leonard Bernstein):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Katarina Karnéus, mezzo-soprano; Swedish Radio Choir, female choir; Adolf Fredrik’s Music School, boys choir; Swedish Radio Symphony Orchestra; Daniel Harding, conductor – September 12, 2008 _ Berwaldhallen, Stockholm):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Orchestre de Paris Christof Eschenbach):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Live recording (1981); Otrun Wenkel, contralto; Minnesota Symphony Orchestra e dir. Klaus Tennstedt):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Kerstin Meyer, contralto; Hallé Orchestra; Sir John Barbirolli – Manchester, May 1969):


Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (Martha Lipton; Women’s Chorus of The Schola Cantorum; Boys’ Choir of the Church of the Transfiguration; New York Philharmonic e Leonard Bernstein – Studio recording, New York, 1961):

Sinfonia n. 3″ by Gustav Mahler (In occasion of the bincentery of Teatro Comunale di Ferrara in 1998; Berlin Philharmonic – Marjana Lipovsek, solista; Arnold Schoenberg Chor; Südtiroler Kinderchor e Claudio Abbado):

“E così disse Gesù Signore: “Che fai qui?
Perché se ti guardo piangi?”
“Non dovrei forse piangere, buon Dio.
Io che ho trasgredito i dieci comandamenti?”

Nella sua forma definitiva la sinfonia è divisa in sei movimenti:

  1. Kräftig entschieden (Forte e risoluto)
  2. Tempo di Menuetto
  3. Comodo (Scherzando)
  4. Sehr langsam – Misterioso (Molto lento – misterioso)
  5. Lustig im Tempo und keck im Ausdruck (In tempo vivace e sfrontato nell’espressione)
  6. Langsam – Ruhevoll – Empfunden (Lentamente, tranquillo, profondamente sentito)

Il solo primo movimento, che dura all’incirca trenta o trentacinque minuti, è la prima parte della sinfonia. La seconda parte è composta dagli altri cinque movimenti e dura fra sessanta e settanta minuti. Il monumentale primo movimento, quasi Sinfonia nella Sinfonia, fu composto per ultimo (tra l’agosto 1895 e l’agosto 1896), quando gli altri erano già compiuti o comunque largamente abbozzati (tra l’estate del ’93 e l’estate del ’95). 

Come per tutte le prime quattro sinfonie, in origine Mahler aveva previsto una sorta di programma che aiutasse a spiegare il contenuto musicale della composizione; in questo caso aggiunse un titolo per ciascuno dei sei movimenti:

  1. Pan erwacht. Der Sommer marschiert ein (Pan si risveglia, arriva l’estate)
  2. Was mir die Blumen auf der Wiese erzählen (Quello che i fiori del prato mi raccontano)
  3. Was mir die Tiere im Walde erzählen (Quello che gli animali della foresta mi raccontano)
  4. Was mir der Mensch erzählt (Quello che l’uomo mi racconta)
  5. Was mir die Engel erzählen (Quello che gli angeli mi raccontano)
  6. Was mir die Liebe erzählt (Quello che l’amore mi racconta)

I titoli vennero eliminati prima della pubblicazione nel 1898. Il fatto che tale programma fosse soppresso prima della pubblicazione non significa però che Mahler non se ne sia servito nel predisporre il piano compositivo, nell’organizzare il materiale tematico e i suoi sviluppi. Lavorando alla Seconda, Terza e Quarta Sinfonia, un trittico dominato da relazioni con il mondo poetico di “oscure sensazioni” del Des Knaben Wunderhorn, Mahler giunse a distinguere con chiarezza tra un “programma interno” (o interiore, radicato nell’anima del musicista e a lui necessario per esprimersi) e tematiche programmatiche estrinseche alla musica:

«In quanto a me so che non posso far musica fintantoché la mia esperienza si può raccogliere a parole. La mia esigenza di esprimermi musicalmente – sinfonicamente – inizia solo quando dominano le “oscure” sensazioni, ed esse dominano sulle soglie che conducono all’altro mondo, il mondo in cui le cose non si scompongono più nel tempo e nello spazio. Come trovo volgare inventare musica su programmi prestabiliti, così considero insoddisfacente e sterile voler dare un programma a un’opera musicale. Non cambia niente il fatto che l’occasione per una creazione musicale sia un’esperienza del compositore, dunque qualche cosa di reale che avrebbe tali caratteri di concretezza da poter essere espresso a parole. Anch’io mi sono costruito un “sistema” e su di esso ho lavorato; ma dopo aver scritto alcune sinfonie, con autentiche doglie, e dopo essermi imbattuto sempre negli stessi malintesi e negli stessi problemi, finalmente per quel che mi riguarda ho raggiunto questa visione delle cose». 

Mahler fu assolutamente consapevole che la Terza avrebbe rappresentato qualcosa di eccezionale, non solo o non tanto per le sue proporzioni sia per durata sia per organico (orchestra colossale in ogni sezione, batteria sterminata, cui si aggiungono la voce solista del contralto, il coro femminile a tre parti e il coro di bambini; Busoni ironizzava che per eseguirla ci sarebbero voluti «i passeggeri dell’Arca di Noè: coccodrilli contralti, tenori e bassi, serpenti cromatici, uccelli del Paradiso a pedale!»).

ANALISI DEI TEMPI

Vigoroso. Risoluto. Il lunghissimo primo tempo (al quale spetta forse il primato del più lungo movimento di tutta la storia della sinfonia, oltre mezz’ora di durata) inizia con un tema eseguito dagli otto corni all’unisono, che verrà sviluppato per tutto il movimento. Un secondo gruppo di temi prende l’avvio da una sorta di corale dei flauti su cui spiccano oboe e violino soli. Nello sviluppo dei temi tutto ciò confluisce nella categoria espressiva della marcia; l’orchestra si dilata e restringe per comprendere tutto. In nessun momento di questa grandiosa confusione la chiarezza analitica della scrittura orchestrale di Mahler verrà meno.

Narra ancora Alma: «Dopo il primo movimento, che veniva eseguito allora per la prima volta, arrivò ridendo allegramente e mi gridò già da lontano: “E vide che questo era buono”».

Tempo di Menuetto. Molto misurato. Il secondo movimento è un minuetto con il sottotitolo Was mir die Blumen auf der Wiese erzählen (Quello che i fiori del prato mi narrano). Fu il primo movimento della sinfonia ad essere composto e il primo ad essere eseguito, da solo, il 9 novembre 1896 a Berlino sotto la direzione di Arthur Nikisch.

Il dispetto che l’autore provava per la fortuna del brano ricorda quello di Beethoven di fronte al suo trionfante Settimino op. 20:

«Non ho scelta, scriveva Mahler ad un amico, se desidero essere ascoltato, non posso essere troppo difficile e così questo modesto piccolo pezzo mi presenterà senza dubbio al pubblico come il voluttuoso profumato cantore della natura. Che questa natura nasconda in se stessa tutto ciò che è orribile, grande e anche amabile (che è proprio ciò che ho voluto esprimere nell’intero lavoro, in una specie di evolutivo sviluppo) naturalmente nessu­no lo capirà mai».

Comodo. Scherzando. Nel terzo movimento la prima sezione di questa pagina è una rielaborazione del Lied “Ablösung im Sommer” da Des Knaben Wunderhorn. Per due volte la ronda dei loquaci volatili è interrotta dalla voce (“wie aus welter Ferne”, “come da grande distanza”) del corno di postiglione, strumento oggi sostituito di solito con una tromba in re. Anche qui c’è un sottotitolo: Quello che gli animali mi narrano.

Molto lento. Misterioso. Nel quarto e quinto tempo Mahler fa ricorso alla voce umana. Nel quarto movimento (un lied per contralto e orchestra, che porta il sottotitolo: Quello che sussurra la notte) la voce intona alcuni versi tratti da Also sprach Zarathustra di Friedrich Nietzsche: il movimento è strutturalmente diviso in due strofe inframmezzate da un interludio orchestrale (la cui melodia viene poi ripresa dal contralto) in cui sembra di sentire una reminiscenza della famosa canzone spagnola La Paloma. Il gioco di accordi fra i tromboni e gli ottavini sembra quasi ricordare il respiro umano. In tempo allegro e impertinente. Il quinto tempo (Quello che gli angeli mi narrano) è un breve lied di nuovo tratto dal Wunderhorn, intonato da un coro femminile, con un nuovo breve intervento del contralto e con l’accompagnamento di un coro di bambini che imita onomatopeicamente il suono delle campane, rappresentando gli angeli.

La sinfonia si conclude con un vastissimo Adagio in re maggiore (Quello che l’amore mi narra), della durata di circa venticinque minuti, introdotto da una lunga frase degli archi che sfocia nel tema principale, una sorta di corale che viene sviluppato nel corso del movimento attraverso svariati episodi, fino ad apparire alla fine esposto a piena voce da tutta l’orchestra.

Lento. Molto tranquillo ma intenso. Il VI movimento chiude quindi il ciclo sinfonico, che nel caso della III sinfonia rappresenta la nascita della vita, riappacificando il groviglio sonoro creato con i movimenti precedenti.

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Written by mara

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