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Al Teatro Sanzio di Urbino La scuola delle mogli 12 marzo 2019

Datti delle alternative. È sempre meglio essere sposati che essere morti“, Molière

Teatro Sanzio di Urbino, Stagione 2018 – 2019

 

LA SCUOLA DELLE MOGLI

di Molière
traduzione di Cesare Garboli

con Arturo Cirillo, Valentina Picello, Rosario Giglio, Marta Pizzigallo, Giacomo Vigentini

scene, Dario Gessati

costumi, Gianluca Falaschi

luci, Camilla Piccioni

musiche, Francesco De Melis

regia, Arturo Cirillo

assistente regia, Mario Scandale

assistente scenografo, Eleonora Ticca

produzione MARCHE TEATRO – Teatro dell’ Elfo – Teatro Stabile di Napoli

 

QUANDO

Martedì 12 Marzo 2019, ore 21.00

 

DOVE: Teatro Sanzio
Corso G. Matteotti
61029 Urbino (PU)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Palchi centrali di I°, II° e III° ordine al costo di € 22,93; ridotto UNDER 24 E STUDENTI al costo di € 17,20

Palchi laterali di I°, II° e III° ordine al costo di € 17,20; ridotto UNDER 24 E STUDENTI al costo di € 13,76

Loggione al costo di € 11,47

 

Teatro Sanzio: La scuola delle mogli

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Arturo Cirillo…

Di padre frattese, cresce a Napoli. Arturo Cirillo si è avvicinato al teatro attraverso lo studio della danza, sia classica che contemporanea. Si diploma, come attore, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma nel 1992.

Come attore ha lavorato con Massimo Castri (La disputa di Pierre de Marivaux), Pierpaolo Sepe (Mamma: piccole tragedie minimali di Annibale Ruccello e Agonia di un decennio di M.Puig), Davide Iodice (Empedocle da Friedrich Hölderlin, Uscita d’emergenza di Manlio Santanelli, Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès), Annalisa Bianco e Virgilio Liberti (Cave Canem da Michel de Ghelderode), Tito Piscitelli (Libertà a Brema di Rainer Werner Fassbinder), Massimiliano Civica (Ai fantoccini meccanici da Anonimo elisabettiano). Ma è con Carlo Cecchi, nella cui compagnia resterà dal 1993 al 2000, che svolgerà la sua maggiore attività come attore (Leonce e Lena di Georg Büchner, La locandiera di Carlo Goldoni, Finale di partita di Samuel Beckett, Amleto di William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, Misura per misura di Shakespeare, Le nozze di Čechov, Sik Sik l’artefice magico di Eduardo De Filippo).

Successivamente si dedica anche alla regia teatrale, collaborando negli anni frequentemente con molti attori, quali Monica Piseddu, Sabrina Scuccimarra, Rosario Giglio, Salvatore Caruso, Michelangelo Dalisi, Antonella Romano, Luciano Saltarelli, Vincenzo Nemolato, Giuseppina Cervizzi, Milvia Marigliano, Edoardo Ribatto, Valentina Picello, Paolo Musio, Franca Penone.

Suo collaboratori abituali sono Dario Gessati (scene), Gianluca Falaschi (costumi), Pasquale Mari e Mario Loprevite (luci), Francesco De Melis (musica), Roberto Capasso (regista assistente), Giorgio Castagna e Antonio Ligas (aiuto registi).

Negli anni ha ricevuto vari premi: Lo Straniero nel 1996, Coppola-Prati nel 1998, Associazione Nazionale Critici di Teatro nel 2004, Premio Ubu miglior regia nel 2004, Ubu migliore attore non protagonista nel 2006, Hystrio nel 2007, Vittorio Mezzogiorno nel 2009, Associazione Nazionale Critici di Teatro nel 2010.

Nel cinema, come attore, ha lavorato con Mario Martone (Morte di un matematico napoletano, Il giovane favoloso), Wilma Labate (La mia generazione), Silvio Soldini (Le acrobate), Tonino De Bernardi (Appassionate), Francesco Suriano (Il pugile e la ballerina). In televisione con Sandro Bolchi (Assunta Spina) e Mario Martone (trasposizione televisiva di Finale di partita).

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TRAMA

 

La scuola delle mogli è una commedia di Molière rappresentata per la prima volta il 26 dicembre 1662 nel Teatro del Palais-Royal a Parigi. Essa è l’espressione della più compiuta maturità del commediografo francese. Il tema della commedia, ritenuta in parte autobiografica, è il contrasto tra la gelosia e la ragione, impersonate da Arnolfo e Crisaldo.

Insieme a Il misantropo, la commedia segna il passaggio dal teatro comico precedente, caratterizzato dalla divisione tra buoni e cattivi e alla ripetizione di innumerevoli cliché e trucchi teatrali, al nuovo teatro realistico, conservandone però elementi come il lieto fine, ottenuto nonostante l’inverosimiglianza del racconto finale. I personaggi hanno una psicologia complessa, e la contrapposizione di Arnolfo e Crisaldo non è inconciliabile come quella delle maschere della Commedia dell’Arte, ma è dovuta piuttosto a una differenza di vedute relativa alle consuetudini e alla realtà sociale dell’epoca.

La commedia, che con arguzia attacca la morale dell’epoca, fu oggetto di scandalo, tanto da rendere difficile per Molière la pubblicazione delle commedie seguenti, nonostante la protezione di cui godeva presso Luigi XIV.

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  • Arnolfo, ovvero il signor de La Souche
  • Agnese, fanciulla innocente, educata da Arnolfo
  • Orazio, amante di Agnese
  • Alain, uomo del contado, servitore di Arnolfo
  • Giorgetta, donna del contado, cameriera di Arnolfo
  • Crisaldo, amico di Arnolfo
  • Enrico, cognato di Crisaldo
  • Oronte, padre di Orazio e grande amico di Arnolfo

 

Prima che tutto incominciasse, Arnolfo venne tradito dalla moglie, così decise di adottare una bambina, ovvero Agnese, e la educò in modo che diventasse una ragazza innocente. Arnolfo la educò anche in modo che non si innamorasse di nessun altro uomo, in modo tale che quando sarebbe cresciuta se la sarebbe sposata.

Atto I. Le teorie di un tutore. Arnolfo è tutore di Agnese e vorrebbe sposarla e sistemarsi con lei, ma il suo amico Crisaldo cerca di farlo ragionare sulla cosa. Intanto Orazio, figlio di un altro grande amico di Arnolfo, Oronte, si invaghisce della ragazza e dice ad Arnolfo di volerla sposare.

Atto II. La confessione di Agnese. Arnolfo sgrida i domestici perché non hanno controllato la protetta e poi si rivolge a lei domandandole cosa pensa di Orazio. La ragazza ammette di apprezzare il pretendente e il tutore decide che è il caso di sposarla subito.

Atto III. Le astuzie di una innamorata. Agnese cerca di comunicare con l’innamorato tramite bigliettini lanciati dalla finestra e intanto Arnolfo consiglia ad Agnese di leggere un testo dove viene spiegato come essere una buona moglie.

Atto IV. Arnolfo non torna sui suoi passi e decide di fare i preparativi per il matrimonio, chiama il notaio per il contratto matrimoniale.

Atto V. Il trionfo dell’amore. Orazio viene trovato in casa di Agnese, si finge svenuto e riesce a rapirla pur non avendo capito che è Arnolfo a volerla sposare e così gliela riporta. Colpo di scena: il padre di Agnese ritorna dall’America e decide che la ragazza andrà in sposa a suo figlio.

Commedia autobiografica

La commedia è reputata autobiografica: nell’anno della prima rappresentazione Molière sposò la giovane Armande Béjart, figlia (o sorella minore) di Madeleine, alla quale Molière era legato da tempo.

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Written by mara

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