in , ,

ALDO CICCOLINI: “Nemo propheta in patria”

“Enfant prodige…interprete raffinatissimo di caratura mondiale”

“ha ottenuto la Legion d’ Honneur per i suoi meriti artistici…in Francia”

Aldo-Ciccolini-7 - Copia

Aldo Ciccolini, gigante schivo ma leggendario della scuola pianistica, è stato uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo.

“E’ stato il primo pianista ad incidere l’ integrale di Eric Satie”

Ha collaborato con i direttori d’ orchestra più importanti come Wilhelm Furtwängler, Ernest Ansermet, André Cluytens, Dimitri Mitropoulos, Charles Münch, Lorin Maazel, Carlos Kleiber, Georges Prêtre, Jean Martinon, Pierre Monteux, e con il soprano Elisabeth Schwarzkopf.

Nato a Napoli il 15 agosto del 1925 ma naturalizzato francese, inizia a suonare da bambino. Studia pianoforte con Paolo Denza e composizione con Achille Longo presso il conservatorio di San Pietro a Majella, nella sua città d’ origine. Viene ammesso a soli nove anni  grazie a una delega direttoriale di Francesco Cilea (quel Cilea autore di Adriana Lécouvreur), all’ epoca direttore del Conservatorio di Napoli, accompagnata da una richiesta formale dello stesso Achille Longo.

Con la guerra inizia un periodo di privazioni e dolori. Aldo Ciccolini sbarca il lunario suonando nei bar, imparando a farsi ascoltare da un uditorio (e lo consigliava a tutti i giovani).

Successivamente completa i suoi studi pianistici con Marguerite Long ed Alfred Cortot a Parigi. Eredita, dai suoi Maestri, gli insegnamenti di Ferruccio Busoni e di Liszt.

“Nemo propheta in patria” Aldo Ciccolini, per trovare chi apprezzasse appieno il suo talento, è dovuto andare a Parigi. E’ diventato cittadino francese nel 1971

La Francia nel secondo dopoguerra gli offre occasioni straordinarie: conoscere Gide, Mauriac, Cocteau, frequentare la Comedie-Française.

Nelle frequenti visite in Italia si rammaricava del silenzio calato sul nostro Novecento storico: «Gli italiani riescono sempre ad essere i peggiori nemici della propria arte. Compositori come Casella, Malipiero, Pizzetti, Castelnuovo-Tedesco, in Francia godono di un’ attenzione sacrosanta da parte delle istituzioni e del pubblico militante». Scettico e realista affermava che dopo la morte si cade nel dimenticatoio.

Il repertorio del maestro include le pietre miliari della letteratura pianistica. Ha promosso soprattutto la conoscenza della musica per pianoforte dei grandi compositori francesi, come Maurice Ravel e Claude Debussy, ma anche di quelli meno suonati nelle sale da concerto, come Deodat de Severac, Jules Massenet, Francis Poulenc, Vincent d’ Indy e soprattutto Erik Satie, del quale per primo ha registrato l’ integrale dell’ opera pianistica.

Aldo-Ciccolini-5

Nella sua lunga carriera Ciccolini vanta più di cento registrazioni tra cui le sonate per pianoforte di Mozart, Beethoven, l’ opera per pianoforte di Claude Debussy, di Leoš Janáček (Abeille Music), le opere per pianoforte solo di Edvard Grieg (Cascavelles) e i Notturni di Chopin.

Debutta al Teatro San Carlo nel 1941 all’ età di 16 anni.

Nel 1949 vince il Concorso internazionale Marguerite-Long-Jacques-Thibaud a Parigi.

Nel 1950 suona nella prima esecuzione assoluta a Parigi del “Concerto de mai” di Marcel Delannoy.

Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1950 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Čajkovskij diretto da Carlo Maria Giulini e nel 1961 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Beethoven. Torna poi alla Fenice di Venezia nel 1975 con un concerto di musiche di Robert Schumann; nel 1994 in un recital al Teatro Toniolo di Mestre; nel 1996 con il Quintetto per pianoforte e archi di Guido Alberto Fano al Teatro stabile del Veneto “Carlo Goldoni” per raccogliere fondi per la ricostruzione del Teatro La Fenice e nel 2002 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven al PalaFenice al Tronchetto.

Il suo debutto sulla scena pianistica internazionale è nel 1950, a New York, con la direzione di Dimitri Mitropoulos. Suonerà poi con tutti i più importanti direttori d’orchestra, da Lorin Maazel a George Pretre.

Al Teatro alla Scala di Milano nel 1955 esegue un concerto diretto da Lorin Maazel e nel 1956 un recital alla Piccola Scala. Torna alla Scala nel 1984 torna con un concerto con musiche di Debussy; nel 1986 con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Rachmaninov; nel 1990 il Concerto per pianoforte e orchestra in Sol maggiore di Ravel diretto da Georges Prêtre e nel 1994 con un recital.

Aldo-Ciccolini-4

“Avevo cinque anni e in ogni istante il bisogno di musica già mi riempiva la vita”, “La musica è come l’ossigeno”Aldo Ciccolini

“Ai giovani che vogliono fare musica in Italia dico solo una cosa. Anzi faccio mia un’ espressione di Eduardo de Filippo: jatevenne!”, “Premetto che sono legato all’ Italia, perché ha regalato personaggi della cultura al mondo. Ma oggi un giovane esecutore non ha spazio in un ambiente che è ormai in declino. Faccio tante masterclass:  noto al tempo stesso allievi che dovrebbero fare un altro mestiere e altri dotatissimi che difficilmente troveranno spazio. La ragione è semplice: qui la musica, che ritengo sia un insieme di progresso, civiltà e spiritualità, viene considerata un hobby e non una professione“, Aldo Ciccolini

Dal 1970 al 1988 ha insegnato al Conservatoire de Paris scoprendo la sua vocazione di didatta a cui è rimasto sempre fedele e dedicandosi con rigore e generosità alla formazione delle nuove generazioni quali Jean-Marc Savelli. Tra i suoi allievi vanno ricordati Akiko Ebi, Géry Moutier, Jean-Yves Thibaudet, Artur Pizzaro,Marie-Josèphe Jude, Nicholas Angelich, Mario Galeani, Jean-Luc Kandyoti.

Nel 1972 suona nella prima rappresentazione della “Petite messe solennelle” di Rossini nella Salle du Théâtre du Château di Versailles.

Nel 2010 ha festeggiato il suo 85esimo compleanno al festival pianistico di La Roque D’ Anthéron, uno dei festival più importanti di Francia.

Nel 2011 la pianista e compositrice Maria Gabriella Mariani, sua ex allieva all’ Accademia di Biella e a Parigi gli ha dedicato una sua composizione pianistica, la sonata in tre tempi in do diesis minore dal titolo Pour jouer.

Tra i riconoscimenti ricordiamo: Prix Edison del Académie Charles Cros, Premio della National Academy of Recordings Arts negli USA, tre volte Grand Prix du Disque in Francia.

Nel 2002 ha ricevuto il Diapason d’ Or per l’ integrale di Janàcek incisa per Abeille Music, per Schumann con la casa discografica di Cascavellas e nell’ ottobre 2003 per i Notturni di Chopin, sempre con Cascavellas. Il 23 novembre 2005 a Roma ha ricevuto il Premio Vittorio De Sica.

E’ stato inoltre insignito delle seguenti onorificenze:

– Officier de l’ Ordre Nationale du Merite (2008)

– Officier de la Legion d’ Honneur

– Commandeur des Arts et des Lettres

Ha percorso instancabilmente le strade di una carriera folgorante, incurante dell’ età finché è stato possibile: Aldo Ciccolini muore il 1° Febbraio del 2015 nella sua casa di Asnières-sur-Seine, nella regione parigina, all’ età di 89 anni.

Aldo-Ciccolini-8

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Brunch in compagnia al Nordicgrill (Varese)

Fryderyk Chopin: Notturno op. 15 n. 1