in , , ,

All’ Accademia Filarmonica di Verona 2018 Lisa Batiashvili 6 settembre

«La natura mi ha dotato di un talento musicale nel quale credo, del quale non dubito, di cui vado orgoglioso, anche soltanto perché la mia musica reca conforto e piacere a persone come Voi», P. I. Cajkovskij

Accademia Filarmonica di Verona 2018

 

La violinista Lisa Batiashvili, eletta da Musical America “Strumentista dell’anno” 2015 , sarà protagonista del concerto con la direzione del Maestro Alan Gilbert e con la meravigliosa  Staatskapelle Dresden nel seguente programma:

 

Pёtr Il’ič ČajkovskijConcerto per violino e orchestra

… … …

Gustav Mahler, Sinfonia n. 1 “Il Titano”

 

QUANDO

Giovedì 6 Settembre 2018, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Filarmonico
Via dei Mutilati, 4
Verona (VR)

 

INTERPRETI:

Alan Gilbert, Direttore

Lisa Batiashvili, Violino

Staatskapelle Dresden

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea e palchi € 50,00

I° settore di galleria centrale e balconata € 40,00

I° settore di galleria laterale € 30,00

II° settore di galleria € 25,00

 

Accademia Filarmonica di Verona 2018: Lisa Batiashvili

 

oppure, se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Lisa Batiashvili…

Ammirata dal pubblico e dai suoi colleghi musicisti per il suo virtuosismo e per la profonda sensibilità, Lisa Batiashvili è uno dei violinisti più richiesti dei nostri giorni. E’ ospite regolare di orchestre di primo piano quali Philharmonia, London Philharmonic, London Symphony Orchestra, le Orchestre Sinfoniche di Boston, Chicago e San Francisco, Philadelphia e Cleveland Orchestras e Los Angeles Philharmonic, Royal Concertgebouw Orchestra, Orchestre de Paris, NDR Sinfonieorchester, Stockholm Philharmonic, Finnish Radio Symphony e Bamberger Symphoniker con molteplici inviti da parte della Dresden Staatskapelle, Leipzig Gewandhaus, Tonhalle Orchestra, Chamber Orchestra of Europe, Oslo Philharmonic, Gürzenich Orchester e Bayerischer Rundfunk, oltre che con la NHK Symphony Orchestra e la Sydney Symphony.

Nel corso della stagione 2015/16 ha suonato, fra l’altro, con i Berliner Philharmoniker e la London Philahrmonic Orchestra, con l’ Orchestre de Paris e i Wiener Philharmoniker, con la London Symphony Orchestra.

Particolarmente appassionata di musica da camera è ospite di festival di primo piano quali Blossom, Proms di Londra, Edimburgo, Aldeburgh, Marlboro, Ravinia, Tanglewood, Saratoga, Schleswig-Holstein , Schubertiade e Kuhmo. Nel 2008 ha in programma concerti cameristici al Concertgebouw di Amsterdam, Konzerthaus di Berlino, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Théâtre du Châtelet di Parigi e Wigmore Hall di Londra.

Attenta anche al repertorio contemporaneo, nel 2006 ha eseguito due prime mondiali: il Concerto doppio per violino, oboe e orchestra da camera di Nicholas Bacri alla Alte Oper di Francoforte e il Concerto per violino di Magnus Lindberg per il Festival Mostly Mozart di New York. Nel marzo 2008 ha eseguito al Barbican Centre di Londra il Concerto doppio per violino e oboe di Giya Kancheli con l’oboista francese François Leleux e la BBC Symphony Orchestra diretti da James MacMillan.

Il suo CD dedicato a musiche di Brahms, Schubert e Bach inserito dal BBC Music Magazine tra i migliori CD del 2001.

Il mio amore per il violino è cominciato vedendo i giovani allievi di mio padre venire a casa per prendere lezioni”- “Per me era qualcosa di speciale, perché all’epoca non c’erano molte distrazioni per i bambini come ce ne sono adesso. La musica era un mondo in cui potevi lasciare esprimere la tua immaginazione

Lisa Batiashvili ha un contratto in esclusiva con la Deutsche Grammophon. Il CD più recente è dedicato ad opere di J.S. e C.P.E. Bach con François Leleux, Emmanuel Pahud e l’Orchestra da camera della Bayerischer Rundfunk. Altri CD contengono il Concerto per violino di Brahms con Thielemann e la Staatskapelle di Dresda (anche in DVD) e il Concerto per violino nr 1 di Shostakovich con l’Orchestra Sinfonica della Bayerischer Rundfunk e Esa-Pekka Salonen. Ha anche inciso i Concerti di Beethoven, Sibelius e Magnus Lindberg per la Sony.

Nata nel 1979 in Georgia, Lisa Batiashvili ha studiato con Mark Lubotski al Conservatorio di Amburgo. Ha poi proseguito gli studi con Ana Chumachenko al Conservatorio di Monaco di Baviera, dove ha stabilito la sua residenza dal 1994. Ha inoltre seguito i corsi di Miriam Fried e Ralf Gothoni allo Steans Institute di Ravinia.

Nel 1995, a soli 16 anni, ha meritato il secondo premio al Concorso Sibelius di Helsinki.

Nel 2001 è stata selezionata dalla BBC per la serie “New Generation Artists”. Nel 2003 ha meritato il “Leonard Bernstein Award” al Festival dello Schleswig-Holstein. E recentemente il Beethoven Festival di Bonn le ha assegnato il Beethoven Ring Prize. 

Vive a Monaco di Baviera e Suona un Guarneri del Gesù del 1739, generosamente datole in comodato da un collezionista privato tedesco. 

Sito Ufficiale: http://www.lisabatiashvili.com/home.html

200 video su Lisa Batiashvili


… … …

NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

«Per caso, nella sala di lettura dell’hotel, mi è capitata in mano una copia del quotidiano “Neue Freie Presse”, dove Hanslick tiene la sua rubrica musicale. A proposito del mio Concerto per violino, scrive che, in generale, per quanto conosca le mie opere, esse si distinguono per la loro incoerenza, completa mancanza di gusto, rozzezza e barbarie. Per ciò che riguarda il Concerto per violino il suo inizio non è male, ma più si va avanti, peggio è. Alla fine del primo movimento, egli sostiene, il violino non suona, bensì raglia, stride, ruggisce. Anche l’Andante inizia felicemente, ma ben presto si trasforma nella descrizione di una qualche festa russa selvaggia dove sono tutti ubriachi e hanno volti triviali, disgustosi. “Ascoltando la musica di Čajkovskij mi è venuto in mente che esiste musica puzzolente (stinkende Musik)”. È vero che è una critica curiosa?», Eduard Hanslick, celebre critico tedesco della Neue Freie Presse

 

Il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 è l’unico concerto per violino del compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij (ultima composizione di rilievo prima di una lunga e sofferta crisi creativa). Nacque alla fine di uno dei periodi più fecondi della creatività di Čajkovskij, quello che aveva visto il compositore concludere, nell’ arco di un triennio, il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, il balletto Il lago dei cigni, la Quarta Sinfonia e l’opera Evgenij Onegin.

Fu completato agli inizi del 1878 a Clarens, presso Ginevra, con la collaborazione del violinista Iosif Kotek, amico e allievo di Čajkovskij, che aveva dato consigli sull’esecuzione tecnica del concerto e doveva essere anche il primo esecutore, proposto dallo stesso Čajkovskij, ma all’ultimo momento rinunciò a causa delle difficoltà tecniche (ne fu comunque il primo interprete in una esecuzione privata col compositore al pianoforte). Un altro grande concertista, il famoso Leopold Auer, a cui la composizione era stata in un primo momento dedicata, lettane la partitura sentenziò che era ineseguibile e si rifiutò a sua volta di suonarla.

La prima esecuzione avvenne perciò a distanza di tre anni, il 4 dicembre 1881 a Vienna, quando tra mille difficoltà il violinista Adol’f Brodskij accettò di eseguire il concerto. Čajkovskij gli dedicò la partitura. La direzione d’orchestra fu affidata ad Hans Richter. Nell’occasione il concerto fu stroncato sulla Neue Freie Presse dal celebre critico tedesco Eduard Hanslick, la cui visione della musica era quanto mai lontana da quella del compositore russo.

Solo con le successive esecuzioni, a Londra e poi nel resto dell’ Europa il concerto ottenne un completo successo.

 

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Soloist: Itzhak Perlman – Conductor: Eugene Ormandy & Philadelphia Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Jascha Heifetz, violinist – John Barbirolli, London Philharmonic _ Recorded March 25, 1937):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (David Oistrakh: violin – Staatskapelle Dresden – Franz Konwitchny: conductor – 1954):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (April 19th, 2013. Janine Jansen – Paavo Järvi conducting the Frankfurt Radio Symphony Orchestra in the Alte Oper Frankfurt):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Frank Peter Zimmermann _ Lorin Maazel – Bavarian Radio Symphony Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Rundfunk-Sinfonieorchester Saarbrücken – Myung-Whun Chung, conductor – Kongresshalle Saarbrücken _ February 27, 1988):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Joshua Bell, violin – National Youth Orchestra of the United States of America – Valery Gergiev, conductor _ Live recording. London, Proms 2013):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Julia Fischer, violin _ Orchestre Philharmonique de Radio France & Vasily Petrenko, conductor):


Il primo movimento Allegro moderato inizia con una breve cadenza nella quali si propone un tema di entusiasmante freschezza; per poi esporre con naturalezza un nuovo soggetto breve, quasi operistico, ritmicamente concitato. Come bene ha scritto Giorgio Pestelli, «il fatto è che Čajkovskij ha portato il salotto, il femmineo fantasticare dell’Onegin nell’augusta cornice del Concerto, lasciando ai capricciosi disegni ritmici, alle incalzanti terzine, alle virtuosistiche scale, il compito di sostituire lo sviluppo sonatistico e il chiaroscuro di una base contrastante».

La mediana Canzonetta ha un inizio assorto, nel quale il solista si inserisce con un tema “molto espressivo”, un po’ malinconico, un po’ lucente. Il secondo tema è invece drammatico ed energico. Alla ricapitolazione della prima parte segue simmetricamente la conclusione con elementi ripresi dall’introduzione.

Senza interruzione attacca subito il Finale, Allegro vivacissimo. Esso segue la forma circolare del rondò, alternando all’ affermazione della prima idea due temi di stampo popolare. Ma è il solista ora a prendere in mano il gioco da protagonista: suo è l’esordio con una cadenza di straordinario virtuosismo.

… … …

La Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Gustav Mahler, fu composta in un lungo arco di tempo tra il 1888 ed il 1894, quando Mahler aveva poco tempo per la composizione, ed ebbe diverse revisioni perché il compositore rimase a lungo indeciso se dare al lavoro la forma di poema sinfonico o di sinfonia. Al giorno d’ oggi, questo lavoro compositivo mahleriano convenzionalmente è noto come sinfonia, sebbene in realtà possieda tutte le caratteristiche strutturali ed espressive di un poema sinfonico. Il secondo movimento della composizione tra l’altro, Blumine, sta sempre più rientrando nelle esecuzioni, occupando il suo legittimo e spettante secondo posto, proprio per considerare la sinfonia non in quattro, bensì in cinque movimenti.

La prima esecuzione della prima versione avvenne a Budapest il 21 novembre 1889, quando Mahler era direttore del Teatro dell’Opera di Budapest, e fu presentata come poema sinfonico in cinque movimenti intitolato Symphonische Dichtung in zwei Teilen (Poema Sinfonico in due parti). L’accoglienza del pubblico ungherese non fu molto calorosa ed il compositore decise di apportare delle modifiche che chiarissero meglio il significato del lavoro.

Nelle successive esecuzioni ad Amburgo (1893) e Weimar (1894), la composizione fu intitolata Titan. Eine Tondichtung in Symphonie-form (Il Titano. Poema sinfonico in forma di sinfonia).

Per la versione di Amburgo Mahler decise di aggiungere alla composizione il titolo di Titano (ispirato a Der Titan romanzo di Jean Paul, lo scrittore romantico che era stato fra i prediletti da Schumann), un programma dettagliato per descrivere in modo più chiaro i movimenti ed i titoli per le due parti:

  • Aus den Tagen der Jugend – Blumen-, Frucht- und Dornstücke (Dai giorni della giovinezza – Fiori, frutti e spine)
    • I Frühling und kein Ende (Primavera senza fine) (Sonata d’Aurora).
    • II Blumine
    • III Mit vollen Segeln (A vele spiegate) (Galassia).
  • Commedia Humana
    • IV Gestrandet! Ein Todtenmarsch in “Callots Manier” (Arenato! Una marcia funebre alla maniera di Callot) (Marcia di Soldato).
    • V Dall’Inferno al Paradiso (Sonata di Tramonto).

Dopo altre revisioni, Mahler decise di eliminare il titolo dell’ opera, i titoli che descrivevano i movimenti, ed il secondo movimento originale, l’ Andante, intitolato Blumine. La prima esecuzione di questa ultima revisione della composizione – una Sinfonia in Re maggiore, senza numero – avvenne a Berlino nel 1896, per una durata complessiva di circa 55 minuti.

Riguardo a questa decisione Mahler scrisse nel 1896:

Il titolo, Titano, e il programma hanno una ragione: a quel tempo i miei amici mi indussero a stendere una specie di programma per facilitare la comprensione della sinfonia. Titolo e programma furono quindi pensati in un secondo momento. Se ora li voglio evitare, non è soltanto per il fatto di considerarli insufficienti e alquanto anodini ma anche perché l’esperienza mi ha insegnato che il pubblico dai programmi e dai titoli è indotto in errore. Succede sempre così!“.

Il titolo definitivo di Sinfonia n. 1 apparve in occasione della prima edizione a stampa del 1899.

Sebbene la composizione sia nella sua forma definitiva una “classica” sinfonia in quattro tempi senza programma, le numerose versioni esistenti ed il contenuto musicale testimoniano che la sua ispirazione trae origine sia da fonti extramusicali (fra cui la Natura ed il romanzo Il Titano) sia dal ciclo liederistico Lieder eines fahrenden Gesellen del 1884, i cui temi alimentano la sinfonia.

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Recorded live at the Lucerne Festival, Summer 2009, Concert Hall of the KKL Luzern, August 2009 – Lucerne Festival Orchestra e Claudio Abbado, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Orquesta Sinfónica de Galicia e Lorin Maazel, direttore – Festival Mozart Coruña 2012):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 1 ” Titano”” by Gustav Mahler (Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Diego Matheuz – Teatro La Fenice – stagione 2010-2011 ‘Nel segno di Mahler’):

 

Il primo movimento si apre con una introduzione lenta Langsam caratterizzata da una sonorità misteriosa che allude alla Natura che si risveglia: Wie ein Naturlaut (Come un suono di natura).”La musica di Mahler sembra rivelare qualcosa di un mondo “altro”, evocando una condizione statica, sospesa, fuori dal tempo, non ancora segnata dalla soggettività, e individuando uno spazio acustico aperto in molteplici direzioni, dove le immagini che prendono forma sul lunghissimo pedale di la appaiono frammentarie, liberamente dispersive e sembrano provenire da diverse parti“. (Petazzi) Il richiamo alla natura ed ai suoi suoni prosegue anche nell’ avvio della esposizione Im Anfang seher gemächlich – Immer seher gemächlich (All’inizio molto tranquillo – Sempre molto tranquillo). L’ intero movimento rispetta abbastanza fedelmente le regole della forma sonata classica.

Mahler-s1-mov1

Il secondo movimento Blumine, è un delicato e penetrante Lied in forma tripartita, che segue lo schema di un’arietta a tre sezioni, di sviluppo non particolarmente elaborato, ma ornamentata da un fluente controcanto degli archi che fungono da accompagnamento alla linea melodica principale intonata dalla tromba solista in mezzopiano. Melodia e controcanto oscillano in microscopici e languidi momenti di timidezza espressiva, senza preoccuparsi di ulteriori elaborazioni tematiche, per poi spegnersi lentamente su di un lungo pianissimo in decrescendo, costituito da un’unica nota tenuta del registro acuto dei primi violini.

Il terzo movimento Kräftig bewegt, doch nicht zu schnell (Vigorosamente mosso, ma non troppo presto) è uno scherzo.

Il quarto movimento Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen (Solenne e misurato, senza trascinare) è sicuramente il più conosciuto fra i quattro della sinfonia. Si presenta come una grottesca parodia di una marcia funebre, una marcia nella forma di un canone avviata da un contrabbasso solo sul tema in tonalità minore di Fra Martino. Nelle versioni precedenti il movimento era descritto come una marcia funebre alla maniera di Callot, che allude a Il funerale del cacciatore, fiaba molto nota fra i fanciulli dell’ Impero Austroungarico della fine dell’ Ottocento che narra del corteo funebre di un cacciatore al quale partecipano gli animali della foresta.

 700px-Malher_1_3_a

Terzo movimento: Tema di 8 battute Fra Martino al contrabbasso

Mahler stesso la descrive nel programma di Budapest: “Gli animali del bosco accompagnano alla tomba la bara del cacciatore morto: le lepri portano lo stendardo, davanti c’è un gruppo di musicanti boemi con i quali suonano gatti, rospi, cornacchie ecc. e cervi, caprioli, volpi, e altri animali del bosco, alati o a quattro zampe, seguono il corteo in atteggiamenti farseschi“. I timpani pulsano nel silenzio: su quel rintocco si profila, lugubre e spettrale, un canone sulla melodia della canzone popolare Fra Martino campanaro, trasposta in tonalità minore. Come scrive Bruno Walter, “siamo condotti in un inferno che non ha forse l’eguale nella letteratura sinfonica“.

Il quinto movimento Stürmisch bewegt – Energisch (Tempestosamente agitato) rompe il clima creato dal movimento precedente con una introduzione violenta e drammatica (Mahler lo definì “il grido di un cuore ferito“), condotta da ottoni e percussioni in fortissimo, che conduce alla parte seguente, di nuovo in forma sonata. Dopo la sezione introduttiva tumultuosa e dissonante, l’energico primo tema: dopo una lunga lotta s’inabissa e scompare in una serie d’interventi d’intensità decrescente degli ottoni, mentre emerge un secondo tema struggente, dal respiro melodico straordinariamente ampio. Questi diversi temi si mescolano con altre reminiscenze tematiche del primo movimento, fino a un climax orchestrale, che riconduce infine il re maggiore. Mahler ha dichiarato: “L’ accordo di re maggiore deve risuonare come se fosse caduto dal cielo, come se venisse da un altro mondo!

… … …

 

 
 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Al Teatro La Fenice di Venezia Madama Butterfly Settembre 2018

Per Stresa Festival Asier Polo e Suites di Bach seconda parte