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All’ Accademia Filarmonica di Verona 2018 Sol Gabetta 22 ottobre

“[…] l’ argentina Sol Gabetta, violoncellista tra le più acclamate di questi tempi, non eccelle solo per abilità tecnico-espressive, ma anche per quantità e qualità di repertorio, che spazia dal barocco alla contemporanea. Una duttilità, la sua, che non può passare inosservata […]”, Il Corriere Musicale

Sol Gabetta_copia

Accademia Filarmonica di Verona 2018

 

Una delle più richieste e affascinanti violoncelliste della nuova generazione, Sol Gabetta, accompagnata dall’ Orchestra di Santa Cecilia e diretta da Mikko Franck, per il seguente programma: 

 

Petr Il’ič ČajkovskijRomeo e Giulietta. Ouverture Fantasia

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Édouard Lalo, Concerto per violoncello in re minore

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Jean Sibelius, Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 43

 

QUANDO

Lunedì 22 Ottobre 2018, ore 20.30

 

DOVE: Teatro Filarmonico
Via dei Mutilati, 4
Verona (VR)

 

INTERPRETI:

Mikko Franck, direttore

Sol Gabetta, violoncello

ORCHESTRA DELL’ ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea e palchi € 50,00

I° settore di galleria centrale e balconata € 40,00

I° settore di galleria laterale € 30,00

II° settore di galleria 25,00

 

Accademia Filarmonica di Verona 2018: Sol Gabetta

 

oppure, se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Sol Gabetta…

Sol Gabetta_copia

Sol Gabetta, incantevole e bravissima violoncellista argentina, è nata il 16 settembre 1981 a Villa María, nella Provincia di Córdoba (Argentina), da genitori italo-franco-russi. Ha fatto gli studi superiori a Córdoba, dove ha studiato oltre al violoncello anche pianoforte e canto; si è in seguito perfezionata come violoncellista a Buenos Aires con Leo Viola.

All ‘età di 12 anni lascia l’ Argentina per trasferirsi con i genitori a vivere in Spagna (grazie ad una borsa di studio ha proseguito gli studi a Madrid alla Scuola Superiore di Musica “Regina Sofia”) e in seguito in Alsazia. Si perfeziona all’ Accademia di Musica di Basilea con Ivan Monighetti e nel 2006 frequenta anche l’ Accademia Musicale Hanns Eisler di Berlino con David Geringas.

Nel 1994 debutta al Teatro Colón della capitale argentina, in un concerto per prodigi definiti “genii del secolo XXI”.

“Quando suono Beethoven ho sempre l’ impressione di ricominciare da zero…La ricerca necessaria per interpretare i suoi pezzi mi fa crescere più dello studio di ogni altro compositore”

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Vincitrice di importanti riconoscimenti internazionali quali il Premio della Radio Suisse Romande di Ginevra (1995), il premio Natalia Gutman per la migliore interpretazione musicale nell’ ambito del Concorso internazionale Čajkovskij di Mosca, la borsa di studio della Fondazione Borletti-Buitoni (2003) e un premio al concorso ARD di Monaco di Baviera la sua carriera internazionale inizia effettivamente nel 2004, quando ottiene il prestigioso premioCrédit Suisse Young Artist Award dopo aver suonato con i Wiener Philharmoniker diretta da Valery Gergiev. L’ ottenimento del premio è festeggiato con l’ esecuzione del Concerto n. 2 per violoncello di Šostakovič.

Nel 2005 debutta al Musikverein di Vienna nelle Variazioni Rococò di Čajkovskij con l’ Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna diretta da Christian Arming. Nel 2008 debutta negli Stati Uniti eseguendo “Dialogue for Two Cellos” di Leonard Slatkin con Yo-Yo Ma e la National Symphony Orchestra di Washington.

Nel 2009 debutta con la Philadelphia Orchestra e con la Royal Philharmonic London. Nel 2011 esegue il concerto n.1 di Šostakovič a Monaco diretta da Lorin Maazel con i Münchner Philharmoniker, e con lo stesso concerto debutta a maggio con l’ OSN Rai di Torino, diretta da Juraj Valčuha. Nel gennaio del 2012 debutta con l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, diretta ancora da Juraj Valčuha, e con l’ Orchestra del Maggio Fiorentino.

“Certo la partitura va rispettata, ma sul palcoscenico siamo artisti, dobbiamo comunicare. La musica non può limitarsi all’ esattezza filologica”

Nella stagione 2012/13 ha debuttato con la London Philharmonic (Vassily Sinaisky) e la Philharmonia London (Vladimir Ashkenazy), a Parigi con l’ Orchestre Philharmonique de Radio France e in recital al Théâtre des Champs Élysées e nel 2013 ha debuttato alla Carnegie Hall di New York. Ha debuttato con grande successo al fianco dei Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle al Festival di Pasqua di Baden-Baden nel 2014.

Sol Gabetta è stata ‘Artist in residence’ al Festival Musicale dello Schleswig-Holstein nell’estate 2014. In passato ha collaborato con la stessa carica per la Philharmonie e la Konzerthaus di Berlino.

Nonostante la giovane età ha già tagliato traguardi ragguardevoli, suonando con le più importanti orchestre internazionali, i migliori direttori e nelle sale concertistiche di tutto il mondo. Sol Gabetta collaborato con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la National Symphony Orchestra di Washington, l’Orchestre National de France, l’Orchestra del Royal Concertgebouw, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, i Bamberger Symphoniker, la Tonhalle Orchestra Zürich, l’ Orchestra del Teatro Bolshoi, l’ Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese, la Philadelphia Orchestra, la London Philharmonic e la Philharmonia Orchestra. Collabora regolarmente anche con direttori d’orchestra del calibro di Giovanni Antonini, Mario Venzago, Charles Dutoit, Pablo Heras-Casado e Thomas Hengelbrock..

Come concertista interpreta il repertorio classico, romantico e moderno con autori quali Dvořák, Caikovskij, Šostakovič, Elgar, Haydn, e in particolare opere del XX secolo come il concerto di Bohuslav Martinů o quello di Samuel Barber, eseguiti durante la tournée del 2009 e 2010. Esegue ordinazioni di opere o lavora in stretta collaborazione con compositori come Pēteris Vasks.

Appassionata camerista Sol Gabetta è ospite regolare dei Festival di Verbier, Gstaad Yehudi Menuhin, Rheingau, Schwetzingen, Bonn Beethovenfest e Schleswig-Holstein. Anche per questo motivo ha promosso nel giugno 2006 il Festival SOLsberg a Olsberg nel Canton Argovia in Svizzera, suo paese di adozione. A questo festival di musica da camera Sol Gabetta invita i suoi amici, i suoi parenti e dei musicisti di nome per otto-dieci concerti ogni anno.

Ha inoltre fondato la “Cappella Gabetta“: si tratta di un’ orchestra barocca che interpreta Antonio Vivaldi e i suoi contemporanei, diretta dal violinista Andrés Gabetta, suo fratello.

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Sol Gabetta, stella del concertismo internazionale, suona un Guadagnini del 1759, del valore di oltre 1,5 milioni di euro, messole a disposizione da una fondazione privata, il Rahn-Kulturfonds.

Insegna all’ Accademia di Musica di Basilea dal 2005.

PER LA SUA DISCOGRAFIA POTETE TROVARE…

– Sol Gabetta con la Münchner Rundfunkorchester nel 2007 : Caikovskij, Saint Saëns, Ginastera (Sony/BMG)

– Sol Gabetta con la Kammerorchester Basel : Leopold Hofmann, Haydn, Mozart (RCA Red Seal)

– Sol Gabetta con i Sonatori della Gioiosa Marca nel 2007 : Il Progetto Vivaldi (Sony/BMG)

– Sol Gabetta con la Philharmonie di Monaco di Baviera nel 2009 : Shostakovich Concerto per violoncello No. 2 (RCA Red Seal)

– Sol Gabetta con la Philharmonie di Praga : “Cantabile” (RCA Red Seal)

– Sol Gabetta con Hélène Grimaud nel 2012 : “Duo” (Deutsche Grammophon/Universal)

– Sol Gabetta con la Cappella Gabetta nel 2013 : Il Progetto Vivaldi 3 (Sony Classical)

Le sue registrazioni hanno meritato importanti riconoscimenti: una nomination al “Grammy Award”, ECHO Klassik 2007, Echo Klassik 2009, Grammophon Award “Young Artists of the Year 2010”.

Nel 2010, il canale TV “Arté” le ha dedicato tre serate, “Sol Gabetta joue Haydn et Vasks“, nella serie “Nouvelle Stars“.

Sito Ufficiale: http://www.solgabetta.com/

 

ASCOLTA QUI Sol Gabetta “Cello Concerto No. 1 in E-flat major, Opus 107″ by Dmitri Dmitriyevich Shostakovich (2013):

ASCOLTA QUI Sol Gabetta “Cellokoncert nr. 1, a-mol, op. 33″ by Camille Saint Saëns:

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Mikko Franck…

Mikko Franck è nato nel 1979 a Helsinki. Ha iniziato la sua carriera all’età di 17 anni e da allora è salito sul podio delle orchestre più prestigiose: Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Los Angeles Philharmonic, New York Philharmonic, Chicago Symphony Orchestra, Israel Philharmonic Orchestra, Orchestre National de France, Orchestre Philharmonique de Radio France, Bamberger Symphoniker, London Symphony.

Nel 2006 è stato nominato direttore musicale generale della Finnish National Opera, l’anno seguente direttore artistico e direttore musicale, posizioni che ha mantenuto fino al 2013. Inoltre è stato ospite di Opernhaus di Zurigo, Metropolitan di New York, Covent Garden di Londra.

Alla Wiener Staatsoper ha diretto nelle ultime stagioni La bohème, Salome, Lohengrin, il balletto Josephs Legende, Elettra, Tosca e Tristan und Isolde.

Dal 2015 è direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, con la quale ha registrato, tra l’altro, L’enfant prodigue di Debussy e L’enfant et les sortilèges di Ravel (Warner Classics).

A partire dalla stagione 2017/2018, Mikko Franck sarà il nuovo direttore ospite principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L’incarico, di durata triennale, lo vedrà dirigere tre produzioni in ogni stagione concertistica di Santa Cecilia e una tournée.

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Romeo e Giulietta è un’ouverture fantastica per orchestra composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij tratta dall’ omonimo dramma di William Shakespeare.

Come altri compositori, da Berlioz a Prokof’ev, Čajkovskij venne profondamente ispirato da Shakespeare e scrisse opere basate su suoi soggetti, come ad esempio La Tempesta e Amleto. A differenza di altre composizioni più celebri di Čajkovskij, Romeo e Giulietta non ha un numero d’ opera. Anche se scritta come ouverture fantastica, il disegno complessivo è quello di un poema sinfonico in forma sonata con una introduzione e un epilogo.

Il lavoro si basa su tre temi principali della storia di Shakespeare. Il primo tema è rappresenta Frate Lorenzo. Si può qui ravvisare il ricordo dell’ ortodossia russa, ma anche un presagio di sventura. C’è poi un tema che significa il primo incontro della coppia e la scena dal balcone di Giulietta, conosciuto come il “tema d’ amore“. Il tema finale, un dolce omaggio agli amanti, è stato scritto due giorni dopo la prima dell’ ouverture.

 

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Herbert von Karajan):

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Los Angeles Philarmonic
Bruno Walter – live rec. 21.05.1942):

“Romeo e Giulietta Ouverture – fantasia” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, Direttore – 1953):

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“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Zara Nelsova, cello – Adrian Boult, conductor – London Philharmonic Orchestra):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (XXXX):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Maurice Maréchal (Violoncello) – Symphony Orchestra conducted by Philippe Gaubert):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Rocco Filippini):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Sophie Rolland, violoncelle – BBC Philharmonic – Gilbert Varga):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Lynn Harrell, cello – Riccardo Chailly, conduct – Rundfunk-Sinfonieorchesters Berlin):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Yo-Yo Ma, cello; Orchestre National De France: Lorin Maazel, maestro):

“Concerto per violoncello in re minore” by Édouard Lalo (Paul Tortelier, cello):

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La sinfonia n. 2 in re maggiore (op. 43) di Jean Sibelius è stata composta tra il 1900 e il 1902. La seconda è la più popolare tra le sinfonie di Sibelius ed è quella maggiormente eseguita e registrata.

La composizione è iniziata durante la permanenza del compositore a Rapallo nel 1900, viaggio finanziato dal barone Axel Carpelan, ed è poi proseguita al suo ritorno in Finlandia.

La prima esecuzione, diretta dal compositore stesso, è stata fatta dall’ Orchestra filarmonica di Helsinki l’ 8 marzo 1902.

Dopo la prima, Sibelius ha apportato alcune modifiche all’opera, e la versione definitiva è stata eseguita per la prima volta il 10 novembre 1903 a Stoccolma, diretta da Armas Järnefelt.

L’orchestrazione è migliore rispetto a quella della prima sinfonia, la forma è più matura e la violenza nordica è sostituita da un tocco più classico e luminosamente mediterraneo. La sinfonia contiene belle melodie di carattere eroico e unisce squarci di luminosità classicheggiante con il carattere e i sentimenti propri del romanticismo.

La composizione si sviluppa organicamente da un motivo ascendente di tre note proposto in apertura il quale, dopo essere riapparso sotto varie forme in tutta l’opera, costituendo la base di molto del materiale tematico impiegato, forma il tema drammatico del finale. Sibelius affermava di ammirare la severità dello stile della sinfonia e la profonda coerenza logica dei motivi.

In merito all’origine dei temi impiegati nella sinfonia, si sa che Sibelius ha improvvisato uno dei temi del finale a Ruovesi, nel 1899, in occasione del battesimo di un figlio del pittore Akseli Gallen-Kallela.

Sull’ origine dei temi impiegati nel primo movimento, Karl Fredrik Wasenius, editore della casa Bis, afferma che Sibelius li avrebbe improvvisati nel suo studio, in occasione di un incontro con una giovane musicista (che allora aveva solo sette anni), Irene Eneri, della quale l’editore volle sottoporgli il talento. Suonando una composizione di costei, un Capriccio Orientale, il compositore iniziò ad improvvisare, affermando di

aver trovato ciò che attendeva da settimane

I temi dell’ andante invece sono stati abbozzati da Sibelius durante la sua permanenza a Rapallo, nel febbraio del 1901: nelle sue bozze uno è associato alla figura di Cristo, uno all’ incontro tra Don Giovanni (il protagonista dell’ omonima opera mozartiana) e la morte. Ma la sinfonia è stata completata dopo oltre un anno di lavoro, e in questo arco di tempo tali intenti programmatici sono stati messi da parte.

 

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Mariss Jansons, Bavarian RSO):


Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Pittsburgh Symphony Orchestra – Lorin Maazel, musical director (1984~1988) – Recording in Heinz Hall, Pittsburgh, September, 16 & 17):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Leonard Bernstein, Wiener Philharmoniker):

Movimenti

La sinfonia è strutturata in quattro movimenti.

I. Allegretto

Allegretto – Poco allegro – Tranquillo, ma poco a poco ravvivando il tempo all’allegro – Poco largamente – Tempo I – Poco allegro

Caratteristiche in questo Allegretto iniziale le larghe distese melodiche dei fiati che poi sfociano in uno scherzo vivace e brillante, dove si respira aria del folclore finnico di intonazione pastorale.

Il primo movimento comincia con un tema saltellante dei legni in tonalità d’impianto su accordi ribattuti degli archi. Il primo accordo, con il frammento ascendente di tre note, costituisce il motivo portante di tutta la composizione, analogamente al ruolo svolto dall’introduzione dei clarinetti nella prima sinfonia. Segue un’alternanza fra i fiati e i corni, e gli studiosi faticano ad identificare chiaramente un secondo tema come lo si aspetterebbe nella forma sonata. Nello sviluppo il tema iniziale, terminante con una quinta discendente, ritorna sotto varie sembianze, in maniera più drammatica. L’elaborazione di questo sviluppo è molto lunga, al punto che costituisce, in contrasto alle regole classiche, la gran parte del primo movimento. Nella ripresa il materiale musicale viene efficacemente sintetizzato. Dopo momenti di carattere più scuro, il movimento si conclude con lo stesso carattere idilliaco dell’inizio.

II. Tempo andante

Tempo andante, ma rubato – Poco allegro – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Allegro – Poco largamente – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Andante – Pesante

L’ Andante inizia con una lunga sezione di pizzicati dei violoncelli e dei contrabbassi. Il primo tema, quello che era stato concepito come la morte nel castello di Don Giovanni, viene proposto dal fagotto e si sviluppa in un contesto di ansietà crescente. In contrasto vi è il tema associato alla figura del Cristo, molto più celestiale e rassicurante. I due temi si alternano trasformandosi vicendevolmente, con giri complessi di tonalità, come l’episodio in sol bemolle maggiore, quasi a riflettere la lotta fra morte e redenzione, benché la sinfonia non abbia intento programmatico. Poco a poco il melodico secondo tema prende il sopravvento e diventa il protagonista. Il movimento si conclude con due pizzicati.

III. Vivacissimo

Vivacissimo – Lento e soave – Tempo primo – Lento e soave – (attacca)

Il Vivacissimo (uno scherzo) è impetuoso, analogamente a quello della sinfonia che lo precede. Il suo primo tema è vorticoso, affidato ai violini; ad esso si contrappone subito il flauto che propone un tema secondo tema più cantabile anche se comunque ritmico, accompagnato da figurazioni molto vivaci degli archi. Il tempo rallenta arrivando al trio, che inizia con otto struggenti ripetizioni della stessa nota da parte del primo oboe, figurazione che ritorna più volte nelle misure seguenti, e porta ad una grande affermazione della stessa. Lo scherzo si ripete. Si ripete anche il trio, ma in forma abbreviata; da qui si genera un passo mosso e il solito motivo ascendente di tre note funge infine da ponte per l’attacco senza fermata del finale.

IV. Finale: Allegro moderato

Finale: Allegro moderato – Moderato assai – Meno moderato e poco a poco ravvivando il tempo – Tempo I – Largamente e pesante – Poco largamente – Molto largamente

Anche nel finale ritorna il tema iniziale di tre note ascendenti, in tonalità d’impianto, ma in questo caso la replica è affidata non più ai legni, bensì alle trombe. Segue il vero primo tema, affidato a tutti i violini, espansivo, cantabile, solenne. La sua elaborazione porta al secondo tema. Il motivo introdotto dagli oboi è stato scritto da Sibelius in memoria di Elli Järnefelt, sorella di sua moglie, morta suicida. Il tema si espande poco a poco su tutta l’orchestra (quasi – sebbene assai alla lontana – come un lungo crescendo rossiniano) assume un tono maestoso e porta di nuovo agli squilli di trombe che introducono la ripresa del primo tema. Regolarmente e brevemente si ritorna al secondo tema e al suo crescendo. Che però introduce la sezione finale, sorretta vigorosamente dagli archi, con ampi squilli degli ottoni. A detta del musicologo Erkki Salmenhaara, studioso della musica di Sibelius, un particolare effetto viene ottenuto quando il motivo ascendente di tre note raggiunge finalmente, per la prima volta nella sinfonia, la quarta nota. Con questo clima solare e luminoso la sinfonia si conclude positivamente.

Accoglienza

In Finlandia la popolarità della sinfonia è legata al sentimento nazionalista che viene percepito nella stessa. Il primo e l’ultimo movimento, con il loro eroismo, il loro ottimismo ed il grandioso finale hanno toccato il pubblico finlandese, che vi leggeva un messaggio patriottico per l’indipendenza della Finlandia (l’opera è stata composta nel periodo dell’invasione russa), tanto da farla conoscere come Sinfonia della liberazione, affermando la fama di Sibelius quale compositore nazionale finlandese.

Sibelius è l’unico compositore finlandese che abbia avuto una enorme risonanza internazionale, anche se la sua arte è legata profondamente alla letteratura e alla storia del suo paese.

La sinfonia ha riscosso grande successo anche fuori dalla Finlandia. Il direttore finlandese George Schnéevoight associò un programma di argomento patriottico ai movimenti: il primo ritrarrebbe la vita pastorale della Finlandia, il secondo la brutalità dell’occupazione straniera, il terzo l’oppressione dello spirito patriottico e il quarto la speranza gloriosa per la liberazione dalla tirannia.

Registrazioni

La prima registrazione è stata incisa da Robert Kajanus con la London Symphony Orchestra, per la casa discografica HMV, nel maggio 1930.

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Written by mara

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