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All’ Accademia Santa Cecilia Andrés Orozco-Estrada per Beethoven e Mendelssohn

Mendelssohn è sempre lo stesso; ancora e sempre si muove col suo solito passo giocondo: nessuno ha sulle labbra un sorriso più bello del suo…”, Robert Schumann

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2017 – 2018

 

Il Direttore Andrés Orozco-Estrada alla guida dell’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel seguente programma:

 

F. Mendelssohn, Sogno di una notte di mezza estate musiche di scena

… … …

L. van Beethoven, Sinfonia n. 5

 

QUANDO: 

Giovedì 9 Novembre 2017, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA

Venerdì 10 Novembre 2017, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 11 Novembre 2017, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Andrés Orozco-Estrada, direttore

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 14,50

 

Accademia Santa Cecilia, Roma: Andrés Orozco-Estrada

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

La più grande meraviglia di una precoce maturità che il mondo abbia mai visto in musica- probabilmente in nessuna arte“, George Grove, musicologo inglese

 

Le musiche di scena per Sogno di una notte di mezza estate (Ein Sommernachtstraum in tedesco) costituiscono l’ op. 64 di Felix Mendelssohn Bartholdy ma spesso il titolo viene riferito anche all’ ouverture op. 21 dello stesso compositore. Sono fra le sue opere più celebri e vennero composte per la commedia di William Shakespeare.

Composte nel 1843 su commissione del re di Prussia Federico Guglielmo IV e catalogate come l’ op. 64 del compositore, inglobano anche una composizione del 1826, quando Mendelssohn era solo diciassettenne: l’ ouverture da concerto op. 21, sempre ispirata dalla commedia shakespeariana.

Il 26 agosto 1826 venne terminata l’ ouverture, composta come brano orchestrale indipendente destinato a un’esecuzione concertistica e riutilizzato poi nel contesto teatrale come pezzo di «apertura» da eseguirsi a sipario ancora chiuso. Come ricordato dall’ amico di Mendelssohn Carl Klingemann, l’ouverture:

Fu composta e messa sulla carta nel 1826; parte di quella partitura fu scritta nella bella estate di quell’ anno, all’ aria aperta nel giardino di Mendelssohn a Berlino, come posso io stesso testimoniare, essendo stato presente”.

Rimasto, senza dubbio, il brano più celebre, l’ ouverture, che è una perfetta sintesi tra la forma-sonata e le suggestioni musicali ispirate dalla commedia. Nel primo tema, caratterizzato da un etereo e leggero staccato degli archi, sembrano materializzarsi i folletti che animano la pièce di Shakespeare, mentre il tema, utilizzato per la sezione modulante, sembra ricordare un’ aria di Oberon dall’ omonima opera di Weber. Costituito da una dolce e romantica melodia affidata ai violini, il secondo tema rappresenta l’elemento amoroso e conduce, infine, al tema della danza bergamasca. Nello sviluppo, basato fondamentalmente sul primo tema, Mendelssohn introdusse un breve passaggio dei violoncelli che, come testimoniato dal suo amico Schubring, fu ispirato da una cavalcata nel parco di Schönhauser: 

“Una volta cavalcavo con lui a Pankow e nel parco di Schönhauser, nel periodo in cui era occupato dalla composizione dell’ ouverture Sogno di una notte di mezza estate. Il tempo era bello, e parlavamo sdraiati sul prato all’ ombra, quando tutto d’un tratto mi afferrò il braccio e disse sst!. Una grande folata di vento ci aveva ronzato e ne volle sentire il suono nel momento in cui svaniva. Quando l’ouverture fu completata, egli mi mostrò il passo in cui il violoncello modula da si minore a fa diesis minore, e disse, «Ecco, questo è il vento dello Schönhauser»”

Alla ripresa variata dell’esposizione segue una breve Coda che si conclude con gli accordi iniziali dando all’ ouverture una struttura circolare, simbolo della sua perfezione.

La prima esecuzione in pubblico ebbe luogo il 20 febbraio 1827 a Stettino, sotto la direzione di Carl Loewe. Il 17 ottobre 1831 viene rappresentata a Monaco di Baviera diretta dal compositore alla presenza di Ludovico I di Baviera ed il 19 febbraio 1832 al Conservatoire de Paris.

Mendelssohn non dichiarò mai di voler comporre una suite a quest’opera. Questo argomento divenne attuale quando Federico Guglielmo IV di Prussia decise di far rappresentare l’ ouverture al Neues Palais di Potsdam. Malgrado i suoi pressanti e onerosi incarichi derivanti dall’ essere direttore permanente della Gewandhausorchester Leipzig, direttore del Conservatorio delle medesima città e direttore generale della musica di Prussia, Mendelssohn accettò l’ incarico e compose l’ opera nel 1843. La prima esecuzione assoluta avvenne il 14 ottobre 1843 al Neues Palais di Potsdam nella traduzione di Wilhelm August von Schlegel.

Il 18 ottobre il compositore dirige la prima al Konzerthaus Berlin ed il 30 ottobre all’ Università della musica e del teatro di Lipsia.

Il 2 giugno 1847 avviene la prima della Marcia nuziale a Tiverton (Devon). Nel 1881 Giuseppe Martucci dirige la Suite da concerto a Napoli e nel 1884 l’ Ouverture all’ Esposizione universale di Torino. Nel 1903 avviene la prima di A Midsummer Night’s Dream al New Amsterdam Theatre di New York nell’ arrangiamento di Victor Herbert. Nel 1911 avviene la prima al Teatro Costanzi di Roma di Sogno di una notte d’estate e nel 1933 nel Giardino di Boboli di Firenze diretta da Fernando Previtali per la regia di Max Reinhardt con Carlo Lombardi, Cele Abba, Giovanni Cimara, Nerio Bernardi, Rina Morelli, Sarah Ferrati, Cesare Bettarini, Armando Migliari, Ruggero Lupi, Luigi Almirante, Giuseppe Pierozzi, Memo Benassi, Evi Maltagliati ed Eva Magni. Per il Teatro alla Scala di Milano va in scena nel 2003 al Teatro degli Arcimboldi.

 

“Sogno di una notte di mezza estate, ouverture op. 21 by Felix Mendelssohn (London Symphony Orchestra – Claudio Abbado):

“Sogno di una notte di mezza estate, ouverture op. 21 by Felix Mendelssohn (Heather Harper, Janet Baker, Philharmonia Orchestra, Otto Klemperer – Studio recording, London 28-29.I.1960 & 16.II.1960):

“Sogno di una notte di mezza estate, ouverture op. 21 by Felix Mendelssohn (George Szell):

“Sogno di una notte di mezza estate, ouverture op. 21 by Felix Mendelssohn (hr-Sinfonieorchester (Frankfurt Radio Symphony Orchestra), Estnischer Philharmonischer Kammerchor, Miah Persson, Sopran – Golda Schultz, Sopran – Paavo Järvi, Dirigent – Eröffnungskonzert Rheingau Musik Festival 2014, Kloster Eberbach, 29 _ Juni 2014):

“Sogno di una notte di mezza estate, ouverture op. 21 by Felix Mendelssohn (Eva Lind, soprano – Christine Cairns, mezzo-soprano – Wiener Jeunesse-Chor – Günther Theuring, chorus master – Wiener Philarmoniker e André Previn, direttore):

Analisi della partitura

Sogno di una notte di mezza estate dura circa quaranta minuti ed è composta da undici pezzi:
  1. OuvertureAllegro molto (circa 12 minuti)
  2. ScherzoAllegro vivace (circa 5 minuti)
  3. Marcia degli ElfiAllegro vivace (circa 1 m 30 s)
  4. Coro degli Elfi: Ye spotted snakesAllegro ma non troppo (circa 4 minuti)
  5. IntermezzoAllegro appassionato (circa 2 minuti)
  6. NotturnoCon moto tranquillo (circa 6 minuti)
  7. Marcia nuzialeAllegro vivace (circa 4 minuti)
  8. Prologo (circa 20 secondi)
  9. Marcia funebreAndante comodo (circa 1 minuto)
  10. Danza bergamascaAllegro molto (circa 1 m 30 s)
  11. Finale : « Through this house give glimm’ring light »Allegro molto (circa 5 minuti)

 

1. Ouverture – Allegro molto

L’ouverture dona una descrizione musicale geniale del lavoro drammatico di Shakespeare. Alcune armonie dei fiati in pianissimo introducono il pezzo, ma soltanto dopo cinque battute, questa atmosfera raccolta è interrotta da uno staccato tempestoso degli archi. Vengono quindi intercalati degli accordi diminuiti dei fiati al fine di conferire alla danza l’oscurità incombente della foresta incantata in una notte di mezza estate. Ma interviene il sole (un mi minore) interrotto poi dalla danza degli artigiani (danza bergamasca). Dopo un ingresso della fanfara, ritorna l’incanto della melodia iniziale. Il finale vede la partecipazione del soprano, del mezzosoprano e del coro.

2. Scherzo – Allegro vivace

Lo Scherzo è costruito su due temi: il primo eseguito dai legni, il secondo dagli archi, entrambi brillanti, ricchi dal punto di vista timbrico e fortemente caratterizzati ritmicamente. 

3. Marcia degli Elfi – Allegro vivace

Sulla scena accompagna l’ingresso di Oberon e di Titania.

4. Coro degli Elfi: “Ye spotted snakes” – Allegro ma non troppo

Musica di transizione, inframmezzata da parole di Titania, poi gli Elfi (il coro) invocano pace per la loro Regina. Brano sereno e gradevole, basato su una melodia di Lied popolare, violini e flauti a sostegno della prima strofa, viole, clarinetti e flauti nella seconda. Il sottile ronzio creato dagli strumenti rappresenta il brusio degli animali a cui si chiede di allontanarsi.

5. Intermezzo – Allegro appassionato

Il quinto brano viene eseguito alla fine del secondo atto. Un momento di agitazione prettamente romantica che sottolinea l’ansia di Ermia che si aggira nella foresta in cerca di Lisandro. Melodia affidata ai violini e ai legni, con i violoncelli in controcanto sul tema iniziale.

6. Notturno – Con moto tranquillo

Il Notturno, animato da un tema dolcissimo eseguito da corni e fagotti, trae tutto il suo fascino proprio dalla scelta di queste sonorità ombrose.

7. Marcia nuziale – Allegro vivace

Famosissima marcia nuziale, da tutti conosciuta, sontuosa e di grande ricchezza timbrica.

8. Prologo – 9. Marcia funebre – Andante comodo

Una manciata di secondi e si passa alla marcia funebre che accompagna le esequie di Priamo; toni esotici e lamentosi, in contrasto con il brano precedente.

10. Danza bergamasca – Allegro molto

Vivace e divertente danza in stile agreste.

11. Finale

Inizia con una ripresa della Marcia nuziale, che sfuma gradatamente. Riappare il fruscio di crome dell’Ouverture, poi i violini accompagnano una nuova melodia eseguita dal coro degli Elfi.

… … …

Ecco il destino che bussa alla porta“, Beethoven

 

La quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven in Do minore, dedicata al principe Lobkowitz e al conte Rasumovsky, fu composta tra il 1807 e l’inizio del 1808 (I primi abbozzi risalgono in realtà al 1804) e fu eseguita il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien (Vienna) in una fredda e lunga serata musicale che demotivò il pubblico presente. 

Per avere un’ idea di cosa fosse un concerto all’ epoca di Beethoven può essere interessante considerare che quando fu eseguita per la prima volta, il 22 dicembre di quell’ anno al Theater an der Wien di Vienna sotto la direzione dell’autore, la serata comprendeva anche la Sinfonia n. 6, la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, il Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore (il Quarto) e alcuni brani dalla Messa in do maggiore op. 86

A tale proposito è significativo quanto scrisse il compositore Johann Friedrich Reichardt che, ospite del principe Lobkowitz, assistette al concerto:

Vi siamo stati a sedere dalle sei e mezza fino alle dieci e mezza in un freddo polare, e abbiamo imparato che ci si può stufare anche delle cose belle. Il povero Beethoven, che da questo concerto poteva ricavare il primo e unico guadagno di tutta l’annata, aveva avuto difficoltà e contrasti nell’ organizzarlo. […] Cantanti e orchestra erano formati da parti molto eterogenee. Non era stato nemmeno possibile ottenere una prova generale di tutti i pezzi, pieni di passi difficilissimi. Ti stupirai di tutto quel che questo fecondissimo genio e instancabile lavoratore ha fatto durante queste quattro ore. Prima una Sinfonia Pastorale o ricordi della vita campestre pieni di vivacissime pitture e di immagini. Questa Sinfonia Pastorale dura assai di più di quanto non duri da noi a Berlino un intero concerto di corte. […] Poi, come sesto pezzo, una lunga scena italiana […] Settimo pezzo: un Gloria, la cui esecuzione è stata purtroppo completamente mancata. Ottavo brano: un nuovo concerto per pianoforte e orchestra di straordinaria difficoltà […]. Nono pezzo: una Sinfonia [la Sinfonia n. 5 op. 67]. Decimo pezzo: un Sanctus […]. Ma al concerto mancava ancora il “gran finale”: la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra. Stanchi e assiderati, gli esecutori si smarrirono del tutto“.

Si tratta, in effetti, del lavoro sinfonico di Beethoven che ebbe la gestazione più lunga e travagliata (si pensi che i primi abbozzi nascono quando l’ autore stava ancora lavorando alla Sinfonia n. 3, anche se alcune idee risalgono addirittura a dieci anni prima, mentre la conclusione del lavoro si intreccia con la composizione della Sinfonia n. 6).

Il manoscritto è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Berlin Philharmonic & Wilhelm Furtwangler, direttore – Live Recording, May 23, 1954):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Münchner Philharmoniker Orchestra & Sergiu Celibidache, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Columbia Symphony Orchestra & Bruno Walter, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Carlos Kleiber – 1975):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Berliner Philharmoniker & Herbert von Karajan – 1977):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (West Eastern Divan Orchestra & Daniel Barenboim, direttore – Royal Albert Hall, 23 July 2012):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – 1959):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Orquesta Sinfónica Simón Bolívar de Venezuela & Gustavo Dudamel, direttore – Philharmonie, Paris, 2015):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Leonard Bernstein, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Philharmonia Orchestra & Herbert von Karajan, direttore – London, 09.-10.XI.1954):


I Movimenti:

Allegro con brio

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Il primo movimento (“Allegro con brio“) è forse la pagina più celebre e drammatica scritta dall’ autore: inizia con il famoso motivo di quattro note che, secondo le parole dello stesso Beethoven, rappresenta “il destino che bussa alla porta“, popolarmente interpretato come l’ inquietudine per la sordità crescente.

Strutturalmente, si tratta di un movimento in forma-sonata, in cui il tema principale deriva integralmente da questo motivo iniziale di quattro note.

Andante con moto

Il secondo movimento (“Andante con moto”) è un andante in La bemolle maggiore, che introduce un clima di distensione, anche se non mancano le reminiscenze ritmiche del motivo iniziale della sinfonia. Le parti più attive di questo movimento sono esposte in Do maggiore; protagonisti sono gli ottoni.

Interessante è la strutturazione delle esposizioni delle parti attive del movimento: nella prima esecuzione, violini e viole accompagnano suonando gli accordi di Do maggiore e Sol maggiore, in terzine, con una consequenziale sensazione di lentezza ma di marcia; la seconda esecuzione, sempre di violino e viola, prevede l’ utilizzo di quartine al posto di terzine, dando maggiore movimento alla parte; la terza esecuzione, invece, prevede che i violini e le viole ridiventino coprotagonisti.

Allegro

Il terzo e quarto movimento della sinfonia sono uniti fra loro senza praticamente soluzione di continuità, una scelta musicalmente piuttosto rara.

Il tema principale del terzo movimento (che Beethoven, a differenza del solito, non intitola Scherzo), di nuovo in Do minore, viene esposto in fortissimo e riprende, variandolo, il motivo iniziale del primo movimento.

Nella sezione centrale, in tonalità maggiore, violoncelli e contrabbassi suonano all’ unisono in passaggi virtuosistici. A questa sezione segue la ripresa, in cui il tema iniziale è esposto questa volta piano), che sfocia in un ponte modulante che conduce direttamente al Finale (“Allegro“).

Allegro – Presto

Il quarto movimento, in Do maggiore, inizia con toni cupi e drammatici, suonati dai violoncelli e dai contrabbassi. Riprende poi il tema principale del primo movimento, nuovamente esposto in fortissimo dai corni e dai tromboni, perdendo poco a poco i suoi toni drammatici grazie alle sonorità più leggere degli oboi.

Nella Zeitschrift für Musikwissenschaft del febbraio 1934 Io Schering attribuiva a quest’opera il significato di una Sinfonia della riscossa nazionale o della rivoluzione (“Essa dovrebbe trasformarsi in un simbolo che, proprio per noi tedeschi del presente, splende di piena luce meridiana“), interpretandola, con ampiezza di discutibili particolari illustrativi, sulla base dello schema seguente: Primo tempo: Il tiranno e il popolo — Secondo tempo: Preghiera al Cielo perché mandi l’eroe salvatore — terzo tempo: Il popolo si domanda chi sarà questo eroe, i profeti ne preconizzano la prossima venuta.

Nel Trio episodio di lotta contro i falsi eroi — Quarto tempo: l’eroe appare nel suo pieno splendore, acclamato dal popolo esultante.

CURIOSITÀ

L’attacco della sinfonia fu anche usato dalle trasmissioni in italiano della famosa Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, in quanto in codice Morse tre punti e una linea formano l’iniziale V di Victory.

 

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Written by mara

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