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All’ Accademia Santa Cecilia Antonio Pappano Anne-Sophie Mutter per Beethoven

«Il violino è vivo, è il mio amante sensuale. Un prolungamento del corpo. Per questo, da sempre, suono indossando vestiti senza maniche e con le spalle nude: mi piace sentirlo sulla pelle. […] Mi è sempre piaciuta l’idea di creare il suono io stessa, con le mani. Posso modellarlo con un’arcata, come uno scultore» (Mutter, La Repubblica, 20 agosto 2006)

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2017 – 2018

 

La meravigliosa violinista Anne-Sophie Mutter sarà protagonista del concerto con la direzione del grande Maestro Antonio Pappano e l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel seguente programma:

 

Ludwig van BeethovenConcerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61

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Richard StraussEin Heldenleben, poema sinfonico op. 40

 

QUANDO: 

Giovedì 18 Gennaio 2018, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA

Venerdì 19 Gennaio 2018, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 20 Gennaio 2018, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Antonio Pappano, direttore

Anne Sophie Mutter, violino

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 14,50

 

Accademia Santa Cecilia, Roma: Antonio Pappano e Anne-Sophie Mutter

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Anne-Sophie Mutter

mutter

Anne-Sophie Mutter violinista tedesca nata a Rheinfelden il 29 giugno del 1963 iniziò a 6 anni lo studio del pianoforte, ma dopo qualche tempo preferì passare al violino, studiando con Erna Honigberger, proveniente dalla scuola del grande didatta Carl Flesch e successivamente con Aida Stucki. Dopo aver vinto numerosi premi, le fu concesso di abbandonare gli studi regolari di formazione musicale per dedicarsi quindi all’attività concertistica. All’età di 15 anni, il celebre direttore d’orchestra austriaco Herbert von Karajan la invitò a suonare insieme ai Berliner Philharmoniker. Il suo debutto ufficiale risale al 1977, quando al Festival di Salisburgo suonò con la English Chamber Orchestra, sotto la direzione di Daniel Barenboim.

A 16 anni, la Mutter fece la sua prima registrazione del Terzo e Quinto Concerto per Violino di Mozart con i Berliner Philharmoniker diretti da Karajan. E in quell’anno fu insignita del titolo di “Artista dell’ anno“. Nel 1980 fece il suo debutto negli Stati Uniti con la New York Philharmonic diretta da Zubin Mehta. Da allora si è esibita nelle più prestigiose sale da concerto di tutto il mondo riscuotendo grandissimo successo. Ha inciso molti CD per numerose case discografiche internazionali e viene molto spesso contattata da molti tra i più importanti nomi dei compositori contemporanei. Nel 1986 è protagonista della prima esecuzione assoluta nella Tonhalle di Zurigo di “Chain II” di Witold Lutosławski. Nello stesso vince il premio dell’ Accademia Musicale Chigiana.

A Salisburgo esegue nel 1977 il Concerto per violino e orchestra n. 2 di Mozart, nel 1978 il Concerto triplo di Beethoven con Yo-Yo Ma con i Berliner Philharmoniker diretti da Karajan, nel 1980 il Concerto per violino e orchestra di Beethoven diretta da Karajan, nel 1981 il Concerto per violino e orchestra di Brahms con i Wiener Philharmoniker diretta da Karajan, nel 1983 un concerto con Alexis Weissenberg in musiche di Johannes Brahms, nel 1984 Le quattro stagioni di Vivaldi, nel 1985 il Concerto per violino e orchestra do Čajkovskij diretta da Karajan.

Nel 1987 il Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart ed il Concerto per violino e orchestra n. 5 di Mozart, nel 1988 Chain II di Witold Lutosławski diretta dal compositore, nel 1989 ancora il Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart diretta da James Levine, nel 1990 un concerto con il pianista Lambert Orkis, nel 1992 un concerto con il pianista Phillip Moll ed il Concerto per violino e orchestra in Re minore, Op.47 di Jean Sibelius con gli Academy of St. Martin in the Fields diretta da Sir Neville Marriner, nel 1994 un recital, nel 1996 ancora il Concerto per violino e orchestra di Brahms con la New York Philharmonic.

Nel 2002 suona e dirige i Wiener Philharmoniker in musiche di Mozart in un concerto con Yuri Bashmet e nel 2010 Gesungene Zeit – Music for Violin and Orchestra di Wolfgang Rihm diretta da Riccardo Chailly.

Per il Teatro alla Scala di Milano nel 1986 esegue il Concerto per violino e orchestra di Brahms, nel 1992 il Concerto per violino e orchestra in Re minore, Op. 47 di Jean Sibelius con la London Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson Thomas, nel 1998 3 Sonate di Beethoven, nel 2004 il Concerto per violino e orchestra di Beethoven con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti al Teatro degli Arcimboldi trasmesso da Retequattro e nel 2012 il Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart ed il Concerto per violino e orchestra n. 5 di Mozart. Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1987 esegue il Concerto per violino e orchestra di Beethoven e la Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra di Mozart con l’ Orchestra di Padova e del Veneto con Bruno Giuranna direttore e viola solista.

Nel 2003 vince l’ Herbert von Karajan Music Prize del Festspielhaus Baden-Baden.

Suona un violino Roberto Regazzi del 2005 e uno Stradivari del 1710 (Lord Dunn-Raven Strad) di cui dice:

«Ha una personalità fortissima. Non smette di sorprendermi, ha infiniti segreti da svelare»

Tra le numerose onorificenze

Onorificenze tedesche:

Croce al Merito di I Classe dell’ Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania

Dama dell’ Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg – 24 aprile 1999

Medaglia dell’ Ordine di Massimiliano per le Scienze e le Arti – 2001

Dama dell’ Ordine al merito bavarese

Onorificenze straniere:

– Gran Decorazione d’Onore dell’Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)

Medaglia per le scienze e per le arti (Austria)

Dama dell’ Ordine della Legion d’ Onore (Francia)

Dama dell’ Ordre des Arts et des Lettres (Francia)

Sito Ufficiale: http://www.anne-sophie-mutter.de/home.html?L=1

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VIDEO PER SULLA VIOLINISTA…

Anne-Sophie Mutter (200 Video tra concerto e interviste su Anne-Sophie Mutter):

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Antonio Pappano…

Figlio di genitori italiani di origine beneventana emigrati a Londra come inservienti di un ristorante, Antonio Pappano si appassiona alla musica sin da ragazzo grazie all’ ausilio del padre, un amatore di musica operistica italiana che suonava per diletto il pianoforte. Trasmessa al figlio la passione, Pappano rivela buone doti di esecutore già a 12 anni, quando è in grado di accompagnare al pianoforte alcuni giovani studenti inglesi di canto.

Nel 1973 si trasferisce negli Stati Uniti, dove prosegue privatamente gli studi di pianoforte sotto la guida di Norma Verrilli, quelli di composizione con Arnold Franchetto e infine quelli di direzione d’orchestra con Gustav Meier. Pur avendo studiato musica sin dall’ età di sei anni, Antonio Pappano si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma, neppure in pianoforte, circostanza che ha generato contestazioni anche pesanti presso alcune istituzioni musicali e teatrali di paesi europei e americani.

Antonio Pappano è stato il direttore più giovane delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dove ha diretto sia la Royal Opera nel 1990 con La bohème con Jerry Hadley che la Royal Ballet. Come pianista e direttore ha attirato l’ attenzione di Daniel Barenboim, di cui diviene assistente al Festival di Bayreuth dove dal 1999 al 2001 dirige Lohengrin. Ha lavorato a Barcellona e a Francoforte, ed è stato assistente di Michael Gielen.

Nel 1990 diviene direttore musicale della Den Norske Opera, dopo aver debuttato come direttore in Norvegia nel 1987.

Nel 1992 Pappano diventa direttore musicale del teatro La Monnaie/De Munt in Belgio; incarico che mantiene fino al 2002.

Nel frattempo, nel 1999, viene nominato anche direttore musicale della Royal Opera House, Covent Garden, di cui diviene effettivo dal settembre del 2002 quando inizia con Ariadne auf Naxos con Thomas Allen. È stato anche direttore ospite della Israel Philharmonic Orchestra, e ha diretto la English National Opera (ENO), la Metropolitan Opera (1997) con Eugene Onegin con Vladimir Chernov e Neil Shicoff, la San Francisco Opera, la Lyric Opera di Chicago nel 1990 con Carmen con Neil Shicoff e nel 1991 L’ elisir d’ amorecon Cecilia Gasdia, Alessandro Corbelli e Claudio Desderi e la Berlin Staatsoper.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore, op. 61 (il cui manoscritto originale è conservato nella Nationalbibliothek di Vienna) è stato composto da Ludwig van Beethoven nel 1806 in un lasso di tempo assai breve – come sembra confermare lo stato piuttosto disordinato ed incompleto dell’ autografo – e in un periodo particolarmente fertile: tra la Quinta e la Sesta Sinfonia, praticamente in contemporanea con il Quarto Concerto per pianoforte e i tre Quartetti dell’ op. 59.

Il concerto, dedicato a Stephan von Breuning, un amico d’ infanzia del compositore, fu composto durante uno dei periodi più fertili della produzione musicale beethoveniana. In realtà la vera ragione alla base della composizione del concerto fu la presenza a Vienna del violinista e direttore d’ orchestra francese Franz Joseph Clement (Beethoven nutriva in lui la massima ammirazione) che lo eseguì per la prima volta al Theater an der Wien di Vienna il 23 dicembre 1806.

L’ esecuzione non ebbe il successo che Beethoven si aspettava, anche perché Clement nel bel mezzo del concerto, appena dopo il primo movimento, pare abbia sospeso il concerto iniziando a suonare delle variazioni proprie sulla prima parte del concerto riducendo la pagina a mero pretesto per mettere in bella mostra le sue innegabili doti virtuosistiche, interrompendone di continuo l’ esecuzione per improvvisare con il violino alla rovescia. Assai apprezzato all’ epoca, il virtuosismo funambolico di Clement finì però col far passare in secondo piano le qualità artistiche del Concerto di Beethoven. Quella prima esecuzione fu quindi giudicata negativamente dalla critica e dal pubblico presente; scriveva la Zeitung für Theater dell’ 8 gennaio 1807:

È opinione unanime fra gli intenditori che [il Concerto] non manchi di bellezze, ma che nell’ insieme appaia del tutto frammentario e che le infinite ripetizioni di passaggi banali possano facilmente ingenerare monotonia“, mentre il critico della “Allgemeine Musikalische Zeitung” scrisse testualmente: “Il Concerto manca di coerenza […], è un ammasso disordinato di idee […], un frastuono continuo prodotto da qualche strumento isolato“.

La causa principale di questo misconoscimento deve essere individuata principalmente nell’ essere il Concerto op. 61 una composizione poco alla moda. L’ affermazione, presso il “nuovo” pubblico borghese, del gusto “Biedemeier” aveva favorito la diffusione di un tipo di concerto in cui il contenuto puramente musicale e il ruolo dell’ orchestra erano ridotti al minimo e l’ interesse era concentrato unicamente sull’ esibizione delle doti di “bravura” del virtuoso.

In seguito l’ opera venne totalmente abbandonata dal compositore, che non volle neanche apportare nessuna modifica. Fu una successiva esecuzione postuma a dare al concerto il suo successo. Come qualche anno prima era stato riscoperto Johann Sebastian Bach con un’ esecuzione della Passione secondo Matteo, fu riscoperto anche questo concerto, nel 1844, da parte di Felix Mendelssohn, nell’ esecuzione del virtuoso del violino Joseph Joachim; lo stesso Joachim affermò che si trattava del “concerto dei concerti” ma soprattutto, come ha scritto giustamente Alfred Einstein, permise al concerto violinistico di diventare finalmente tale, sganciandolo dalle tipiche atmosfere della serenata di cui erano pervasi anche i lavori mozartiani.

 

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (David Oistrakh, violino – Kirill Kondrashin dirige la Moscow Philharmonic Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (David Oistrakh, violino – André Cluytens dirige l’ Orchestre National de la Radiodiffusion Française – Studio recording, Paris, 8 & 10.XI.1958):

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Jascha Heifetz, violino – Serge Koussevitzky dirige la Hollywood Bowl Orchestra – 02.IX.1950):

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Isaac Stern, violino – Claudio Abbado dirige l’ Orchestre National de France):


“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Yehudi Menuhin, violino – Sir Colin Davis dirige la London Symphony Orchestra – London 1962):

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Arthur Grumiaux, violino – Antal Dorati dirige l’ Orchestre National de l’ORTF – Salle Pleyel, Paris, 1965):

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Isaac Stern, violino – Josef Krip dirige l’ Orchestre National de la Radiodiffusion Française – Festival de Montreux, 18.09.1958):

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Henryk Szeryng, violino – Hans Zehnder dirige la Rundfunk Sinfonieorchester Saarbrücken):


“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Anne-Sophie Mutter, violino – Seiji Ozawa dirige la Berlin Philharmonic Orchesta):

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Uto Ughi, violino – Luis A. García Navarro dirige l’ Orquesta Sinfónica de RTVE – Teatro Monumental de Madrid, 22 de mayo de 1998):


“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Leonidas Kavakos, violino – Semyon Bychkov dirige la NDR Sinfonieorchester):

“Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Maxim Vengerov, violino – Marek Pijarowski dirige la Poznań Philharmonic Orchestra – 14th International Henryk Wieniawski Violin Competition, Poznań, 23 October 2011):

Il concerto è composto da tre movimenti:

  1. Allegro ma non troppo
  2. Larghetto
  3. Rondò: Allegro

Il secondo e il terzo movimento sono collegati direttamente tra di loro senza alcuna interruzione.

Questa composizione (che dura più di quarantacinque minuti) divenne nel giro di vent’ anni il paradigma indispensabile sul quale formarono i loro concerti violinistici Felix Mendelssohn-Bartholdy, Robert Schumann, Johannes Brahms e Pëtr Il’ĭc Čajkovskij. L’ “Allegro ma non troppo” che apre il concerto (e che rappresenta oltre della metà dell’ intera durata della composizione) ha raggiunto le vette immortali grazie a una straordinaria melodia che lo anima e che s’ innalza sopra il pulsare delle quattro note del timpano, un autentico battito del cuore che ricompare per ben settanta volte nel corso dell’ intero primo tempo.

Anche il tempo successivo, il “Larghetto“, privilegia le linee tenui già presenti nel primo tempo. Gli archi espongono una frase dal sapore liederistico sulla quale sorge il canto del violino su cui s’ innesta un richiamo dei corni (che sarà assai caro a Brahms). Il tema enunciato dal violino viene poi sviluppato in sei variazioni che si concludono con una brevissima cadenza, con funzione d’ introduzione, del terzo tempo, il “Rondo” finale, che risente delle atmosfere bucoliche e campestri di cui ne è ricca la coeva Sesta sinfonia. 

Il concerto rappresenta una delle pagine più alte del genio musicale del grande compositore, sia per la sua intrinseca bellezza, sia per i dialoghi, di carattere intimo, che vengono via via sviluppati tra il violino solista e l’ orchestra nel corso dei tre movimenti. Per il suo particolare fascino e la sua grande brillantezza, questo concerto figura nel repertorio dei maggiori violinisti del mondo.

Il Concerto per violino, infatti, è una delle opere più amate di Beethoven e più ammirate dai pubblici di tutto il mondo. Alla generale preferenza contribuisce non poco il fascino che esercita il lirismo del violino, le espansioni cantabili, le suggestioni dei passi virtuosistici, che con nessuno strumento tanto impressionano quanto con il violino (non per nulla il violino è lo strumento preferito dal demonio).

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Ein Heldenleben by Richard Strauss (Staatskapelle Dresden e Karl Böhm – Studio recording, Dresden, II.1957):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (NBC Symphony Orchestra – Arturo Toscanini, conductor):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Bayerisches Staatsorchester e Richard Strauss, conductor – München 1941):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Royal Concertgebouw Orchestra e Mariss Jansons):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Staatskapelle Dresden, Rudolf Kempe):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Berlin Philharmonic Orchestra e Herbert von Karajan – Moscow, May 1969):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Symphonie-Orchestrer des Bayerischen Rundfunks e Mariss Jansons):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Giuseppe Sinopoli e Staatskapelle Dresden):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Wiener Philharmoniker e George Pretre):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Maestro Lorin Maazel):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Mengelberg & New York Phil Orchestra, 1928):

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Written by mara

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