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All’ Accademia Santa Cecilia Antonio Pappano Daniil Trifonov Novembre 2018

L’altra notte l’ho ascoltato ancora su YouTube – ha tutto e di più. Cosa riesca a fare con le sue mani, tecnicamente è incredibile. E pure il suo tocco… Non ho mai sentito nulla di simile.
Martha Argerich su The Financial Times, 9 Luglio 2011

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Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2018 – 2019

 

Il pianista Daniil Trifonov, accompagnato dall’ Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e diretto dal M° Antonio Pappano. Per l’ occasione verrà eseguito il seguente programma: 

 

S. RachmaninovConcerto n. 3 in re min. op. 30 per pf. e orch.

… … …

Pëtr Il’ič ČajkovskijSinfonia n. 4 in fa min. op. 36

 

QUANDO

Giovedì 8 Novembre 2018, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA

Venerdì 9 Novembre 2018, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 10 Novembre 2018, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30
00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Direttore, Antonio Pappano

Pianoforte, Daniil Trifonov

Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 14,50

 

Accademia Santa Cecilia, Roma: Antonio Pappano e Daniil Trifonov

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Antonio Pappano…

Figlio di genitori italiani di origine beneventana emigrati a Londra come inservienti di un ristorante, Antonio Pappano si appassiona alla musica sin da ragazzo grazie all’ ausilio del padre, un amatore di musica operistica italiana che suonava per diletto il pianoforte. Trasmessa al figlio la passione, Pappano rivela buone doti di esecutore già a 12 anni, quando è in grado di accompagnare al pianoforte alcuni giovani studenti inglesi di canto.

Nel 1973 si trasferisce negli Stati Uniti, dove prosegue privatamente gli studi di pianoforte sotto la guida di Norma Verrilli, quelli di composizione con Arnold Franchetto e infine quelli di direzione d’orchestra con Gustav Meier. Pur avendo studiato musica sin dall’ età di sei anni, Antonio Pappano si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma, neppure in pianoforte, circostanza che ha generato contestazioni anche pesanti presso alcune istituzioni musicali e teatrali di paesi europei e americani.

Antonio Pappano è stato il direttore più giovane delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dove ha diretto sia la Royal Opera nel 1990 con La bohème con Jerry Hadley che la Royal Ballet. Come pianista e direttore ha attirato l’ attenzione di Daniel Barenboim, di cui diviene assistente al Festival di Bayreuth dove dal 1999 al 2001 dirige Lohengrin. Ha lavorato a Barcellona e a Francoforte, ed è stato assistente di Michael Gielen.

Nel 1990 diviene direttore musicale della Den Norske Opera, dopo aver debuttato come direttore in Norvegia nel 1987.

Nel 1992 Pappano diventa direttore musicale del teatro La Monnaie/De Munt in Belgio; incarico che mantiene fino al 2002.

Nel frattempo, nel 1999, viene nominato anche direttore musicale della Royal Opera House, Covent Garden, di cui diviene effettivo dal settembre del 2002 quando inizia con Ariadne auf Naxos con Thomas Allen. È stato anche direttore ospite della Israel Philharmonic Orchestra, e ha diretto la English National Opera (ENO), la Metropolitan Opera (1997) con Eugene Onegin con Vladimir Chernov e Neil Shicoff, la San Francisco Opera, la Lyric Opera di Chicago nel 1990 con Carmen con Neil Shicoff e nel 1991 L’ elisir d’ amorecon Cecilia Gasdia, Alessandro Corbelli e Claudio Desderi e la Berlin Staatsoper.

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Daniil Trifonov…

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Avrà solo 21 anni, ma è già un poeta della tastiera pienamente maturo
Michael Church su International Piano, Giugno 2012

 

Nato a Nizhniy Novgorod, Russia nel 1991, Daniil Trifonov è uno dei nomi più in luce della nuova generazione di pianisti. La fama delle sue interpretazioni sorprendenti, della sua interiorità musicale e della sua intensità espressiva hanno ormai oltrepassato la prima attenzione internazionale, suscitata dalle vittorie, nella sola stagione 2010/11, in tre concorsi tra i più prestigiosi al mondo: il Chopin di Varsavia (Terzo Premio), il Rubinstein di Tel Aviv (Primo Premio) e soprattutto il Caikovskij di Mosca (Primo Premio e Grand Prix).

Giurati ed osservatori in questi concorsi rimasti colpiti dal talento di Trifonov, hanno compreso Martha Argerich, Krystian Zimerman, Van Cliburn, Emanuel Ax, Nelson Freire, Yefim Bronfman, Valery Gergiev; a Mosca Gergiev lo ha insignito personalmente del ‘Grand Prix’, il premio aggiuntivo assegnato al miglior vincitore tra tutte le categorie del Concorso Tchaikovsky.

Già nella stagione 2011/12 si è presentato in contesti internazionali di massimo prestigio, tra cui i Wiener Philharmoniker (tour e concerti a sottoscrizione a Vienna), la London Symphony Orchestra e l’Orchestra del Teatro Mariinsky con Gergiev, la Israel Philharmonic con Mehta, la Russian National Orchestra con Pletnev, la Warsaw Philharmonic con Wit, e ha collaborato con direttori del calibro di Vladimir Fedoseyev, Sir Neville Marriner, Diego Matheuz, Pietari Inkinen, Clemens Schuldt, Antoni Wit. Ha inoltre tenuto recital e concerti presso la Wigmore Hall di Londra, la Musikverein di Vienna, la Salle Pleyel di Parigi, la Carnegie Hall di New York, la Suntory Hall di Tokyo, e altre sale in Europa, Nord e Sud America, Medio ed Estremo Oriente. Le risposte del pubblico e le critiche nel corso della stagione l’hanno fortemente evidenziato come uno dei più incredibili talenti di oggi.

Nell’estate 2012, Daniil Trifonov debutta nei maggiori festival d’Europa: Verbier, Montreux, Tivoli, Edinburgh, Grafenegg, Lockenhaus, La Roque d’Anthéron, Klavier Festival Ruhr, Warsaw Chopin, ecc.; e negli USA si presenterà a Blossom, Ravinia e Chautauqua Festival.

La stagione 2012-13 vedrà i debutti di Trifonov con diverse orchestre di prestigio internazionale, tra cui New York Philharmonic (Gilbert), Chicago Symphony (Dutoit), Boston Symphony (Guerrero), Cleveland (Gaffigan), National Arts Centre (Zuckerman), Philharmonia (Maazel), Royal Philharmonic (Dutoit), BBC Philharmonic (Sinaisky), City or Birmingham Symphony (Venzago), Orchestre Philharmonique de Radio France (Znaider), Budapest Festival Orchestra (Takács-Nagy), Orchestra Nazionale di Santa Cecilia (Battistoni), e i ritorni con London Symphony e Mariinsky (Gergiev), Russian National (Summers, Pletnev), Warsaw Philharmonic (Wit).

I prossimi recital di Trifonov includono Washington Kennedy Center, New York Carnegie Hall (auditorium principale), Boston Celebrity Series, Kammermusiksaal della Filarmonica di Berlino e Herkulessaal di Monaco, Amsterdam Concertgebouw (Master Piano Series), Londra Queen Elizabeth Hall e Wigmore Hall, Parigi Auditorium del Louvre, Zurigo Tonhalle e Lucerne Piano Festival, Bruxelles Palais de Beaux Arts, Schloss Elmau, Seoul Arts Center, e molti altri.

Daniil Trifonov ha iniziato gli studi musicali a cinque anni. Ha studiato presso la Moscow Gnesin School nella classe di Tatiana Zelikman (2000-2009); dal 2009 studia pianoforte al Cleveland Institute of Music nella classe di Sergei Babayan. Dal 2006 al 2009 ha studiato anche composizione e tuttora scrive musica per pianoforte, da camera e orchestrale. Già giovanissimo è stato premiato in numerosi concorsi tra cui nel 2008, a 17 anni, lo “Scriabin” di Mosca e il “Repubblica di San Marino”. Ha ricevuto una Guzik Foundation Career Grant nel 2007, che gli ha permesso di tenere a 16 anni il suo primo tour in USA e in Italia.

Nell’ autunno 2012 la registrazione di Daniil Trifonov del Concerto per pianoforte e orchestra n.1 di Tchaikovsky con Valery Gergiev e l’Orchestra del Mariinsky, così come una selezione di brani per piano solo, sarà rilasciata dalla Mariinsky Label.

Il suo primo disco è stato pubblicato da Decca nel 2011, con un programma chopiniano registrato dal vivo in Italia nel 2010. Ha tenuto inoltre registrazioni per altre etichette, radio e televisioni in Europa e Stati Uniti.

Sito ufficiale: http://daniiltrifonov.com/

 

PER CONOSCERE DANIIL TRIFONOV

 

“Liszt: La Campanella”:

“Ludwig van Beethoven: Piano Sonata No 32 in C minor, Op 111” (New York, December 2014):


“Chopin: 12 Etudes, op. 25”:

“Rachmaninov: Rhapsody on a theme by Paganini” (Tel Aviv, 26.12.2011: Daniil Trifonov (piano) e Israel Philharmonic Orchestra, conductor Zubin Mehta):

“Mozart: Piano Concerto No. 23 in A major, K. 488”:

“Sergei Rachmaninov – Piano Concerto No. 3 in D minor, Op. 30 (Yuri Temirkanov, conductor)”:

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ASCOLTI E NOTE DI PROGRAMMA…

 

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Grigory Sokolov, pianist – Yan Pascal Tortelier, conductor – BBC Philharmonic, orchestra _ Royal Albert Hall, London on 27 July 1995, The Proms 1995):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Emil Gilels, State Symphony Orchestra of the USSR, Kirill Kondrashin _ Recorded in Moscow, 1949):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Alexis Weissenberg, piano, Orchestra Sinfonica di Roma della RAI, Georges Prêtre, conductor):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Ashkenazy – live 1968):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Horowitz):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Pianist: Lazar Berman , Conductor: Claudio Abbado, Ensemble: London Symphony Orchestra – Recorded on: November 1976):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Van Cliburn, piano – Moscow Philharmonic Orchestra – Kirill Kondrashin, conductor _ Live recording, 1958):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Denis Matsuev):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Daniil Trifonov, Myung-Whun Chung):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Martha Argerich (*1941), piano – Riccardo Chailly – Radio-Symphonie-Orchester Berlin):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Yuja Wang):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Olga Kern):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Yefim Bronfman, Conductor: Valery Gergiev, Weiner Philharmoniker – Tokyo, Japan):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Horowitz 1951):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Martha Argerich):

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Mi chiedete se la musica ha un programma definito. In generale, se mi rivolgono questa domanda riguardo a una composizione sinfonica, rispondo di no. E in verità non è una domanda cui sia facile rispondere. Come è mai possibile esprimere quelle sensazioni che proviamo allorché scriviamo un’opera strumentale che non ha in sé alcun soggetto definito? E’ un processo puramente lirico, una confessione musicale dell’anima, ove pullulano tante cose e che secondo la propria essenza si riversa in suoni, appunto come il poeta lirico si effonde in versi

 

La Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 di Pëtr Il’ič Tchaikovsky viene composta tra dicembre 1876 e gennaio 1878 e presentata a Mosca il 10 febbraio 1878 sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein con un “tiepido” riscontro da parte del pubblico.

Questo periodo denso di avvenimenti che hanno esiti contrastanti sul suo labile sistema nervoso lo inducono alla stesura di una composizione in cui dare libero sfogo ai suoi sentimenti.

La baronessa von Meck che ha assistito all’ esecuzione, chiede a Tchaikovsky una spiegazione sui contenuti della composizione e questi in una lettera del 17 febbraio gli fornisce un’ interpretazione programmatica che costituisce un documento utile anche se non decisivo, per la comprensione della Sinfonia:

La nostra Sinfonia ha un programma abbastanza definito perché si possa esprimere a parole; a voi sola desidero – e posso – dire il significato dell’opera nell’insieme e nelle singole parti. Voi capirete che tenterò di farlo soltanto per sommi capi. L’introduzione è il germe dell’intera Sinfonia, l’idea principale dalla quale dipende tutto il resto. Il tema di apertura è il Fatum, la forza inesorabile che impedisce alle nostre speranze di felicità di avverarsi; che sta in agguato, gelosamente, per impedire che il nostro benessere e la nostra pace possano diventare piene e senza nubi: una forza che, come la spada di Damocle, pende perpetuamente sul nostro capo e di continuo ci avvelena l’anima. Questa forza è ineluttabile e invincibile. Con il Moderato con anima la disperazione e la tristezza diventano più forti, più cocenti. Non sarebbe più saggio distogliersi dalla realtà e immergersi nel sogno? Oh, gioia! Alfine appare un dolce e tenero sogno. Una fulgida, soave immagine umana aleggia dinanzi a me, mi chiama. Come bello e remoto, ora, appare il primo ineluttabile tema dell’Allegro! A poco a poco il sogno avvolge l’anima. Obliata è la tristezza, la disperazione. Ecco la felicità! Ma no, era .solo un sogno e il Fato ci ridesta. Così la vita è un costante alternarsi di aspra realtà, di sogni evanescenti, di fuggevoli visioni di felicità. Non vi è alcun porto. Si naviga su quel mare finché esso vi sommerge e vi fa affondare nella sua profondità. Questo, approssimativamente, è il programma del primo tempo. Il secondo tempo esprime un’altra fase di sofferenza. E’ la malinconia che ci invade a sera, allorché siamo soli, stanchi del lavoro, e cerchiamo di leggere, ma il libro ci sfugge di mano. I ricordi si affollano in noi. Come sono dolci quelle memorie di giovinezza, ma come è triste che tante cose siano state e siano trascorse per sempre! Si rimpiange il passato, eppure non si vorrebbe ricominciare daccapo la vita, ci si sente troppo stanchi. E’ più piacevole riposare e rivolgere lo sguardo all’indietro, ricordando tante cose. C’erano momenti felici, quando il giovane sangue scorreva caldo e la vita esaudiva ogni nostro desiderio. C’erano anche momenti difficili, perdite irreparabili, ma sono ormai lontani. E’ triste e pur dolce tuffarsi così nel passato. Il terzo tempo non esprime sensazioni definite, è piuttosto una successione di capricciosi arabeschi, quelle immagini inafferrabili che passano nella fantasia quando si è bevuto del vino e si avvertono i primi segni dell’ebbrezza. L’anima non è ne gaia ne triste. Non si pensa a nulla: l’immaginazione ha libero corso e comincia, non si sa perché, a tracciare strani disegni. D’improvviso si presenta allo spirito la visione di contadini un po’ brilli, una breve canzone di strada risuona. Lontano, passa un corteo militare. Le immagini sono assolutamente sconnesse, come quelle che fluttuano nella mente allorché ci si addormenta. Non hanno nulla a che fare con la realtà, sono strane, selvagge, confuse. Il quarto tempo: se veramente non trovi motivo di gioia in te stesso, guardi gli altri. Va’ in mezzo al popolo, vedi come esso sa abbandonarsi alla gioia. Una festa rustica è descritta. Non appena però hai dimenticato te stesso in questa visione della gioia altrui, ecco che il Fato inesorabile riappare a ricordarti di te stesso. Ma gli altri sono indifferenti verso di te; non volgono neppure il capo, non ti guardano neppure, non si accorgono che tu sei solo e triste. Ah, come si divertono! E come sono fortunati di essere governati da sentimenti così semplici e immediati! Dà la colpa a te stesso e non dire che tutto il mondo è triste; esistono gioie semplici e pur forti. Allegrati nella felicità altrui e la vita sarà sopportabile. Questo, cara amica, è tutto ciò che posso dirvi della Sinfonia. Certo, quello che ho detto non è ne chiaro ne compiuto. Ciò deriva dalla intrinseca natura della musica strumentale, che non si presta all’ analisi particolareggiata. Dove le parole cessano, là comincia la music; come diceva Heine». Un post scriptum chiude la lettera: «Proprio ora, mettendo in busta la lettera, l’ho riletta e ho inorridito dinanzi al programma confuso e inesatto che vi mando. E’ la prima volta nella mia vita che ho tentato di trasportare idee e immagini musicali in parole, e non ci sono certo riuscito. Tutto l’inverno passato ho sofferto di una terribile ipocondria: la Sinfonia è un’eco veritiera di quello che provavo. Ma non è più di un’eco. Come riuscire a tradurre ciò in parole chiare e definite? Già ho dimenticato molte cose di quel periodo, ho solamente un ricordo dell’orrore e dell’intensità di ciò che provavo”

 

ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Claudio Abbado & Chicago Symphony Orchestra):


ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Leningrad Philharmonic Orchestra & Evgeny Mravinsky – Studio recording, Moscow, 8.IV.1957):


 

La sinfonia si divide in quattro movimenti della durata complessiva di quaranta minuti:

I movimento: l'”andante sostenuto“: “l’ introduzione”, così l’autore si espresse in una lettera inviata alla von Meck per descriverne il programma in essa contenuto, “contiene il germe di tutta una vita, il fato è la forza del destino che ostacola la nostra felicità; è come una spada di Damocle e avvelena senza posa l’anima… Bisogna assoggettarglisi… Non sarebbe meglio abbandonare la realtà e sprofondarsi nei sogni?“. Ma la musica reca solo delle visioni, che scompaiono alla fine e l’anima viene nuovamente sommersa dal mare.

II movimento: l'”andante con moto“, “è la descrizione di quella sensazione melanconica che ci prende quando di sera siamo ormai del tutto soli e stanchi delle fatiche effettuate durante il giorno“.

III movimento (Scherzo pizzicato) – “Il terzo tempo non esprime sensazioni particolari, è un arabesco capriccioso, un’apparizione fugace simile a quelle che colgono la nostra fantasia quando si beve un bicchiere di vino e si sente essere lievissimamente brilli…

IV movimento: il “finale“, così ebbe a dire Tchaikovsky nella sua descrizione alla von Meck: “Quando non trovate in voi la felicità, guardate gli altri, andate in mezzo al popolo, guardate come la gente si diverte, come si concede alla sua gioia! Il quarto tempo è il quadro di una festa popolare… Appena avete dimenticato voi stessa, appare instancabilmente il fato… Ma in fondo la vita è bella…!

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Written by mara

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