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All’ Accademia Santa Cecilia Antonio Pappano e Jonas Kaufmann per Strauss

Ascoltare musica è godere dell’armonia cosmica”, Jonas Kaufmann

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2017 – 2018

 

Il Tenore Jonas Kaufmann sarà protagonista del concerto con la direzione del grande Maestro Antonio Pappano e l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel seguente programma:

 

R. Strauss, Capriccio: Sestetto

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R. Strauss, Quattro ultimi Lieder

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R. Strauss, Till Eulenspiegel

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R. Strauss, 2 Lieder: Morgen e Cäcilie

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R. Strauss, Der Rosenkavalier: Walzer

 

QUANDO: 

Venerdì 22 Dicembre 2017, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Antonio Pappano, direttore

Jonas Kaufmann, tenore

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea VIP al costo di € 150,00

Platea al costo di € 120,00

Galleria 1 al costo di € 95,00

Galleria 4/5 al costo di € 80,00

Galleria 7 al costo di € 60,00

Galleria 2 al costo di € 40,00

Galleria 3/6 al costo di € 30,00

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Accademia Santa Cecilia, Roma: Antonio Pappano e Jonas Kaufmann

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Jonas Kaufmann…

 

“Questo mestiere non è lavoro, è gioia”, Jonas Kaufmann

Jonas Kaufmann, tenore tedesco naturalizzato svizzero, è nato a Monaco di Baviera il 10 luglio 1969.

Completa i suoi studi musicali alla Hochschule für Musik und Theater München e comincia la sua carriera professionale allo Staatstheater di Saarbrücken nel 1994; viene presto invitato a fare altri debutti in importanti teatri tedeschi, tra cui il Teatro dell’ Opera di Stoccarda e l’ Opera di Amburgo; nel 1997-98 è impegnato con il Piccolo Teatro di Milano per l’ ultima, geniale produzione di Giorgio Strehler: Così fan tutte di Mozart. Viene presto invitato anche in teatri stranieri, quali il Lyric Opera of Chicago, l’ Opéra National de Paris e a Milano, per La Scala.

Alla Scala di Milano: nel 1999 è Jaquino in Fidelio

Nel 2006 interpreta il ruolo di Don José nella Carmen di Bizet alla Royal Opera House, a Covent Garden, Londra; nel 2007 tiene un recital ed è Alfredo Germont ne La traviata con la Gheorghiu diretto da Lorin Maazel; nel 2008 ha il ruolo di Alfredo ne La traviata alla Metropolitan Opera House e al Covent Garden.

Nel maggio dello stesso anno debutta nel ruolo di Cavaradossi nella Tosca di Puccini In seguito si esibisce anche nella Manon, a Chicago, e nel Lohengrin di Wagner. Nel 2009 inaugura la stagione della Scala come Don Josè in Carmen e canta nel Requiem di Verdi con la Frittoli diretto da Barenboim nella trasferta nella Salle Pleyel di Parigi; nel 2011 è Mario Cavaradossi in Tosca. Nel 2010 inaugura il Festival wagneriano di Bayreuth con Lohengrin e canta Fidelio al Festival di Lucerna con Nina Stemme diretto da Claudio Abbado di cui esiste un CD live della Decca. 

Realizza le sue prime registrazioni con la Decca Records, pubblicate nel gennaio 2008. Registra anche un ciclo di musiche di Schubert con la stessa casa editrice e per l’EMI registra Madama Butterfly nel ruolo di Pinkerton.

Il 7 dicembre 2012 interpreta Lohengrin alla Scala di Milano nella serata d’ inaugurazione della stagione diretto da Barenboim (trasmesso da Rai 5 arrivando a 200.000 telespettatori) con grande successo personale. Nel 2013 tiene un recital.

Il 21 febbraio 2017 Jonas Kaufmann è stato eletto nuovo Accademico Onorario di Santa Cecilia.

Sito Ufficiale: http://www.jonaskaufmann.com/de/1/

 

“28 video su Jonas Kaufmann”:

“30 video su Jonas Kaufmann”:

 

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Antonio Pappano…

Figlio di genitori italiani di origine beneventana emigrati a Londra come inservienti di un ristorante, Antonio Pappano si appassiona alla musica sin da ragazzo grazie all’ ausilio del padre, un amatore di musica operistica italiana che suonava per diletto il pianoforte. Trasmessa al figlio la passione, Pappano rivela buone doti di esecutore già a 12 anni, quando è in grado di accompagnare al pianoforte alcuni giovani studenti inglesi di canto.

Nel 1973 si trasferisce negli Stati Uniti, dove prosegue privatamente gli studi di pianoforte sotto la guida di Norma Verrilli, quelli di composizione con Arnold Franchetto e infine quelli di direzione d’orchestra con Gustav Meier. Pur avendo studiato musica sin dall’ età di sei anni, Antonio Pappano si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma, neppure in pianoforte, circostanza che ha generato contestazioni anche pesanti presso alcune istituzioni musicali e teatrali di paesi europei e americani.

Antonio Pappano è stato il direttore più giovane delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dove ha diretto sia la Royal Opera nel 1990 con La bohème con Jerry Hadley che la Royal Ballet. Come pianista e direttore ha attirato l’ attenzione di Daniel Barenboim, di cui diviene assistente al Festival di Bayreuth dove dal 1999 al 2001 dirige Lohengrin. Ha lavorato a Barcellona e a Francoforte, ed è stato assistente di Michael Gielen.

Nel 1990 diviene direttore musicale della Den Norske Opera, dopo aver debuttato come direttore in Norvegia nel 1987.

Nel 1992 Pappano diventa direttore musicale del teatro La Monnaie/De Munt in Belgio; incarico che mantiene fino al 2002.

Nel frattempo, nel 1999, viene nominato anche direttore musicale della Royal Opera House, Covent Garden, di cui diviene effettivo dal settembre del 2002 quando inizia con Ariadne auf Naxos con Thomas Allen. È stato anche direttore ospite della Israel Philharmonic Orchestra, e ha diretto la English National Opera (ENO), la Metropolitan Opera (1997) con Eugene Onegin con Vladimir Chernov e Neil Shicoff, la San Francisco Opera, la Lyric Opera di Chicago nel 1990 con Carmen con Neil Shicoff e nel 1991 L’ elisir d’ amorecon Cecilia Gasdia, Alessandro Corbelli e Claudio Desderi e la Berlin Staatsoper.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

Ho terminato in partitura un nuovo poema sinfonico Till Eulenspiegel – molto allegro e spavaldo [sehr lustig und übermutig]

 

I tiri burloni di Till Eulenspiegel (Till Eulenspiegels lustige Streiche) è il quinto dei poemi sinfonici di Richard Strauss, composto tra il 1894 e il 1895 (op. 28); ha avuto la prima assoluta a Colonia, in Germania il 5 novembre 1895 diretta da Franz Wüllner.

Racconta gli scherzi e le avventure di un personaggio di fantasia molto popolare in Germania, Till Eulenspiegel.

Till Eulenspiegel, figura divenuta mitica di contadino burlone (uno Schalksnarr, come viene definito in tedesco con un termine difficilmente traducibile in italiano), visse nel XIV secolo. Pare sia nato a Kneitlingen, nei pressi di Braunschweig, e che sia morto intorno al 1350 a Mölln (Schleswig-Holstein). Personaggio molto noto nella letteratura per l’ infanzia tedesca, anche grazie al libro riscritto per bambini da Erich Kästner nel 19382, le avventure di Till vennero per la prima volta date alle stampe nel 1515 in un volume intitolato Von Ulenspiegel (“specchio delle civette” che è il significato del nome del protagonista) a Strasburgo.

In questo primo libro “Till è un contadino furbacchione, trapiantato in città dopo essere stato scacciato dal padre che gli rimprovera la pigrizia. Nell’ urbe il giovanotto riscuote simpatia, pure presso i nobili e i borghesi. Preso a servizio da questo o quel padrone, ne esegue gli ordini tanto alla lettera da causare disastri; è il suo modo beffardo di dimostrare quanto gli esponenti di quella società cittadina s’ingannino nel credersi superiori ai campagnoli“. Tra le sue burle, è celebre quella in cui paga l’oste che gli presenta il conto per un arrosto di cui ha solo sentito il profumo, facendogli ascoltare il suono di una moneta battuta sul tavolo.

Strauss venne a conoscenza della figura di Till Eulespiegel attraverso l’opera di Cyrill Kistler, insegnante di musica, rappresentata a Würzburg nel 1889 su libretto di Kotzebue. Il contenuto di questo lavoro non ha niente in comune con il poema sinfonico di Strauss, che però rimase comunque affascinato dalla figura avventurosa di questo contadino burlone e lo volle anch’ esso promuovere come protagonista di una sua composizione. Abbozzò dunque l’idea nel corso del periodo da egli trascorso a Weimar (1889- 1894); la riprese successivamente a Monaco di Baviera dove lavorava come Kappelmeister, portandola infine a compimento tra il 1894 e il 1895 non come opera lirica, assecondando l’idea iniziale, ma come poema sinfonico. Le esecuzioni del Till straussiano si diffusero rapidamente sia in patria che all’ estero.

Con il consenso e l’applauso del compositore, dell’opera furono realizzate anche diverse celebri coreografie, la prima delle quali, ideata dal grande ballerino russo Vaslav Nijinsky, fu rappresentata il 23 ottobre del 1916 in forma di balletto drammatico diretto da Anselm Goetzl nella Manhattan Opera House di New York.

 

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op. 28” by Richard Strauss (Danmarks Radio SymfoniOrkestret – Thomas Dausgaard):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op. 28” by Richard Strauss (Lorin Maazel):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op. 28” by Richard Strauss (W. Furtwangler – Berlin Philharmonic):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op. 28” by Richard Strauss (Cond: Richard Strauss, Vienna Philharmony Orchestra – 1944):

L’ opera è articolata in cinque episodi, evocanti altrettante avventure del protagonista, preceduti da un’ introduzione e seguiti da un epilogo: Till che irrompe sulla piazza del mercato creando un’ irrimediabile confusione, tra sinistri strepiti e risa sbellicate; che si traveste da frate per fare una predica blasfema; che corteggia una ragazza fingendosi perdutamente innamorato; che incontra cinque luminari della scienza (musicalmente personificati da tre fagotti, clarinetto basso e controfagotto), disputando con loro dei massimi sistemi, prima imbrogliandoli e poi dandosela allegramente a gambe.

La forma del rondò, esplicitamente menzionata nel sottotitolo in capo alla partitura insieme con il riferimento a un’ antica melodia burlesca, parve a Strauss la piú adatta a rappresentare il vagabondare di Till.

I due temi che rappresentano Till sono interpretati dal corno e dal clarinetto: il tema del primo è una melodia che procede cadenzata fino al suo culmine per poi ricadere e terminare in tre note lunghe e forti, decrescenti in scala; il tema del clarinetto è invece più complesso, come a suggerire un burlone intento a preparare i suoi scherzi.

Il tema introduttivo è esposto dal corno, il quale ripete per due volte il primo tema di Till. Il tema è poi ripreso dall’ orchestra in forma di rondò e il finale è caratterizzato da due note suonate all’unisono da tutta l’orchestra, che richiamano il tipico “ta da!”.

Nelle prime battute dell’ introduzione i commentatori hanno visto tradotto in suoni il tradizionale esordio delle favole, «C’era una volta…»: ne è emblema l’antica melodia burlesca di cui parla il sottotitolo, affidata ai violini. Alla sesta misura il corno presenta il tema principale, quello di Till: scattante, spavaldo, audace nelle sue provocazioni ma anche beffardo nel suo precipitare a rotta di collo verso l’abisso. E il racconto comincia.

Sussegue il tema del clarinetto (Till che ride fra sé mentre pianifica i suoi scherzetti). La musica segue Till che viaggia per le campagne, cavalca attraverso un mercato ribaltando le merci, fa scherzi ai clericali e immancabilmente alle ragazze (il tema dell’ amore è suonato dal violino), senza risparmiare gli accademici più seri.

Il tema della cavalcata ritorna, con il tema iniziale che, raggiunto il suo climax, muta immediatamente in una triste marcia funebre: Till è stato catturato dalle autorità, condannato all’ impiccagione per atti blasfemi.

La marcia funebre inizia con il dialogo di un Till impegnato nel disperato compito di cavarsela facendo leva sul senso dell’ umorismo del boia, il quale però non lo ascolta e, senza pietà, tira la leva.

Il clarinetto in Mi bemolle suona il tema iniziale in modo distorto, come ad indicare l’agonia di Till, mentre gli archi suonati a pizzico, con cadenza sempre più lenta, stanno ad indicare il dondolio dell’ impiccagione.

Alla fine, dopo un poco di silenzio, il tema introduttivo ritorna, come per suggerire che Till non può essere ucciso; l’ opera termina con un ultimo scherzo. La tensione che ha luogo in questo brano è ottenuta soprattutto grazie a espedienti timbrici dell’orchestra.

La Sinfonia venne eseguita per la prima volta il 5 marzo dell’ anno successivo, presso il Palazzo della Cultura di Kuibyšev.

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Written by mara

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