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All’ Accademia Santa Cecilia Antonio Pappano Lisa Batiashvili Maggio 2019

Il popolo compone, noi ci accontentiamo di elaborare”, Nicolaj Rimsky-Korsakov

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2018 – 2019

 

La violinista Lisa Batiashvili, eletta da Musical America “Strumentista dell’anno” 2015 , sarà protagonista del concerto con la direzione del grande Maestro Antonio Pappano e e l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel seguente programma:

 

Modest Musorgskij, Una notte sul Monte Calvo

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Béla Bartók, Concerto n. 1 per violino e orchestra SZ 36

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Nikolaj Rimskij-Korsakov, Shéhérazade

 

QUANDO

Giovedì 9 Maggio 2019, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA

Venerdì 10 Maggio 2019, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 11 Maggio 2019, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Antonio Pappano, direttore

Lisa Batiashvili, violino

Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 14,50

 

Accademia Santa Cecilia, Roma: Antonio Pappano e Lisa Batiashvili

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Lisa Batiashvili…

Ammirata dal pubblico e dai suoi colleghi musicisti per il suo virtuosismo e per la profonda sensibilità, Lisa Batiashvili è uno dei violinisti più richiesti dei nostri giorni. E’ ospite regolare di orchestre di primo piano quali Philharmonia, London Philharmonic, London Symphony Orchestra, le Orchestre Sinfoniche di Boston, Chicago e San Francisco, Philadelphia e Cleveland Orchestras e Los Angeles Philharmonic, Royal Concertgebouw Orchestra, Orchestre de Paris, NDR Sinfonieorchester, Stockholm Philharmonic, Finnish Radio Symphony e Bamberger Symphoniker con molteplici inviti da parte della Dresden Staatskapelle, Leipzig Gewandhaus, Tonhalle Orchestra, Chamber Orchestra of Europe, Oslo Philharmonic, Gürzenich Orchester e Bayerischer Rundfunk, oltre che con la NHK Symphony Orchestra e la Sydney Symphony.

Nel corso della stagione 2015/16 ha suonato, fra l’altro, con i Berliner Philharmoniker e la London Philahrmonic Orchestra, con l’ Orchestre de Paris e i Wiener Philharmoniker, con la London Symphony Orchestra.

Particolarmente appassionata di musica da camera è ospite di festival di primo piano quali Blossom, Proms di Londra, Edimburgo, Aldeburgh, Marlboro, Ravinia, Tanglewood, Saratoga, Schleswig-Holstein , Schubertiade e Kuhmo. Nel 2008 ha in programma concerti cameristici al Concertgebouw di Amsterdam, Konzerthaus di Berlino, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Théâtre du Châtelet di Parigi e Wigmore Hall di Londra.

Attenta anche al repertorio contemporaneo, nel 2006 ha eseguito due prime mondiali: il Concerto doppio per violino, oboe e orchestra da camera di Nicholas Bacri alla Alte Oper di Francoforte e il Concerto per violino di Magnus Lindberg per il Festival Mostly Mozart di New York. Nel marzo 2008 ha eseguito al Barbican Centre di Londra il Concerto doppio per violino e oboe di Giya Kancheli con l’oboista francese François Leleux e la BBC Symphony Orchestra diretti da James MacMillan.

Il suo CD dedicato a musiche di Brahms, Schubert e Bach inserito dal BBC Music Magazine tra i migliori CD del 2001.

Il mio amore per il violino è cominciato vedendo i giovani allievi di mio padre venire a casa per prendere lezioni”- “Per me era qualcosa di speciale, perché all’epoca non c’erano molte distrazioni per i bambini come ce ne sono adesso. La musica era un mondo in cui potevi lasciare esprimere la tua immaginazione

Lisa Batiashvili ha un contratto in esclusiva con la Deutsche Grammophon. Il CD più recente è dedicato ad opere di J.S. e C.P.E. Bach con François Leleux, Emmanuel Pahud e l’Orchestra da camera della Bayerischer Rundfunk. Altri CD contengono il Concerto per violino di Brahms con Thielemann e la Staatskapelle di Dresda (anche in DVD) e il Concerto per violino nr 1 di Shostakovich con l’Orchestra Sinfonica della Bayerischer Rundfunk e Esa-Pekka Salonen. Ha anche inciso i Concerti di Beethoven, Sibelius e Magnus Lindberg per la Sony.

Nata nel 1979 in Georgia, Lisa Batiashvili ha studiato con Mark Lubotski al Conservatorio di Amburgo. Ha poi proseguito gli studi con Ana Chumachenko al Conservatorio di Monaco di Baviera, dove ha stabilito la sua residenza dal 1994. Ha inoltre seguito i corsi di Miriam Fried e Ralf Gothoni allo Steans Institute di Ravinia.

Nel 1995, a soli 16 anni, ha meritato il secondo premio al Concorso Sibelius di Helsinki.

Nel 2001 è stata selezionata dalla BBC per la serie “New Generation Artists”. Nel 2003 ha meritato il “Leonard Bernstein Award” al Festival dello Schleswig-Holstein. E recentemente il Beethoven Festival di Bonn le ha assegnato il Beethoven Ring Prize. 

Vive a Monaco di Baviera e Suona un Guarneri del Gesù del 1739, generosamente datole in comodato da un collezionista privato tedesco. 

Sito Ufficiale: http://www.lisabatiashvili.com/home.html

200 video su Lisa Batiashvili

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Antonio Pappano…

Figlio di genitori italiani di origine beneventana emigrati a Londra come inservienti di un ristorante, Antonio Pappano si appassiona alla musica sin da ragazzo grazie all’ ausilio del padre, un amatore di musica operistica italiana che suonava per diletto il pianoforte. Trasmessa al figlio la passione, Pappano rivela buone doti di esecutore già a 12 anni, quando è in grado di accompagnare al pianoforte alcuni giovani studenti inglesi di canto.

Nel 1973 si trasferisce negli Stati Uniti, dove prosegue privatamente gli studi di pianoforte sotto la guida di Norma Verrilli, quelli di composizione con Arnold Franchetto e infine quelli di direzione d’orchestra con Gustav Meier. Pur avendo studiato musica sin dall’ età di sei anni, Antonio Pappano si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma, neppure in pianoforte, circostanza che ha generato contestazioni anche pesanti presso alcune istituzioni musicali e teatrali di paesi europei e americani.

Antonio Pappano è stato il direttore più giovane delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dove ha diretto sia la Royal Opera nel 1990 con La bohème con Jerry Hadley che la Royal Ballet. Come pianista e direttore ha attirato l’ attenzione di Daniel Barenboim, di cui diviene assistente al Festival di Bayreuth dove dal 1999 al 2001 dirige Lohengrin. Ha lavorato a Barcellona e a Francoforte, ed è stato assistente di Michael Gielen.

Nel 1990 diviene direttore musicale della Den Norske Opera, dopo aver debuttato come direttore in Norvegia nel 1987.

Nel 1992 Pappano diventa direttore musicale del teatro La Monnaie/De Munt in Belgio; incarico che mantiene fino al 2002.

Nel frattempo, nel 1999, viene nominato anche direttore musicale della Royal Opera House, Covent Garden, di cui diviene effettivo dal settembre del 2002 quando inizia con Ariadne auf Naxos con Thomas Allen. È stato anche direttore ospite della Israel Philharmonic Orchestra, e ha diretto la English National Opera (ENO), la Metropolitan Opera (1997) con Eugene Onegin con Vladimir Chernov e Neil Shicoff, la San Francisco Opera, la Lyric Opera di Chicago nel 1990 con Carmen con Neil Shicoff e nel 1991 L’ elisir d’ amorecon Cecilia Gasdia, Alessandro Corbelli e Claudio Desderi e la Berlin Staatsoper.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Concerto n. 1 per violino e orchestra SZ 36” by Béla Bartók (Isaac Stern: violin – Philadelphia Orchestra – Eugene Ormandy: conductor _ 1961):

“Concerto n. 1 per violino e orchestra SZ 36” by Béla Bartók (Isabelle Faust, violin – Daniel Harding, conductor – Swedish Radio Symphony Orchestra):

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“Il Sultano Shāhrīyār, convinto che tutte le donne fossero false ed infedeli, giurò di mettere a morte tutte le sue mogli dopo la prima notte di nozze. Ma sua moglie Shahrazāde si salvò intrattenendo il suo signore con dei racconti affascinanti, raccontati in serie, per mille e una notte. Il Sultano, roso dalla curiosità, procrastinava di giorno in giorno l’ esecuzione della moglie e finalmente ripudiò il suo voto sanguinario”…

 

Shahrazād, op. 35 (in russo Шехерезада) è una suite sinfonica composta da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov nel 1888. Ispirato alle Mille e una notte, a volte conosciute come Le notti arabe, questo lavoro orchestrale unisce due caratteristiche peculiari della musica di Rimskij Korsakov: combina un’orchestrazione sgargiante ad un particolare interesse per l’oriente e per l’esotico. È considerata una delle opere più popolari del compositore.

Durante l’inverno del 1887, mentre stava lavorando al completamento dell’ opera di Aleksandr Borodin Il principe Igor’, Rimskij-Korsakov decise di comporre un brano orchestrale basato sul libro Le mille e una notte, formato da episodi fra loro non collegati.

Il brano fu terminato tra il 4 e il 7 agosto 1888: ne risultò una suite sinfonica in quattro movimenti che formano un tema unitario.

L’intento del compositore era di creare l’atmosfera dei racconti fantastici di ambientazione orientale. Inizialmente, Rimskij-Korsakov diede ai movimenti della suite le denominazioni Preludio, Ballata, Adagio e Finale.

Tuttavia, dopo aver valutato l’opinione di Anatolij Ljadov ed altri, optò per dei titoli programmatici, mantenendoli però vaghi, in modo che non potessero essere associati a specifici racconti. 

La prima esecuzione dell’ opera ebbe luogo il 28 ottobre 1888, e fu diretta dal compositore stesso.

 

ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Sergei Levitin, solo violin – Mariinsky Theatre Orchestra e Valery Gergiev, direttore – December 3, 1998 / Niigata-City Performing Arts Center (Ryutopia)):


ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Hans Kalafusz, violin – Radio-Sinfonieorchester Stuttgart e Sergiu Celibidache, direttore – Recorded live at the Studio Villa Berg, Süddeutscher Rundfunk, Stuttgart, November 1982):

Tutto ciò che desidero è che l’ascoltatore apprezzi la mia opera come musica sinfonica e porti con sé l’impressione che essa è senza dubbio una meravigliosa favola orientale piena di numerose e differenti immagini fiabesche. Tutte le storie che vi si narrano sono evocate da un’unica persona, Shéhérazade, che intrattiene con esse il suo austero marito”

Musicalmente Shéhérazade e il sultano si identificano con due temi che sono presentati subito all’inizio (Largo e maestoso) e che ritornano più volte con funzione di veri e propri motivi conduttori: soprattutto quello di Shéhérazade, che ha fra l’ altro il compito di legare un episodio all’altro.

Se il sultano è raffigurato da pesanti e minacciosi accordi di trombone, tuba, corni, legni e archi, il canto di Shéhérazade gli si contrappone con una struggente melodia affidata al violino solo e contrappuntata dall’arpa, dapprima tremante e incerta, poi sempre più sicura di sé e ariosamente distesa. Ed è con la forza di questa melodia che Shéhérazade a poco a poco avrà la meglio sulla terribile severità del sultano.

Il primo movimento è intitolato Il mare e la nave di Sinbad. Le battute iniziali presentano la cupa e severa figura del sultano Schahriar (Largo e maestoso), cui segue il sinuoso motivo orientaleggiante del violino solo, che personifica Shéhérazade (Lento).

La scena si apre ora sulla sterminata e maestosa distesa del mare (Allegro non troppo): Sinbad naviga arditamente sulle onde ora placide ora agitate, mentre risuonano ancora i temi del sultano e di Shéhérazade.

La seconda parte (Lento, Andantino) rievoca La storia del principe Kalender (il kalender è un prete maomettano mendicante e nomade). Il motivo di Shéhérazade, suonato dal violino solo sull’ accompagnamento dall’ arpa, introduce il tema principale del movimento: è il fagotto che presta la sua voce al kalender.

La scena brilla di colori orientali, ora delicati e raffinati, ora violenti e barbarici, tra preziosi ceselli dei legni, avvolgenti frasi degli archi, squilli minacciosi degli ottoni.

Nella terza parte (Andantino quasi allegretto, Pochissimo più mosso) Shéhérazade narra la fiaba de Il giovane principe e la giovane principessa. La suadente e vibrante melodia dei violini dà voce al principe, alternandosi al delicato e sensuale motivo del clarinetto, che raffigura la principessa.

La voce imperiosa del sultano ci ricorda la sua decisione di uccidere la moglie, ma Shéhérazade riprende la sua narrazione e col suo tema introduce il quarto movimento, il più variegato della Suite, nei tempi Allegro molto, Allegro molto e frenetico, Vivo, Allegro non troppo e maestoso. Inizia con l’ animata e colorata Festa a Bagdad, in cui ritornano vari temi uditi negli episodi precedenti.

Una serie di crescendo accentuano l’ esaltazione della folla, ma improvvisamente si volta pagina e ritorna Il mare, su cui però la nave di Sinbad non naviga più serenamente, spinta a gonfie vele dal vento dello spirito d’ avventura, ma è in balia di onde spaventose e di venti implacabili.

In lontananza appare un altissimo scoglio sormontato da un guerriero di bronzo: la nave, col suo equipaggio sgomento, è sospinta sempre più velocemente da una forza misteriosa contro la roccia e vi s’ infrange col cupo fragore d’ un colpo di tam-tam (Il naufragio).

Il violino e l’ arpa fanno riascoltare il tema di Shéhérazade, cui la voce del sultano si unisce con accenti finalmente dolci e amorevoli.

Componendo Shéhérazade non intendevo orientare l’ascoltatore dalla parte dove si era diretta la mia fantasia. Volevo semplicemente che avesse, se la mia musica sinfonica gli piaceva, la sensazione di un racconto orientale, non soltanto di quattro pezzi suonati l’uno dopo l’altro su temi comuni. Per tutti noi, infatti, il nome “Mille e una notte” evoca l’Oriente […] Questa composizione e altre conclusero un periodo in cui la mia orchestrazione aveva raggiunto un grado notevole di virtuosismo e di sonorità chiara, senza influenze wagneriane“.

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Written by mara

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