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All’ Accademia Santa Cecilia Antonio Pappano West Side Story Ottobre 2018

La musica può nominare l’innominabile e comunicare l’inconoscibile”,
LEONARD BERNSTEIN

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2018 – 2019

 

Il M° Antonio Pappano nel concerto di inaugurazione della Stagione Sinfonica 2018 – 2019 alla guida dell’ Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per un classico del cinema: West Side Story.

 

Leonard Bernstein, West Side Story

 

QUANDO

Venerdì 12 Ottobre 2018, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 13 Ottobre 2018, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

Domenica 14 Ottobre 2018, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Antonio Pappano, direttore

Nadine Sierra, Maria

Alek Shrader, Tony

Jessica Vosk, Anita

Mark Stone, Riff

Aigul Akhmetshina, Rosalia

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PLATEA INTERO al costo di € 52,00; UNDER30 al costo di € 26,00

PALCO CENTRALE I – II ORD. disponibile INTERO al costo di € 52,00; UNDER30 al costo di € 26,00

PALCO LATERALE I – II ORD. disponibile INTERO al costo di € 41,60; UNDER30 al costo di € 20,80

PALCO CENTRALE III – IV ORD. disponibile INTERO al costo di € 41,60; UNDER30 al costo di € 20,80

PALCO LATERALE III – IV ORD. disponibile INTERO al costo di € 31,20; UNDER30 al costo di € 15,60

 

Accademia Santa Cecilia: West Side Story

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

West Side Story è un film del 1961 diretto da Jerome Robbins e Robert Wise, tratto dall’omonimo musical ed interpretato da Natalie Wood.

Dopo 4 anni di successi e di repliche ininterrotte a Broadway, Robbins e Wise, superando non poche difficoltà, portarono sul grande schermo questo musical che contava già allora numerosissimi fan. Il dubbio che avevano i due registi era quello di non essere in grado di riproporre con la stessa intensità e freschezza visiva l’atmosfera magica dei balletti e delle canzoni del musical.

Nonostante questo, il film risulta a tutt’oggi uno dei più bei musical e, allo stesso tempo, uno dei capolavori di tutti i tempi nella storia del cinema, premiato con ben 10 Oscar e osannato da milioni di persone in tutto il mondo (a Parigi restò in cartellone per 249 settimane). West Side Story è stato il primo film ad aver vinto un doppio Oscar al miglior regista, ed è il film di genere musicale ad aver ricevuto il maggior numero di Academy Awards, battendo Gigi (1958), che ne ha ricevuti nove.

Nel 1997 la pellicola è stata scelta per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al quarantunesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al cinquantunesimo posto.

Trama

La storia, più volte rappresentata, è quella dell’amore contrastato di due ragazzi appartenenti a due mondi diversi: lei, Maria, sorella del capo-banda dei portoricani Sharks (Squali), e lui, Tony, ex-componente pentito, della banda rivale dei newyorkesi anglosassoni Jets: una sorta di Romeo e Giulietta (di William Shakespeare) contemporanei.

Lo sfondo è quello dell’ Upper West Side, un quartiere di Manhattan ricostruito in realtà in due strade chiuse allora al traffico per lavori, della stessa città di New York.

Maria e Tony si incontrano durante un ballo e si innamorano a prima vista, iniziano ad incontrarsi in segreto e progettano di fuggire insieme e di sposarsi. Tuttavia le due bande rivali decidono di risolvere una volta per tutte le loro controversie durante un incontro nel locale dove Tony lavora, e si danno un appuntamento notturno per suonarsele di santa ragione fino a che una delle due dovrà lasciare il campo all’altra. Per l’occasione Riff propone all’amico, con cui vive, Tony, ad unirsi eccezionalmente e per l’ultima volta, ai Jets. Tony non ha intenzione di partecipare, ma viene pregato da Maria di recarsi all’incontro per fermare le due bande. Quando il ragazzo arriva sul luogo pattuito e cerca di dissuadere i presenti, le sue parole vengono fraintese e la situazione finisce per degenerare: durante lo scontro Riff, il capo dei Jets, viene ucciso da una coltellata e Tony, per vendicarlo, ammazza Bernardo, capo degli Sharks e fratello di Maria, in un impeto di rabbia cieca.

Quando Maria viene informata della morte del fratello da un componente della sua banda, Chino, chiede come sta Tony, tradendo così il suo amore per lui. Chino, migliore amico di Bernardo e probabile futuro sposo di Maria, si ingelosisce ferocemente e si arma di pistola, con l’intenzione di uccidere Tony. Maria è sconvolta dalla notizia della morte del fratello ma non può nascondere il suo amore per Tony, che la raggiunge: dopo averle implorato il perdono i due passano la notte insieme.

Intanto i Jets progettano di vendicare Riff, ed iniziano a cercare Tony, che si è rifugiato nella drogheria di Doc. Anita, un’amica di Maria e fidanzata di Bernardo vuole raggiungere Tony per avvisarlo che Maria non potrà presentarli all’appuntamento che avevano concordato, ma appena arrivata al negozio viene aggredita dai Jets che non la lasciano parlare. Per vendicarsi del tentativo di stupro ai suoi danni da parte dei Jets nella drogheria, afferma che Maria è morta, uccisa da Chino per gelosia verso Tony.

Tony, allora, va a cercare Chino. Incontra Maria, ma mentre i due corrono l’uno verso l’altra, Chino appare e spara a Tony, che muore tra le braccia di Maria. Maria allora afferra la pistola di Chino, accusa tutti quanti della morte di Bernardo, di Riff e di Tony, dicendo loro che sono stati uccisi dall’odio, prima che dalle armi. Arriva la polizia e i componenti delle due bande, sollevando insieme il corpo di Tony, decretano la fine della loro rivalità.

Nelle prime scene del film, si vede dall’alto New York e in particolare la macchina da presa scende su un gruppo di ragazzi del posto (i Jets), in uno spazio recintato, adibito ai giochi, sono intenti a non fare niente; poi, il capo del gruppo (Riff), si muove stancamente, seguito dalla sua banda e casualmente incontrano i loro rivali portoricani (gli Sharks); è la scintilla per innescare il latente odio fra le due bande che, tra fughe, rincorse, ripicche e scaramucce, sfocia in una rissa nello stesso recinto, fino all’arrivo di una macchina della Polizia, il sibilante trillo ripetuto del fischietto di uno degli agenti metterà fine alle ostilità. Questi primi 6 minuti e mezzo di pura azione sono scanditi dal tempo frenetico della musica di Leonard Bernstein.

Overture

Il film si apre con una lunga sequenza a immagine fissa (cambiano solo i colori) con delle righe verticali disuguali e un riassunto orchestrale delle musiche principali (Overture), verso la fine del brano l’immagine si restringe mettendo in evidenza la scritta West Side Story e con una dissolvenza incrociata, le righe verticali si rivelano come la stilizzazione dei grattacieli dell’isola di Manhattan. La modernità del film appare evidente già dai titoli di testa, che con i colori accesi sembra presagire il dramma che avverrà. Questo lodevole incipit è firmato dal famoso designer Saul Bass che firmò i titoli di testa di film come VertigoAnatomia di un delitto, Anime sporcheColpo grosso e molti altri.

Curiosità

Il successo del film è dovuto a diversi fattori. In primo luogo la storia, che sempre suscita spirito di immedesimazione nel pubblico, la fotografia dai colori vivi, l’ambientazione popolare ma, soprattutto, le coreografie perfettamente eseguite dagli attori e le straordinarie musiche della coppia Bernstein-Sondheim con canzoni rimaste celebri anche a distanza di quasi 50 anni.

Particolarmente riuscite risultano le interpretazioni di George Chakiris (Bernardo) e Rita Moreno (Anita), entrambi premiati con l’Oscar quali miglior attore/attrice non protagonista, che si andarono ad aggiungere agli altri 8 Premi Oscar, tra cui appunto fotografia e colonna sonora.

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Nel 1981 va in scena nello Sferisterio di Macerata per la coreografia di Robbins con Josie de Guzman, Ken Marshall, Debbie Allen, Sammy Smith, Jake Turner ed Arch Johnson per il Broadway theatre.

Nel 1984 Bernstein decise di ri-registrare il musical, dirigendo una sua composizione in prima persona per la prima volta. Nota come una “versione operistica” di West Side Story, vide la partecipazione di Kiri Te Kanawa nel ruolo di Maria, José Carreras in quello di Tony, Tatiana Troyanos come Anita, Kurt Ollman come Riff mentre Marilyn Horne canta “Somewhere” nel ruolo di un personaggio secondario (“Anybody”). Questa versione ha vinto un Grammy Award nel 1985.

Per il Teatro Verdi di Trieste va in scena nel 1995 ed al Ravenna Festival nel 2002 al Pala De André.

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Antonio Pappano…

Figlio di genitori italiani di origine beneventana emigrati a Londra come inservienti di un ristorante, Antonio Pappano si appassiona alla musica sin da ragazzo grazie all’ ausilio del padre, un amatore di musica operistica italiana che suonava per diletto il pianoforte. Trasmessa al figlio la passione, Pappano rivela buone doti di esecutore già a 12 anni, quando è in grado di accompagnare al pianoforte alcuni giovani studenti inglesi di canto.

Nel 1973 si trasferisce negli Stati Uniti, dove prosegue privatamente gli studi di pianoforte sotto la guida di Norma Verrilli, quelli di composizione con Arnold Franchetto e infine quelli di direzione d’orchestra con Gustav Meier. Pur avendo studiato musica sin dall’ età di sei anni, Antonio Pappano si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma, neppure in pianoforte, circostanza che ha generato contestazioni anche pesanti presso alcune istituzioni musicali e teatrali di paesi europei e americani.

Antonio Pappano è stato il direttore più giovane delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dove ha diretto sia la Royal Opera nel 1990 con La bohème con Jerry Hadley che la Royal Ballet. Come pianista e direttore ha attirato l’ attenzione di Daniel Barenboim, di cui diviene assistente al Festival di Bayreuth dove dal 1999 al 2001 dirige Lohengrin. Ha lavorato a Barcellona e a Francoforte, ed è stato assistente di Michael Gielen.

Nel 1990 diviene direttore musicale della Den Norske Opera, dopo aver debuttato come direttore in Norvegia nel 1987.

Nel 1992 Pappano diventa direttore musicale del teatro La Monnaie/De Munt in Belgio; incarico che mantiene fino al 2002.

Nel frattempo, nel 1999, viene nominato anche direttore musicale della Royal Opera House, Covent Garden, di cui diviene effettivo dal settembre del 2002 quando inizia con Ariadne auf Naxos con Thomas Allen. È stato anche direttore ospite della Israel Philharmonic Orchestra, e ha diretto la English National Opera (ENO), la Metropolitan Opera (1997) con Eugene Onegin con Vladimir Chernov e Neil Shicoff, la San Francisco Opera, la Lyric Opera di Chicago nel 1990 con Carmen con Neil Shicoff e nel 1991 L’ elisir d’ amorecon Cecilia Gasdia, Alessandro Corbelli e Claudio Desderi e la Berlin Staatsoper.

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Leonard Bernstein…

 

Leonard Bernstein
Il più grande pianista tra i direttori, il più grande direttore tra i compositori, il più grande compositore tra i pianisti…un genio universale
(Artur Rubinstein)

Leonard Bernstein - Copia

Leonard Bernstein, artista di grande fama internazionale nato con il nome di Louis a Lawrence il 25 agosto del 1918 da una famiglia di ebrei polacchi di Rovno e morto a New York il 14 ottobre del 1990, è stato un compositore, pianista e direttore d’ orchestra statunitense.

Si avvicina al pianoforte all’età di 10 anni. Frequenta la Boston Latin School, nel 1939 è alla Harvard University dove prende lezioni di teoria musicale e contrappunto da Arthur Tillman Merritt e Walter Piston. A Filadelfia dal 1939 al 1941 frequenta il Curtis Institute of Music dove studia direzione d’ orchestra con Fritz Reiner e orchestrazione con Randall Thompson. Presso il Berkshire Music Center a Tanglewood studia composizione musicale con Serge Koussevitzky (al quale fu assistente e poi successore).

Nel 1943 Bernstein è nominato direttore assistente dell’ Orchestra Filarmonica di New York, avendo l’ occasione di mostrarsi al grande pubblico quando sostituisce in novembre il direttore Bruno Walter.

Successivamente dal 1945 al 1947 è direttore della New York City Center Orchestra. Fa la sua comparsa come direttore ospite presso altre orchestre negli Stati Uniti, in Europa e Israele, svolgendo un’intensa attività concertistica nei più importanti centri musicali del mondo, dedicandosi contemporaneamente alla composizione.

Dal 1958 al 1969 Bernstein è direttore d’orchestra e direttore musicale dell’ Orchestra Filarmonica di New York, diventando il primo nato negli USA a ricoprire questi incarichi.

Bernstein pubblicò una raccolta di conferenze, The Joy of Music (1959); Concerti Giovani, della lettura e dell’ascolto (1962); L’infinita varietà della Musica (1966), e La questione senza risposta (1976), prelevato dalle sue Letture di Charles Eliot Norton alla Harvard University (1973).

“The reason why I love conducting is

that I love the people I conduct and I love the people for whom we play.

It’ s the most potent love affair you can have in your life.”

-Leonard Bernstein

 

QUALCHE ESTRATTO DAL FILM…

 

“West Side Story – 13 video”

“West Side Story – West Side Story Soundtrack”

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