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All’ Accademia Santa Cecilia Radu Lupu in recital 13 Maggio 2019 ANNULLATO

“Radu Lupu, magico antidivo”, Attilio Piovano

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Accademia di Santa Cecilia, Stagione da Camera 2018 – 2019

 

Occasione da non perdere per ascoltare Radu Lupu, musicista schivo, dotato di un carisma magnetico. Negli anni questo raffinato interprete ha regalato pagine di autori classici e romantici, spaziando tra stili ed epoche e riuscendo sempre a trovare la chiave giusta per aprire il cuore di coloro che lo seguono con passione. Rinomato esecutore della musica austro-tedesca Lupu si trova a suo agio nell’ interpretazione di Beethoven, Mozart, Schubert, autori ai quali bensì adatta il carattere esigente di un pianista capace di sfumature raffinatissime. Il concerto di questa sera prevede il seguente programma:

 

R. SchumannKreisleriana

… … …

F. SchubertSonata D 960

 

QUANDO

Lunedì 13 Maggio 2019, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Pianista, Radu Lupu

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di 38,00 €; ridotto giovani Under 30 al costo di 28,50 €

Galleria centrale al costo di 26,00 €; ridotto giovani Under 30 al costo di 19,50 €

Gallerie laterali al costo di 18,00 €; ridotto giovani Under 30 al costo di 13,50 €

 

Accademia Santa Cecilia, Roma: il pianista Radu Lupu

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Radu Lupu…

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L’arte suprema di Lupu non è però diretta a sottolineare il particolare timbrico seguendo solamente l’istinto o la ricerca della bellezza assoluta

 

Radu Lupu è nato in Romania il 30 novembre del 1945 ed ha iniziato gli studi di pianoforte all’ età di 6 anni, con Lia Busuioceanu debuttando in pubblico con un programma completo della sua musica all’età di 12 anni. Ha continuato i suoi studi per diversi anni con Florica Muzicescu (maestra di Dinu Lipatti) e Cella Delavranca prima di vincere un borsa di studio nel 1961 per il Conservatorio di Mosca dove ha studiato con Galina Eghyazarova, Heinrich Neuhaus e più tardi con Stanislav Neuhaus.

Ha vinto il primo premio in tre competizioni: il Concorso pianistico internazionale Van Cliburn del 1966, l’ Enescu International nel 1967 e il Leeds International nel 1969. Nel 1989 ha vinto il Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana, consegnatogli dall’Associazione Nazionale Critici Musicali italiani.

È regolarmente invitato a suonare con tutte le più grandi orchestre del mondo compresi i Berliner Philharmoniker diretti da Karajan (con cui ha fatto il suo debutto al Festival di Salisburgo) nel 1978, i Wiener Philharmoniker diretti da Riccardo Muti (con cui ha aperto il Festival di Salisburgo nel 1986 con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart), la Royal Concertgebouw, la Filarmonica della Scala nel 1992 e tutte le maggiori orchestre di Londra e americane.

La sua prima e maggiore apparizione in America fu nel 1972 con la Cleveland Orchestra con Daniel Barenboim a New York e con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Carlo Maria Giulini. Ha suonato a tutti i maggiori festival della musica ed è stato ospite regolare dei festival di Salisburgo e Lucerna.

Ancora a Salisburgo esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 di Mozart con la London Symphony Orchestra nel 1988, il Concerto per pianoforte e orchestra di Grieg nel 1990, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 di Mozart con l’ Orchestra filarmonica d’Israele diretta da Zubin Mehta nel 1991, le 2 Sonate di Franz Schubert nel 1996 e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven diretto da Muti. Nel 1999 tiene un recital e nel 2012 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Beethoven diretto da Christoph Eschenbach.

Per il Teatro alla Scala di Milano nel 1992 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven diretto da Muti, nel 1995 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart e si esibisce in un recital, nel 1997 un concerto con il Quartetto Accardo, nel 2001 si esibisce in un recital, nel 2002 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Beethoven diretto da Muti al Teatro degli Arcimboldi trasmesso da Rete 4 e nel 2008 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Béla Bartók diretto da Daniel Barenboim.

Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1993 tiene un concerto con musiche di Robert Schumann.

Nel 2005 si esibisce in un recital al Teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena.

Tra le Onorificenze

Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria – Comandante dell’Ordine dell’ Impero Britannico (Regno Unito)
                         «Per i servizi alla musica» — 31 dicembre 2015

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Radu Lupu in “Schubert: 4 Impromptus D. 935 – live 2012″:

Radu Lupu in “Brahms: Six Pieces for Piano Op. 118″:

Radu Lupu in “Live Recital SCHUBERT DEBUSSY Carnegie Hall 2008 NEW YORK″:

Radu Lupu in “Recital 23 January 2002 Carnegie Hall NEW YORK″:

Radu Lupu in “Schubert: Piano Sonata/Fantasie No. 18 in G, D. 894, Op. 78″:

Radu Lupu in “Grieg’s Piano Concerto″:

Radu Lupu in “Mozart: Concerto per piano Nº 19, K 459″:

Radu Lupu in “Schumann: Piano Concerto In A Minor, Op 54″:

Radu Lupu in “Schumann: Humoreske, op 20 – live 1983″:

Radu Lupu in “Schumann: Kreisleriana op. 16, January 1993″:

Radu Lupu in “BEETHOVEN: Piano Concerto n. 3 in C minor op. 37″:

Radu Lupu in “Beethoven: Piano Concerto No. 1 in C major, op. 15 ″:

Radu Lupu in “Schubert: Piano Sonata No.20 in A-dur, D.959″:

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ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Sokolov _ Helsinki, 1995):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Annie Fischer):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Claudio Arrau _ 1972):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Imogen Cooper):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Maurizio Pollini _ Recording: München, Residenz, Herkules-Saal, 2/2001):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Yuja Wang):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Alfred Cortot _ Studio recording, London, 5.VII.1935):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Sofronitsky _ rec. 1952):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Radu Lupu _ January 1993):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Grimaud):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Andras Schiff):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Martha Argerich):

“Kreisleriana op. 16” by R. Schumann (Vladimir Horowitz _ Year of recording: 1969):

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Era come se la musica non avesse bisogno di suoni materiali, come se le melodie, simili a visioni, si rivelassero a orecchie spiritualizzate“, Ferdinand Hiller, grande virtuoso del pianoforte, amico di Chopin, Mendelssohn e Liszt

 

Nella Vienna di Beethoven, Schubert fatica ad affermarsi, se non parzialmente come autore di Lieder, e le sue Sonate per pianoforte vanno incontro a un clamoroso insuccesso editoriale: durante la sua breve vita (muore nel 1828 a soli 31 anni) riesce a pubblicarne solamente tre, mentre Beethoven ne scrive trentadue e le pubblica tutte.

Quando nella primavera del 1825 propone la Sonata in la minore D. 845 all’ editore Hüther, questi gli offre di pubblicarla al “prezzo più basso possibile” perché opera di un “principiante”; in realtà quel “principiante” ha scritto già circa ottocento composizioni pubblicandone una quarantina, ma in effetti non lo conosce quasi nessuno.

Nel settembre del 1828, due mesi prima della morte, Schubert porta a termine tre grandi Sonate per pianoforte: la Sonata in do minore D. 958, la Sonata in la maggiore D. 959 e la Sonata in si bemolle maggiore D. 960, accomunate dalle ampie dimensioni, dalla struttura in quattro movimenti, da un frequente ricorso a toni liederistici, dall’ intenso sfruttamento del registro medio-grave della tastiera.

La Sonata in si bemolle maggiore D. 960 viene terminata il 26 settembre del 1828 ed eseguita in pubblico per la prima volta già il giorno dopo, nel corso di una straordinaria serata musicale in casa del dottor Ignaz Menz in cui Schubert probabilmente esegue per gli amici anche le altre due Sonate gemelle e accompagna il barone von Schönstein in alcuni Lieder tratti dalla Winterreise. Cinque giorni dopo, scrive all’ editore Probst per offrirgli le sue opere più recenti: “Ho composto, tra l’ altro, tre Sonate per pianoforte solo, che mi piacerebbe dedicare a Hummel. Ho pure composto alcune canzoni su testi di Heine di Amburgo, che qui sono piaciute in modo straordinario, ed infine un Quintetto per due violini, una viola e due violoncelli. Ho già eseguito le Sonate in alcuni posti, ricevendo molti applausi, ma il Quintetto sarà provato solo prossimamente. Se qualcuna di queste composizioni Le conviene me lo faccia sapere“. Evidentemente nessuno di quei lavori conviene a Probst, così come in quello stesso periodo all’ editore Schott di Magonza non convengono né il Quintetto in do maggiore, né i 4 Impromptus D. 935, giudicati “troppo difficili per essere delle bagatelle”. Le parole con cui si conclude la lettera di Schott dimostrano che l’ esperto editore riconosce il talento di Schubert ma individua perfettamente i motivi che in quel momento non rendono vendibile la sua musica: “Se le capita di comporre qualcosa di meno difficile e nello stesso tempo brillante, possibilmente in una tonalità più facile, la prego vivamente di volermela inviare senz’ altro“.

 

Mentre in genere egli chiede tanto allo strumento, qui rinuncia volontariamente ad ogni novità brillante ed arriva ad una semplicità di invenzione ben più grande: altrove egli intreccia nuovi legami di episodio in episodio, qui invece distende e dipana alcune idee musicali generali. Così la composizione scorre mormorando di pagina in pagina, sempre lirica, senza mai pensiero per ciò che verrà, come se non dovesse mai arrivare alla fine, interrotta soltanto qua e là da fremiti più violenti che tuttavia si spengono rapidamente“, Robert Schumann a proposito della Sonata in si bemolle maggiore sulla Neue Zeitschrift für Musik

 

“Sonata in si bem. magg. D 960” I° Mov., Molto moderato by Franz Schubert (Rudolf Buchbinder):

Il primo tempo della Sonata in si bemolle maggiore (Molto moderato) si apre con un dolcissimo tema interrotto per un attimo da un cupo trillo nel registro grave, che tornerà nel corso del movimento. Il secondo tema viene esposto a sorpresa in fa diesis minore la prima volta, e in si minore nella ripresa; lo sviluppo si apre nella tonalità di do diesis minore che sarà poi la tonalità d’ impianto del secondo movimento.

 

“Sonata in si bem. magg. D 960” II° Mov., Andante sostenuto by Franz Schubert (Rudolf Buchbinder):

L’ Andante sostenuto è attraversato dalla stessa atmosfera di sogno in cui si è aperto il primo movimento e come quello è una pagina “di sconvolgente bellezza che sfida ogni descrizione” (Harry Halbreich). 

 

“Sonata in si bem. magg. D 960” III° Mov., Scherzo (Allegro vivace con delicatezza) – Trio by Franz Schubert (Rudolf Buchbinder):

“Sonata in si bem. magg. D 960” IV° Mov., Allegro ma non troppo by Franz Schubert (Rudolf Buchbinder):

Segue un breve e leggero Scherzo (Allegro vivace con delicatezza) in si bemolle maggiore. La stessa spensieratezza anima anche l’ Allegro ma non troppo conclusivo, un sereno rondò in cui uno degli episodi intermedi cita quasi letteralmente il motivo di tarantella dell’ ultimo tempo della Sonata in do minore D. 958.

 

“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Claudio Arrau):

“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Mitsuko Uchida, piano 1997):

“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Maurizio Pollini, 1987):


“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Sviatoslav Richter, Prague, 1972):

Era come se la musica non avesse bisogno di suoni materiali, come se le melodie, simili a visioni, si rivelassero a orecchie spiritualizzate“, Ferdinand Hiller, sul modo di suonare di Schubert

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Written by mara

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