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All’ Orchestra Sinfonica Siciliana Enrico Dindo Sergej Krilov maggio 2019

Egregio! Vorrei farti una comunicazione di natura artistica, alla quale mi auguro di cuore che tu possa essere più o meno interessato. Ma non sono sicuro che questo indirizzo sia valido per il periodo estivo. Perciò, posso pregarti per il momento di mandarmi una parola, per dirti poi il resto? Con l’antica stima“, Johannes Brahms al grande violinista Joseph Joachim

Orchestra Sinfonica Siciliana, Stagione 2018 – 2019

 

La quindicesima e ultima Sinfonia di Šostakovič, famosa per le sue incongrue citazioni da Rossini a Wagner, per la sua maestria nell’ alternare toni di tragedia e d’ironia, per il suo misterioso tintinnabulum finale, chiude anche la 60a stagione sinfonica dell’ OSS.

La formula classica della sinfonia in quattro tempi, impostata da Haydn e Mozart a fine ‘700, pur con tutte le licenze possibili e che perdura per due secoli di storia della musica, via Beethoven, Brahms e Bruckner, approda con questo capolavoro di Šostakovič a un punto di non ritorno. A confronto un’opera possente della maturità di Brahms, nella quale due solisti di grande spicco si affrontano e si intrecciano come l’uno e il suo doppio. Ecco quindi il programma:

 

Johannes Brahms, Concerto in la minore op. 102 per violino, violoncello e orchestra

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Dmitrij Šostakovič, Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141

 

QUANDO

Venerdì 24 Maggio 2019, ore 21,00

Sabato 25 Maggio 2019, ore 17,30

 

DOVE: Teatro Politeama
Via Turati, 2

90139 Palermo (PA)

 

INTERPRETI:

Evgeny Bushkov, direttore

Sergej Krilov, violino

Enrico Dindo, violoncello

Orchestra Sinfonica Siciliana

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Poltronissima INTERO al costo di € 40,04; UNDER30 al costo di € 20,02

Poltrona INTERO al costo di € 34,32; UNDER30 al costo di € 17,16

Balconata INTERO al costo di € 40,04; UNDER30 al costo di € 20,02

Palchi INTERO al costo di € 34,32; UNDER30 al costo di  17,16

Barcaccia INTERO al costo di  28,60; UNDER30 al costo di  14,56

Barcaccia Visibilità Ridotta INTERO al costo di  22,88; UNDER30 al costo di  11,96

Loggione INTERO al costo di  20,59; UNDER30 al costo di  10,92

 

Orchestra Sinfonica Siciliana: Enrico Dindo

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Enrico Dindo…

enrico_dindo

Figlio d’ arte, inizia a sei anni lo studio del violoncello. Si perfeziona con Antonio Janigro e nel 1997 conquista il Primo Premio al Concorso “ROSTROPOVICH” di Parigi. Da quel momento inizia un’ attività da solista che lo porta ad esibirsi con le più prestigiose orchestre del mondo come la BBC Philharmonic, la Rotterdam Philarmonic, l’ Orchestre Nationale de France, l’ Orchestre du Capitole de Toulouse, la Tokyo Symphony Orchestra, la Filarmonica della Scala, la Filarmonica di San Pietroburgo, la London Philharmonic Orchestra, la NHK Symphony Orchestra di Tokyo, la Toronto Symphony, la Gewandhausorchester Leipzig Orchestra e la Chicago Symphony ed al fianco dei più importanti direttori tra i quali Riccardo Chailly, Aldo Ceccato, Gianandrea Noseda, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Yutaka Sado, Paavo Jarvj, Valery Gergev, Yuri Temirkanov, Riccardo Muti e lo stesso Mstislav Rostropovich che scrisse di lui: … è un violoncellista di straordinarie qualità, artista compiuto e musicista formato, possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana.

E’ ospite in numerosi festivals prestigiosi e sale da concerto di tutto il mondo, tra i quali Londra (Wigmore Hall), Parigi, Evian, Montpellier, Santiago de Compostela; ha partecipato allo Spring Festival di Budapest, alle Settimane Musicali di Stresa, al Festival delle Notti Bianche di San Pietroburgo.

Ospite regolare dell’Orchestra del’Accademia di Santa Cecilia, nel 2010 e nel 2013 è stato in tournée con la Leipziger Gewandhaus Orchester, diretta da Riccardo Chailly con concerti a Lipsia, Parigi, Londra e Vienna, ottenendo un notevole successo personale.

Tra gli impegni più recenti ricordiamo: Copenhagen con la Danish National Orchestra, Tel Aviv con la Israel Symphony, Zagabria e Roma con l’Orchestra di Santa Cecilia.

Tra gli autori che hanno creato musiche a lui dedicate, Giulio Castagnoli, Carlo Boccadoro Carlo Galante e Roberto Molinelli

Con la fondazione dell’ensemble I Solisti di Pavia, nel 2001, Enrico Dindo inizia un percorso di avvicinamento alla direzione d’orchestra che lo ha portato a collaborare recentemente con l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra della Svizzera Italiana e con la Filarmonica della Scala. Nel 2014 è stato nominato direttore musicale e principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Zagabria. Prossimamente sarà anche a Torino con l’Orchestra Sinfonica della RAI

Insegna presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano e presso la Pavia Cello Academy ed ai corsi estivi dell’Accademia T. Varga di Sion. Nel 2012 è stato nominato Accademico di Santa Cecilia.

Enrico Dindo incide per la DECCA, l’ultimo CD che ha riscosso un notevole successo di critica è dedicato ai due concerti di Haydn, con I Solisti di Pavia . Nel 2012 la Chandos ha pubblicato i concerti di Shostakovich, incisi con la Danish National Orchestra, diretta da Gianandrea Noseda, riscuotendo un immediato consenso della critica internazionale.

Enrico Dindo suona un violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717 affidatogli dalla Fondazione Pro Canale.

Sito Ufficiale: http://www.enricodindo.com

 

“Enrico Dindo – 138 video”:

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

A colui per il quale è stato scritto

 

Il Concerto per violino e violoncello in la minore, op. 102, detto Doppio Concerto, di Johannes Brahms, prese forma nel 1887 durante il periodo estivo che il compositore trascorreva come d’ abitudine a Thun, la cittadina svizzera sul lago omonimo, come omaggio all’ arte di due amici, il violinista Joseph Joachim e il violoncellista Robert Hausmann.

Brahms doveva scrivere inizialmente un concerto per violoncello proprio per il suo amico Robert Hausmann. Nel 1881 – diversi anni prima della creazione del Concerto – Brahms giunse a una profonda rottura con Joseph Joachim, il violinista con il quale aveva un antico sodalizio artistico e di amicizia, e al quale aveva dedicato, nel 1878, il Concerto per violino op. 77. Testimone delle agitate vicende del matrimonio di Joachim, il compositore si era schierato apertamente a favore della moglie del violinista, suscitando il risentimento di quest’ultimo. Brahms colse quindi l’ occasione per dedicare anche a lui il suo lavoro, in segno di riconciliazione.

Clara Schumann definiva questo concerto Versöhnungswerk, «opera di riconciliazione»

La prima ebbe luogo a Colonia il 18 ottobre 1887, al Theater der Stadt, con l’ Orchestra di Gürzenich, sotto la direzione di Brahms stesso, ed avendo come solisti i due dedicatari. Tra il pubblico un ascoltatore d’eccezione, Petr Il’ič Čajkovskij, che tuttavia non se ne mostrò particolarmente colpito.

Questa forma musicale resta rarissima nel XIX° secolo ed il suo pendant è il celebre Triplo concerto di Ludwig van Beethoven.

Il concerto per solisti multipli era abbastanza normale anteriormente, come attestano i vari concerto grosso, le sinfonie concertanti ed i precedenti di Wolfgang Amadeus Mozart.

Il Doppio è non solo l’ultimo Concerto, ma l’ ultima opera sinfonica in assoluto composta da Brahms, posteriore di due anni alla sua quarta ed ultima sinfonia. La scelta della destinazione solistica polistrumentale – desueta per tutto l’ Ottocento – appare singolare, e si riflette in soluzioni stilistiche piuttosto differenti rispetto a quelle dei precedenti lavori sinfonici.

 

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Renaud Capuçon, violin; Gautier Capuçon, cello – Orchestre Philharmonique de Radio France – Myung-Whun Chung, conductor; London, Proms 2011):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Anne-Sophie Mutter, Maximilian Hornung):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Jascha Heifetz violon; Gregor Piatigorsky violoncelle; RCA Victor Symphony Orchestra – Alfred Wallenstein _ Enregistré en 1960):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Josef Suk, Violin; André Navarra, Violoncello; Czech Philharmonic Orchestra – Karel Ančerl Conductor – Rec. at Dvořák Hall of Rudolfinum, Prague, October 1963):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Kremer-Maisky-Bernstein):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (David Oistrakh, violin; Mstislav Rostropovich, violoncello; Cleveland Orchestra, George Szell, 1970 – 1998 EMI Records):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Herbert von Karajan – Berliner Philharmoniker; Violin: Anne-Sophie Mutter; Violoncello: António Meneses):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Isaac Stern: violin, Leonard Rose: cello-Philadelphia Orchestra-Eugene Ormandy: conductor):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Perlman, Rostropovich):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Violin, Isaac Stern (66 years old); Cello, Yo-Yo Ma (31 years old) – Cond : Kazuyoshi AKIYAMA e NHK Symphony Orchestra _ 1986.11.27 Suntory Hall):

«La mia folle, ultima composizione»

 

L’opera è formata da tre movimenti e la sua esecuzione dura circa trenta minuti.

  • Allegro
  • Andante
  • Vivace non troppo

L’ esordio di questo brano è al di fuori della norma: si tratta di una grande cadenza solistica, posta all’inizio anziché alla fine del movimento come avveniva tradizionalmente. Nel primo movimento, l’ Allegro, entra bruscamente con un motto pronunciato da tutta l’orchestra; ma subito si fa strada il violoncello solista, come detto, in un’ampia cadenza che ribalta le nostre aspettative e che presto contagia anche il violino: all’ orchestra non rimane che tenersi in disparte, come spettatrice, finchè non riesce a innestarsi sul dialogo dei due solisti e a imporre nuovamente il motto d’apertura. Successivamente si intromettono di nuovo i due solisti, rubando la scena; d’ora in poi la struttura del brano vedrà un avvicendarsi regolare dell’ orchestra e dei solisti, a blocchi alterni.

Il secondo movimento, l’ Andante, è forse il momento di maggior equilibrio tra i due protagonisti; dopo brevi e interrogativi incisi dei fiati, violino e violoncello intonano in ottave una ampia melodia cantabile.

Nel terzo movimento, Vivace non troppo conclusivo, torna a manifestarsi una certa preminenza del violoncello, a cui solitamente spettano le proposte, mentre il timbro più femminile del violino interviene in eco. Intorno alla danza dei solisti l’orchestra si raccoglie compatta, a tratti persino brusca. Prima di concludere, un’ultima sezione in cui violino e violoncello svettano sull’ orchestra in piena libertà copre il posto assegnato per tradizione alla cadenza.

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Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141″ by Dmitrij Šostakovič (Philadelphia Orchestra – Eugene Ormandy, conductor):

Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141″ by Dmitrij Šostakovič (Valery Gergiev, conductor e Mariinsky Theatre Orchestra):

Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141″ by Dmitrij Šostakovič (Chicago Symphony orchestra – Georg Solti):

Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141″ by Dmitrij Šostakovič (Royal Concertgebouw Orchestra e Bernard Haitink):

Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141″ by Dmitrij Šostakovič (Leningrad Philharmonic Orchestra e Yevgeny Mravinsky – Live recording, Leningrad, 26.V.1976):

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Written by mara

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