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Alla Filarmonica della Scala Benjamin Grosvenor e Riccardo Chailly

“[…] A soli 22 anni questo pianista inglese ha già conquistato la critica che ha parlato di lui come il nuovo Kissin. Geniale, sensibile, lucido, intelligente, sono soltanto alcuni degli aggettivi con cui sono state accolte le sue interpretazioni […]”
Repubblica, 5 dicembre 2014

Filarmonica della Scala, Stagione 2017 – 2018

 

Nel secondo concerto di stagione, in programma lunedì 22 gennaio 2018, Riccardo Chailly dirige la Sinfonia n. 4 in fa minore di Čajkovskij. Al suo fianco c’è il pianista Benjamin Grosvenor: il giovane e talentuoso pianista britannico – classe 1992, cinque dischi all’ attivo per Decca – interpreta il Concerto per pianoforte di Edvard Grieg, primo ascolto del ciclo dedicato a quattro grandi concerti per tastiera che saranno ascoltati in Stagione con altrettanti interpreti.

Il concerto di Grieg rimanda al grande pianismo di Chopin, Schumann e Liszt, ma mostra tutta la personalità creatrice dell’autore che sa benissimo come esprimere il proprio mondo interiore. Ben gli si accosta la Quarta sinfonia che il compositore russo definì una “confessione musicale dell’anima”.

 

Edvard GriegConcerto per pianoforte e orchestra in la min. op. 16

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Pëtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 4 in fa min. op. 36

 

QUANDO:

Lunedì 22 gennaio 2018, ore 20.00

 

DOVE: TEATRO ALLA SCALA
Via Filodrammatici, 2
20121 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Riccardo Chailly, direttore

Benjamin Grosvenor, pianoforte

Orchestra del Teatro alla Scala

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

II ORDINE PALCHI al costo di € 85,00

I ORDINE PALCHI al costo di € 85,00

III ORDINE PALCHI al costo di € 65,00

IV ORDINE PALCHI al costo di € 65,00

I GALLERIA al costo di € 25,00

II GALLERIA al costo di € 15,00

I GALLERIA INGRESSO al costo di € 5,00

II GALLERIA INGRESSO al costo di € 5,00

 

Filarmonica della Scala: Benjamin Grosvenor e Riccardo Chailly

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Riccardo Chailly…

riccardo chailly-2

Riccardo Chailly è Direttore Principale del Teatro alla Scala dal gennaio 2015. Dal novembre 2015 è Direttore Principale della Filarmonica della Scala con cui ha programmato un denso calendario di tournée internazionali e incisioni discografiche.

Nato a Milano, ha compiuto gli studi musicali nei Conservatori di Perugia, Roma e Milano, perfezionandosi all’ Accademia Chigiana di Siena ai corsi di Franco Ferrara. Il primo incarico da Direttore Musicale gli è stato conferito dal Radio-Symphonie-Orchester di Berlino dal 1980 al 1988. Nel 1988 Chailly ha assunto la carica di Direttore Principale dell’Orchestra del Royal Concertgebouw di Amsterdam, incarico mantenuto per sedici anni. Allo stesso tempo è stato Direttore Musicale del Teatro Comunale di Bologna e dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano.

Riccardo Chailly dirige regolarmente le maggiori orchestre sinfoniche europee: Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, London Symphony Orchestra, Orchestre de Paris. Negli Stati Uniti ha collaborato con la New York Philharmonic, la Cleveland Orchestra, la Philadelphia Orchestra e la Chicago Symphony Orchestra.

Dal 2005 è Gewandhauskapellmeister della Gewandhausorchester di Lipsia, la compagine sinfonica più antica d’ Europa.

In campo operistico ha collaborato regolarmente con i maggiori teatri: oltre alla Scala, il Metropolitan di New York, la Lyric Opera di Chicago, l’ Opera di San Francisco, il Covent Garden di Londra, la Bayerische Staatsoper di Monaco, la Staatsoper di Vienna, l’ Opera di Zurigo. È presente con regolarità nei principali festival internazionali tra cui Salisburgo, Lucerna e i Proms di Londra.

Da trent’ anni Riccardo Chailly è artista esclusivo della casa discografica Decca. La rivoluzionaria incisione delle Nove Sinfonie di Beethoven con il Gewandhaus gli è valsa il prestigioso premio “Echo Klassik” come Miglior Direttore del 2012. Nel 2013 sono stati pubblicati tra l’altro l’integrale delle Sinfonie di Brahms con il Gewandhaus, che ha vinto il Gramophone Award come Disco dell’Anno, e “Viva Verdi”, realizzato con la Filarmonica della Scala in occasione del bicentenario verdiano.

Riccardo Chailly è Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana e membro della Royal Academy of Music di Londra. Nel 1998 è stato nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana; nello stesso anno la Regina dei Paesi Bassi lo ha insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine del Leone d’Olanda.  

Nel 2011 Riccardo Chailly è stato nominato Officier de l’ Ordre des Arts et des Lettres dal Ministro della Cultura francesce Frédéric Mitterand.

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Benjamin Grosvenor…

Benjamin Grosvenor, meraviglia britannica“, Geoff Brown, The Times, 14 gennaio 2013

 

Il pianista britannico Benjamin Grosvenor è noto in tutto il mondo per le sue esibizioni elettrizzanti e per le sue intense interpretazioni. Una tecnica raffinata e un talento geniale per le sfumature sonore sono le caratteristiche principali che fanno di lui uno dei pianisti più richiesti della scena musicale mondiale. La sua virtuosa padronanza, anche nei più ardui passaggi tecnici, non entra mai in conflitto con la profondità ed intelligenza delle sue interpretazioni. Definito come un pianista “con un talento e una tecnica non più ascoltati dai tempi del debutto del russo Kissin” (Gramophone Magazine), Benjamin Grosvenor è rinomato per la sua peculiare musicalità descritta come “poetica e sensibile, geniale e allo stesso tempo lucida, intelligente ma non priva di humour” (The Independent).

Anche le difficoltà più insidiose vengono superate grazie al suo tocco fresco e vigoroso e alla sua infinita ricerca poetica, Gramophone Magazine, Ottobre 2010

Benjamin Grosvenor ha iniziato la sua carriera internazionale grazie alla vittoria, all’ età di undici anni, della BBC Young Musician Competition nel 2004. Da allora si è esibito con importanti orchestre, tra le quali la London Philharmonic, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, la New York Philharmonic, la Philharmonia Orchestra, l’Orchestra Sinfonica di Tokyo, la Gewandhausorchester di Lipsia e in prestigiose sale concertistiche quali la Royal Festival Hall, il Barbican Center, la Victoria Hall di Singapore, la Frick Collection e la Carnegie Hall (all’età di tredici anni). Benjamin Grosvenor ha inoltre collaborato con numerosi e stimati direttori d’orchestra tra i quali si annoverano Vladimir Ashkenazy, Jiří Bělohlávek, Semyon Bychkov, Andrey Boreyko, Sir Mark Elder, Alan Gilbert, Vladimir Jurowski, Andrew Litton, Andrew Manze, Ludovic Morlot, Kent Nagano, Alexander Shelley, Thomas Søndergård, John Storgards, Gabor Takacs-Nagy, Michael Tilson Thomas e François Xavier-Roth.

Al suo debutto a Helsinki con la Kymi Sinfonietta la prestazione di Grosvenor è stata definita come quella di

ragazzo prodigio che si tuffa direttamente nel cuore della musica (Helsingin Sanomat)

sottolineando ancora la sua stupefacente intuizione. Negli Stati Uniti Benjamin Grosvenor ha debuttato con la North Carolina Symphony Orchestra ed ha avuto il suo debutto alla Carnegie Hall come solista con la New York Youth Orchestra all’ età di 13 anni.

Nel 2009 ha debuttato nella sala stracolma della Royal Festival Hall. La sua prestazione è stata celebrata come una

esecuzione dall’ atmosfera espressiva e drammatica proveniente direttamente dal cuore della musicaeun’ interpretazione dal carattere forte e di intensa energia espressiva (Daily Telegraph).

Con orchestre Grosvenor è apparso su rinomati podi quali il Barbican Centre, Muza Kawasaki di Tokio e la Royal Albert Hall e ha lavorato con famosi direttori quali Alexander Lazarev, Vladimir Ashkenazy e Alan Buribayev.

Nonostante la sua giovane età, Grosvenor è particolarmente versato per i recitals e riscuote riconoscimenti in tutto il mondo. E’ così ospitato regolarmente alla Wigmore Hall di Londra, oltre ad aver debuttato alla Victoria Hall di Singapore e alla Philia Hall di Tokyo. Negli Stati Uniti si è esibito al Gilmore Festival ed è amatissimo ospite a Saint Paul, nel Minnesota, della Associazione Chopin. Recentemente ha intrapreso una tournée di gran successo con quindici concerti in tutta la Germania.

A soli diciannove anni Benjamin Grosvenor si è esibito con la BBC Symphony Orchestra nella serata inaugurale dei BBC Proms del 2011 in una Royal Albert Hall gremita di pubblico. Dopo essere tornato ai BBC Proms nel 2012 esibendosi con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Charles Dutoit e nel 2014 in recital ed eseguendo il Primo Concerto di Chopin insieme alla BBC Symphony Orchestra e Gianandrea Noseda, nel 2015 ha fatto il suo debutto alla “Last Night of the Proms” interpretando il Concerto per pianoforte n. 2 di Shostakovich con la BBC Symphony Orchestra diretta da Marin Alsop.

Tra gli appuntamenti principali recenti e futuri di Benjamin Grosvenor figurano esibizioni con le Orchestre di Hallé e Cleveland, con l’Orchestra Filarmonica di Bergen, le Orchestre Sinfoniche di San Francisco, Singapore, Houston, Melbourne, Montreal e con la National Symphony di Washington e importanti debutti in recital alla Konzerthaus di Vienna, alla Zankel Hall e Carnegie Hall di New York e concerti nella ‘Utzon Music Series’ della Sydney Opera House, alla Konzerthaus di Berlino, al Festival di Lucerna, al Festival de La Roque d’ Antheron e all’ ‘International Piano Series’ presso il Southbank Centre di Londra.

Benjamin Grosvenor continua a inserire collaborazioni con formazioni di musica da camera nel suo calendario, tra cui si annoverano concerti con l’Escher String Quartet al Musée du Louvre di Parigi e con l’Endellion String Quartet all’International Chamber Music Series della Queen Elisabeth Hall, così come un concerto da camera alla OSM Classical Spree di Montreal.

 «Il più significativo giovane pianista del nostro tempo», Grammophone

Nel 2011 Benjamin Grosvenor ha firmato un contratto in esclusiva con Decca Classics, diventando il più giovane musicista britannico a registrare per questa etichetta, nonché il primo britannico da quasi sessant’ anni a questa parte. La sua registrazione più recente, intitolata Dances (album che presenta una storicamente e stilisticamente variegata offerta di opere influenzate dalla danza) è stata descritta come “mozzafiato” (The Guardian), offrendo ascolto dopo ascolto una performance di “brillantezza e carattere senza pari” (Gramophone Magazine), aggiudicandosi anche il ‘BBC Music Management Instrumental Award 2015’.

Durante la sua giovane ma già sensazionale carriera, Benjamin Grosvenor ha vinto due ‘Gramophone Award’ (come ‘Young Artist of the Year’ e un ‘Instrumental Award’), un ‘Classic Brits Award’ (premio della critica), uno ‘UK Circle Award’ (premio della critica) e un ‘Diapason d’Or’ (come ‘miglior giovane talento’). È inoltre apparso in due documentari per la BBC, al BBC Breakfast, all’Andrew Marr Show e nella serie Human to Hero della CNN.

Benjamin Grosvenor, ultimo di cinque fratelli, ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di sei anni.

Ha studiato alla Royal Academy of Music con Christopher Elton e Daniel-Ben Pienaar e nel 2012 si è diplomato ricevendo il ‘Queen’s commendation for excellence’, riconoscimento al miglior studente dell’anno. Dal 2013 la sua attività è sostenuta da EFG International, importante istituto bancario privato.

Sito personale: https://www.benjamingrosvenor.co.uk/

 

“3 video su Benjamin Grosvenor”:

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Arturo Benedetti Michelangeli, Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, Mario Rossi _ Radio recording, Roma, 27.VI.1963):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Dinu Lipatti):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Leif Ove Andsnes, Berliner Philharmoniker conducted by Mariss Jansons):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Artur Rubinstein):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Sviatoslav Richter):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Krystian Zimerman):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Alexander Malofeev):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Emil Gilels, Paavo Berglund, Finnish Radio Symphony Orchestra _ Finlandia Hall, Helsinki, 1983):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Khatia Buniatishvili):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Lilya Zilberstein):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (New Philharmonia Orchestra, Rafael Frühbeck de Burgos, Arturo Benedetti Michelangeli _ Year of recording: 1965):

“Concerto per pianoforte e orchestra in la minore” by Edvar Grieg (Julia Fischer):

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Mi chiedete se la musica ha un programma definito. In generale, se mi rivolgono questa domanda riguardo a una composizione sinfonica, rispondo di no. E in verità non è una domanda cui sia facile rispondere. Come è mai possibile esprimere quelle sensazioni che proviamo allorché scriviamo un’opera strumentale che non ha in sé alcun soggetto definito? E’ un processo puramente lirico, una confessione musicale dell’anima, ove pullulano tante cose e che secondo la propria essenza si riversa in suoni, appunto come il poeta lirico si effonde in versi

La Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 di Pëtr Il’ič Tchaikovsky viene composta tra dicembre 1876 e gennaio 1878 e presentata a Mosca il 10 febbraio 1878 sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein con un “tiepido” riscontro da parte del pubblico.

Questo periodo denso di avvenimenti che hanno esiti contrastanti sul suo labile sistema nervoso lo inducono alla stesura di una composizione in cui dare libero sfogo ai suoi sentimenti.

La baronessa von Meck che ha assistito all’ esecuzione, chiede a Tchaikovsky una spiegazione sui contenuti della composizione e questi in una lettera del 17 febbraio gli fornisce un’ interpretazione programmatica che costituisce un documento utile anche se non decisivo, per la comprensione della Sinfonia:

La nostra Sinfonia ha un programma abbastanza definito perché si possa esprimere a parole; a voi sola desidero – e posso – dire il significato dell’opera nell’insieme e nelle singole parti. Voi capirete che tenterò di farlo soltanto per sommi capi. L’introduzione è il germe dell’intera Sinfonia, l’idea principale dalla quale dipende tutto il resto. Il tema di apertura è il Fatum, la forza inesorabile che impedisce alle nostre speranze di felicità di avverarsi; che sta in agguato, gelosamente, per impedire che il nostro benessere e la nostra pace possano diventare piene e senza nubi: una forza che, come la spada di Damocle, pende perpetuamente sul nostro capo e di continuo ci avvelena l’anima. Questa forza è ineluttabile e invincibile. Con il Moderato con anima la disperazione e la tristezza diventano più forti, più cocenti. Non sarebbe più saggio distogliersi dalla realtà e immergersi nel sogno? Oh, gioia! Alfine appare un dolce e tenero sogno. Una fulgida, soave immagine umana aleggia dinanzi a me, mi chiama. Come bello e remoto, ora, appare il primo ineluttabile tema dell’Allegro! A poco a poco il sogno avvolge l’anima. Obliata è la tristezza, la disperazione. Ecco la felicità! Ma no, era .solo un sogno e il Fato ci ridesta. Così la vita è un costante alternarsi di aspra realtà, di sogni evanescenti, di fuggevoli visioni di felicità. Non vi è alcun porto. Si naviga su quel mare finché esso vi sommerge e vi fa affondare nella sua profondità. Questo, approssimativamente, è il programma del primo tempo. Il secondo tempo esprime un’altra fase di sofferenza. E’ la malinconia che ci invade a sera, allorché siamo soli, stanchi del lavoro, e cerchiamo di leggere, ma il libro ci sfugge di mano. I ricordi si affollano in noi. Come sono dolci quelle memorie di giovinezza, ma come è triste che tante cose siano state e siano trascorse per sempre! Si rimpiange il passato, eppure non si vorrebbe ricominciare daccapo la vita, ci si sente troppo stanchi. E’ più piacevole riposare e rivolgere lo sguardo all’indietro, ricordando tante cose. C’erano momenti felici, quando il giovane sangue scorreva caldo e la vita esaudiva ogni nostro desiderio. C’erano anche momenti difficili, perdite irreparabili, ma sono ormai lontani. E’ triste e pur dolce tuffarsi così nel passato. Il terzo tempo non esprime sensazioni definite, è piuttosto una successione di capricciosi arabeschi, quelle immagini inafferrabili che passano nella fantasia quando si è bevuto del vino e si avvertono i primi segni dell’ebbrezza. L’anima non è ne gaia ne triste. Non si pensa a nulla: l’immaginazione ha libero corso e comincia, non si sa perché, a tracciare strani disegni. D’improvviso si presenta allo spirito la visione di contadini un po’ brilli, una breve canzone di strada risuona. Lontano, passa un corteo militare. Le immagini sono assolutamente sconnesse, come quelle che fluttuano nella mente allorché ci si addormenta. Non hanno nulla a che fare con la realtà, sono strane, selvagge, confuse. Il quarto tempo: se veramente non trovi motivo di gioia in te stesso, guardi gli altri. Va’ in mezzo al popolo, vedi come esso sa abbandonarsi alla gioia. Una festa rustica è descritta. Non appena però hai dimenticato te stesso in questa visione della gioia altrui, ecco che il Fato inesorabile riappare a ricordarti di te stesso. Ma gli altri sono indifferenti verso di te; non volgono neppure il capo, non ti guardano neppure, non si accorgono che tu sei solo e triste. Ah, come si divertono! E come sono fortunati di essere governati da sentimenti così semplici e immediati! Dà la colpa a te stesso e non dire che tutto il mondo è triste; esistono gioie semplici e pur forti. Allegrati nella felicità altrui e la vita sarà sopportabile. Questo, cara amica, è tutto ciò che posso dirvi della Sinfonia. Certo, quello che ho detto non è ne chiaro ne compiuto. Ciò deriva dalla intrinseca natura della musica strumentale, che non si presta all’ analisi particolareggiata. Dove le parole cessano, là comincia la music; come diceva Heine». Un post scriptum chiude la lettera: «Proprio ora, mettendo in busta la lettera, l’ho riletta e ho inorridito dinanzi al programma confuso e inesatto che vi mando. E’ la prima volta nella mia vita che ho tentato di trasportare idee e immagini musicali in parole, e non ci sono certo riuscito. Tutto l’inverno passato ho sofferto di una terribile ipocondria: la Sinfonia è un’eco veritiera di quello che provavo. Ma non è più di un’eco. Come riuscire a tradurre ciò in parole chiare e definite? Già ho dimenticato molte cose di quel periodo, ho solamente un ricordo dell’orrore e dell’intensità di ciò che provavo”

 

ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Claudio Abbado & Chicago Symphony Orchestra):


ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Leningrad Philharmonic Orchestra & Evgeny Mravinsky – Studio recording, Moscow, 8.IV.1957):


La sinfonia si divide in quattro movimenti della durata complessiva di quaranta minuti:

I movimento: l'”andante sostenuto“: “l’ introduzione”, così l’autore si espresse in una lettera inviata alla von Meck per descriverne il programma in essa contenuto, “contiene il germe di tutta una vita, il fato è la forza del destino che ostacola la nostra felicità; è come una spada di Damocle e avvelena senza posa l’anima… Bisogna assoggettarglisi… Non sarebbe meglio abbandonare la realtà e sprofondarsi nei sogni?“. Ma la musica reca solo delle visioni, che scompaiono alla fine e l’anima viene nuovamente sommersa dal mare.

II movimento: l'”andante con moto“, “è la descrizione di quella sensazione melanconica che ci prende quando di sera siamo ormai del tutto soli e stanchi delle fatiche effettuate durante il giorno“.

III movimento (Scherzo pizzicato) – “Il terzo tempo non esprime sensazioni particolari, è un arabesco capriccioso, un’apparizione fugace simile a quelle che colgono la nostra fantasia quando si beve un bicchiere di vino e si sente essere lievissimamente brilli…

IV movimento: il “finale“, così ebbe a dire Tchaikovsky nella sua descrizione alla von Meck: “Quando non trovate in voi la felicità, guardate gli altri, andate in mezzo al popolo, guardate come la gente si diverte, come si concede alla sua gioia! Il quarto tempo è il quadro di una festa popolare… Appena avete dimenticato voi stessa, appare instancabilmente il fato… Ma in fondo la vita è bella…!

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Written by mara

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