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Alla Rai di Torino Alexander Malofeev Myung-Whun Chung Maggio 2018

L’ ultimo fenomeno della scuola pianistica russa“, Corriere della Sera

Concerto num. 24 della Stagione 2017 – 2018, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Il Pianista Alexander Malofeev è una delle maggiori rivelazioni degli ultimi anni. Con la direzione del Maestro Myung-Whun Chung, e l’ Orchestra Nazionale della Rai di Torino, per l’ occasione verrà eseguito il seguente programma:

 

Sergej Rachmaninov, Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra

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Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 (Eroica)

 

QUANDO

Martedì 29 Maggio 2018, ore 20.30

Mercoledì 30 Maggio 2018, ore 20.00

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15
10124 Torino (TO)

 

INTERPRETI:

Direttore, Myung-Whun Chung

Pianoforte, Alexander Malofeev

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

 

Orchestra della Rai, Torino: Alexander Malofeev e Myung-Whun Chung

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Alexander Malofeev…

Alexander Malofeev è un giovane pianista russo che si è riuscito a farsi conoscere grazie alla sua straordinaria apparizione all’ ottava edizione del Concorso Tchaikovsky per giovani musicisti nel 2014, dove ha ottenuto il Primo Premio. Nel 2016 ha vinto il Grand Prix al Concorso Internazionale per Giovani Pianisti “Grand Piano”.

Nell’aprile 2017, in occasione dei concerti inaugurali del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, Alexander Malofeev ha ricevuto il premio “Giovane talento musicale dell’anno 2017”.

Alexander Malofeev è nato a Mosca nell’ottobre del 2001. Attualmente studia all’Istituto per Giovani Musicisti ‘Gnessin’ di Mosca sotto la guida di Elena Berezkina, insignita del titolo russo di Lavoratore Onorato della Cultura.

Appena quindicenne, Alexander Malofeev si è già esibito su palcoscenici prestigiosi, tra cui il Teatro Bolshoi, il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, il Galina Vishnevskaya Opera Centre, il Moscow International Performing Arts Center di Mosca, il Teatro Mariinsky a San Pietroburgo, il Palazzo del Cremlino a Mosca, il Concertgebouw di Amsterdam, il Teatro alla Scala di Milano, la Philharmonie di Parigi, il Queensland Performing Arts Centre in Australia, il Bunka Kaikan di Tokyo, lo Shanghai Oriental Art Center, il Centro Nazionale di Arti Figurative in Cina, il Kaufman Music Center e la Sede dell’UNESCO a Parigi. Ha tenuto recital in Russia. Azerbaijan, Finlandia, Francia, Svizzera, Germania, Austria, Spagna, Italia, Portogallo, Israele, Cina, Giappone, Australia e Stati Uniti.

Alexander Malofeev si è esibito con numerose orchestre prestigiose, tra cui l’Orchestra Mariinsky, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Russian National Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Tchaikovsky, l’Orchestra da Camera di Stato “I Virtuosi di Mosca”, l’Orchestra Sinfonia “Novaya Rossiya”, l’Orchestra Sinfonica Nazionale “Tatarstan”, l’Orchestra Filarmonica Nazionale di Russia, l’Orchestra Filarmonica Nazionale dell’Armenia e l’Orchestra da Camera del Festival di Verbier e ha collaborato con direttori del calibro di Valery Gergiev, Vladimir Spivakov, Alexander Sladkovsky, Alondra de la Parra, Dmitry Liss, Eduard Topchjan, Kazuki Yamada, Gábor Takács-Nagy ed Alexander Soloviev, solo per citarne alcuni.

Nel luglio del 2016 l’etichetta Master Performers ha pubblicato il primo DVD di Alexander Malofeev. La registrazione è stata realizzata al Queensland Conservatorium della Griffit University, in Australia.

Alexander Malofeev ha ottenuto importanti riconoscimenti in diversi concorsi sia in Russia sia a livello internazionale, tra cui il Grand Prix ed il Premio speciale alla nona edizione del Concorso Internazionale per giovani pianisti “Sergei Rachmaninov” (Veliky Novgorod, Russia, 2014), il Gran Prix al Concorso Internazionale “Music diamond” (Mosca, 2011, 2014) , il Primo Premio alla prima edizione del Concorso Internazionale “Astana Piano Passion” (Astana, Kazakhistan, 2013), il Gran Prix al Concorso Internazionale per Giovani Musicisti e Compositori “Musical Art” (Mosca, 2013), la Medaglia d’Oro agli undicesimi Giochi Delfici della Gioventù (Russia, 2012), il Gran Prix del Festival “Artobalevskaya” (2012), il Gran Prix al Concorso Internazionale “Mozart wunderkind” (Austria, 2011), il Primo Premio alla quarta edizione del Festival “New Names of Moscow” (2011).

Alexander Malofeev si è inoltre esibito per importanti Festival, quali il Festival de la Roque d’Anthéron, l’Annecy Classic Festival (Francia), il Festival Chopin (Francia), il Festival “Crescendo” organizzato da Denis Matsuev, il Mikkeli Music Festival(Finlandia) organizzato da Valery Gergiev, il Mariinsky International Piano Festival di San Pietroburgo, il Festival “Denis Matsuev and friends”, il Festival Internazionale “Mstislav Rostropovich” (Mosca, Baku, Orenburg), le “Master Pianists Series” del Concertgebouw di Amsterdam, il Festival Internazionale “Stars of the White Nights” di San Pietroburgo, il Festival Internazionale “Stars on Baikal”, il Festival Internazionale “Moscow Meets Friends” organizzato da Vladimir Spivakov, il Festival Invernale Internazionale ‘Arts Square’ diretto da Yuri Temirkanov, il Festival Larisa Gergieva and Guests di Vladikavkaz, il Festival di musica da camera di Eilat in Israele, il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, il Festival “Peregrinos Musicais” (Spagna) e molti altri.

Alexander Malofeev è titolare di borse di studio su gentile concessione della Vladimir Spivakov International Charity Foundation, della Fondazione “New Names” e della Fondazione “Mstislav Rostropovich”.

Sito Ufficiale: http://www.alexander-malofeev.com

 

“Alexander Malofeev – 31 video”:

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Myung-Whun Chung…

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Myung-Whun Chung inizia la sua attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni, e nel 1974 vince il secondo premio del Concorso Pianistico Čajkovskij di Mosca. Completa gli studi al Mannes College e alla Juilliard School di New York, e nel 1979 diventa assistente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic Orchestra. Due anni dopo, è nominato Direttore associato dell’Orchestra.

Dal 1984 al 1990 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 Direttore Principale Ospite del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 Direttore Musicale dell’Orchestra dell’ Opéra di Paris-Bastille e (dal 1997 al 2005) Direttore Principale dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Dal 2000 Myung-Whun Chung è Direttore Musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France.

Myung-Whun Chung ha diretto molte fra le orchestre più prestigiose del mondo; fra queste i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, la Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, la Staatskapelle Dresden, le orchestre sinfoniche di Boston e di Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre di Cleveland e di Philadelphia.

Le numerose registrazioni di Myung-Whun Chung, realizzate per Deutsche Grammophon, hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi.

Nel 2008 ha inciso per DG un tributo al suo maestro Olivier Messiaen con la Philharmonique di Radio France. Per il suo operato artistico gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini dall’Italia e, nel 1992, la Légion d’Honneur dalla Francia. Nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale. Nel 1995 e nel 2002 è stato inoltre insignito del Premio Victoire de la Musique.

Per la Filarmonica della Scala Myung-Whun Chung è uno dei direttori di riferimento; dal 1989, nella sala del Piermarini e in tournée, ha diretto concerti quasi ogni anno con quest’Orchestra. Nel settembre 2006 ha guidato l’Orchestra in un’importante tournée che ha compreso l’apertura di Settembre Musica a Torino, il debutto a Berlino e tappe a Mosca e Varsavia, mentre nel 2008 ha realizzato un ciclo di concerti a Tokyo, Osaka, Seoul, Shanghai e Pechino con la partecipazione del pianista Lang Lang, segnando il debutto della Filarmonica in Cina. L’attività fuori sede con la Filarmonica è proseguita nel 2009 con concerti in diversi paesi europei.

Parallelamente alla sua attività musicale, Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale delle droghe (UNDCP), nel 1995 è stato nominato “Uomo dell’anno” dall’UNESCO e, l’anno successivo, il Governo della Corea gli ha conferito il “Kumkuan”, il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana.

Attualmente ricopre l’incarico di Ambasciatore Onorario per la Cultura della Corea, il primo nella storia del Governo del suo Paese.

Nell’ aprile 2008 Myung-Whun Chung è stato nominato dall’ UNICEF “Goodwill Ambassador”, come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia.

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ASCOLTI E NOTE DI PROGRAMMA…

 

“Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra” by S. Rachmaninov (Sergei Rachmaninoff, piano):

“Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra” by S. Rachmaninov (Lilya Zilberstein):

“Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra” by S. Rachmaninov (Denis Matsuev):

“Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra” by S. Rachmaninov (Valentina Lisitsa):

“Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra” by S. Rachmaninov (Nikolai Lugansky):

“Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra” by S. Rachmaninov (Artur Rubinstein):

“Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra” by S. Rachmaninov (Vladimir Ashkenazy):

“Rapsodia su un tema di Paganini op. 43 per pianoforte e orchestra” by S. Rachmaninov (Daniil Trifonov):

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La Terza Sinfonia di L. v. Beethoven in Mi bemolle maggiore op. 55 detta “Eroica” è stata composta fra il 1802 e 1804; la prima esecuzione il 7 aprile 1805 al Theater an der Wien.

Inizialmente scritta per Napoleone, primo Console della Repubblica francese e quindi difensore dell’ ideale della repubblica, l’ Eroica rappresenta la sintesi di tutta l’ aspirazione all’ epos riscoperta negli anni della rivoluzione. In questa partitura si manifestano in modo particolare, e in una chiara affermazione “politica”, gli ideali di eguaglianza, libertà e fraternità (elementi comunque presenti in tanta parte della produzione di Beethoveniana).

Beethoven, che come Hegel aveva visto nel generale corso “cavalcare lo spirito del mondo”, gli indirizza una dedica che in seguito disconoscerà in un impeto di sdegno, strappando il frontespizio dell’ opera successivamente alla sua incoronazione a imperatore dei francesi; la sua auto proclamazione tradisce gli ideali della repubblica provocando sdegno e rifiuto della persona da parte del compositore al punto di modificare la dicitura che, nella prima edizione a stampa londinese, nel 1809, riporta “Sinfonia Eroica composta per celebrare la morte di un Eroe” – se con “eroe” si intende l’ uomo vero e autentico, incorruttibile, che non calpesta i diritti e al quale appartengono tutte le emozioni puramente umane, dall’ amore alla gioia, al dolore – mentre la dicitura inizialmente pensata da Beethoven avrebbe dovuto essere “Sinfonia Eroica composta per festeggiare il sovvenire di un grand’ Uomo”.

Per capire che cosa accadde, ecco il racconto di Ferdinand Ries, allievo, amico e biografo del compositore: «A proposito di questa Sinfonia Beethoven aveva pensato a Napoleone, ma finché era ancora primo console. Beethoven ne aveva grandissima stima e lo paragonava ai più grandi consoli romani. Tanto io, quanto parecchi dei suoi amici più intimi, abbiamo visto sul suo tavolo questa sinfonia già scritta in partitura e sul frontespizio in alto stava scritta la parola “Buonaparte” e giù in basso “Luigi van Beethoven” e niente altro. Se lo spazio in mezzo dovesse venire riempito e con che cosa, io non lo so. Fui il primo a portargli la notizia che Buonaparte si era proclamato imperatore, al che ebbe uno scatto d’ira ed esclamò: “Anch’ egli non è altro che un uomo comune. Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!”. Andò al suo tavolo, afferrò il frontespizio, lo stracciò e lo buttò per terra”.

Il compositore non approva il gesto e compie un passo indietro che nella storia della musica non ha precedenti. Chi si priverebbe dei favori dei potenti? Beethoven ha una sua morale e un’ etica molto forti e si sente in tutto quello che fa. A causa di questa delusione la sinfonia sarà quindi definitivamente dedicata al Principe Joseph Franz Maximilian Lobkowitz, un aristocratico boemo appassionato di musica e buon violinista dilettante che ha ospitato nel proprio palazzo la prima esecuzione.

Le dimensioni complessive dell’ “Eroica” (la più lunga sinfonia scritta sino a quel momento) sono superate solamente dalla Nona Sinfonia. Il volume dell’ orchestra è vibrante e per la prima volta in una sinfonia vengono usati tre corni ed i singoli accordi sono ricchi di sforzati di notevole evidenza.

La trasfigurazione epica raggiunge il massimo nella “Marcia funebre” con i rulli dei timpani, le trombe dal suono apocalittico, il fugato centrale e la melodica divagazione della coda.

L’ Eroica è una sinfonia dalla forza titanica in cui Beethoven ha espresso gli elementi del dramma dell’ uomo e l’ eroismo della musica sinfonica stessa: la meditazione sulla morte, pone l’ individuo di fronte all’ evidenza della precarietà del tempo, al fatto che l’ uomo è terra, polvere. La morte è un interrogativo fantastico sulla vita: come può la vita essere eterna? Non si può immaginare come sarà la vita di là.

Si può dire che con l’ Eroica la musica, come accadeva appena qualche decennio prima, smette di avere una funzione solo celebrativa, di accompagnamento a feste, divertimenti, cerimonie, spettacoli pubblici. Diventa messaggio spirituale, manifesto politico, mezzo espressivo per cambiare il destino dell’Uomo, strumento per esporre e condividere i propri sentimenti. Quindi, la “forza” di Beethoven è anche salvifica, potremmo dire terapeutica, perché si trasforma in linfa vitale, in messaggio di speranza, in energia capace di rinsaldare lo spirito. E nonostante la delusione politica e ideale di Beethoven nei confronti di Napoleone, resta presente e miracolosa l’enorme forza espressiva di questa Sinfonia: è evidente nella partitura la presenza vulcanica di idee e di passioni, di sentimenti e di impulsi interiori, che preme dall’ intimo di questa musica. E la pressione è tale che l’opera s’impone come una delle sinfonie più vibranti, ancora oggi dopo 210 anni (iniziò a comporla nel 1803), intatta nella sua capacità di emozionare e scuotere gli uomini contemporanei.

 

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” – BBC Proms 2012 (Daniel Barenboim):

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Riccardo Muti):


Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Royal Concertgebouw Orchestra / Erich Kleiber, cond. recorded May 8, 1950):

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” – 1987: 4.12 & 13 (Sergiu Celibidache & Münchner Philharmoniker):


Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Deutsche Kammerphilharmonie Bremen & Paavo Jarvi):

ANALISI:

1° movimento_Allegro con brio: in forma sonata, si apre con due monumentali accordi a tutta orchestra ai quali segue il primo tema, molto semplice e orecchiabile esposto dagli archi; colpiscono l’ampiezza dello “sviluppo” e la novità delle soluzioni adottate dal punto di vista sia timbrico sia armonico (le dissonanze che oggi noi percepiamo come normali all’ epoca dovettero lasciare attoniti i primi ascoltatori). Da notare che qui la forma sonata è ulteriormente ampliata comprendendo anche una “coda” che, dopo la ricapitolazione, riprende nuovamente alcuni temi del primo movimento e parti dello sviluppo e lo conclude con gli stessi due accordi con il quale era iniziato.

2° movimento_Marcia funebre – Adagio assai: la marcia funebre è particolarmente monumentale ed è suddivisa in cinque sezioni: la prima, la terza e l’ ultima sono basate su un tema solenne e dolente enunciato dagli archi gravi che ritorna variato a ogni ripetizione. La seconda e la terza sezione sono episodi fugati che culminano in due fortissimo a tutta orchestra di notevolissimo impatto. La conclusione del brano è basata su frammenti del tema principale inframezzati da pause che rendono l’ atmosfera rarefatta e quasi straniante. 

3° movimento_Scherzo – allegro molto: lo scherzo si ripete due volte alternato al trio. Il ritmo del brano è particolarmente vorticoso e colpisce per il senso di agitazione e di incessante pulsazione, favorita anche dalle continue escursioni di intensità: si parte ogni volta dal pianissimo per arrivare al fortissimo rinforzato dall’ uso innovativo dei timpani.

4° movimento_Finale: Allegro molto: si tratta di un tema che viene sottoposto a un importante numero di variazioni caratterizzate da ricchezza inventiva ed estrema varietà di realizzazione. Il tema è molto semplice (come lo era quello del primo movimento) ed era già stato utilizzato da Beethoven in precedenti composizioni: le variazioni per pianoforte e la musica di scena per il balletto “le creature di Prometeo”. 

Il manoscritto originale è andato perduto ma esiste una copia riveduta dall’ autore nell’ archivio degli “Amici della Musica” di Vienna.

Beethoven Eroica Titelblatt

L’ organico prevede: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 3 corni, 2 trombe, timpani, archi.
 

CURIOSITÀ

Nel 1817 il poeta e funzionario di Corte Christoph Kuffner, che dieci anni prima per Beethoven aveva scritto i versi della Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, tornò a frequentare il musicista per qualche tempo. Una sera a cena, vedendolo di buonumore, gli chiese quale preferiva delle sue sinfonie. “Eh, eh! L’ Eroica” E Kuffner, meravigliato: “Avevo immaginato quella in do minore [cioè la Quinta, fino ad allora Beethoven ne aveva scritte otto]”, “No, no, l’Eroica”.

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Written by mara

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