in , , ,

Alla Rai di Torino Claus Peter Flor e Alessandro Taverna per Beethoven

«Successore naturale del suo grande connazionale Arturo Benedetti Michelangeli»
(critica musicale inglese su Alessandro Taverna)

Alessandro Taverna

Concerto num. 12 della Stagione 2017 – 2018, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Il pianista Alessandro Taverna si esibisce in tutto il mondo nelle più importanti sale e stagioni musicali, quali Wigmore Hall e Royal Festival Hall di Londra, Salle Cortot di Parigi, Konzerthaus di Berlino, Maggio Musicale Fiorentino, MITO Settembre Musica.

Nel 2012 ha ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio Sinopoli, che gli è stato attribuito per meriti artistici e per la sua carriera internazionale.

Dal palco dell’ Auditorium Rai “A. Toscanini” di Torino il Direttore Claus Peter Flor accompagnerà l’ Orchestra Sinfonica della Rai e il pianista Alessandro Taverna nel seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Concerto n. 4 in sol maggiore op. 58 per pianoforte e orchestra

… … …

Anton Bruckner, Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore (Romantica)

 

QUANDO:

Giovedì 1 marzo 2018, ore 20.30

Venerdì 2 marzo 2018, ore 20.00

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15

10124 Torino (TO)

 

INTERPRETI:

Direttore, Claus Peter Flor

Pianoforte, Alessandro Taverna

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

 

Orchestra della Rai, Torino: Claus Peter Flor e Alessandro Taverna

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Claus Peter Flor…

OK_4.8.2014-46

Rispettato dai musicisti di tutto il mondo per il grandissimo talento e l’istinto musicale, Claus Peter Flor continua la sua carriera ad alti livelli internazionali: di rilievo i suoi recenti ritorni alla Tonkünstler Orchestra di Vienna, all’ Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, alla Singapore Symphony Orchestra, all’ Orquestra Sinfônica Brasileira in Rio de Janeiro e la Residentie Orkest.

Come direttore d’opera, il M° Flor continua il suo rapporto con il Theatre du Capitole di Tolosa dove ha diretto diverse nuove produzioni fra cui Tristano e Isotta di Wagner, Hansel e Gretel di Humperdinck, Madama Butterfly di Puccini, Die Zauberflöte di Mozart.

Altre collaborazioni operistiche includono la produzione di Siegfried di Wagner, per la regia di David McVicar, con l’Opéra di Strasburgo e numerose produzioni con la Staatsoper di Berlino, Deutsche Oper di Berlino e di Monaco e con i teatri d’opera di Dresda, Amburgo e Colonia.
Ha diretto Le Nozze di Figaro di Mozart e Die Meistersinger di Wagner a La Monnaie di Bruxelles, con quest’ultima in tour a Tokyo, Die Zauberflöte di Mozart per la Houston Grand Opera, Euryanthe di Weber per la Netherlands Opera con la Royal Concertgebouw Orchestra e La Bohème di Puccini per la Dallas Opera.

Il M° Flor ha prodotto una ricca discografia, tra cui una serie acclamata di registrazioni di Mendelssohn con i Bamberger Symphoniker, che sono state recentemente ripubblicate dalla Sony/BMG. Più di recente ha registrato tre CD con la Malaysian Philharmonic per l’etichetta BIS: Asrael Symphony di Suk  e le Sinfonie No.7 e No. 8 di Dvorak.

Nato a Lipsia nel 1953, il M° Flor ha iniziato la sua carriera di direttore d’orchestra con Rafael Kubelik e Kurt Sanderling. All’ età di 31 anni è diventato Direttore Musicale Generale della Konzerthausorchester di Berlino e ha iniziato collaborazioni regolari con  le maggiori orchestre tedesche: Leipzig Gewandhaus e Dresden Staatskapelle. Nel 1988 ha fatto il suo debutto con i Berliner Philharmoniker, dove ha fatto ritorno per due volte.

Prima della sua posizione di Direttore Musicale della Malaysian Philharmonic Orchestra dal 2008 al 2014, il M° Flor ha ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (2003-2008), su invito personale del direttore musicale Riccardo Chailly, con il compito di sviluppare il lavoro dell’orchestra nel repertorio dell’Europa centrale. Dal 1999-2008 è stato anche Direttore Principale Ospite della Dallas Symphony Orchestra. Inoltre, è stato Direttore Principale Ospite della Philharmonia Orchestra (1991-1994) e Consulente Artistico alla Zürich Tonhalle Orchestra (1991-1996).

… … …

 

Alessandro Taverna…

alessandro-taverna

Indicato dalla critica musicale inglese come “successore naturale del suo grande connazionale Arturo Benedetti Michelangeli”, Alessandro Taverna possiede una creatività musicale capace di “far sorgere un sentimento di meraviglia come una visita alla sua nativa Venezia”. Quando nella finale del Concorso Pianistico Internazionale di Leeds ha eseguito il Primo Concerto per pianoforte di Chopin “tutto è stato pervaso di solenne bellezza: sono stati impeccabili minuti di intensa poesia!” ha detto il quotidiano britannico The Independent.

Da allora la carriera di Alessandro Taverna ha conosciuto un costante sviluppo, che gli ha consentito di guadagnare i favori della critica internazionale e lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo nelle più importanti sale e stagioni musicali, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, Wigmore Hall e Royal Festival Hall di Londra, Salle Cortot di Parigi, Preston Bradley Hall di Chicago, Konzerthaus di Berlino, Fazioli Concert Hall di Sacile, Sala Verdi del Conservatorio di Milano, Musashino Hall di Tokyo, Auditorium Stelio Moro di Lugano, Bridgewater Hall di Manchester, Ottawa Chamber Festival, Unione Musicale di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, MITO Settembre Musica, Festival di Musica di Portogruaro. Appare come solista insieme a prestigiose orchestre quali Royal Philharmonic Orchestra, Minnesota Orchestra, Royal Liverpool Philharmonic, Münchner Philharmoniker, Bucharest Philharmonic, Scottish Chamber Orchestra, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra del Teatro Olimpico/Vicenza, Bournemouth Symphony, Neue Philharmonie Westfalen, Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala.

Del 2015 è il suo debutto con la Castleton Festival Orchestra diretta da Fabio Luisi e con la Filarmonica della Scala sotto la direzione di Daniel Harding. Ha lavorato con direttori quali Michele Mariotti, Thierry Fischer, Reinhard Goebel, Joshua Weilerstein, MichaelGuttman, Andrew PennyÈ stato scelto tra i pianisti dalla fondazione internazionale “The Keyboard Trust” di Londra, per la quale si è esibito in una serie di recital in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2009 ha inaugurato il Castleton Festival in Virginia del celebre direttore Lorin Maazel, il quale così si è espresso su di lui: “We must make music together!”, invitandolo con i Münchner Philharmoniker e dirigendolo nel Terzo Concerto di Prokofiev al Gasteig di Monaco e al Musikverein di Vienna.Numerose le sue affermazioni in prestigiosi concorsi pianistici internazionali tra i quali quelli di Londra, Leeds, Hamamatsu (Giappone), il Piano-e-Competition (Stati Uniti), il Premio Casella a Venezia, il Concorso Busoni di Bolzano, il Premio Scriabin di Grosseto, il Premio “Arturo Benedetti Michelangeli” di Eppan.

Ha ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il “Premio Sinopoli”, riconoscimento che gli è stato attribuito per meriti artistici e per la sua carriera internazionale.

Alessandro Taverna, veneziano di nascita, si è formato presso la Fondazione Musicale S. Cecilia di Portogruaro, diplomandosi sotto la guida di Laura Candiago Ferrari a diciassette anni col massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Ha conseguito il diploma triennale di concertismo presso la Scuola di Perfezionamento Musicale di Portogruaro con Piero Rattalino e ha completato la sua formazione artistica all’Accademia Pianistica di Imola con Franco Scala, Leonid Margarius, Boris Petrushansky e Louis Lortie, diplomandosi nel 2008. Successivamente ha conseguito il diploma cum laude all’ Accademia Nazionale S. Cecilia di Roma con Sergio Perticaroli, alla Lake Como International Piano Academy con William Grant Naboré, Fou Ts’ong, Dmitri Bashkirov, Malcolm Bilson, e alla Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover con Arie Vardi.

Ha tenuto seminari e masterclasses presso il Bowdoin International Music Festival (U SA), la Willamette University di Salem (USA), la Potchefstroom University (Sudafrica), la St John University di York (Regno Unito). Insegna pianoforte presso il Conservatorio L. Perosi di Campobasso e alla Fondazione Musicale S. Cecilia di Portogruaro.

Ha registrato per BBC Radio 3, Rai Radio 3, la Radiotelevisione Slovena, RSI Radiotelevisione Svizzera. Dopo il successo di critica del suo album dedicato a Nikolay Medtner, Alessandro Taverna ha inciso di recente un nuovo disco per l’etichetta inglese SOMM, atteso per Novembre 2016.

Sito personale: http://www.alessandrotaverna.com/

 

ALCUNI VIDEO SU ALESSANDRO TAVERNA…

 

“Ludwig Van Beethoven- Piano Concerto No. 3 in C minor, op.37” (La Scala Philharmonic Orchestra/Daniel Harding/Alessandro Taverna):

“Chopin Piano Concerto No. 1 in E minor, op. 11 ” (Alessandro Taverna):

“P. I. Tchaikovsky: Concerto No. 1 in B-flat minor, op. 23” (Alessandro Taverna):

“Cliburn 2013 Alessandro Taverna Preliminary Recital II” (Alessandro Taverna):

… … …

NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

«il più ammirevole, il più singolare, il più artistico e difficile di tutti quelli che Beethoven ha scritto», in un articolo della Allgemeine Musikalische Zeitung del maggio 1809

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58 di Ludwig van Beethoven, composto tra il 1805 e il 1806, e pubblicato nel 1808 con la dedica all’ arciduca Rodolfo d’Austria, fu eseguito per la prima volta nel marzo del 1807 presso il palazzo del principe Lobkowitz con lo stesso Beethoven al pianoforte; l’ esecuzione pubblica vera e propria, sempre con l’autore al pianoforte, ebbe luogo il 22 dicembre 1808 al Teatro an der Wien; oltre al Concerto pianistico, il programma presentava infatti la Quinta e la Sesta Sinfonia, la Fantasia op. 80 e alcuni brani della Messa in do maggiore op. 86. Il Concerto in sol maggiore appartiene dunque al periodo centrale della produzione di Beethoven, tra l’Eroica e la Quinta Sinfonia, le Sonate Waldstein e Appassionata, i Quartetti Rasumowsky e la prima versione del Fidelio.

Non si sa dove si trovi il manoscritto originale. La società degli Amici della Musica di Vienna ne possiede una copia riveduta.

 

Claudio Arrau e Leonard Bernstein con la Bavarian Broadcast Symphony Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Munich, Germany, 17/10/1976):

Daniel Barenboim con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (2010):


Arthur Rubinstein e Antal Dorati con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Dino Ciani e Claudio Abbado con l’ Orchestra del Teatro alla Scala di Milano in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Milano, Teatro alla Scala, live 12.6.1969):

«Questa poco conosciuta composizione, è in realtà una delle più originali e, in particolare nei due primi movimenti, delle più eccellenti e ricche di spirito di questo Maestro», Rochlitz

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro moderato
  2. Andante con moto
  3. Rondò: Vivace

Questo concerto spicca fra gli altri beethoveniani per una caratteristica particolare: l’ inizio del I movimento affidato al pianoforte solo. Si tratta della prima volta, nella storia di questo genere, in cui l’incipit, con l’enunciazione del I tema, non è affidato all’orchestra. Questa oltre ad essere una novità all’interno dell’opera del compositore di Bonn è anche l’ultima grande innovazione apportata al genere in epoca classica.

Il primo movimento, in tempo Allegro moderato, si apre con un breve motivo ad accordi ribattuti esposto dal pianoforte solo e sviluppato dall’orchestra. Qui Beethoven combina lo schema della doppia esposizione (prima da parte dell’orchestra, poi da questa assieme al solista) con una nuova visione dei rapporti fra solista e orchestra. Beethoven lascia che sia l’orchestra ad esaurire la prima esposizione tematica; successivamente è il solista a sviluppare il secondo tema introdotto questa volta dall’orchestra. La cadenza interamente scritta da Beethoven stesso (che ne compose pure una seconda) è strettamente imparentata col mondo altero dell’ Appassionata.

Tipico  ed unico nel suo genere è il secondo movimento, il breve Andante con moto costituente il secondo tempo, collegato senza interruzione al Finale: una di quelle pagine in cui l’intensità dell’espressione compensa la brevità, “un «contrasto di principi» che raggiunge il massimo dell’efficienza drammatica e della commozione lirica, concludendosi con l’umiliazione del primo (il superbo, espresso dall’orchestra) di fronte all’altro che si innalza ed espande sempre più, implorante nel pianoforte: Orfeo che vince le forze oscure del mondo infero“, dice Rielzer, il mito di Orfeo che soggioga le forze dell’ Ade con la bellezza del suo canto.

Nella vivacità del terzo movimento, Rondò, che si innesta all’ultima nota dell’ Andante con un senso di «liberazione nella leggerezza», si celebra una nuova armonia tra pianoforte e orchestra, con gli strumenti impiegati solisticamente in dialogo fra loro. L’individualità dello strumento solista si affianca ora a quella della compagine orchestrale nell’espressione di uno stesso stato d’animo, ove il conflitto di sentimenti del secondo tempo è dimenticato.

… … …

Tra le undici Sinfonie portate a termine da Anton Bruckner, la Quarta (1874), oltre ad essere la più eseguita insieme alla Settima, è l’unica a portare un titolo di carattere descrittivo voluto dall’ autore e contribuirà ad avviarlo verso un consolidamento della propria situazione professionale ed economica (cosa che avverrà solo con il successo della Settima Sinfonia, all’età di 60 anni).

Il 22 novembre 1874 è la data riportata sulla partitura a conclusione della Sinfonia, il cui inizio risaliva al 2 gennaio del medesimo anno. Una prima esecuzione berlinese, programmata per la primavera del 1877, venne annullata; ciò diede modo al compositore di operare una prima significativa revisione, cedendo alle numerose pressioni di quanti insistevano perché rendesse le sue partiture più semplici sia all’esecuzione che all’ascolto. In una lettera del 1877 Bruckner qualificava alcuni passaggi violinistici dell’Adagio della Quarta come pressoché ineseguibili, e la strumentazione “troppo carica e inquieta“.

La rielaborazione della partitura impegnò il compositore dal gennaio alla fine di settembre del 1878, mentre nel novembre dello stesso anno vide la luce il nuovo Scherzo – che rappresenta la caccia – destinato a divenire uno dei più celebri movimenti sinfonici del tardo Ottocento. Neppure questa nuova versione fu data alle stampe e nel 1879 l’autore volle approntare un’ulteriore versione del Finale. Conclusi gli aggiustamenti nel giugno 1880, la Sinfonia poté finalmente essere presentata nel Musikvereinsaal della capitale austriaca, il 20 febbraio 1881, in un concerto dei Filarmonici di Vienna diretto da Hans Richter. Il successo della prima non servì ad arrestare la complessa e intricata storia delle rielaborazioni della Sinfonia, che proseguì con altri ritocchi per esecuzioni successive dirette da Felix Motti (nel dicembre 1881 a Karlsruhe, prima esecuzione di un lavoro sinfonico di Bruckner in Germania) e da Anton Seidl. La prima edizione a stampa, curata da Ferdinand Löwe e ritoccata nella strumentazione con il consenso dell’autore, venne pubblicata nel 1889. Sostituita nell’uso dalla partitura approntata nel 1936 da Robert Haas, sulla base del materiale relativo alla prima esecuzione del 1881, è stata a sua volta soppiantata dalla nuova edizione critica di Leopold Nowak uscita nel 1975, oltre un secolo dopo la creazione della Sinfonia bruckneriana.

Continua a far discutere il significato della dicitura Romantische scelta come sottotitolo: un riferimento al contenuto stesso della composizione, che si riallaccia al concetto di musica a programma. Bruckner aveva stilato una serie di didascalie che, insieme ad alcuni richiami naturalistici (ad es. la cinciallegra per il secondo tema del primo movimento), tracciavano una trama di associazioni descrittive di ispirazione storico-letteraria.

 

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Philharmonia Orchestra – Otto Klemperer – London, 1963):


“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Leonard Slatkin / the Detroit Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Staatskapelle Dresden – Eugen Jochum – (Recorded in 1975)


“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Sir Georg Solti – Chicago Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Bernard Haitink – Royal Concertgebouw Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Lucerne Festival Orchestra – Claudio Abbado, conductor – October, 2006 – Suntory Hall, Tokyo):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Daniel Harding / London Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Chicago Symphony Orchestra – George Solti):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Wiener Philharmoniker – Wilhelm Furtwängler, conductor – Stuttgart, 22.X.1951):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Chicago Symphony Orchestra – Barenboim):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Münchner Philharmoniker conducted by Sergiu Celibidache – Live Recording from the Herkulessaal, Munich 1983):

“Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore WAB 104 Romantica” by Anton Bruckner (Claudio Abbado – Wiener Philharmoniker):

I movimenti in cui si articola la sinfonia sono quattro:

  1. Bewegt, nicht zu schnell (Mosso, non troppo veloce) (mi bemolle maggiore)
  2. Andante, quasi allegretto (do minore)
  3. Scherzo. Bewegt (Mosso) – Trio: Nicht zu schnell (si bemolle maggiore)
  4. Finale: Bewegt, doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo veloce) (mi bemolle maggiore)

Il primo movimento, “Mosso, non troppo veloce” (Bewegt, nicht zu schnell) si apre con l’esposizione del magnifico richiamo del corno che spazia sul tremolo in pianissimo degli archi (un gesto tipicamente bruckneriano). Dopo un’articolata elaborazione, compare il motivo affidato agli ottoni e siglato dal tema della cinciallegra (che il compositore chiama Zizi-Be), che si apre sulla frase delle viole accompagnata da un disegno reiterato dei violini, destinato a farsi sempre più imperioso, con l’intervento della tromba e dei corni. A un breve passaggio in pianissimo segue il rullo dei timpani e un sinuoso dialogo tra flauto e clarinetto, che introduce la ripresa dei vari motivi, per giungere infine alla Coda, in cui il fortissimo dei corni esalta nuovamente il corale strofico del motivo iniziale.

Il secondo movimento, “Andante, quasi Allegretto” è in forma di Rondò e in tonalità di do minore; rimanda immediatamente a certi malinconici andamenti di marcia schubertiani. Nel primo motivo, tratto da un corale protestante, spicca un lungo disegno melodico dei violoncelli, che ricompare nei successivi sviluppi. Il secondo motivo è esposto dalla viola. Nello Sviluppo, costanti modulazioni – con il ritorno del primo elemento motivico – trascorrono verso la Coda che passa dal do minore a un trionfale do maggiore, per concludersi infine in un decrescendo da cui si staglia la voce del clarinetto.

Il più celebre movimento della Sinfonia, lo Jagdscherzo del 1878, è anche il più vicino al genere della musica a programma. Nello Scherzo in si bemolle maggiore, Mosso (Bewegt), in cui Max Auer avvertiva “zone crepuscolari e brividi che ci aprono ben altri abissi dell’anima“, si coglie con evidenza il riferimento ad evocazioni naturalistiche e cavalleresche, a scene e paesaggi di caccia. I corni danno il segnale su un tremolo degli archi, che dall’ iniziale pianissimo si gonfia in un crescendo, culminante in un fortissimo in cui ai corni si uniscono tromboni e tuba. 

L’ ampio Finale, dall’ indicazione Mosso, ma non troppo veloce (Bewegt, dock nichtzu schnell) si apre con un nebuloso preambolo che ricorda il clima del Finale della Terza Sinfonia. Lentamente questa atmosfera sospesa cresce d’ intensità chiarificandosi e sfociando in un unisono in fortissimo dell’intera orchestra. Segue un richiamo al motivo iniziale del primo movimento, cui segue uno Sviluppo di proporzioni vastissime. Dopo la ricomparsa del tema dell’ Andante si giunge alla Coda conclusiva.

… … …

 

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Al Teatro alla Scala di Milano Maurizio Pollini in recital

L’ ELISIR D’ AMORE per i bambini al Teatro alla Scala