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Alla Rai di Torino KIRILL PETRENKO per Beethoven e Strauss Aprile 2019

FILE - In this March 6 , 2014 file picture, Russian l music director of the Bavarian State Opera Kirill Petrenko speaks during the annual press conference at the State Opera in Munich, Germany. The Berlin Philharmonic has named Siberian-born conductor Kirill Petrenko as its next chief conductor one of the most prestigious posts in the world of classical music. The orchestra made the announcement Monday June 22, 2015 at a news conference at its concert hall in Berlin. Petrenko will take over from Simon Rattle, who is leaving to take over the London Symphony Orchestra. (Sven Hoppe/dpa via AP,file)

Credo che mi sarà dato di scrivere una sinfonia esemplare: così probabilmente lotterò fino all’ ultimo respiro per raggiungere la perfezione senza mai riuscirvi
(Pёtr Il’ič Čajkovskij)

FILE - In this March 6 , 2014 file picture, Russian l music director of the Bavarian State Opera Kirill Petrenko speaks during the annual press conference at the State Opera in Munich, Germany. The Berlin Philharmonic has named Siberian-born conductor Kirill Petrenko as its next chief conductor one of the most prestigious posts in the world of classical music. The orchestra made the announcement Monday June 22, 2015 at a news conference at its concert hall in Berlin. Petrenko will take over from Simon Rattle, who is leaving to take over the London Symphony Orchestra. (Sven Hoppe/dpa via AP,file)

Concerto num. 18 della Stagione 2018 – 2019, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Dal palco dell’ Auditorium Rai “A. Toscanini” di Torino l’ Orchestra sinfonica della Rai e il Direttore Kirill Petrenko, Chief Conductor dei Berliner Philharmoniker, presenteranno il seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”

… … …

Richard Strauss, Ein Heldenleben (Vita d’eroe). Poema sinfonico op. 40

 

QUANDO

Venerdì 26 Aprile 2019, ore 20.00

Sabato 27 Aprile 2019, ore 20.30

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15

10124 Torino (TO)

 

INTERPRETI:

Kirill Petrenko, direttore

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

 

Orchestra della Rai, Torino: il direttore Kirill Petrenko

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Kirill Petrenko…

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Kirill Petrenko, nato a Omsk l’ 11 febbraio del 1972, russo naturalizzato austriaco, è oggi il direttore d’orchestra più conteso dai teatri. Sarà il prossimo Chief Conductor dei Berliner Philharmoniker, orchestra che ha avuto al timone leggende come Wilhelm Furtwängler, Herbert von Karajan e Claudio Abbado. I Berliner scelgono il proprio capo con votazione collettiva e autonoma. Grazie a un’opzione accolta dalla sorpresa generale nel giugno scorso, l’orchestra, dall’ autunno del 2019, affiderà le sue sorti a questo schivo direttore

Cresciuto in una famiglia di musicisti (padre violinista, madre musicologa), Petrenko ha debuttato come pianista a soli undici anni. Le sue radici sono avventurose e la sua patria è la musica,

«l’ unica dimensione che mi fa sentire davvero a casa»

Di origine ebraica e legato a Israele, dove vivono alcuni suoi parenti, ha perfezionato gli studi in Austria, dove è emigrato coi genitori a diciott’ anni, a Vorarlberg, dove il padre suona nell’ Orchestra Sinfonica. Petrenko studia al Conservatorio di Feldkirch e continua all’ Università per la musica e le arti interpretative di Vienna con Uroš Lajovic.

Nel 1995 dirige The Little Sweep di Benjamin Britten a Vorarlberg.

Dal 1997 al 1999 dirige al Wiener Volksoper e dal 1999 al 2002 è il direttore musicale a Meiningen (Germania). Il 27 dicembre 2001 debutta al Wiener Staatsoper con Die Zauberflöte.

Dal 2002 al 2007 è il direttore musicale della Komische Oper Berlin.

«Petrenko incarna un perfetto compromesso tra freddezza razionale e passionalità interpretativa»

Nel 2003 in luglio debutta all’ Opéra National de Paris dirigendo Don Giovanni (opera), in settembre al Royal Opera House, Covent Garden di Londra con Madama Butterfly con Nancy Fabiola Herrera e Thomas Allen, in ottobre al Bayerische Staatsoper con La dama di picche (opera) con Josephine Barstow ed in dicembre al Metropolitan Opera House di New York con Die lustige witwe con Susan Graham e Bo Skovhus. A Vienna nel 2004 dirige Rigoletto con Andrea Rost ed al Metropolitan nel 2005 Ariadne auf Naxos con Violeta Urmana, Diana Damrau, la Graham ed Allen. Al Covent Garden nel 2006 dirige Il castello di Barbablù ed Erwartung di Arnold Schönberg, al Met nel 2007 Die Zauberflöte con la Damrau ed a Vienna nel 2008 Ariadne auf Naxos con Edita Gruberová. Nel 2009 torna al Bayerische Staatsoper con Jenůfa con Helga Dernesch ed a Londra con Der Rosenkavalier con Allen. Nel 2010 a Vienna Evgenij Onegin (opera) con Dmitri Hvorostovsky e Ferruccio Furlanetto e nel 2012 al Met dirige Khovanshchina.

«lavorando sempre con la stessa orchestra si può viaggiare nella musica tanto più in profondità»

Al Festival di Bayreuth debutta nel 2013 con Das Rheingold, Die Walküre, Sigfrido ed Il crepuscolo degli dei. Sempre nel 2013 al Bayerische Staatsoper dirige Die Frau ohne Schatten e Tosca con Massimo Giordano e diventa il direttore musicale della Bayerisches Staatsorchester. Nel 2014 al Bayerische Staatsoper dirige Evgenij Onegin, Der Rosenkavalier e Die Soldaten di Bernd Alois Zimmermann, a Vienna Der Rosenkavalier e vince l’International Opera Awards. Nel 2015 al Bayerische Staatsoper dirige Lucia di Lammermoor con la Damrau e Luca Salsi, Das Rheingold, Die Walküre, Siegfried, Il crepuscolo degli dei, Lulu con Skovhus, Ariadne auf Naxos e Die Fledermaus con Skovhus ed al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi Ariadne auf Naxos con Jonas Kaufmann. Nel 2016 al Bayerische Staatsoper dirige Die Meistersinger von Nürnberg.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

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La Terza Sinfonia di L. v. Beethoven in Mi bemolle maggiore op. 55 detta “Eroica” è stata composta fra il 1802 e 1804; la prima esecuzione il 7 aprile 1805 al Theater an der Wien.

Inizialmente scritta per Napoleone, primo Console della Repubblica francese e quindi difensore dell’ ideale della repubblica, l’ Eroica rappresenta la sintesi di tutta l’ aspirazione all’ epos riscoperta negli anni della rivoluzione. In questa partitura si manifestano in modo particolare, e in una chiara affermazione “politica”, gli ideali di eguaglianza, libertà e fraternità (elementi comunque presenti in tanta parte della produzione di Beethoveniana).

Beethoven, che come Hegel aveva visto nel generale corso “cavalcare lo spirito del mondo”, gli indirizza una dedica che in seguito disconoscerà in un impeto di sdegno, strappando il frontespizio dell’ opera successivamente alla sua incoronazione a imperatore dei francesi; la sua auto proclamazione tradisce gli ideali della repubblica provocando sdegno e rifiuto della persona da parte del compositore al punto di modificare la dicitura che, nella prima edizione a stampa londinese, nel 1809, riporta “Sinfonia Eroica composta per celebrare la morte di un Eroe” – se con “eroe” si intende l’ uomo vero e autentico, incorruttibile, che non calpesta i diritti e al quale appartengono tutte le emozioni puramente umane, dall’ amore alla gioia, al dolore – mentre la dicitura inizialmente pensata da Beethoven avrebbe dovuto essere “Sinfonia Eroica composta per festeggiare il sovvenire di un grand’ Uomo”.

Per capire che cosa accadde, ecco il racconto di Ferdinand Ries, allievo, amico e biografo del compositore: «A proposito di questa Sinfonia Beethoven aveva pensato a Napoleone, ma finché era ancora primo console. Beethoven ne aveva grandissima stima e lo paragonava ai più grandi consoli romani. Tanto io, quanto parecchi dei suoi amici più intimi, abbiamo visto sul suo tavolo questa sinfonia già scritta in partitura e sul frontespizio in alto stava scritta la parola “Buonaparte” e giù in basso “Luigi van Beethoven” e niente altro. Se lo spazio in mezzo dovesse venire riempito e con che cosa, io non lo so. Fui il primo a portargli la notizia che Buonaparte si era proclamato imperatore, al che ebbe uno scatto d’ira ed esclamò: “Anch’ egli non è altro che un uomo comune. Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!”. Andò al suo tavolo, afferrò il frontespizio, lo stracciò e lo buttò per terra”.

Il compositore non approva il gesto e compie un passo indietro che nella storia della musica non ha precedenti. Chi si priverebbe dei favori dei potenti? Beethoven ha una sua morale e un’ etica molto forti e si sente in tutto quello che fa. A causa di questa delusione la sinfonia sarà quindi definitivamente dedicata al Principe Joseph Franz Maximilian Lobkowitz, un aristocratico boemo appassionato di musica e buon violinista dilettante che ha ospitato nel proprio palazzo la prima esecuzione.

Le dimensioni complessive dell’ “Eroica” (la più lunga sinfonia scritta sino a quel momento) sono superate solamente dalla Nona Sinfonia. Il volume dell’ orchestra è vibrante e per la prima volta in una sinfonia vengono usati tre corni ed i singoli accordi sono ricchi di sforzati di notevole evidenza.

La trasfigurazione epica raggiunge il massimo nella “Marcia funebre” con i rulli dei timpani, le trombe dal suono apocalittico, il fugato centrale e la melodica divagazione della coda.

L’ Eroica è una sinfonia dalla forza titanica in cui Beethoven ha espresso gli elementi del dramma dell’ uomo e l’ eroismo della musica sinfonica stessa: la meditazione sulla morte, pone l’ individuo di fronte all’ evidenza della precarietà del tempo, al fatto che l’ uomo è terra, polvere. La morte è un interrogativo fantastico sulla vita: come può la vita essere eterna? Non si può immaginare come sarà la vita di là.

Si può dire che con l’ Eroica la musica, come accadeva appena qualche decennio prima, smette di avere una funzione solo celebrativa, di accompagnamento a feste, divertimenti, cerimonie, spettacoli pubblici. Diventa messaggio spirituale, manifesto politico, mezzo espressivo per cambiare il destino dell’Uomo, strumento per esporre e condividere i propri sentimenti. Quindi, la “forza” di Beethoven è anche salvifica, potremmo dire terapeutica, perché si trasforma in linfa vitale, in messaggio di speranza, in energia capace di rinsaldare lo spirito. E nonostante la delusione politica e ideale di Beethoven nei confronti di Napoleone, resta presente e miracolosa l’enorme forza espressiva di questa Sinfonia: è evidente nella partitura la presenza vulcanica di idee e di passioni, di sentimenti e di impulsi interiori, che preme dall’ intimo di questa musica. E la pressione è tale che l’opera s’impone come una delle sinfonie più vibranti, ancora oggi dopo 210 anni (iniziò a comporla nel 1803), intatta nella sua capacità di emozionare e scuotere gli uomini contemporanei.

 

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” – BBC Proms 2012 (Daniel Barenboim):

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Riccardo Muti):


Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Royal Concertgebouw Orchestra / Erich Kleiber, cond. recorded May 8, 1950):

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” – 1987: 4.12 & 13 (Sergiu Celibidache & Münchner Philharmoniker):


Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Deutsche Kammerphilharmonie Bremen & Paavo Jarvi):

ANALISI:

1° movimento_Allegro con brio: in forma sonata, si apre con due monumentali accordi a tutta orchestra ai quali segue il primo tema, molto semplice e orecchiabile esposto dagli archi; colpiscono l’ampiezza dello “sviluppo” e la novità delle soluzioni adottate dal punto di vista sia timbrico sia armonico (le dissonanze che oggi noi percepiamo come normali all’ epoca dovettero lasciare attoniti i primi ascoltatori). Da notare che qui la forma sonata è ulteriormente ampliata comprendendo anche una “coda” che, dopo la ricapitolazione, riprende nuovamente alcuni temi del primo movimento e parti dello sviluppo e lo conclude con gli stessi due accordi con il quale era iniziato.

2° movimento_Marcia funebre – Adagio assai: la marcia funebre è particolarmente monumentale ed è suddivisa in cinque sezioni: la prima, la terza e l’ ultima sono basate su un tema solenne e dolente enunciato dagli archi gravi che ritorna variato a ogni ripetizione. La seconda e la terza sezione sono episodi fugati che culminano in due fortissimo a tutta orchestra di notevolissimo impatto. La conclusione del brano è basata su frammenti del tema principale inframezzati da pause che rendono l’ atmosfera rarefatta e quasi straniante. 

3° movimento_Scherzo – allegro molto: lo scherzo si ripete due volte alternato al trio. Il ritmo del brano è particolarmente vorticoso e colpisce per il senso di agitazione e di incessante pulsazione, favorita anche dalle continue escursioni di intensità: si parte ogni volta dal pianissimo per arrivare al fortissimo rinforzato dall’ uso innovativo dei timpani.

4° movimento_Finale: Allegro molto: si tratta di un tema che viene sottoposto a un importante numero di variazioni caratterizzate da ricchezza inventiva ed estrema varietà di realizzazione. Il tema è molto semplice (come lo era quello del primo movimento) ed era già stato utilizzato da Beethoven in precedenti composizioni: le variazioni per pianoforte e la musica di scena per il balletto “le creature di Prometeo”. 

Il manoscritto originale è andato perduto ma esiste una copia riveduta dall’ autore nell’ archivio degli “Amici della Musica” di Vienna.

Beethoven Eroica Titelblatt

L’ organico prevede: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 3 corni, 2 trombe, timpani, archi.
 

CURIOSITÀ

Nel 1817 il poeta e funzionario di Corte Christoph Kuffner, che dieci anni prima per Beethoven aveva scritto i versi della Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, tornò a frequentare il musicista per qualche tempo. Una sera a cena, vedendolo di buonumore, gli chiese quale preferiva delle sue sinfonie. “Eh, eh! L’ Eroica” E Kuffner, meravigliato: “Avevo immaginato quella in do minore [cioè la Quinta, fino ad allora Beethoven ne aveva scritte otto]”, “No, no, l’Eroica”.

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Ein Heldenleben by Richard Strauss (Staatskapelle Dresden e Karl Böhm – Studio recording, Dresden, II.1957):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Staatskapelle Dresden, Rudolf Kempe):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Berlin Philharmonic Orchestra e Herbert von Karajan – Moscow, May 1969):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Symphonie-Orchestrer des Bayerischen Rundfunks e Mariss Jansons):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Giuseppe Sinopoli e Staatskapelle Dresden):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Wiener Philharmoniker e George Pretre):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Maestro Lorin Maazel):

Ein Heldenleben by Richard Strauss (Mengelberg & New York Phil Orchestra, 1928):

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Written by mara

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