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Alla Rai di Torino Marcus Stenz Alexander Kantorov maggio 2020

Posso non essere un compositore di prima categoria, ma sono di certo un compositore di seconda categoria di prima classe”, Richard Strauss

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Concerto num. 21 della Stagione 2019 – 2020, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Alla Rai di Torino Marcus Stenz Alexander Kantorov maggio 2020. Due grandi musicisti all’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai per il seguente programma:

 

Richard Strauss, Till Eulenspiegels lustige Streiche op. 28
(I tiri burloni di Till Eulenspiegel)

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Franz Liszt, Concerto n. 2 in la maggiore per pianoforte e orchestra, S 125

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Ferruccio Busoni, Berceuse élégiaque per piccola orchestra op. 42 BV 252a

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Aleksandr Skrjabin, Le poème de l’extase op. 54

QUANDO

Giovedì 14 Maggio 2020, ore 20.30

Venerdì 15 Maggio 2020, ore 20.00

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15
10124 Torino (TO)

INTERPRETI:

MARCUS STENZ, direttore

ALEXANDRE KANTOROV, pianoforte

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

Alla Rai di Torino Marcus Stenz Alexander Kantorov maggio 2020

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e consegna dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

Ho terminato in partitura un nuovo poema sinfonico Till Eulenspiegel – molto allegro e spavaldo [sehr lustig und übermutig]

I tiri burloni di Till Eulenspiegel (Till Eulenspiegels lustige Streiche) è il quinto dei poemi sinfonici di Richard Strauss, composto tra il 1894 e il 1895 (op. 28); ha avuto la prima assoluta a Colonia, in Germania il 5 novembre 1895 diretta da Franz Wüllner.

Racconta gli scherzi e le avventure di un personaggio di fantasia molto popolare in Germania, Till Eulenspiegel.

Till Eulenspiegel, figura divenuta mitica di contadino burlone (uno Schalksnarr, come viene definito in tedesco con un termine difficilmente traducibile in italiano), visse nel XIV secolo. Pare sia nato a Kneitlingen, nei pressi di Braunschweig, e che sia morto intorno al 1350 a Mölln (Schleswig-Holstein). Personaggio molto noto nella letteratura per l’ infanzia tedesca, anche grazie al libro riscritto per bambini da Erich Kästner nel 19382, le avventure di Till vennero per la prima volta date alle stampe nel 1515 in un volume intitolato Von Ulenspiegel (“specchio delle civette” che è il significato del nome del protagonista) a Strasburgo.

In questo primo libro “Till è un contadino furbacchione, trapiantato in città dopo essere stato scacciato dal padre che gli rimprovera la pigrizia. Nell’ urbe il giovanotto riscuote simpatia, pure presso i nobili e i borghesi. Preso a servizio da questo o quel padrone, ne esegue gli ordini tanto alla lettera da causare disastri; è il suo modo beffardo di dimostrare quanto gli esponenti di quella società cittadina s’ingannino nel credersi superiori ai campagnoli“. Tra le sue burle, è celebre quella in cui paga l’oste che gli presenta il conto per un arrosto di cui ha solo sentito il profumo, facendogli ascoltare il suono di una moneta battuta sul tavolo.

Strauss venne a conoscenza della figura di Till Eulespiegel attraverso l’opera di Cyrill Kistler, insegnante di musica, rappresentata a Würzburg nel 1889 su libretto di Kotzebue. Il contenuto di questo lavoro non ha niente in comune con il poema sinfonico di Strauss, che però rimase comunque affascinato dalla figura avventurosa di questo contadino burlone e lo volle anch’ esso promuovere come protagonista di una sua composizione. Abbozzò dunque l’idea nel corso del periodo da egli trascorso a Weimar (1889- 1894); la riprese successivamente a Monaco di Baviera dove lavorava come Kappelmeister, portandola infine a compimento tra il 1894 e il 1895 non come opera lirica, assecondando l’idea iniziale, ma come poema sinfonico. Le esecuzioni del Till straussiano si diffusero rapidamente sia in patria che all’ estero.

Con il consenso e l’applauso del compositore, dell’opera furono realizzate anche diverse celebri coreografie, la prima delle quali, ideata dal grande ballerino russo Vaslav Nijinsky, fu rappresentata il 23 ottobre del 1916 in forma di balletto drammatico diretto da Anselm Goetzl nella Manhattan Opera House di New York.

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op.28” by Richard Strauss (Lorin Maazel):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op.28” by Richard Strauss (W. Furtwangler – Berlin Philharmonic):

“Till Eulenspiegels lustige Streiche op.28” by Richard Strauss (Cond: Richard Strauss, Vienna Philharmony Orchestra – 1944):

L’ opera è articolata in cinque episodi, evocanti altrettante avventure del protagonista, preceduti da un’ introduzione e seguiti da un epilogo: Till che irrompe sulla piazza del mercato creando un’ irrimediabile confusione, tra sinistri strepiti e risa sbellicate; che si traveste da frate per fare una predica blasfema; che corteggia una ragazza fingendosi perdutamente innamorato; che incontra cinque luminari della scienza (musicalmente personificati da tre fagotti, clarinetto basso e controfagotto), disputando con loro dei massimi sistemi, prima imbrogliandoli e poi dandosela allegramente a gambe.

La forma del rondò, esplicitamente menzionata nel sottotitolo in capo alla partitura insieme con il riferimento a un’ antica melodia burlesca, parve a Strauss la piú adatta a rappresentare il vagabondare di Till.

I due temi che rappresentano Till sono interpretati dal corno e dal clarinetto: il tema del primo è una melodia che procede cadenzata fino al suo culmine per poi ricadere e terminare in tre note lunghe e forti, decrescenti in scala; il tema del clarinetto è invece più complesso, come a suggerire un burlone intento a preparare i suoi scherzi.

Il tema introduttivo è esposto dal corno, il quale ripete per due volte il primo tema di Till. Il tema è poi ripreso dall’ orchestra in forma di rondò e il finale è caratterizzato da due note suonate all’unisono da tutta l’orchestra, che richiamano il tipico “ta da!”.

Nelle prime battute dell’ introduzione i commentatori hanno visto tradotto in suoni il tradizionale esordio delle favole, «C’era una volta…»: ne è emblema l’antica melodia burlesca di cui parla il sottotitolo, affidata ai violini. Alla sesta misura il corno presenta il tema principale, quello di Till: scattante, spavaldo, audace nelle sue provocazioni ma anche beffardo nel suo precipitare a rotta di collo verso l’abisso. E il racconto comincia.

Sussegue il tema del clarinetto (Till che ride fra sé mentre pianifica i suoi scherzetti). La musica segue Till che viaggia per le campagne, cavalca attraverso un mercato ribaltando le merci, fa scherzi ai clericali e immancabilmente alle ragazze (il tema dell’ amore è suonato dal violino), senza risparmiare gli accademici più seri.

Il tema della cavalcata ritorna, con il tema iniziale che, raggiunto il suo climax, muta immediatamente in una triste marcia funebre: Till è stato catturato dalle autorità, condannato all’ impiccagione per atti blasfemi.

La marcia funebre inizia con il dialogo di un Till impegnato nel disperato compito di cavarsela facendo leva sul senso dell’ umorismo del boia, il quale però non lo ascolta e, senza pietà, tira la leva.

Il clarinetto in Mi bemolle suona il tema iniziale in modo distorto, come ad indicare l’agonia di Till, mentre gli archi suonati a pizzico, con cadenza sempre più lenta, stanno ad indicare il dondolio dell’ impiccagione.

Alla fine, dopo un poco di silenzio, il tema introduttivo ritorna, come per suggerire che Till non può essere ucciso; l’ opera termina con un ultimo scherzo. La tensione che ha luogo in questo brano è ottenuta soprattutto grazie a espedienti timbrici dell’orchestra.

La Sinfonia venne eseguita per la prima volta il 5 marzo dell’ anno successivo, presso il Palazzo della Cultura di Kuibyšev.

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Written by mara

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