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Alla Rai di Torino Nikolaj Znaider Seong-Jin Cho Aprile 2019

Sento che la musica deve toccare le emozioni prima, e l’intelletto poi”, Maurice Ravel

SEONG-JIN CHO

Concerto num. 16 della Stagione 2018 – 2019, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Dal palco dell’ Auditorium Rai “A. Toscanini” di Torino l’ Orchestra sinfonica della Rai, il Direttore e violinista Nikolaj Znaider col giovane e brillante pianista Seong-Jin Cho per il seguente programma:

 

Leoš Janaček, Taras Bulba, rapsodia per orchestra

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Maurice Ravel, Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra

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Antonin Dvořak, Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 “Dal Nuovo Mondo”

 

QUANDO

Giovedì 11 Aprile 2019, ore 20.30

Venerdì 12 Aprile 2019, ore 20.00

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15

10124 Torino (TO)

 

INTERPRETI:

Seong-Jin Cho, Violoncello 

Nikolaj Znaider, Direttore

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

 

Orchestra della Rai, Torino: NIKOLAJ ZNAJDER e SEONG-JIN CHO

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Nikolaj Znaider…

NIKOLAJ-ZNAIDER-05

Voglio essere un vero e proprio direttore d’ orchestra, non solista direttore” dice. “Se lo faccio, voglio farlo bene ed essere in grado di condurre tutto. Opere, sinfonie di Mahler e Bruckner… Ma io non voglio smettere di suonare…

Straordinariamente intelligente, espressivo e appassionato, ma senza un pizzico di indulgenza – Strad Magazine

 

Si dice che che Jascha Heifetz non fosse mai soddisfatto del suo modo di suonare. La continua e inquieta ricerca della perfezione, il perseguimento di un ideale irraggiungibile è l’ onere del grande artista; se questo malcontento fastidioso è il segno di un grande artista, allora Nikolaj Znaider è destinato a grandi cose.

Perché lo scarto tra mondo dei suoni ideali e suoni reali sia il minore possibile e per non esporsi a continue frustrazioni, ogni musicista intraprende all’ inizio della sua carriera la ricerca di uno strumento la cui ‘voce’ sia la stessa che ben conosce all’ interno della sua mente. Sotto il profilo psicologico, il violino rappresenta per il violinista quello che l’ ugola rappresenta per un cantante: niente meno che una parte del proprio corpo, insostituibile, vitale, senza la quale egli si sente perso, inutile, se non addirittura vulnerabile, come Sansone senza i suoi capelli. Un organo che non gli viene dato da Madre Natura al momento della nascita, ma che deve trovare egli stesso durante il cammino

Nikolaj Znaider è  uno dei più grandi violinisti dell’ attuale panorama musicale.

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Nato il 5 luglio 1975 a Copenhagen (Danimarca) da genitori Polacco-ebrei Znaider intraprende gli studi musicali con l’ eminente pedagogo russo Boris Kuschnir.

Nel giugno 1992, all’ età di 16 anni vince il primo Premio del 4 ° Concorso Violinistico Internazionale Carl Nielsen, e nel 1997 riceve uno dei premi più rispettati e riconosciuti nel mondo del violino: il Queen Elizabeth Competition a Bruxelles.

Znaider è un musicista estremamente versatile, unisce all’ attività solistica il talento di musicista da camera e di direttore d’ orchestra. Nel mese di ottobre 2010 ha iniziato il suo mandato come direttore della Orchestra del Teatro Mariinsky e ha registrato musica da camera con musicisti del calibro di Daniel Barenboim con il quale ha inciso il trio con pianoforte di Mozart insieme al violoncellista Kyril Zlotnikov (violoncellista del Quartetto Jerusalem).

In qualità di solista, Nikolaj Znaider viene regolarmente invitato ad esibirsi con le più importanti orchestre e direttori del mondo, tra cui Daniel Barenboim, Sir Colin Davis, Valery Gergiev, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Christian Thielemann, Mariss Jansons, Charles Dutoit, Christoph von Dohnanyi, Iván Fischer e Gustavo Dudamel. Mentre come Direttore Znaider è Direttore Ospite Principale dell’ Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. E’ altresì direttore ospite regolare di orchestre del calibro dei Münchner Philharmoniker, della Filarmonica Ceca, della Filarmonica di Los Angeles, della Sinfonica di Pittsburgh, dell’ Orchestre Philharmonique de Radio France, della Russian National Orchestra, della Hallé Orchestra, della Swedish Radio Orchestra e della Sinfonica di Göteborg.

Il direttore e musicista danese è molto impegnato in progetti mirati alla formazione dei giovani talenti musicali; è fondatore e Direttore Artistico della Nordic Music Academy, un campo estivo annuale indirizzato ad una crescita musicale consapevole basata sui criteri di qualità e impegno.

L’ incisione più recente di Nikolaj Znaider per l’ etichetta discografica RCA RED SEAL contiene il Concerto per violino di Elgar con la direzione di Sir Colin Davis e la Staatskapelle Dresden. Le sue incisioni dei Concerti per violino di Brahms e Korngold con la Filarmonica di Vienna e Valery Gergiev, dei Concerti di Beethoven e Mendelssohn con Zubin Mehta e la Filarmonica Israeliana, dei Concerti di Prokofiev e Glazunov con Mariss Jansons e la Bayerische Rundfunk hanno vinto numerosi premi e hanno raccolto i favori della critica, proprio come la pubblicazione delle opere complete per violino e pianoforte di Brahms eseguiti insieme a Yefim Bronfman. Nikolaj Znaider ha registrato per EMI Classics i Trii per pianoforte di Mozart con Daniel Barenboim e i Concerti di Nielsen e Bruch con la Filarmonica di Londra.

Per gentile concessione del Teatro Reale Danese, grazie alla generosità della VELUX FOUNDATIONS e della Knud Højgaard Foundation, Nikolaj Znaider suona il violino “Kreisler” Guarneri “del Gesù” (1741), violino in precedenza suonato dal leggendario violinista Fritz Kreisler. Dice il musicista danese: “Dopo alcune settimane ho capito di aver trovato uno strumento in grado di completarmi alla perfezione. È un violino di carattere, forte, capace di sostenere sollecitazioni molto vigorose, se non addirittura violente, senza mai tradire il suono“.

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ASCOLTA QUI Nikolaj Znaider “Violin Concerto″ by P. I. Tchaikovsky (Pacific Music Festival, Sapporo 2004):

ASCOLTA QUI Nikolaj Znaider “Violin Concerto, op. 61″ by L. v. Beethoven (2013):

ASCOLTA QUI Nikolaj Znaider “Violinkoncert nr. 3 Nikolaj Znaider″ by W. A. Mozart (Large Concert Hall 14/11/2014):

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Seong-jin Cho…

SEONG-JIN CHO - 2

SEONG-JIN ECHO

Seong-jin Cho è balzato all’ attenzione del mondo nell’ ottobre del 2015, quando ha vinto il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia. Quattro anni prima, a soli sedici anni, si era classificato terzo al Premio Tchaikovsky di Mosca.

Con il suo sconfinato talento e la sua naturale musicalità, Seong-jin Cho sta intraprendendo una carriera in rapida ascesa e viene considerato uno degli artisti più interessanti della sua generazione.

Nel gennaio 2016, Seong-jin Cho ha firmato un contratto di esclusiva con l’etichetta discografica Deutsche Grammophon.

Nato nel 1994 a Seoul, Seong-jin Cho ha cominciato a studiare pianoforte all’ età di sei anni e si è esibito in pubblico per la prima volta cinque anni dopo. Nel settembre 2008, all’ età di quattordici anni, ha vinto il primo premio alla sesta edizione del Concorso Chopin di Mosca. Nel novembre 2009 si è aggiudicato il primo premio alla settima edizione del Concorso Hamamatsu in Giappone (risultando il vincitore più giovane nella storia del Concorso).

Seong-jin Cho si è esibito al fianco di alcune delle orchestre più prestigiose al mondo, tra cui l’Orchestra del Royal Concertgebouw, la Philharmonia Orchestra, l’Orchestra Mariinskij, i Münchner Philharmoniker, la RSB di Berlino, l’Orchestra Filarmonica di Seoul, la Filarmonica Ceca, la Budapest Festival Orchestra, la Danish National Symphony Orchestra, la Russian National Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Sinfonica NHK di Tokjo, sotto la direzione di direttori del calibro di Myung-Whun Chung, Lorin Maazel, Marek Janowski, Valery Gergiev e Vladimir Ashkenazy.

Nel 2016 e 2017 con la Philharmonia Orchestra ed Esa-Pekka Salonen, la Filarmonica di San Pietroburgo e Yuri Temirkanov, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Valery Gergiev, la Russian National Orchestra e Mikhail Pletnev, la Tokyo Philharmonic e Myung-Whun Chung, l’Orchestre de Paris e Tomás Netopil. Seong-Jin Cho suonerà in recital al Concertgebouw di Amsterdam, alla Sala Filarmonica di San Pietroburgo, alla London International Piano series, alla Suntory Hall di Tokyo, al Festival di Primavera di Praga, al Klavier Festival Ruhr e alla Carnegie Hall. 

Seong-Jin Cho si è aggiudicato anche il premio della Società Fryderyk Chopin (di 3.000,00 euro) per la migliore interpretazione di una polonaise.

Durante le tre settimane del concorso i pianisti hanno eseguito solo opere di Chopin davanti a una giuria internazionale che comprendeva la grande Martha Argerich, vincitrice del Concorso nel 1965.

Il Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin di Varsavia è una delle più antiche e prestigiose competizioni pianistiche internazionali. Si tiene ogni cinque anni a partire dal 1927 e da allora (con la sola interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale)  ogni cinque anni la giuria del concorso, composta da pianisti di fama mondiale, musicisti e famosi esponenti della cultura polacca, si riunisce per ascoltare i pianisti ammessi alla finale e conferire, laddove vi sia un candidato meritevole (per un decennio il primo premio non fu infatti assegnato), l’ambito riconoscimento.

Fu ideato da Jerzy Żurawlew (1887-1980). Nel 1957 è stato uno dei membri fondatori della “Federazione mondiale dei concorsi internazionali di musica” di Ginevra.

Oltre ai sei vincitori, vengono assegnati quattro premi speciali:

  • premio speciale per la miglior esecuzione di una mazurka, assegnato dalla Radio polacca dal 1927;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di una polacca, assegnato dalla “Fondazione polacca Chopin” dal 1960;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di un concerto, assegnato dai Filarmonici di Varsavia dal 1980;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di una sonata, assegnato da Krystian Zimerman.

In conferenza stampa Cho ha confessato di voler partecipare al rinomato concorso fin da quando aveva undici anni. Per lui tutte le fasi del concorso sono state “davvero dure”, tranne il concerto finale con orchestra, nel quale “non era così nervoso.” “Nel primo turno ero fuori controllo”, ha detto. “Non mi ricordo come ho suonato così ho controllato su YouTube.”

 

QUALCHE VIDEO PER CONOSCERE IL PIANISTA…

 

Seong-Jin Cho “Piano Concerto in E minor Op. 11 (final stage of the Chopin Competition 2015)” by Fryderyk Chopin:

Seong-Jin Cho “Polonaise in A flat major Op. 53 (second stage)” by Fryderyk Chopin:

Seong-Jin Cho “Concerto No. 1 in B-flat minor, Op. 23, The Arthur Rubinstein Piano Master Competition (5/2014, Tel Aviv)” by P. I. Tchaikovsky:

Seong-Jin Cho “Piano Concerto No. 3 in D minor, Op. 30 (2011)” by S. Rachmaninoff:

Seong-Jin Cho “Pictures at an Exhibition” by Mussorgsky:

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Il Concerto in sol – dichiarò Ravel – è un concerto nel senso più esatto del termine, scritto nello spirito di quelli di Mozart o di Saint-Saéns. Io penso effettivamente che la musica di un concerto possa essere gaia e brillante, e che non sia necessario ch’ esso abbia pretese di profondità o che miri ad effetti drammatici

 

L’ intenzione di scrivere un concerto per pianoforte e orchestra fu manifestata da Ravel sin dal 1927, quando il compositore avvertì l’esigenza di un brano del genere per la sua tournée negli Stati Uniti. Il progetto fu abbozzato, ma solo al ritorno dal viaggio oltre Atlantico, nell’ avanzata primavera del 1928, Ravel riprese a lavorarvi.

Il Concerto per pianoforte in sol maggiore, composto a partire dal 1929 e terminato nel 1931 (segue di due anni il celebre Bolero), è stato cominciato da Ravel subito dopo il suo viaggio negli Stati Uniti e nel Canada, viaggio che Ravel fece nei primi quattro mesi del 1928 su invito di Germaine Schmitz. È contemporaneo al Concerto per pianoforte per mano sinistra (pensato per la sola mano sinistra, perché commissionato dal pianista Paul Wittgenstein – il fratello del filosofo – che aveva perso il braccio destro in guerra); le due composizioni hanno avuto la loro prima a soli due mesi di distanza.

Era stata da poco diagnosticata al compositore un malattia cerebrale che di lì a dieci anni l’avrebbe portato alla morte. Purtuttavia questo fu uno dei periodi più prolifici per il compositore basco, che nello stesso periodo aveva composto, oltre al succitato “Concerto per pianoforte per mano sinistra“, il celebre “Bolero“. In questo periodo il compositore stava studiando attentamente due brani molto dissimili tra loro: il Mozart del Quintetto per clarinetto e archi e Saint-Saens.

La commissione non fu del tutto europea. Fu Serge Koussevitzky a commissionarla per il cinquantesimo anniversario della Boston Symphony Orchestra (per il quale aveva già commissionato anche il Konzertmusik per orchestra d’archi e ottoni di Paul Hindemith, la Sinfonia di salmi di Igor Stravinsky e la Prima sinfonia di Arthur Honegger).

La prima esecuzione ebbe luogo il 14 gennaio 1932 presso la Salle Pleyel di Parigi. Solista al pianoforte fu la dedicataria, Marguerite Long, accompagnata dall’ Orchestre Lamoureux diretta da Ravel. Dopo questa prima esecuzione il concerto riscosse tale successo da essere portato in giro per tutta l’Europa.

 

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Registrazione effettuata dalla RAI il 14 settembre1965 al Teatro La Fenice di Venezia nell’occasione del XXVIII° Festival della Musica Contemporanea – Pianista Arturo Benedetti Michelangeli – Direttore Ettore Gracis):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Martha Argerich, piano – Orchestra Sinfonica di Roma della RAI – Angelo Stefanato, concertmaster – Severino Gazzelloni, 1st flute – Francesco Petracchi, 1st doublebass – Claudio Abbado, conductor _ VIDEO 4:3 – live, Auditorio Foro Italico, Roma, 8 February 1969):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Martha Argerich, piano – Orchestra Sinfonica di Roma della RAI – Angelo Stefanato, concertmaster – Severino Gazzelloni, 1st flute – Francesco Petracchi, 1st doublebass – Claudio Abbado, conductor _ VIDEO 4:3 – live, Auditorio Foro Italico, Roma, 8 February 1969):


“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Samson François – Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire – André Cluytens – Studio recording, Paris, 1-3.VII.1959):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Leonard Bernstein):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Argerich – Dutoit – Orchestre National De France Frankfurt_ 9.9.1990):

“Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” by M. Ravel (Martha Argerich – Andrej Boreyko, conductor – Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai):

In quanto a colori e a disegno musicale non si stacca molto dalla sua precedente produzione; è invece agli antipodi del Concerto per la mano sinistra: quest’ultimo improntato alla drammaticità e al cupo tormento artistico, il primo invece felice, allegro, e, sebbene attraversato da quella vena malinconica che caratterizza il secondo movimento, in generale fresco e spumeggiante.

L’ orchestrazione leggera e raffinata, definita dalla scelta del minor numero di strumenti scelti però in tutte le famiglie musicali (4 ottoni, diversi tipi di legni, pochi archi e molte percussioni) pongono questo concerto da tutt’altra parte rispetto al Concerto per la mano sinistra.

L’ armonia è sì raveliana così come l’orchestrazione, ma gli influssi di altre musiche, oltre che dell’ impressionismo e della tradizione concertistica per orchestra, si sentono ben presenti: c’è anche un po’ del jazz che Ravel conosceva da molto tempo ma solo con il viaggio negli Stati Uniti aveva toccato con mano (la cosiddetta “scala blues” è utilizzata ad esempio nel primo movimento); ci sono le melodie e i ritmi baschi.

I movimenti

Il concerto si articola in tre movimenti:

  1. Allegramente (sol maggiore)
  2. Adagio assai (mi maggiore)
  3. Presto (sol maggiore)

Il primo e l’ultimo movimento contengono dei vivaci spunti tratti da una progettata ma mai realizzata fantasia per pianoforte e orchestra intitolata “Zaspiak bat” (“Le sette province“). Giochi orchestrali fatti di cadenze jazzistiche, colpi di percussione (dai più animali come l’iniziale colpo di frusta ai rintocchi di triangolo) costituiscono il primo e l’ultimo movimento, in un contesto che qualcuno ha associato alla coeva “Rapsodia in blue” di George Gershwin. Il secondo movimento invece è un dolcissimo adagio, condotto quasi esclusivamente dal pianoforte: i pochi interventi orchestrali sono affidati alle armonie degli archi e ai giochi di luce di 5 legni (flauto, oboe, corno inglese, clarinetto e fagotto) in un’alternanza musicale post-impressionista e pienamente novecentesca. Completamente assenti gli ottoni e le percussioni.

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“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Royal Philharmonic Orchestra / Paavo Järvi):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Eugene Ormandy; Philadelphia Orchestra):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (NDR Sinfonieorchester, Hans Schmidt-Isserstedt):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (State Symphony Orchestra of the Russian Federation, EVGENY SVETLANOV):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Bělohlávek / BBC Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Sao Paulo Symphony Orchestra, Marin Alsop):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Philharmonia Orchestra, Otto Klemperer):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Sergiu Celibidache, 1991):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (New York Philharmonic, Leonard Bernstein):

“Sinfonia n. 9 in mi minore, op. 95 Dal Nuovo Mondo” by Antonín Dvořák (Ozawa / Wiener Philharmoniker):

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Written by mara

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