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Alla Rai di Torino Seong-Jin Cho e Yuri Temirkanov per Rachmaninov

SEONG-JIN CHO

VINCITORE DEL 17° CONCORSO PIANISTICO INTERNAZIONALE FRYDERYK CHOPIN

Concerto num. 15 della Stagione 2017 – 2018, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Yuri Temirkanov, ospite dell’ Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, dirige i concerti di mercoledì 21 e giovedì 22 marzo 2018. Con il direttore russo il pianista Seong-Jin Cho: vincitore nel 2015 del Concorso Chopin di Varsavia, e terzo posto al Čajkovskij di Mosca a soli 17 anni. Per l’ occasione verrà eseguito il seguente programma:

 

S. RachmaninovConcerto n. 3 in re min. op. 30 per pf. e orch.

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Pëtr Il’ič ČajkovskijSinfonia n. 4 in fa min. op. 36

 

QUANDO:

Mercoledì 21 marzo 2018, ore 20.00

Giovedì 22 marzo 2018, ore 20.30

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15

10124 Torino (TO)

 

INTERPRETI:

Direttore, Yuri Temirkanov

Pianoforte, Seong-Jin Cho

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

 

Orchestra della Rai, Torino: Seong-Jin Cho e Yuri Temirkanov

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Seong-jin Cho…

SEONG-JIN CHO - 2

SEONG-JIN ECHO

Seong-jin Cho è balzato all’ attenzione del mondo nell’ ottobre del 2015, quando ha vinto il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia. Quattro anni prima, a soli sedici anni, si era classificato terzo al Premio Tchaikovsky di Mosca.

Con il suo sconfinato talento e la sua naturale musicalità, Seong-jin Cho sta intraprendendo una carriera in rapida ascesa e viene considerato uno degli artisti più interessanti della sua generazione.

Nel gennaio 2016, Seong-jin Cho ha firmato un contratto di esclusiva con l’etichetta discografica Deutsche Grammophon.

Nato nel 1994 a Seoul, Seong-jin Cho ha cominciato a studiare pianoforte all’ età di sei anni e si è esibito in pubblico per la prima volta cinque anni dopo. Nel settembre 2008, all’ età di quattordici anni, ha vinto il primo premio alla sesta edizione del Concorso Chopin di Mosca. Nel novembre 2009 si è aggiudicato il primo premio alla settima edizione del Concorso Hamamatsu in Giappone (risultando il vincitore più giovane nella storia del Concorso).

Seong-jin Cho si è esibito al fianco di alcune delle orchestre più prestigiose al mondo, tra cui l’Orchestra del Royal Concertgebouw, la Philharmonia Orchestra, l’Orchestra Mariinskij, i Münchner Philharmoniker, la RSB di Berlino, l’Orchestra Filarmonica di Seoul, la Filarmonica Ceca, la Budapest Festival Orchestra, la Danish National Symphony Orchestra, la Russian National Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Sinfonica NHK di Tokjo, sotto la direzione di direttori del calibro di Myung-Whun Chung, Lorin Maazel, Marek Janowski, Valery Gergiev e Vladimir Ashkenazy.

Nel 2016 e 2017 con la Philharmonia Orchestra ed Esa-Pekka Salonen, la Filarmonica di San Pietroburgo e Yuri Temirkanov, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Valery Gergiev, la Russian National Orchestra e Mikhail Pletnev, la Tokyo Philharmonic e Myung-Whun Chung, l’Orchestre de Paris e Tomás Netopil. Seong-Jin Cho suonerà in recital al Concertgebouw di Amsterdam, alla Sala Filarmonica di San Pietroburgo, alla London International Piano series, alla Suntory Hall di Tokyo, al Festival di Primavera di Praga, al Klavier Festival Ruhr e alla Carnegie Hall. 

Seong-Jin Cho si è aggiudicato anche il premio della Società Fryderyk Chopin (di 3.000,00 euro) per la migliore interpretazione di una polonaise.

Durante le tre settimane del concorso i pianisti hanno eseguito solo opere di Chopin davanti a una giuria internazionale che comprendeva la grande Martha Argerich, vincitrice del Concorso nel 1965.

Il Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin di Varsavia è una delle più antiche e prestigiose competizioni pianistiche internazionali. Si tiene ogni cinque anni a partire dal 1927 e da allora (con la sola interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale)  ogni cinque anni la giuria del concorso, composta da pianisti di fama mondiale, musicisti e famosi esponenti della cultura polacca, si riunisce per ascoltare i pianisti ammessi alla finale e conferire, laddove vi sia un candidato meritevole (per un decennio il primo premio non fu infatti assegnato), l’ambito riconoscimento.

Fu ideato da Jerzy Żurawlew (1887-1980). Nel 1957 è stato uno dei membri fondatori della “Federazione mondiale dei concorsi internazionali di musica” di Ginevra.

Oltre ai sei vincitori, vengono assegnati quattro premi speciali:

  • premio speciale per la miglior esecuzione di una mazurka, assegnato dalla Radio polacca dal 1927;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di una polacca, assegnato dalla “Fondazione polacca Chopin” dal 1960;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di un concerto, assegnato dai Filarmonici di Varsavia dal 1980;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di una sonata, assegnato da Krystian Zimerman.

In conferenza stampa Cho ha confessato di voler partecipare al rinomato concorso fin da quando aveva undici anni. Per lui tutte le fasi del concorso sono state “davvero dure”, tranne il concerto finale con orchestra, nel quale “non era così nervoso.” “Nel primo turno ero fuori controllo”, ha detto. “Non mi ricordo come ho suonato così ho controllato su YouTube.”

 

QUALCHE VIDEO PER CONOSCERE IL GIOVANE PIANISTA…

 

Seong-Jin Cho “Piano Concerto in E minor Op. 11 (final stage of the Chopin Competition 2015)” by Fryderyk Chopin:

Seong-Jin Cho “Polonaise in A flat major Op. 53 (second stage)” by Fryderyk Chopin:

Seong-Jin Cho “Concerto No. 1 in B-flat minor, Op. 23, The Arthur Rubinstein Piano Master Competition (5/2014, Tel Aviv)” by P. I. Tchaikovsky:

Seong-Jin Cho “Piano Concerto No. 3 in D minor, Op. 30 (2011)” by S. Rachmaninoff:

Seong-Jin Cho “Pictures at an Exhibition” by Mussorgsky:

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Yuri Temirkanov

Yuri Temirkanov-annecy

Nato nel Caucaso, Yuri Temirkanov ha iniziato gli studi di violino e viola alla Scuola per giovani talenti di Leningrado, completandoli al Conservatorio della stessa città insieme a quelli di composizione. Nel 1966, dopo aver vinto il Concorso Nazionale Sovietico per direttori d’orchestra, è stato invitato da Kirill Kondrašin per una tournée in Europa e Stati Uniti con David Oistrakh e l’ Orchestra Filarmonica di Mosca.

Nel 1988 è stato nominato direttore artistico e direttore principale dell’ Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo: le sue produzioni di Evgenij Onegin e La Dama di picche sono diventate leggendarie nella storia del teatro.

Precedentemente era stato direttore artistico e direttore principale dell’ Orchestra del Teatro dell’ Opera Kirov a Leningrado (ora di nuovo Teatro Mariinskij). È stato dal 2000 al 2006 principale direttore ospite del Teatro Bol’šoj e, dal 2009 al 2012, direttore musicale del Teatro Regio di Parma. È stato inoltre direttore ospite principale e direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra, della Dresdner Philharmonie e dell’ Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese.

Ospite fisso negli Stati Uniti, dirige le maggiori orchestre di New York, Philadelphia, Boston, Chicago, Cleveland, San Francisco e Los Angeles. Dal 2000 al 2006 è stato direttore musicale dell’ Orchestra Sinfonica di Baltimora.

Yuri Temirkanov è frequentemente invitato dalle più grandi orchestre d’ Europa, Asia e Stati Uniti e ha avuto il privilegio di essere il primo artista russo al quale è stato permesso di esibirsi negli Stati Uniti dopo la ripresa delle relazioni culturali con l’ Unione Sovietica, alla fine della guerra in Afghanistan nel 1988. Ha diretto le principali orchestre europee, inclusi i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra, l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia e quella del Teatro alla Scala. Le sue numerose registrazioni includono collaborazioni con la Filarmonica di San Pietroburgo, la New York Philharmonic, l’ Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese e la Royal Philharmonic Orchestra, con la quale ha inciso tutti i balletti di Stravinskij e le sinfonie di Čajkovskij.

Nel 2014 con la Filarmonica di San Pietroburgo, oltre alle tournée in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Messico e Stati Uniti, si è esibito a Mosca e per la prima volta a Baku al VIII Festival Internazionale Rostropovič. Per dieci giorni durante il periodo natalizio Temirkanov organizza a San Pietroburgo l’ annuale Festival Invernale, invitando alcuni fra i solisti più grandi e conosciuti del mondo. Per 15 anni ha diretto l’ Art in the Square Festival. Segue inoltre intensamente i progetti della Temirkanov International Foundation for Cultural Initiatives per gli studenti di San Pietroburgo.

In Russia ha ricevuto molti premi importanti; nel 2003 Vladimir Putin gli ha conferito la Medaglia del Presidente. Accademico Onorario di Santa Cecilia, ha ricevuto in Italia il Premio Abbiati come miglior direttore nel 2002 e nel 2007 e la nomina a “Direttore dell’ anno” nel 2003. Nel 2012 è stato insignito dell’ Ordine della Stella d’ Italia nel grado di Commendatore dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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ASCOLTI E NOTE DI PROGRAMMA…

 

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Grigory Sokolov, pianist – Yan Pascal Tortelier, conductor – BBC Philharmonic, orchestra _ Royal Albert Hall, London on 27 July 1995, The Proms 1995):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Emil Gilels, State Symphony Orchestra of the USSR, Kirill Kondrashin _ Recorded in Moscow, 1949):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Alexis Weissenberg, piano, Orchestra Sinfonica di Roma della RAI, Georges Prêtre, conductor):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Ashkenazy – live 1968):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Horowitz):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Pianist: Lazar Berman , Conductor: Claudio Abbado, Ensemble: London Symphony Orchestra – Recorded on: November 1976):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Van Cliburn, piano – Moscow Philharmonic Orchestra – Kirill Kondrashin, conductor _ Live recording, 1958):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Denis Matsuev):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Daniil Trifonov, Myung-Whun Chung):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Martha Argerich (*1941), piano – Riccardo Chailly – Radio-Symphonie-Orchester Berlin):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Yuja Wang):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Olga Kern):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Yefim Bronfman, Conductor: Valery Gergiev, Weiner Philharmoniker – Tokyo, Japan):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Horowitz 1951):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Martha Argerich):

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Mi chiedete se la musica ha un programma definito. In generale, se mi rivolgono questa domanda riguardo a una composizione sinfonica, rispondo di no. E in verità non è una domanda cui sia facile rispondere. Come è mai possibile esprimere quelle sensazioni che proviamo allorché scriviamo un’opera strumentale che non ha in sé alcun soggetto definito? E’ un processo puramente lirico, una confessione musicale dell’anima, ove pullulano tante cose e che secondo la propria essenza si riversa in suoni, appunto come il poeta lirico si effonde in versi

 

La Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 di Pëtr Il’ič Tchaikovsky viene composta tra dicembre 1876 e gennaio 1878 e presentata a Mosca il 10 febbraio 1878 sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein con un “tiepido” riscontro da parte del pubblico.

Questo periodo denso di avvenimenti che hanno esiti contrastanti sul suo labile sistema nervoso lo inducono alla stesura di una composizione in cui dare libero sfogo ai suoi sentimenti.

La baronessa von Meck che ha assistito all’ esecuzione, chiede a Tchaikovsky una spiegazione sui contenuti della composizione e questi in una lettera del 17 febbraio gli fornisce un’ interpretazione programmatica che costituisce un documento utile anche se non decisivo, per la comprensione della Sinfonia:

La nostra Sinfonia ha un programma abbastanza definito perché si possa esprimere a parole; a voi sola desidero – e posso – dire il significato dell’opera nell’insieme e nelle singole parti. Voi capirete che tenterò di farlo soltanto per sommi capi. L’introduzione è il germe dell’intera Sinfonia, l’idea principale dalla quale dipende tutto il resto. Il tema di apertura è il Fatum, la forza inesorabile che impedisce alle nostre speranze di felicità di avverarsi; che sta in agguato, gelosamente, per impedire che il nostro benessere e la nostra pace possano diventare piene e senza nubi: una forza che, come la spada di Damocle, pende perpetuamente sul nostro capo e di continuo ci avvelena l’anima. Questa forza è ineluttabile e invincibile. Con il Moderato con anima la disperazione e la tristezza diventano più forti, più cocenti. Non sarebbe più saggio distogliersi dalla realtà e immergersi nel sogno? Oh, gioia! Alfine appare un dolce e tenero sogno. Una fulgida, soave immagine umana aleggia dinanzi a me, mi chiama. Come bello e remoto, ora, appare il primo ineluttabile tema dell’Allegro! A poco a poco il sogno avvolge l’anima. Obliata è la tristezza, la disperazione. Ecco la felicità! Ma no, era .solo un sogno e il Fato ci ridesta. Così la vita è un costante alternarsi di aspra realtà, di sogni evanescenti, di fuggevoli visioni di felicità. Non vi è alcun porto. Si naviga su quel mare finché esso vi sommerge e vi fa affondare nella sua profondità. Questo, approssimativamente, è il programma del primo tempo. Il secondo tempo esprime un’altra fase di sofferenza. E’ la malinconia che ci invade a sera, allorché siamo soli, stanchi del lavoro, e cerchiamo di leggere, ma il libro ci sfugge di mano. I ricordi si affollano in noi. Come sono dolci quelle memorie di giovinezza, ma come è triste che tante cose siano state e siano trascorse per sempre! Si rimpiange il passato, eppure non si vorrebbe ricominciare daccapo la vita, ci si sente troppo stanchi. E’ più piacevole riposare e rivolgere lo sguardo all’indietro, ricordando tante cose. C’erano momenti felici, quando il giovane sangue scorreva caldo e la vita esaudiva ogni nostro desiderio. C’erano anche momenti difficili, perdite irreparabili, ma sono ormai lontani. E’ triste e pur dolce tuffarsi così nel passato. Il terzo tempo non esprime sensazioni definite, è piuttosto una successione di capricciosi arabeschi, quelle immagini inafferrabili che passano nella fantasia quando si è bevuto del vino e si avvertono i primi segni dell’ebbrezza. L’anima non è ne gaia ne triste. Non si pensa a nulla: l’immaginazione ha libero corso e comincia, non si sa perché, a tracciare strani disegni. D’improvviso si presenta allo spirito la visione di contadini un po’ brilli, una breve canzone di strada risuona. Lontano, passa un corteo militare. Le immagini sono assolutamente sconnesse, come quelle che fluttuano nella mente allorché ci si addormenta. Non hanno nulla a che fare con la realtà, sono strane, selvagge, confuse. Il quarto tempo: se veramente non trovi motivo di gioia in te stesso, guardi gli altri. Va’ in mezzo al popolo, vedi come esso sa abbandonarsi alla gioia. Una festa rustica è descritta. Non appena però hai dimenticato te stesso in questa visione della gioia altrui, ecco che il Fato inesorabile riappare a ricordarti di te stesso. Ma gli altri sono indifferenti verso di te; non volgono neppure il capo, non ti guardano neppure, non si accorgono che tu sei solo e triste. Ah, come si divertono! E come sono fortunati di essere governati da sentimenti così semplici e immediati! Dà la colpa a te stesso e non dire che tutto il mondo è triste; esistono gioie semplici e pur forti. Allegrati nella felicità altrui e la vita sarà sopportabile. Questo, cara amica, è tutto ciò che posso dirvi della Sinfonia. Certo, quello che ho detto non è ne chiaro ne compiuto. Ciò deriva dalla intrinseca natura della musica strumentale, che non si presta all’ analisi particolareggiata. Dove le parole cessano, là comincia la music; come diceva Heine». Un post scriptum chiude la lettera: «Proprio ora, mettendo in busta la lettera, l’ho riletta e ho inorridito dinanzi al programma confuso e inesatto che vi mando. E’ la prima volta nella mia vita che ho tentato di trasportare idee e immagini musicali in parole, e non ci sono certo riuscito. Tutto l’inverno passato ho sofferto di una terribile ipocondria: la Sinfonia è un’eco veritiera di quello che provavo. Ma non è più di un’eco. Come riuscire a tradurre ciò in parole chiare e definite? Già ho dimenticato molte cose di quel periodo, ho solamente un ricordo dell’orrore e dell’intensità di ciò che provavo”

 

ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Claudio Abbado & Chicago Symphony Orchestra):


ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Leningrad Philharmonic Orchestra & Evgeny Mravinsky – Studio recording, Moscow, 8.IV.1957):


 

La sinfonia si divide in quattro movimenti della durata complessiva di quaranta minuti:

I movimento: l'”andante sostenuto“: “l’ introduzione”, così l’autore si espresse in una lettera inviata alla von Meck per descriverne il programma in essa contenuto, “contiene il germe di tutta una vita, il fato è la forza del destino che ostacola la nostra felicità; è come una spada di Damocle e avvelena senza posa l’anima… Bisogna assoggettarglisi… Non sarebbe meglio abbandonare la realtà e sprofondarsi nei sogni?“. Ma la musica reca solo delle visioni, che scompaiono alla fine e l’anima viene nuovamente sommersa dal mare.

II movimento: l'”andante con moto“, “è la descrizione di quella sensazione melanconica che ci prende quando di sera siamo ormai del tutto soli e stanchi delle fatiche effettuate durante il giorno“.

III movimento (Scherzo pizzicato) – “Il terzo tempo non esprime sensazioni particolari, è un arabesco capriccioso, un’apparizione fugace simile a quelle che colgono la nostra fantasia quando si beve un bicchiere di vino e si sente essere lievissimamente brilli…

IV movimento: il “finale“, così ebbe a dire Tchaikovsky nella sua descrizione alla von Meck: “Quando non trovate in voi la felicità, guardate gli altri, andate in mezzo al popolo, guardate come la gente si diverte, come si concede alla sua gioia! Il quarto tempo è il quadro di una festa popolare… Appena avete dimenticato voi stessa, appare instancabilmente il fato… Ma in fondo la vita è bella…!

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Written by mara

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