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Alla Società dei Concerti di Milano Lukas Geniušas per Tchaikovsky

«Geniušas si è fatto carico della missione più alta: ricercare instancabilmente uno stile interpretativo che sia pienamente moderno e al contempo rispetti lo spirito dell’epoca…», Kommersant Russia, 2011

Lukas Geniušas

Società dei Concerti di Milano, 4° Concerto della serie Smeraldo, Stagione 2017 – 2018

 

Un grande direttore e un giovane affermato pianista per una serata interamente dedicata a Čajkovskij con gli Stuttgarter Philharmoniker, ospiti abituali delle nostre stagioni musicali. Compositore eclettico, personalità in cui si fondono mirabilmente tradizione russa ed esperienze cosmopolite, Čajkovskij si è sempre mantenuto fedele ad un concetto di bellezza musicale universale. La sua musica è da sempre un grande richiamo per il pubblico grazie a melodie cantabili, armonie impressionanti, colori orchestrali che evocano una profonda risposta emotiva.

In Stagione l’eccezionale partecipazione del giovane e affermato pianista Lukas Geniušas; per l’ occasione eseguirà il seguente programma: 

 

P. I. Čajkovskij, Ouverture in fa magg

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P. I. Čajkovskij, Concerto n.1 in si bem. min. op.23 per pf. e orch.

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P. I. Čajkovskij, Suite da “Il Lago dei Cigni” op. 20 a

 

 

QUANDO:

Mercoledì 13 dicembre 2017, ore 21.00

 

DOVE: Sala Verdi
Conservatorio “G. Verdi”

Via Conservatorio, 12
20122 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Pianista, Lukas Geniušas

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Il costo del biglietto intero è di 30,00 €. Ridotto al costo di 25,00 €

 

Società dei Concerti, Milano: pianista Lukas Geniušas

 

Se non sapete come fare per avere i biglietti potete prenotare con Associazione Ma.Ni.. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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Lukas Geniušas…

Lukas Geniušas2

Lukas Geniušas, nato a Mosca nel 1990, ha iniziato gli studi di pianoforte a cinque anni. La sua famiglia di musicisti ha avuto un ruolo fondamentale nel suo rapido sviluppo musicale; in particolare Vera Gornostaeva, rinomata insegnante del Conservatorio di Mosca e nonna di Geniušas, è stata sua mentore sin dall’ inizio della precoce carriera.

Questo milieu ha aiutato Geniušas a ottenere fama internazionale aggiudicandosi il Primo Premio al Concorso “Gina Bachauer” di Salt Lake City nel 2010 e subito dopo la medaglia d’argento al XVI Concorso “Fryderyk Chopin” di Varsavia. Nel 2015 si è aggiudicato la Medaglia d’argento al XV Concorso Tchaikovsky di Mosca.

Geniušas ha suonato con numerose orchestre tra cui la St. Petersburg Philharmonic, NHK Symphony Orchestra, Hamburg Symphony, BBC Scottish Symphony, Kremerata Baltica, Warsaw Philharmonic, Mariinsky Theatre Orchestra, Russian National Orchestra e City of Birmingham Symphony Orchestra. Ha collaborato con direttori quali Valery Gergiev, Mikhail Pletnev, Andrey Boreyko, Saulius Sondeckis, Dmitry Sitkovetsky, Tugan Sokhiev e Dmitry Liss. È regolarmente invitato nei maggiori festival tra cui Rheingau, Ruhr, Lockenhaus e La Roque d’Anthéron.

Ha suonato nelle più prestigiose sale da concerto tra cui Auditorium du Louvre e Salle Gaveau a Parigi, Wigmore Hall e molti teatri importanti in Russia e Sud America.
Recentemente Geniušas ha debuttato al Verbier Festival con un recital per pianoforte solo e uno in formazione cameristica.

Nella stagione 2016-17 tornerà alla Sala Verdi di Milano, al Mariinsky-3 e alla Great Hall del Conservatorio di Mosca. Nel 2016 terrà il suo primo recital alla Washington Phillips Collection e debutterà con la Singapore Symphony Orchestra con Charles Dutoit, con la Toronto Symphony Orchestra e l’Orchestre Philharmonique de Radio France.

Il suo repertorio spazia dai Concerti per pianoforte di Beethoven al “Ludus Tonalis” di Hindemith e rivela una particolare predilezione per gli autori russi. Geniušas si dedica inoltre con grande passione alla scoperta di opere contemporanee o raramente eseguite.

Queste scelte musicali si riflettono nella sua discografia, acclamata uniformemente dalla critica. Tra le sue incisioni più recenti l’edizione completa dei Preludi di Rachmaninov, “The Emancipation of Dissonance” di Desyatnikov, Arzumanov e Ryuabov, gli Studi di Chopin op.10 e op.25 e le Sonate di Brahms e Beethoven.

Dal 2015 Geniušas partecipa al progetto filantropico “Looking at the Stars” a Toronto, che organizza concerti di musica classica per istituzioni come prigioni e ospedali, dove il pubblico potrebbe non avere l’opportunità di ascoltare la musica classica nei suoi luoghi di espressione tradizionali.

Sito Ufficiale: http://geniusas.com/

 

QUALCHE VIDEO PER CONOSCERE IL GIOVANE PIANISTA…

 

Lukas Geniušas “LUKAS GENIUŠAS plays FREDERIC CHOPIN (16th International Frederic Chopin Piano Competition in Warsaw, Poland, October 2010)”:

Lukas Geniušas “Tchaikovsky Piano Concerto no 2”:

Lukas Geniušas “Etude in C sharp minor, Op. 25 No. 7 (first stage, 2010 – The Fryderyk Chopin Institute)”:

Lukas Geniušas “Piano Final Round: Lukas Geniušas”:

Lukas Geniušas “PLUKAS GENIUŠAS plays FREDERIC CHOPIN (16th International Frederic Chopin Piano Competition in Warsaw, Poland, October 2010)”:

Lukas Geniušas “Chopin Barcarolle Op.60 (Chopin Competition 2010)”:

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

“Suite da “Il Lago dei Cigni” op. 20 a by P. I. Čajkovskij (Berliner Philharmoniker, Herbert Von Karajan _ Studio, 1972):

“Suite da “Il Lago dei Cigni” op. 20 a by P. I. Čajkovskij (Orchestra Sinfonica Nazionale Della Rai – Dir. Jansug Kakhidze):

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«Nel dicembre 1874 ho scritto un Concerto per pianoforte. Dato che non sono un pianista, avevo bisogno di rivolgermi a un virtuoso, uno specialista, che mi indicasse ciò che fosse faticoso, di difficile esecuzione, privo di effetto e così via. Mi serviva un critico severo, ma allo stesso tempo, ben disposto nei miei confronti. Devo dire chiaramente che una voce interiore protestava contro la scelta di [Nikolaj]
Rubinštejn come giudice. Egli non solo è il primo pianista moscovita, ma è certamente un pianista superiore. Così lo invitai ad ascoltare il Concerto e a fare delle osservazioni a proposito della parte pianistica. Era la vigilia di Natale del 1874, Rubinštejn propose di provare in una delle classi del Conservatorio. Mi presentai con il mio manoscritto e dopo di me giunse Rubinštejn con Hubert. Suonai il primo movimento. Neanche una parola… Armatomi di pazienza, lo suonai fino alla fine. Ancora silenzio. Mi alzai e chiesi: “Ebbene?” Allora dalle labbra di Rubinštejn sgorgò un torrente di parole, dapprima tranquille, poi sempre più simili a un profluvio di Giove tonante. Pareva che il mio Concerto non valesse niente… che la composizione fosse pessima e volgare… Io ero stupefatto e colpito che una persona che aveva scritto già moltissimo e che teneva al Conservatorio un corso di composizione libera, si facesse oggetto di un tal biasimo. Uscii tacendo dalla stanza e andai di sopra. Ben presto riapparve Rubinštejn… Mi ripeté che il mio Concerto è impossibile e, avendomi indicato molti punti in cui erano necessari cambiamenti radicali… se… lo avessi rivisto secondo i suoi desideri, allora mi avrebbe fatto l’onore di eseguirlo… “Non ne rivedrò neppure una nota, – gli risposi – e lo pubblicherò così com’ è!” E così ho fatto», Pëtr Il’ič Čajkovskij in una delle lettere alla sua fedele ammiratrice e sostenitrice Nadežda von Meck, Sanremo 2 febbraio 1878

 

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore, op. 23 di Pëtr Il’ič Čajkovskij fu composto tra il novembre 1874 ed il febbraio 1875.

È uno dei concerti pianistici più eseguiti in tutto il mondo, celebre per la sua grandezza monumentale, ed è il più noto dei tre composti da Čajkovskij.

Il concerto venne inizialmente dedicato a Nikolaj Rubinštejn, direttore del Conservatorio di Mosca e pianista virtuoso, con il proposito che lo stesso Rubinštejn lo eseguisse per la prima volta in pubblico. L’ accoglienza di questi fu decisamente negativa: criticò aspramente il concerto ritenendolo “banale, rozzo e mal scritto” oltre che “ineseguibile” probabilmente per l’ uso fortemente percussivo del pianoforte nelle battute iniziali, chiese quindi al compositore una sostanziosa revisione che venisse incontro ai suoi gusti.

La prima esecuzione del concerto avvenne il 25 ottobre del 1875 a Boston con Hans von Bülow al piano e Benjamin Johnson Lang a capo dell’ orchestra. Grato per l’esecuzione Čajkovskij dedicò il concerto al pianista. Questa decisione fu presa dal compositore su suggerimento di Karl Klindworth che allora insegnava al Conservatorio di Mosca ed era molto rispettato da Pëtr Il’ič. Fu lo stesso Klindworth a consegnare il manoscritto ad Hans von Bülow, dal quale il compositore ricevette numerose lettere piene di ammirazione e gratitudine; egli definì l’ opera “originale e nobile!”.

Curiosamente von Bülow eliminò in seguito il concerto dal proprio repertorio, mentre Rubinštejn finì col dirigerne la première moscovita (con Sergej Ivanovič Taneev al piano) e ad eseguirne la parte solistica in numerose occasioni.

Sulla scia del successo statunitense, il concerto fu proposto il mese successivo a S. Pietroburgo, con il pianista russo Gustav Kross ed il direttore ceco Eduard Nápravník ricevendo un’ accoglienza molto tiepida. Questa fu la reazione di Čajkovskij:

«Napravnik ha fatto di tutto per accompagnarlo in modo tale che al posto della musica non ci fosse altro che un’ atroce cacofonia. Il pianista Kross l’ ha interpretato in modo coscienzioso, ma piatto, privo di gusto e di fascino».

Completamente opposta fu, tre settimane dopo, la risposta del pubblico di Mosca, che ascoltò il brano nell’ interpretazione di Sergej Taneev, scelto dallo stesso autore come solista, diretto da Rubinstein (evidentemente tornato sui propri passi). Così Čajkovskij:

«suonò il 21 novembre 1875 meravigliosamente».

Il concerto fu arrangiato da Čajkovskij anche per due pianoforti nel dicembre 1874; fu rivisitato per due volte dal suo autore, nell’ estate del 1879 e poi ancora nel 1888: quest’ultima è la versione divenuta standard ed attualmente eseguita. Sebbene Čajkovskij si fosse rifiutato di apportare all’ opera quelle modifiche che Nikolaj Rubinštejn pretendeva, egli non si risentì quando in seguito il pianista Edward Dannreuther, interprete della prima esecuzione in Inghilterra del 23 marzo 1876, gli inviò una lunga serie di proposte di cambiamenti; cambiamenti che non riguardavano il tessuto musicale bensì la strumentazione. Čajkovskij non solo diede la sua autorizzazione, ma introdusse tutte quelle modifiche che Dannreuther suggeriva nell’ edizione a stampa del Concerto; e altre ancora in una edizione successiva, dopo che ebbe avuto modo di ascoltare l’ opera nella esecuzione di Aleksandr Ziloti. La versione che si ascolta generalmente oggi è, pertanto, quella di Čajkovskij con modifiche di Dannreuther e Siloti.

Il severo e critico Nikolaj Rubinštejn cambiò la sua opinione sul Concerto e lo eseguì il 16 febbraio 1878 a Mosca e poi due volte a Parigi all’ Esposizione Universale. Leggiamo una lettera di Čajkovskij scritta a Clarens alla solita von Meck:

«28 marzo 1878. Ieri ho ricevuto la sua lettera con la notizia del Concerto di Rubinštejn. Sono molto lieto che il mio Concerto Le sia piaciuto. Per quanto riguarda l’esecuzione da parte di Nikolaj Grigor’evič, ero assolutamente sicuro che lo avrebbe suonato magnificamente. In sostanza questo Concerto è davvero scritto per lui e conta sulla sua immensa abilità di virtuoso».

Durante la tournée di Čajkovskij negli Stati Uniti nel 1891 il Concerto fu suonato più volte sotto la sua direzione, in particolare il 5 maggio all’ inaugurazione della famosa Carnegie Hall. Infine, anche il programma dell’ ultimo concerto diretto dal compositore, il 16 ottobre 1893, oltre alla prima esecuzione della Sesta Sinfonia “Patetica”, conteneva il Primo Concerto per pianoforte, con la solista Adele Aus der Ohe, la stessa della tournée americana. Čajkovskij si accomiatò dal proprio pubblico proprio con queste due opere. Nel primo e nel terzo movimento Čajkovskij utilizzò due temi popolari ucraini: come spiegò egli stesso in una lettera alla von Meck, scritta nella sua tenuta a Brailov:

«9 maggio 1879. Sono stato in chiesa, al monastero… Ho ascoltato il canto dei “ciechi con le lire”. Il canto si chiama così per lo strumento di accompagnamento, la lira appunto, che non ha nulla in comune con lo strumento antico. È meraviglioso che tutti i cantanti ciechi in Piccola Russia [Ucraina] cantino sempre lo stesso motivo. L’ho parzialmente utilizzato nel primo movimento del mio Concerto per pianoforte» [nell’ episodio Allegro con spirito].

Negli anni ‘80 il celebre pianista russo Lazar’ Berman trovò nella biblioteca del suo maestro Aleksandr Goldenweiser la partitura della prima versione, originale, del Concerto. Dopo averla studiata Berman scoprì che il Concerto non era un’ opera così marcatamente pomposa, festosa e virtuosistica, ma molto lirica. Ad esempio, il primo tema, di solito sospinto in secondo piano dai possenti accordi del pianoforte, risultava invece in tutto il suo sapore nazionale: maestoso, epico, con l’accompagnamento degli stessi accordi del solista ma suonati in arpeggio, come su un antico strumento, il gusli [una sorta di salterio]. In questa versione il Concerto è stato registrato nel 1986 da Lazar’ Berman con l’ Orchestra della Radio di Berlino Ovest diretta da Yuri Temirkanov.

In occasione dei 175 anni dalla nascita di Ciaikovskij e dei 140 anni dalla “prima” del Concerto n. 1, il Museo Ciaikovskij di Klin ha curato la pubblicazione delle partiture originali delle versioni del 1875 e del 1879, quest’ultima basata in particolare su uno spartito utilizzato dall’ autore in persona, nell’ ultima sua apparizione in pubblico del 1893.

 

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Daniel Barenboim and Zubin Mehta):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Yuja Wang (piano), Hannu Lintu (conductor), Finnish Radio Symphony Orchestra, Helsinki Music Centre Concert Hall (7 September 2012)):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (anno: 1941, Horowitz, Vladimir (ruolo: Pianista), NBC Symphony Orchestra (ruolo: Orchestra), Toscanini, Arturo (ruolo: Direttore d’orchestra)):


“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Arthur Rubinstein, piano – Boston Symphony Orchestra):


“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Martha Argerich, piano – Charles Dutoit, conductor Orchestre de la Suisse Romande 1975):

L’opera, nonostante fosse stata predisposta per un lavoro tipicamente di derivazione occidentale, conserva in buona parte forme e timbri della musica popolare russa cui spesso Čajkovskij fa riferimento.

Il concerto è articolato in tre movimenti:

I movimento: Allegro non troppo e molto maestoso – Allegro con spirito

All’orchestra è affidato l’attacco del tema principale, di grande solennità; il pianoforte accompagna con poderosi ed ampi accordi: una forma decisamente insolita. Successivamente lo strumento solista diviene protagonista mentre l’orchestra si riduce ad un semplice accompagnamento in pizzicato. Il pianoforte non solo presenta il tema, ma al tempo stesso lo amplia con elaborazioni che gradualmente danno vita a figurazioni di estremo virtuosismo, finché l’orchestra riprende nuovamente il tema iniziale. L’intervento del corno fa da tramite tra primo e secondo tema. Il movimento vive di contrasti netti, talvolta addirittura stridenti, che vengono attraversati da esplosive strutture atte ad accrescere l’intensità del discorso musicale.

II movimento: Andantino semplice – Prestissimo – Tempo I

La musica ritorna dolce, il ritmo del primo movimento scompare, le note sul pianoforte vengono accarezzate da motivi rapidi e allo stesso tempo con forme arabesche; è un’interpretazione, quella data da Čajkovskij al movimento, tutta slava. Anche qui compaiono i ricordi di quella musica russa presi da alcune canzoni ucraine.

Nel secondo movimento, come ricordava il fratello Modest, il compositore usa un tema francese che i due fratelli spesso canticchiavano da piccoli.

L’ inizio è un pensiero in forma di Lied eseguito dal flauto, che il pianoforte riprende mutandolo alla terza nota con enfatico slancio. È solo una minuscola sfumatura, che però lascia trasparire il carattere d’improvvisazione insito nella struttura del movimento. Con sempre nuove variazioni tematiche Čajkovskij muta il carattere degli sviluppi, sostenuti ed incorniciati da mutevoli figurazioni di accompagnamento.

III movimento: Allegro con fuoco

Il terzo movimento attacca senza cesure con veementi movenze di danza. Dopo una breve introduzione orchestrale il pianoforte fa proprio il ritmo danzante e conduce al controtema, che fiorisce negli archi ed è manifestamente imparentato col tema introduttivo. Nel Finale Čajkovskij inserisce un’altra canzone ucraina “Esci esci, Ivan’ku”.

CURIOSITÀ

Tra i molti celebrati interpreti di questo concerto sta Vladimir Horowitz, che con esso debuttò trionfalmente negli Stati Uniti alla Carnegie Hall, coadiuvato alla direzione d’orchestra dal suocero Arturo Toscanini. Altri interpreti di grande rilievo sono Svjatoslav Richter (nelle sue incisioni con Mravinskij e Karajan), Van Cliburn, Martha Argerich ed Emil Gilels.

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“L’ Ouverture sarà molto potente e fragorosa…”, Pyotr Il’yich Tchaikovsky

 

1812 Overture

Scritta nel 1880 ed eseguita per la prima volta nella cattedrale di Cristo Salvatore di Mosca il 20 agosto 1882 l’ Ouverture 1812 è una composizione per orchestra di Pëtr Il’ič Čajkovskij che commemora la tentata invasione francese della Russia e la conseguente devastante ritirata dell’ armata di Napoleone. Fu un evento che segnò il 1812 come svolta delle guerre napoleoniche.

L’ ouverture si apre con un canto di chiesa russo, che rimanda alla dichiarazione di guerra annunciata in Russia e prosegue con un canto solenne per il successo della guerra stessa. Questo annuncio e la reazione pubblica sono anche ritratti nel romanzo Guerra e pace di Lev Tolstoj.

Il brano prosegue con un tema che rappresenta la marcia delle armate, suonato al corno. L’ inno nazionale francese, La Marsigliese, riflette le vittorie francesi in guerra e la cattura di Mosca nel settembre 1812. La danza folkloristica russa commemora la vittoria su Napoleone. Il ritiro da Mosca è sottolineato da un diminuendo, mentre i colpi di cannone segnano l’ avanzata militare verso i confini francesi.

Concluso il conflitto, si ritorna al canto, suonato ora dall’ intera orchestra ed accompagnato da rintocchi di campane in onore della vittoria e della liberazione della Russia. Come sottofondo del tema dei cannoni e della marcia si può sentire l’ inno imperiale russo Dio salvi lo zar, opposto a quello francese sentito in precedenza.

Attenzione: la composizione riflette gli inni francese e russo del 1882 (quando fu composta), non del 1812. Dal 1799 al 1815, la Francia non aveva in effetti nessun inno nazionale e La Marsigliese non fu ripristinata che nel 1870. Dio salvi lo zar fu adottato dalla Russia solamente nel 1833. Si tratta probabilmente di un caso di licenza artistica, con cui l’autore usa temi conosciuti dal pubblico.

L’ opera è nota anche per la sequenza di colpi di cannone, previsti dal compositore, realizzati mediante l’ uso di cannoni veri; questo però accade solo in alcune occasioni come in festival all’ aperto. Nella consuetudine le cannonate sono rese mediante una grancassa sinfonica. I colpi di una vera arma da fuoco appaiono per la prima volta in registrazioni degli anni cinquanta eseguite dall’ Orchestra Sinfonica di Minneapolis diretta da Antal Doráti. Simili registrazioni sono state effettuate da altri gruppi, spesso usando nuove tecnologie audio.

Nonostante la composizione non abbia collegamenti storici con la guerra del 1812 tra Stati Uniti d’ America e Gran Bretagna, l’ Ouverture 1812 è annualmente eseguita – assieme ad altre musiche patriottiche – con i colpi di cannone da parte della Boston Pops Orchestra in occasione del loro concerto annuale sulle sponde del fiume Charl il 4 luglio.

Al tempo della Russia sovietica, l’ opera doveva esser modificata per le rappresentazioni: l’ inno russo veniva sostituito dal coro Gloria dall’ opera di Mikhail Glinka Una vita per lo Zar.

L’ organico orchestrale prevede: ottavino, 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti in si♭, 2 fagotti; 4 corni in fa, 2 cornette in si♭, 2 trombe in mi♭, 3 tromboni, tuba; 3 timpani (sol, si♭, mi♭), triangolo, tamburello, tamburo, piatti, grancassa, campane, cannone; archi; banda militare (ad lib.).

ED ECCO QUALCHE CURIOSITÀ…

“Diversi decenni fa, durante un concerto sinfonico in una città brasiliana sulla costa, forse Recife, furono sparati i colpi di cannone nelle vicinanze del teatro. Il fatto comico è che molti spettatori si allarmarono, pensando ad un golpe, e uscirono precipitosamente dalla sala fuggendo per le strade.”

“A metà degli anni sessanta, Igor Buketoff scrisse un arrangiamento del pezzo con coro. L’ apertura è cantata da voci come in un cantico, invece di esser suonato da violoncelli e viole; segue un coro di voci bianche, flauto e corno inglese. L’ intero coro è poi inserito nell’ intera orchestra nella parte conclusiva.”

“Una apparentemente inconcepibile esecuzione a cappella di questo brano è il pezzo forte del gruppo vocale inglese dei Swingle Singers.”

“Per lo spiccato contenuto dinamico del brano in cui compaiono i colpi di cannone, l’Ouverture è spesso utilizzata dagli audiofili come riferimento nelle prove di impianti stereofonici.”

Tchaikovsky-1Quante volte è stata ascoltata senza sapere quale brano fosse e chi l’ avesse composto…

– In una scena de Il dittatore dello stato libero di Bananas di Woody Allen.

– Durante la videata dei punteggi migliori del videogioco per computer Project-X.

– Come introduzione nel videogioco per computer chiamato Wizkid: il protagonista Wizkid conduce un’orchestra, che non appare, e dei cannoni, presenti invece sulla scena.

– Nel videogioco Fiendish Freddy’s Big Top O’Fun e nel livello Little Waterloo di Psychonauts.

– È usata mentre il protagonista del film V for Vendetta fa saltare in aria prima l’ Old Bailey, e poi il 5 novembre, Westminster.

– È eseguita spesso da un droide riparatore (DRD) nella prima puntata della quarta stagione del telefilm Farscape e, occasionalmente, in altre puntate della quarta stagione.

– È ascoltata con entusiasmo (specie le cannonate) da Sledge Hammer in una puntata del telefilm Troppo forte!.

– È fischiettata dal professor Keating (Robin Williams), al suo ingresso in scena, nel film L’attimo fuggente di Peter Weir.

– Si ascolta dopo il suono delle quattro chiavi nel gioco cooperativo Break the Safe, quando il gioco è vinto.

– Si ascolta nel videogioco Risk II (Risiko), durante le fasi di selezione del gioco ed a gioco terminato.

– Si ascolta nei videogiochi di Ratchet & Clank per PS3 quando si spara con il Ryno.

– Un tributo a questo brano è l’overture dell’album 2112 del gruppo musicale Rush.

– Nel 1979 il batterista inglese Cozy Powell incluse parte dell’Ouverture 1812, accompagnata dalla sola batteria, in Over The Top. In seguito, l’Ouverture 1812 sarebbe stata inclusa in quasi tutti i suoi assoli in concerto.

 

ASCOLTA QUI “Ouverture 1812″ by P. I. Tchaikovsky (Gergiev / Mariinsky Theatre Orchestra):

ASCOLTA QUI “Ouverture 1812″ by P. I. Tchaikovsky (Kiev Symphony Chorus & Children’s Choir, Greater Cincinnati):

ASCOLTA QUI “Ouverture 1812″ by P. I. Tchaikovsky (Herbert Von Karajan & Berlin Philharmonic Orchestra):

ASCOLTA QUI “Ouverture 1812″ by P. I. Tchaikovsky (Siena, 24 giugno 1991, Piazza del Campo – ZUBIN MEHTA Direttore, ORCHESTRA E CORO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO con la partecipazione della Banda della Guardia di Finanza):

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Written by mara

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