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Alla Società dei Concerti Milano Leonardo Pierdomenico Yves Abel 30 Gennaio

“Tre cose sono necessarie per un buon pianista: la testa, il cuore e le dita”, W. A. Mozart

Società dei Concerti di Milano, 7° Concerto della serie Smeraldo, Stagione 2018 – 2019

 

Dal palco della Sala Verdi del Conservatorio Verdi di Milano un nuovo appuntamento dedicato al giovane pianista Leonardo Pierdomenico, dalla classe di pianoforte di Benedetto Lupo dell’ Accademia di Santa Cecilia di Roma, nel seguente programma:

 

I. Stravinskij, Pulcinella. Suite da concerto

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W. A. Mozart, Concerto in do magg. K467

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W. A. Mozart, Sinfonia n.40 in sol min. K550

 

QUANDO

Mercoledì 30 Gennaio 2019, ore 21.00

 

DOVE: Sala Verdi
Conservatorio “G. Verdi”
Via Conservatorio, 12
20122 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Yves Abel, direttore

Leonardo Pierdomenico, pianoforte

NWD Philharmonie

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Il costo del biglietto intero è di 30,00 €. Ridotto al costo di 25,00 €

 

Società dei Concerti, Milano: il pianista Leonardo Pierdomenico

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Leonardo Pierdomenico…

Nato il 27 novembre del 1992, inizia lo studio del pianoforte a 5 anni proseguendo poi nel conservatorio di Pescara, dove si è diplomato a soli 17 anni con il voto di 10, lode e menzione d’onore nella classe della prof.ssa Filomena Montopoli.

Si è esibito in numerose rassegne musicali tra le quali la prestigiosa “Settimana Mozartiana” di Chieti, il “Mozart Festival” al teatro Massimo di Pescara, “MusicArte nel parco” ed a Lanciano per l’Associazione della Musica nel teatro “Fenaroli”.

Debutta con l’orchestra sinfonica del conservatorio L. D’Annunzio di Pescara a soli 15 anni con il primo concerto di Beethoven e neanche due anni dopo conferma il suo successo con l’orchestra eseguendo il primo concerto di Chopin, attirando tra gli altri l’interesse della stampa. Sin dalla più tenera età è vincitore di premi in concorsi nazionali ed internazionali (“Città di Ortona”, “Riviera della Versilia XIII edizione ”, “Pia Tebaldini – 7° edizione” a Brescia, “6° San Daniele International Piano Meeting”, “Premio Italia Olimpo Pianistico 2011”).

Non ancora diciannovenne però si impone all’attenzione del grande pubblico vincendo la ventottesima edizione del prestigiosissimo “Premio Venezia”, dopo essersi esibito nella sala grande del celebre Teatro “La Fenice” ed aver riscosso lunghi e convinti applausi. Tale affermazione gli aprirà numerose proposte concertistiche, nelle più importanti stagioni italiane ed estere, per tutto l’arco del 2012.

E’ stato allievo del M° P. De Maria alla Scuola di Musica di Fiesole, dove, selezionato tra i migliori pianisti dell’istituto, nello stesso anno accademico ha vinto una borsa di studio. 

Nel 2016 è stato selezionato per i corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma, dove ha studiato con il M° Benedetto Lupo.

Sito ufficiale: https://leonardopierdomenico.com/

 

“Leonardo Pierdomenico” (Chopin Ballade n. 3 Op. 47):

“Leonardo Pierdomenico” (Ballade n.4 Op.52):

“Leonardo Pierdomenico” (Clementi Sonata in f# Op.25 n.5):

“Leonardo Pierdomenico” (Brahms Variations on a Theme by Paganini Op.35):

“Leonardo Pierdomenico” (Chopin Ballade n. 1 Op.23 – Cmireb 2016):

“Leonardo Pierdomenico” (Liszt: Sonata b minor):

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Yves Abel…

Yves Abel

Yves Abel si è rapidamente imposto come uno dei direttori d’orchestra più interessanti della sua generazione, sia nel repertorio operistico che in quello concertistico. Dal 2005 al 2011 è stato Direttore Ospite Principale della Deutsche Oper di Berlino.

Da Gennaio 2015 è il nuovo Direttore Principale della Nordwestdeutschen Philharmonie (NWD) di Herford.

Ospite regolare delle più grandi istituzioni del mondo, Yves Abel è salito sul podio di teatri quali Metropolitan Opera di New York, ROH Covent Garden di Londra, Wiener Staatsoper, Teatro alla Scala, Opéra National de Paris, Lyric Opera of Chicago, San Francisco Opera, Bayerische Staatsoper di Monaco, Glyndebourne Opera Festival, Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Lirico di Cagliari, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, National Theatre di Tokyo.

Attivo anche in campo sinfonico, Yves Abel ha collaborato con importanti compagini orchestrali, fra le quali la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, la Rotterdams Philharmonisch Orkest, la San Francisco Symphony Orchestra, la Netherlands Philharmonic Orchestra, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l’Orchestre National de Lyon, la Toronto Symphony Orchestra, la Montreal Symphony Orchestra, l’Edmonton Symphony Orchestra, l’Orquestra Nacional do Porto (Portogallo).

Nel corso della stagione 2015/16 ha diretto le produzioni de Le nozze di Figaro alla Deutsche Oper di Berlino, Falstaff al New National Theatre di Tokyo e La traviata alla ROH Covent Garden di Londra. Ha diretto inoltre un tour di concerti in Europa con la sua orchestra Nordwestdeutschen Philharmonie.

Fra i suoi passati impegni annovera Carmen al New National Theatre di Tokyo, Madama Butterfly alla San Diego Opera, alle Terme di Caracalla di Roma e alla San Francisco Opera, L’elisir d’amore al Teatro de la Maestranza di Siviglia e alla Canadian Opera Company di Toronto, Pelléas et Mélisande all’Opera de Oviedo e Carmen alla Philadelphia Opera Company. Terrà inoltre concerti sul podio della Seoul Philharmonic Orchestra dell’Orchestra Haydn di Bolzano.

La sua ricca discografia include, fra le altre cose, Thaïs di Massenet con Renée Fleming, Thomas Hampson e Giuseppe Sabbatini (Decca; 2000), Werther (Decca; 2005), Madame Butterfly, in lingua inglese con la Philharmonia Orchestra (Chandos Records), C’est ça la vie, una selezione di arie francesi con il mezzosoprano Susan Graham e la City of Birmingham Symphony Orchestra (Erato Disques; 2002), French Touch, una selezione di arie d’opera e d’operette francesi, con il soprano Patricia Petibon (Decca; 2003). Di recente uscita il disco “Romantique” con Elīna Garanča, edito dalla Deutsche Grammophon (2012).

Yves Abel è Direttore Musicale dell’ Opéra Français de New York, istituzione da lui stesso fondata nel 1988 al fine di rendere noto il repertorio operistico francese di più rara esecuzione. A riconoscimento di questa sua attività gli è stato conferito, nel 2009, il titolo di “Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres” da parte del Presidente francese Nicolas Sarkozy.

Sito personale: http://www.yvesabel.com/index.html

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Pulcinella, suite dal balletto” by Igor Stravinskij (New York Philharmonic, Leonard Bernstein – Studio recording, New York, 28.III.1960):

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Il concerto per pianoforte e orchestra n. 21, in Do maggiore, KV 467, è stato completato da Wolfgang Amadeus Mozart il 9 marzo 1785 a Vienna.

Solo il mese precedente il pubblico viennese aveva avuto modo di conoscere il concerto per pianoforte n. 20. L’ opera non rientrava esattamente nei canoni compositivi relativamente ai concerti pianistici per via dello stile cupo ed innovativo per questo motivo con il concerto per pianoforte e orchestra n. 21 in Do maggiore K 467 si ritorna a toni più consueti e rassicuranti.

Così, se le ombre del 466 rischiavano di risultare “indigeste” a un pubblico ancora abituato a concepire il concerto solistico come genere salottiero, la luminosità del 467 doveva sembrare di certo più rassicurante, sebbene nascondesse – a ben vedere – una portata di anticonvenzionalità addirittura maggiore. In comune le due straordinarie partiture hanno un’ impostazione che svela la tinta profondamente “teatrale” conferita da Mozart al suo catalogo concertistico, un organico orchestrale ampio (con trombe e timpani) e la grande varietà nella gestione del rapporto solo/tutti.

Tre, in entrambi i casi, i movimenti, impostati secondo lo schema comune di due movimenti in tempo veloce (il primo in forma-sonata, il secondo in forma di rondò) a incorniciare un movimento lento. Nel caso del 466, la leggenda vuole sia nato di getto a poche ore dall’ esecuzione dell’ 11 febbraio per il quale era stato programmato e che avrebbe visto Mozart approntarne in fretta e furia le parti prima di sedersi lui stesso alla tastiera. Dalla scelta della tonalità (non solo un inedito – per il contesto del concerto settecentesco – modo minore, ma quel re minore che nel catalogo mozartiano è già sintesi, qui come nell’estremo Requiem, di profondità fino ad allora inesplorate) al noto incipit in sincope, tutto concorre a delineare un contesto altamente drammatico.

La tonalità di Do maggiore e una corposa orchestra creano i presupposti di un sicuro successo in quella felice stagione in cui si colloca l’ esecuzione di questo concerto.

Il concerto è diviso in tre movimenti:

    1. Allegro maestoso
    2. Andante
    3. Allegro vivace assai

Nel primo movimento (allegro maestoso, in 4/4) Mozart amplia l’ orizzonte espressivo del concerto per pianoforte coinvolgendo lo strumento solista in una orchestra di grande ambizione e facendo interagire gli episodi melodici con la struttura armonica dell’ opera. Si apre infatti con l’ esposizione più ampia composta da Mozart, e, prima di arrivare al secondo tema, sviluppa una serie di idee secondarie del primo.

 

ASCOLTA QUI Friedrich Gulda, Wiener Philharmoniker & Claudio Abbado (1962) “Piano Concerto No. 21 in C Major, K. 467: I. Allegro maestoso”:

ASCOLTA QUI Murray Perahia & Chamber Orchestra of Europe “Piano Concerto No. 21 in C Major, K. 467: I. Allegro maestoso”:

Il secondo movimento (Fa maggiore, in 4/4) è il celebre andante (conosciuto anche come tema da Elvira Madigan, dal nome del personaggio circense protagonista del film omonimo del 1967 Elvira Madigan, brano inciso anche dall’ orchestra di James Last) la cui cantabilità non viene mai offuscata da cambiamenti di ritmo ed il volume è mantenuto a livelli di placida calma. Questa è una pagina di squisita profondità dove Mozart rinuncia a trombe e timpani per scegliere una sonorità calda e ammorbidita dagli archi in sordina e dal frequente uso del pizzicato, su cui si snoda la celebre melodia “notturna”.

Il terzo movimento del concerto (allegro vivace assai, in 2/4) permette di chiudere brillantemente l’ opera. Si noti come al solista vengono dedicate solo due brevi cadenze per esibire il proprio virtuosismo a dimostrazione che per Mozart è la struttura dell’ intera opera a prevalere sul protagonismo del solista. Questo Rondò finale, vivace e brillante, punta sul virtuosismo solistico, non rinunciando, però, all’ innovazione formale, specie nella rilettura del rapporto solo-orchestra, giungendo a esiti di complessità e raffinatezze inedite. Piero Rattalino a proposito di questo movimento scrive più un “concerto per orchestra con pianoforte” che un concerto per pianoforte e orchestra. Alfredo Casella sostiene che i Concerti KV 466 e 467  “rappresentano nella storia pianistica i primi e perfetti modelli di concerto solistico moderno: l’ uno nella sua nobile eloquenza di “personaggio” drammatico, l’ altro nel suo pieno ricco sinfonismo, al quale la presenza del solista non riesce a porre un limite”.

Organico : pianoforte solista, archi, flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani

 

ASCOLTA QUI Maurizio Pollini, Orchestra filarmonica della Scala & R. Muti “Piano Concerto No. 21 in C Major, K. 467”:

ASCOLTA QUI Dinu Lipatti & Herbert von Karajan – live, 1950 at Lucerne Festival Orchestra “Piano Concerto No. 21 in C Major, K. 467”:

ASCOLTA QUI Wilhelm Kempff, Bavarian Radio Symphony Orchestra & Bernhard Klee, conductor “Piano Concerto No. 21 in C Major, K. 467”:

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“Sono come dei tuffi negli abissi dell’anima, simbolizzati in modulazioni tanto audaci che i contemporanei di Mozart non devono essere stati in grado di seguirli e tanto sublimi che soltanto Mozart stesso poté riportarli su di un livello terreno”, Alfred Einstein

 

La sinfonia era diventata grazie a Haydn la massima espressione della musica strumentale, un organismo possente dalla struttura perfettamente definita ma anche duttile, che si articolava con razionale chiarezza attraverso sviluppi rigorosi ma allo stesso tempo accoglieva un’inesauribile varietà d’idee, spesso sorprendenti e giocose, presentando tutto con la massima ricchezza di colori e sfumature orchestrali. Mozart afferrò pienamente queste nuove possibilità e, come se avesse voluto riguadagnare il tempo perduto e dimostrare che aveva da dire una sua parola di fondamentale importanza anche in questo campo, compose rapidamente le tre grandi sinfonie del 1788, facendo tesoro delle prospettive aperte dalle recenti sinfonie di Haydn, ma andando anche oltre, tanto che Haydn avrebbe a sua volta tenuto presente l’esempio di Mozart nelle sue ultime sinfonie, le dodici “londinesi” del 1791-1795.

Mozart scrisse quindi più di cinquanta sinfonie, sebbene la numerazione ufficiale si fermi al numero 41. La maggior parte di esse venne scritta prima del 1781.

La Sinfonia n. 40 in Sol minore K 550 è la seconda di tre sinfonie composte in rapida successione. Esse nacquero infatti tutte nel giro di pochi mesi estivi del 1788 (in realtà 45 giorni, dal 26 giugno al 10 agosto: la Sinfonia n. 40 fu ultimata il 25 luglio, preceduta dalla n. 39, completata il 26 giugno, e seguita dalla celebre n. 41, terminata invece il 10 agosto.), uno dei periodi più tormentati dell’ esistenza del compositore, deluso per il debole successo viennese del Don Giovanni, e trasferitosi in una casa alla periferia di Vienna pochi giorni prima in seguito a ristrettezze economiche alle quali sopperiva il sostegno di un confratello, il commerciante Puchberg.

Questa sinfonia è una delle più ammirate e conosciute composizioni di Mozart, ed è frequentemente eseguita e registrata in tutto il mondo. Robert Schumann arriverà ad accostarla ai criteri ideali della bellezza greca.

Originariamente considerata come esempio di grazia e leggerezza, forse confondendo la semplicità con cui vi si sviluppano e susseguono le varie melodie, appare oggi come fortemente introspettiva e di alto contenuto drammatico. Il minuetto è un esempio di questa drammaticità e anticipa quelle atmosfere romantiche che si ritroveranno in Beethoven e che qui appaiono trattenute, quasi nascoste.

Charles Rosen definisce la sinfonia “un’opera di passione, violenza e dolore”.

Il musicologo tedesco Alfred Einstein la definisce “eroicamente tragica”.

Commenti negativi sono invece stati espressi da Glenn Gould:

il pianista afferma che nella sinfonia ci sono “otto battute memorabili – la serie di seste discendenti non accompagnate che viene subito dopo la sbarra del finale, il punto in cui Mozart tende la mano allo spirito di Anton Webern – isolate in una mezz’ ora di banalità”.

 

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Ferenc Fricsay):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Berliner Philharmoniker, George Szell – Live recording, Salzburg, 3.VIII.1957):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Columbia Symphony Orchestra, Bruno Walter – Studio recording, Hollywood, 13 & 16.I.1959):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Berlin Philharmonic / von Karajan):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Berliner Philharmoniker, Karl Böhm – Studio recording, Berlin, 1961):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Philharmonia Orchestra, Otto Klemperer – Studio recording, London, 21 & 23.VII.1956):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Berliner Philharmoniker, Wilhelm Furtwängler – Live recording, Wiesbaden, 10.VI.1949):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Orchestre du Théâtre des Champs-Elysées, conductor: Hermann Scherchen – recorded in 1953):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Jeffrey Tate):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (NDR Sinfonieorchester, George Szell – Live recording, Hamburg, 25.V.1959):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Leonard Bernstein, Boston Symphony Orchestra):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (New York Philharmonic, Bruno Walter – Studio recording, New York, 23.II.1953):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Vienna Philharmonic Orchestra, 1948):

“Sinfonia in sol minore K. 550” by Wolfgang Amadeus Mozart (Arturo Toscanini – Recorded 1938-39, Movements 1 and 2):

La strumentazione prevede parti per flauto, due oboi, due clarinetti (aggiunti nella seconda versione), due fagotti, due corni e archi. Da notare è l’assenza di timpani e trombe, strumenti invece generalmente presenti nelle ultime sinfonie di Mozart.

Sono presenti quattro movimenti, coerentemente con i canoni della sinfonia del Classicismo:

  1. Molto allegro, 2/2
  2. Andante, 6/8
  3. Minuetto e Trio: Allegretto, 3/4
  4. Finale: Allegro assai, 2/4

Tutti i movimenti, con l’eccezione del terzo, sono in forma-sonata.

Nello schema analogo dei movimenti delle Sinfonie vi fu chi, come Paumgartner, ravvisava un disegno quasi programmatico di successione di stati d’animo: una “vigorosa energia nel primo tempo, massima intensità emotiva nel secondo, vittoriosa affermazione di vita nel Finale”.

Molto allegro

Il primo movimento inizia in tono oscuro, non con il primo tema ma con l’accompagnamento, eseguito dalle viole, violoncelli e contrabbassi (il primo tema dei violini, che sorge sul brusio delle viole, introduce un’atmosfera inquieta e febbrile). La tecnica di iniziare l’opera con l’accompagnamento anziché con la proposizione diretta del tema sarà usata da Mozart anche nel suo Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 K 595 e diventerà comune nella musica del romanticismo (per esempio nell’apertura del Concerto per violino e orchestra di Felix Mendelssohn e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Sergei Rachmaninoff).

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Andante

L’ Andante in mi bemolle maggiore, scritto anch’ esso in forma-sonata, è arricchito da ornamentazioni violinistiche di gusto “galante”. L’ attacco presenta un classico “sipario” che passa il tema di note ribattute ad imitazione dalle viole ai violini. I fiati si inseriscono rispondendo ad una figura che fungerà in seguito da elemento di dialogo tra le sezioni.

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Minuetto e Trio

Il minuetto inizia in tono severo, con un emiolia e un paio di frasi di tre battute; diversi musicologi hanno asserito che, nonostante si tratti di un “minuetto”, il suo particolare ritmo non consentirebbe di essere ballato facilmente. Anche qui Mozart gioca sulle asimmetrie e sul fitto gioco dei contrappunti. Il trio contrasta con il minuetto per via del suo carattere più leggero e vede l’alternarsi di sezioni per soli archi e sezioni per soli fiati.

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Finale: Allegro assai

Il quarto e ultimo movimento, in tempo tagliato, si riallaccia per spirito, struttura e dimensioni al movimento iniziale; si apre con una rapida serie di note ascendenti. Questo effetto è anche noto come razzo di Mannheim, dal nome dell’ omonima scuola musicale che l’ ha inventato.

Il movimento è prevalentemente costituito da frasi di otto battute. Il tema è in stretta relazione con quello del Minuetto e dà l’ avvio all’ alternarsi di domande e risposte tra forte e piano – un’eco dello stile “a terrazze” di ascendenza barocca.

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La prima esecuzione

Molti studiosi di Mozart sostenevano che fosse altamente probabile che Mozart non avesse mai ascoltato la sua sinfonia dal vivo. Alcuni musicologi andavano anche oltre, sostenendo che Mozart avesse composto la Sinfonia n. 40 (nonché la n. 39 e la n. 41) senza nemmeno l’intenzione che fosse eseguita durante il suo periodo di vita, ma piuttosto che fosse un “lascito ai posteri”; o (per usare le parole di Alfred Einstein), un “appello all’eternità”.

Studi più recenti suggeriscono che queste supposizioni non siano esatte. Per esempio, è stata ritrovata una lettera del musicista Johann Wenzel (1762 – 1831), datata 10 luglio 1802 e indirizzata all’editore Ambrosius Kühnel, residente a Lipsia: in tale scritto, Wenzel si riferisce a una esecuzione della Sinfonia n. 40 presso l’abitazione del barone Gottfried van Swieten in presenza di Mozart. Tuttavia, la sinfonia fu eseguita talmente male che il compositore decise di lasciare la sala.

Esistono anche prove di altre esecuzioni. Tra la data di composizione della sinfonia e la morte del compositore, furono dati numerosi concerti sinfonici in cui era inclusa la musica di Mozart. In alcuni casi i programmi di tali concerti sono sopravvissuti, e talvolta era inclusa una sinfonia non ben identificata, di cui non si specificava data di composizione o tonalità. Ecco alcuni concerti di cui si ha notizia:

  • Dresda, 14 aprile 1789, durante il viaggio di Mozart a Berlino;
  • Lipsia, 12 maggio 1789, durante lo stesso viaggio;
  • Francoforte sul Meno, 12 ottobre 1790;
  • Sono sopravvissute copie di una locandina di un concerto dato dalla Tonkünstlersocietät (“Società dei Musicisti”) il 17 aprile 1791 al Burgtheater di Vienna, condotto da Antonio Salieri. La prima composizione in programma è indicata come “Una Grande Sinfonia composta dal Signor Mozart“.

È rilevante il fatto che Mozart abbia rivisto e leggermente modificato la sua sinfonia: sono infatti tuttora conservati i manoscritti di entrambe le versioni negli archivi della Gesellschaft der Musikfreunde a Vienna, donati a tale società da Johannes Brahms. L’ esistenza di due versioni “dimostra che [la sinfonia] fu eseguita in pubblico, in quanto Mozart difficilmente avrebbe perso tempo ad aggiungere i clarinetti e a riscrivere le parti per flauti e oboi se non ci fosse stato uno specifico concerto in programma. L’orchestra del concerto del 1791 a Vienna include i fratelli clarinettisti Anton e Johann Stadler; la presenza dei clarinetti nell’orchestra implica quindi che solo la Sinfonia n. 39 e la n. 40 potevano essere in programma, in quanto sono le uniche due a prevedere tale strumento nella loro partitura.

Anche la versione senza clarinetti fu sicuramente eseguita in pubblico, in quanto Mozart potrebbe avere sentito la necessità di rivedere la sinfonia e modificarne alcune parti dopo averne effettivamente ascoltato dal vivo l’esecuzione e aver constatato che esistevano aspetti da migliorare.

Si hanno anche prove di altri concerti: Mozart si stava preparando ad eseguire i cosiddetti “Concerti nel Casino”, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo casino nella Spiegelgasse a Vienna, il cui proprietario era Philipp Otto. Mozart aveva anche mandato alcuni inviti per questa serie di concerti al suo amico Michael von Puchberg. È però impossibile stabilire se i concerti si siano effettivamente tenuti, o se siano stati cancellati per mancanza di interesse. Secondo Zaslaw, si tenne solo il primo dei tre concerti previsti.

CURIOSITÀ

Ludwig Van Beethoven conosceva molto bene la Sinfonia n. 40: in uno dei suoi quaderni il compositore aveva ricopiato 29 battute della composizione. È probabile che il tema di apertura del quarto movimento sia stato d’ispirazione per Beethoven nel comporre il terzo movimento della sua quinta sinfonia.

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Written by mara

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