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Alla Società del Quartetto di Vicenza Filippo Gamba per Beethoven

«Si deve suonare tutto questo pezzo delicatissimamente e senza sordino», Beethoven sull’ Adagio Sostenuto della sonata “Al Chiaro di luna

Società del Quartetto di Vicenza 1910, Stagione 2017 – 2018

 

Il pianista Filippo Gamba, accompagnato sul palco dagli approfondimenti del musicologo Alessandro Zattarin, presenta il quarto appuntamento del suo viaggio all’interno delle 32 Sonate di Beethoven. Siamo ormai arrivati all’ op. 22 (con la “Grande Sonate pour Pianoforte” pubblicata nel 1802), all’ op. 26 (“Marcia funebre” in la bemolle maggiore) e alle due Sonate dall’ op. 27: la numero 1 “Sonata quasi una fantasia” e la celeberrima numero 2 in Do diesis minore “Al chiaro di luna”, da eseguirsi – secondo le indicazioni dell’autore – “delicatissimamente e senza sordino”: 

 

L. van Beethoven, Sonata op. 22 “Grande Sonate pour Pianoforte”

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L. van Beethoven, Sonata op. 26 in la bemolle maggiore “Marcia funebre”

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L. van Beethoven, Sonata n. 1 op. 27 “Sonata quasi una fantasia”

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L. van Beethoven, Sonata n. 2 op. 27 in Do diesis minore “Al chiaro di luna”

 

QUANDO:

Lunedì 19 Marzo 2018, ore 20.45

 

DOVE: Teatro Comunale di Vicenza – Sala Maggiore
Viale Giuseppe Mazzini, 39
36100 Vicenza (VI)

 

INTERPRETI:

Pianista, Filippo Gamba

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Posto unico al costo di €‬ 22,00; Over 65 al costo di €‬ 16,00; Under 30 al costo di €‬ 12,00

 

Società del Quartetto di Vicenza: pianista Filippo Gamba

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Filippo Gamba…

Filippo Gamba

FILIPPO GAMBA

Filippo Gamba, nato a Verona e diplomato al Conservatorio della sua città nella classe di Renzo Bonizzato, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti in concorsi quali Van Cliburn, Rubinstein, Leeds, Bachauer, Beethoven, Bremen e Pozzoli.

Viene invitato a tenere recital per i più importanti Festival musicali, tra cui il Ruhr Piano Festival, Festival di Varsavia, Oxford, Lucerna, il Next Generation di Dortmund e le Settimane Musicali di Stresa, e suona nelle più famose e rinomate sale europee a Parigi (Théâtre des Champs Élysées, Théâtre du Châtelet,), Amsterdam (Concertgebouw), Berlino (Konzerthaus), Vienna (Musikverein e Konzerthaus), Lione (Salle Molière), Barcellona, Monaco (Herkules-Saal), Atene (Megaron) e Hannover (NDR-Saal).

Prestigiose sono state, negli anni, le sue apparizioni come solista con orchestre come i Berliner Sinfoniker, la Wiener Kammerorchester, la Staatskappelle di Weimar, la Camerata Academica Salzburg, l’ Orchestra della Tonhalle di Zurigo e della City of Birmingham, sotto la bacchetta, tra gli altri, di Simon Rattle, James Conlon, Armin Jordan e Vladimir Ashkenazy.

Filippo Gamba coltiva una speciale predilezione per il repertorio cameristico collaborando con il violoncellista Enrico Bronzi, la violinista Alexandra Conunova e con gruppi di fama internazionale come il Quartetto Michelangelo, il Quartetto Hugo Wolf, il Quartetto Gringolts e il Quartetto Vanbrugh.

Uno degli aspetti che caratterizza la sua esperienza musicale è l’ insegnamento, a cui rivolge una particolare attenzione: oggi Filippo Gamba è professore alla Musik-Akademie di Basilea e tiene seminari d’ interpretazione pianistica per il Festival Musicale di Portogruaro, le Settimane di Blonay, Asolo Musica, Music of Southern Nevada, UDK Berlino.

Sito personale: http://www.filippogamba.it/

 

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

La sonata per pianoforte n. 11 di Ludwig van Beethoven (Op. 22) fu composta tra il 1799 e il 1800. Venne pubblicata nel 1802 dall’ editore Hoffmeister di Lipsia con il titolo Grande Sonate pour Pianoforte.

Beethoven scrisse questa Sonata in un momento di fervida creatività: risalgono infatti a questo periodo le sonate per violino Op. 23 e Op. 24 (quest’ ultima denominata “La primavera“), il Concerto per pianoforte in Do minore Op. 37, la Sonata per corno e pianoforte Op. 17, i sei Quartetti d’archi Op. 18, “Le Creature di Prometeo” (balletto in due atti e sedici quadri) Op. 43, oltre ad una grande quantità di lavori meno impegnativi, tra cui: variazioni per pianoforte WoO 77; variazioni per pianoforte e violoncello WoO 46; variazioni per violino, violoncello e pianoforte Op. 44; Rondò Op. 51 n. 2.

Così come i trii Op. 9 e i sei Lieder Op. 48, questa sonata è dedicata al Conte Johann Georg von Browne (marito dell’omonima contessa, a cui Beethoven dedicò le 3 sonate dell’Op. 10).

A differenza delle precedenti Op. 7 e Op. 10, n. 3 – le quali mostrano una maggiore profondità espressiva, soprattutto nei tempi lenti – nella Sonata Op. 22 si rivela una valorizzazione di elementi melodici (o ritmici), tendenza che sarà assai sviluppata nelle opere successive. Non siamo ancora alla svolta dell’ op. 31 (sonate per pianoforte n. 16, 17 e 18), ma l’ evoluzione è chiara e le transizioni non sono più semplici “passaggi” tra un primo ed un secondo tema musicale, bensì parte integrante della logica strutturale.

 

“Sonata in si b Maggiore Op. 22” by L. van Beethoven (Arturo Benedetti Michelangeli – Live recording, Lugano, 07.IV.1981):

“Sonata in si b Maggiore Op. 22” by L. van Beethoven (Emil Gilels):

“Sonata in si b Maggiore Op. 22” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim):

“Sonata in si b Maggiore Op. 22” by L. van Beethoven (Richard Goode, 1993):

“Sonata in si b Maggiore Op. 22” by L. van Beethoven (Andras Schiff: The Lectures – Beethoven Sonatas, Wigmore Hall from 2004–6):

Il compositore la definì “Große Solo Sonate” in una lettera inviata all’ editore Hoffmeister nel gennaio 1801, ma con questo voleva probabilmente riferirsi al fatto che è composta in 4 movimenti, ossia:

  1. Allegro con brio
  2. Adagio con molta espressione (in Mi bemolle maggiore)
  3. Minuetto
  4. Rondò: Allegretto

Il carattere di quest’ opera è brillante e ci dà un’ idea delle numerose improvvisazioni in cui Beethoven spesso si cimentava con grandissimo successo nei primi anni di carriera. Tuttavia questa sonata segna il confine tra il classicismo caratterizzante le precedenti e la maturità con cui affronterà le successive (a partire proprio dall’ Op. 26, al cui interno è presente una marcia funebre).

Il primo movimento dell’ undicesima sonata per pianoforte di Beethoven (op. 22) è un ”Allegro con brio” in tempo quattro quarti nella tonalità di base di si bemolle maggiore.

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La struttura è quella della forma-sonata: Esposizione (due temi) – SviluppoRipresa (o Ricapitolazione) e Coda finale.

Il secondo movimento è un “Adagio con molta espressione” in tempo nove ottavi nella tonalità di base di mi bemolle maggiore.

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La struttura è quella della forma-sonata (Esposizione di due temi, Sviluppo e Ripresa) ma filtrata attraverso la natura lirica del tempo lento: la presentazione del primo tema viene completamente conclusa prima di presentare il secondo tema.

Il terzo movimento è un classico Minuetto.

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La struttura formale (ABA dove B è il Trio) è la seguente: A (tema a – tema b) – Trio (tema c – tema d) – Ripresa di A senza ritornello. La tonalità di base è si bemolle maggiore. Il tempo è in tre quarti.

Il quarto movimento della sonata è un Rondò.

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Si tratta di un “Allegretto” in tempo due quarti nella tonalità di base di si bemolle maggiore. La struttura è impostata su un tema esposto per sei volte e due episodi intermedi con relative codette.

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“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Emil Gilels):

“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim):

“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Richard Goode, 1993):

“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Arturo Benedetti Michelangeli – Live recording, Lugano, 07.IV.1981):

“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Annie Fischer – Studio recording, 1977-78):

“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Maurizio Pollini, piano 1997):

“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Artur Schnabel):

“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Sviatoslav Richter, 1976):

“Sonata in la bemolle maggiore op. 26 “Marcia funebre”” by L. van Beethoven (Andras Schiff: The Lectures – Beethoven Sonatas – Wigmore Hall from 2004–6):

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“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Solomon):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Annie Fischer):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Richard Goode):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Maurizio Pollini, 1991):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Wilhelm Kempff):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Artur Schnabel):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Alfred Brendel):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Claudio Arrau):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Walter Gieseking):

“Sonata op. 27 num. 1” by L. van Beethoven (Andras Schiff: The Lectures, Beethoven Sonatas _ Wigmore Hall from 2004 – 6):

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“Sonata op. 27 n. 2” by L. van Beethoven (Wilhelm Kempff):

“Sonata op. 27 n. 2” by L. van Beethoven (Claudio Arrau):

“Sonata op. 27 n. 2” by L. van Beethoven (Valentina Lisitsa):

“Sonata op. 27 n. 2” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim):

“Sonata op. 27 n. 2” by L. van Beethoven (Radu Lupu):

“Sonata op. 27 n. 2” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim):

“Sonata op. 27 n. 2” by L. van Beethoven (Maria João Pires):

“Sonata op. 27 n. 2” by L. van Beethoven (Wilhelm Backhaus, 1964):

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Written by mara

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