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Alle Settimane Musicali di Ascona 2018 ENRICO DINDO 21 Settembre

«Vi concederò il mio lavoro solo se mi prometterete che nessuno – compreso il mio amico Wihan – inserirà qualsiasi alterazione senza la mia conoscenza ed il mio permesso, e non devono esserci cadenze come quelle che Wihan ha inserito nell’ ultimo movimento, e che la sua forma rimarrà come io l’ho concepita», Dvořák

Settimane Musicali di Ascona, Stagione 2018

 

Per le Settimane Musicali di Ascona l’ Orchestra sinfonica della Rai e il M° ENRICO DINDO, diretti da Rafael Payare, per il seguente programma:

 

Gioacchino RossiniL’ Italiana in Algeri, Ouverture

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Antonìn DvorakConcerto per violoncello

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Felix Mendelssohn-BartholdySinfonia n.4 op.90 “Italiana”

 

QUANDO

Venerdì 21 Settembre 2018, ore 20:30

 

DOVE: Chiesa di San Francesco d’ Assisi
Piazza S. Francesco, 19

6600 Locarno

 

INTERPRETI:

Rafael Payare, direttore

Enrico Dindo, violoncello

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

1. categoria prezzo normale al costo di CHF 141,90

2. categoria prezzo normale al costo di CHF 116,90

3. categoria prezzo normale al costo di CHF 91,90

4. categoria prezzo normale al costo di CHF 66,70

5. categoria prezzo normale al costo di CHF 41,20

 

Settimane Musicali di Ascona: Enrico Dindo

 

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Enrico Dindo…

enrico_dindo

Figlio d’ arte, inizia a sei anni lo studio del violoncello. Si perfeziona con Antonio Janigro e nel 1997 conquista il Primo Premio al Concorso “ROSTROPOVICH” di Parigi. Da quel momento inizia un’ attività da solista che lo porta ad esibirsi con le più prestigiose orchestre del mondo come la BBC Philharmonic, la Rotterdam Philarmonic, l’ Orchestre Nationale de France, l’ Orchestre du Capitole de Toulouse, la Tokyo Symphony Orchestra, la Filarmonica della Scala, la Filarmonica di San Pietroburgo, la London Philharmonic Orchestra, la NHK Symphony Orchestra di Tokyo, la Toronto Symphony, la Gewandhausorchester Leipzig Orchestra e la Chicago Symphony ed al fianco dei più importanti direttori tra i quali Riccardo Chailly, Aldo Ceccato, Gianandrea Noseda, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Yutaka Sado, Paavo Jarvj, Valery Gergev, Yuri Temirkanov, Riccardo Muti e lo stesso Mstislav Rostropovich che scrisse di lui: … è un violoncellista di straordinarie qualità, artista compiuto e musicista formato, possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana.

E’ ospite in numerosi festivals prestigiosi e sale da concerto di tutto il mondo, tra i quali Londra (Wigmore Hall), Parigi, Evian, Montpellier, Santiago de Compostela; ha partecipato allo Spring Festival di Budapest, alle Settimane Musicali di Stresa, al Festival delle Notti Bianche di San Pietroburgo.

Ospite regolare dell’Orchestra del’Accademia di Santa Cecilia, nel 2010 e nel 2013 è stato in tournée con la Leipziger Gewandhaus Orchester, diretta da Riccardo Chailly con concerti a Lipsia, Parigi, Londra e Vienna, ottenendo un notevole successo personale.

Tra gli impegni più recenti ricordiamo: Copenhagen con la Danish National Orchestra, Tel Aviv con la Israel Symphony, Zagabria e Roma con l’Orchestra di Santa Cecilia.

Tra gli autori che hanno creato musiche a lui dedicate, Giulio Castagnoli, Carlo Boccadoro Carlo Galante e Roberto Molinelli

Con la fondazione dell’ensemble I Solisti di Pavia, nel 2001, Enrico Dindo inizia un percorso di avvicinamento alla direzione d’orchestra che lo ha portato a collaborare recentemente con l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra della Svizzera Italiana e con la Filarmonica della Scala. Nel 2014 è stato nominato direttore musicale e principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Zagabria. Prossimamente sarà anche a Torino con l’Orchestra Sinfonica della RAI

Insegna presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano e presso la Pavia Cello Academy ed ai corsi estivi dell’Accademia T. Varga di Sion. Nel 2012 è stato nominato Accademico di Santa Cecilia.

Enrico Dindo incide per la DECCA, l’ultimo CD che ha riscosso un notevole successo di critica è dedicato ai due concerti di Haydn, con I Solisti di Pavia . Nel 2012 la Chandos ha pubblicato i concerti di Shostakovich, incisi con la Danish National Orchestra, diretta da Gianandrea Noseda, riscuotendo un immediato consenso della critica internazionale.

Enrico Dindo suona un violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717 affidatogli dalla Fondazione Pro Canale.

Sito Ufficiale: http://www.enricodindo.com

 

“Enrico Dindo – 152 video”:

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“L’italiana in Algeri Sinfonia” by Gioachino Rossini (Georges Prêtre – Orchestra del Teatro La Fenice):


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ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Mischa Maisky):


ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Pierre Fournier):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Mstislav Rostropovich):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Leonard Rose):


ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Gautier Capuçon):


ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Jacqueline du Pré):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Steven Isserlis):

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“Essa procede alacremente; è il lavoro più gaio che io abbia mai finora composto, specialmente nel finale. Niente ancora ho deciso per il tempo lento; forse dovrò aspettare di essere a Napoli per compierlo”

 

La Sinfonia n. 4 in la maggiore, Op. 90, comunemente conosciuta con il nome di Italiana, scritta da Felix Mendelssohn, nacque, almeno nella sua idee fondamentali, durante il tour che il direttore e compositore compì in tutta Europa tra il 1829 e il 1831: l’ ispirazione venne dalle atmosfere che trovò nelle città italiane, che visitò a partire dal 1830. A Roma sono soprattutto Piazza di Spagna (dove il compositore abitava), Trinità dei Monti, il Pincio, il Ponte Nomentano – allora immerso nel verde e nel silenzio della campagna romana – a suscitare nelle sue lettere le frasi di ammirazione più entusiastica.

Agli occhi di un giovane nordico, i colori, i suoni, gli odori di un paese così ridente dovettero apparire come qualcosa di straordinario. A questo si aggiungano, da un lato, la gaiezza e l’affabilità della gente, che probabilmente gli fecero conoscere una dimensione umana meno austera di quella cui era abituato, dall’altro, il suo appassionato amore per l’arte, soprattutto per quella rinascimentale, che potè trovare il più completo appagamento. L’ opera riflette questa gioia di vivere in ogni sua parte.

La sinfonia Italiana fu terminata il 13 marzo 1833 a Berlino; la sua prima esecuzione ebbe luogo il 13 maggio alla Royal Philharmonic Society di Londra, diretta dallo stesso Mendelsshon. Nonostante il successo ottenuto, il compositore rimase insoddisfatto della sua composizione e l’anno successivo la sottopose a revisione. Mendelssohn non diede mai alle stampe la sinfonia, che fu pubblicata solamente nel 1851; pertanto venne numerata come sinfonia n. 4, sebbene in effetti fosse stata la terza in ordine di composizione.

 

Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 Italiana” by Felix Mendelssohn (Claudio Abbado):

Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 Italiana” by Felix Mendelssohn (Gustavo Dudamel e Orchestra Filarmonica della Scala):

Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 Italiana” by Felix Mendelssohn (New York Philharmonic & Leonard Bernstein – Studio recording, New York, 1958):

La composizione è articolata in quattro tempi:

1. Allegro vivace
2. Andante con moto
3. Con moto moderato
4. Saltarello: Presto

Primo Movimento
Il carattere della sinfonia si rivela subito nello slancio e nella spontaneità dell’ Allegro vivace iniziale. Si apre con un attacco risoluto e giovanile enunciato rispettivamente dagli archi e dagli strumenti a fiato. Subentra il secondo tema più dolcemente disteso, esposto dai clarinetti e dai fagotti e poi dai flauti e dagli oboi con un sostegno degli archi: i vari motivi si incrociano quindi fra di loro e nella riesposizione degli elementi tematici la seconda idea viene proposta dalle viole e dai violoncelli, mentre l’accompagnamento passa ai flauti e ai clarinetti. Si impongono di nuovo gli strumenti a fiato in un atteggiamento di fanfara, fino a cedere il passo agli archi che riassumono e concludono brillantemente il tempo.

Secondo Movimento
L’ Andante con moto è una è basato su una melodia triste e lenta che, secondo Moscheles, è il tema di una canzone di pellegrini cecoslovacchi, canzone nostalgica malinconia che Camille Bellaigue definì come «un richiamo del genio della Germania, che viene qui a cogliere e a strappare il giovane musicista tedesco da impressioni troppo italiane». Il tema principale esposto dalle viole all’unisono con gli oboi e i fagotti, si alterna con una frase più dolce e serena dei clarinetti, per concludere, dopo una breve ripresa, in modo evanescente e sognante

Terzo Movimento
La serenità ritorna nel terzo tempo, Con moto moderato, con l’originale motivo del Trio dove risuonano corni e fagotti sotto un leggero disegno di violini e flauti: sembra un’antica scena di caccia nella campagna romana. Pare che questo movimento sia stato ispirato dallo studio di un’opera umoristica che Goethe aveva scritto per una sua amica, Lili Schonemann, dal titolo Lilis Park; si ha notizia da una lettera che Mendelssohn scrisse a sua sorella Fanny il 16 novembre 1830 un cui dice “voglio trasformare Lilis Park in uno scherzo per sinfonia”.

Quarto Movimento
L’ultimo movimento è un Saltarello: Presto, un dichiarato tributo di affetto e simpatia alla terra italiana che anche con i suoi balli popolari aveva saputo far nascere in lui un mondo di suoni così sfolgorante. Il ritmo è incalzante, spigliato e di incandescente animazione; il tema è vivacissimo e brillante e scorre su un ritmo a note ripetute; il continuo cambiamento di figure ritmiche rende la danza ancor più briosa ed elettrizzante. E’ con questo ballo vorticoso che la sinfonia si conclude.

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Written by mara

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