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Con Alessandro Giusfredi Appassionata di Ludwig van Beethoven

Chi penetra il senso della mia musica potrà liberarsi dalle miserie in cui si trascinano gli altri uomini“, L. v. Beethoven

Forse la sordità di Beethoven ha liberato la musica : non si poteva continuare all’ infinito con Mozart! Ci voleva un sordo per farci sentire qualcosa di diverso

 

Ho salito e sceso numerose volte gli ampi scaloni di questo Palazzo della Musica e , alla fine , mi sono convinto : voglio restare affacciato al pianerottolo più in alto per dominare tutto il racconto fatto di note che oggi mi ha fatto quel genio assoluto….

La porta era aperta , il suono di un pianoforte mi stava incantando ; sono entrato , Lui non si è accorto di niente….sordo com’è !

Dalla finestra della grande stanza non si vedevano che grossi goccioloni scorrere lungo i vetri ; ogni tanto un sommesso brontolio di tuono accompagnava l’improvviso bagliore di un lampo ; poi il ticchettare monotono della pioggia rendeva ancor più pesante la solitudine di quell’uomo seduto , come assorto , davanti alla tastiera di un pianoforte ; un tema …poi un altro…poi le mani sembravano riposarsi , inerti , sui tasti ingialliti . Quel lacrimare lungo i vetri si rifletteva sul suo animo…ancora un altro tema scaturiva da una nota che sembrava nascosta in quei tasti ; ma lui sapeva che , una volta rimossa dal battito sonoro dei martelletti , si sarebbe trascinata dietro , ininterrottamente , tutte le forme armoniche che , da giorni , sentiva riposte dentro di sé .

Si voltò e mi vide ; mi accettò quasi mi aspettasse ; come per incrinare una delle sue giornate . Stava componendo , mi disse , una sonata ; l’avrebbe chiamata “Appassionata”. Preoccupato unicamente da fatto che , forse …anzi sicuramente … la critica di oggi come quella futura , avrebbe speso chissà quante parole , avrebbe fatto chissà quali congetture per sapere a chi la stava dedicando !

Certamente ad un amore , ad una donna che ha illuminato il mio sentimento…Ma alla gente cosa gliene potrebbe importare mai chi fosse questa fanciulla!? Si sospetta da tempo che io possa avere varie amanti ! Già , di ogni allieva ne fanno una mia nuova preferita !! Se vuole , già che è entrato qui in casa mia , gliela posso anche spiegare ! Sappia , intanto , che io l’ho dedicata a Therese e Josephjine von Brunswich…ma che vuol dire !!??…l’ascolti…gliela spiego…

Questa sonata venne da subito considerata come il ritratto di una personalità seducente perché è carica di espressioni confuse e violente , quasi primordiali , dove la tensione non conosce tregua e dove i contrasti sono evidenti nel corso di tutta la partitura . Una sonata sconvolgente dove , ancora una volta , il mistero vela le intenzioni del compositore che spesso si serviva delle due fanciulle o di altre allieve come una sorta di “donna schermo” per nascondere la “donna reale”…quella che incontrò casualmente …

Ora sei qui davanti a me , i tuoi occhi brillano come se niente , del tuo passato , avesse inciso sulla tua dolce , inalterata bellezza : di quella lunga storia di cronaca nera resta solo la piccola cicatrice sotto l’occhio destro a testimonianza della catastrofe di una incredibile notte . Il nostro fu solo un breve incontro , ma quello che sentii nascere dentro di me fu subito importante . Tornando verso casa cercavo di porre attenzione a quello che Franz mi stava dicendo circa le edizioni delle mie opere che stavano per essere pubblicate a Vienna , ma io non riuscivo a liberarmi da quella nuova sensazione che mi faceva vagare lontano , che mi distraeva continuamente rendendo inutile ogni ragionamento o raccomandazione che il caro amico stava sottolineandomi ….ma che hai…mi chiese ! Ti senti poco bene ?…no , stavo benissimo , anzi : non ero mai stato così bene ! Mi sentivo addosso una fresca energia derivante da un improvviso ed insolito buonumore . Ma la notte , la stessa notte seguente , ancora la notte…maledetta ogni notte…si scatenò un nuovo dramma : agitazione , vertigini , ossessioni , visioni…il suo volto che mi appariva improvvisamente nella penombra…i suoi occhi che lasciavano leggere la storia profonda della sua femminilità ! Ma la desideravo veramente o era lei che mi sopraffaceva ? Mi alzai tremando di furore , le mie mani si incollarono automaticamente alla tastiera ; nuovi suoni, come estranei , erano accenti trascinanti, note turbinose e buie…sensazioni contrastanti , irripetibili ! Erano come languidi corsi d’acqua che , irrorando le mie vene , mi lasciavano dentro tutta la freschezza di una sorgente pura che , improvvisamente , si trasformava in ghiaccio e mi cristallizzava l’anima !! Mi sentivo coinvolgere da una tensione continua, senza scampo , come se cercassi disperatamente di allontanare la sua immagine pressante , asfissiante , inondante . Ma poi un’insolita dolcezza interveniva a rasserenarmi, mi stava trasmettendo altri sapori ,altre sensazioni : una cascata tenue e vaporosa , forse fatta solo di lacrime…erano le mie lacrime ; dovevo reagire , ed ecco che subito una nuova esplosione di note per allontanare tanta angoscia . Averla qui !! Insieme al delirio di calde armonie verticalizzanti che cancellavano ogni incedere melodico…stavo annullando la musica ? No ! Queste nuove note stavano distruggendo in un sol colpo non solo il mio passato ma addirittura l’armonioso andamento di una musica che apparteneva a secoli oramai lontani … stavo aprendo nuovi orizzonti…mi avrebbero mai capito !? Che ne dice lei che mi sta ascoltando ?…l’ha capita ? Le ho spiegato passo per passo , nota dopo nota , in che modo si può distruggere secoli di sonorità diverse…ma non me ne voglia : è questo il mio turbamento costante…lontano dal bisbiglio comune…ascolto soltanto me stesso !

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“Sonata No. 23 in fa min. Op. 57 Appassionata” by Ludwig van Beethoven (Claudio Arrau):

“Sonata No. 23 in fa min. Op. 57 Appassionata” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels):

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© RIPRODUZIONE RISERVATA, di Alessandro Giusfredi

 

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Written by mara

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