in , ,

Con Alessandro Giusfredi I Quadri per un’esposizione di Musorgskij

Voglio non solo conoscere il popolo, ma del tutto affratellarmi ad esso“, Modest Petrovič Musorgskij

Mi interessava conoscere le ragioni per le quali in Russia si pensò di staccare la spina con quel romanticismo che andava tanto in voga  nella vicina  Europa . Sulla targhetta vi era scritto : 

             MODEST PETROVICH MOUSSORSKIJ  (1839 – 1881)

Meglio di lui nessuno poteva chiarirmi le idee !! Ed iniziò raccontandomi questa verità !

Ci vollero ben cinque musicisti ribelli all’insegnamento del Conservatorio di Mosca per cambiare del tutto i canoni sui quali si basava la musica in Russia che , fino a quel momento , guardava alle armonie tedesche , francesi e italiane. Un nobiluccio squattrinato di nome Balakirev convinse compagni del conservatorio quali Cui , Moussorskij , Rimskj Korsakov , Borodin e Glinka a rigettare quelle forme non appartenenti al carattere orientale avviando una nuova ricerca di più genuina attività creativa . Siamo nel 1880 quando una nuova musica si affaccia alla ribalta internazionale . Il “potente mucchietto” come lo chiamavano in modo dispregiativo al Conservatorio di San Pietroburgo , iniziò a partorire quei suoni nuovi che caratterizzavano più da vicino le caratteristiche di questa nazione basandole apertamente su una linea favolistica , un racconto che esaltasse una più ossequiante esaltazione  politica . Fu così che i famosi cinque incominciarono a guardare con occhio sdegnato perfino un compositore che stava affascinando con le sue sinfonie il pubblico di Mosca e di San Pietroburgo : Tchaikowsky .

Ed allora facciamo conoscenza con Moussorskij  che , insieme a Rimsy Korsakov , è entrato più decisamente nei repertori musicali europei .   

Pensate che il più dolce con lui fu Debussy che , il 15 aprile 1901 , in una rivista musicale francese parlò di “pensèe sauvage” riferendosi alle sensazioni provate nell’ascoltare alcune composizioni del russo . Addirittura una folla di musicisti e compositori consideravano impresentabili certi passaggi delle sue composizioni  arrivando ad additarlo come un “perfetto idiota” , alcolizzato ed epilettico .

Una cosa è certa : le avventatezze sonore di Moussorskij aprirono un futuro nell’armonia musicale e , come voglio presentarlo a voi mettendo a confronto le due versioni  , molto ciò che appare rilevante nella scrittura pianistica del compositore , non è altrettanto percepibile in orchestra laddove , il pur grande  musicista  Ravel , ne ha fatto una revisione  di quello che è considerato il suo capolavoro .

Quadri per un’esposizione” si intitola l’opera che ho scelto per presentarvi questo innovatore della musica russa.

La storia ci racconta che nel 1873 morì improvvisamente in giovane età un amico di Moussorskij  : il pittore ed architetto Victor Alexandrovic Haltmann e , per ricordare degnamente l’amico  , il compositore ideò una suite di brani pianistici suggeriti dalla mostra commemorativa organizzata dagli amici del pittore .  

Il lavoro fu dato alle stampe solo nel 1886, cinque anni dopo la morte dell’autore, a cura del suo amico Nikolaj Rimskij-Korsakov.

La suite è composta da quindici brani, dieci ispirati ai quadri e cinque Promenade (passeggiata), che rappresentano il movimento dell’osservatore da una tela all’altra. Le Promenade (non tutte intitolate così nell’originale, ma chiaramente riconoscibili) presentano sempre lo stesso tema, con variazioni più o meno sensibili, quasi a far risaltare i diversi stati d’animo che pervadono il compositore per il quadro appena visto. La ripetizione del tema funge inoltre da elemento di coesione in una composizione altrimenti episodica, basata sui forti contrasti tra un soggetto e l’altro.

Ascoltiamo l’apertura di questa composizione : la “promenade”seguita dal primo quadro illustrato dal compositore , lo Gnomo ,  un nano malvagio che si aggira nella foresta . La musica, caratterizzata da tempi contrastanti, da frequenti fermate e riprese, e da un alternarsi di forte, pianissimo e fortissimo, rappresenta i movimenti dello gnomo. Maurice Ravel, nella sua trascrizione per orchestra, affida il tema principale agli archi, specialmente ai violoncelli ed ai contrabbassi. Ma , almeno inizialmente ,  per farvi entrare nell’atmosfera dei vari racconti , e per capire come sono intelaiate le scene e gli stati d’animo che il compositore vuole trasmettere all’ascoltatore , vi lascio all’ascolto dei primi due quadri ; allo Gnomo , dopo la passeggiata fra un quadro ed un altro , si arriva al “Vecchio Castello”. La scena si svolge in Francia, dove un trovatore intona la sua struggente canzone d’amore davanti alle mura di un castello medievale, in un paesaggio soffuso di tristezza. È probabilmente l’episodio più lirico dell’intera raccolta, dal tono melanconico e trasognato, in movimento di barcarola ed in tempo di Andante cantabile. L’espressività è sottolineata dai numerosi crescendo e diminuendo. Nella versione orchestrale di Ravel, la melodia principale fu affidata ad un sassofono contralto, strumento che possiede un timbro caldo e vibrante, simile alla voce umana. L’orchestra funge inizialmente da accompagnamento, ed alla fine riprende il tema del sassofono.

Altri nuovi efficaci contrasti fra le “tele” prese in considerazione dal compositore ; siamo ora ai giardini delle Tuilieries dove alcuni bambini giocano allegramente sotto l’attento sguardo delle governanti che chiacchierano fra loro . Mentre si torna alle severità dialettica nel quadro successivo . Vi è rappresentato un bydło, caratteristico carro dei contadini polacchi, dalle ruote altissime e pesantissimo, è trainato nel fango faticosamente e lentamente da buoi. Il brano va in crescendo fino all’assordante passaggio del carro davanti all’ascoltatore-spettatore. Progressivamente, poi, il carro si perde in lontananza. Nell’originale di Mussorskij il brano inizia in fortissimo (ff), suggerendo che il viaggio del carro inizi vicino all’ascoltatore. Dopo aver raggiunto il culmine della potenza espressiva, l’indicazione nella partitura diventa improvvisamente piano , seguita da un diminuendo per un finale in pianissimo (ppp), che rappresenta il definitivo allontanamento del convoglio. Invece gli arrangiamenti basati sull’edizione curata da  Ravel, iniziano piano e presentano successivamente crescendo, fortissimo e diminuendo, come se il carro si avvicinasse, passasse davanti e all’ascoltatore e poi si allontanasse.

Dedichiamoci ora all’ascolto del solo pianoforte nella interpretazione di un giovane esecutore , vincitore di un recente premio Tchajkowsky : Seon Jin Cho. Con lui seguiremo i prossimi quadri dell’esposizione .

Il brano che ascolteremo per primo si intitola : “Balletto dei pulcini nei loro gusci” un vero e proprio balletto scenico ; poi è la volta del brano “Samuel Goldemberg e Schmule” . Due ebrei polacchi si incontrano: Samuel Goldenberg è ricco, grosso, grasso e tronfio del suo benessere; l’altro, Schmuÿle, è piccolo, magro, insistente e piagnucoloso. Quest’ultimo, con voce petulante e piagnucolosa, chiede insistentemente del denaro all’altro. L’irruzione del motivo di Goldenberg, che si sovrappone a quello di Schmuÿle, segnala lo sdegnoso rifiuto di questi, che non si lascia commuovere dalle implorazioni del povero. Infine, dopo la brusca interruzione del battibecco, un’ultima idea dolente pare raffigurare – nell’accento che la conclude – il singhiozzo di Schmuÿle.

Dopo la naturale ripresa della “promenade” , rallegrata dal litigio fra i due ebrei , segue un altro quadro intitolato “Il mercato di Limoges” : chiacchiere tra contadine nella piazza del mercato di Limoges, che degenerano in una lite rumorosa. Addirittura nell’autografo di Mussorskij il pezzo era preceduto da un preambolo scritto, poi depennato, in cui si spiegavano i motivi della lite. Ascolteremo di seguito il brano più cupo di questa composizione …logicamente il titolo stesso del quadro non può che introdurci in un clima di devastante oscurità . “Catacombe”. Il movimento è diviso in due parti. La prima è un quasi statico Largo, consistente in una sequenza di accordi, con melodie elegiache che aggiungono un tocco di malinconia, la seconda è un cupo e più fluente Andante che introduce nella scena il tema della Promenade. Il soggetto è lo stesso Hartmann, che al lume di una lanterna visita le catacombe di Parigi ; l’autografo dello stesso compositore infatti spiega: “Lo spirito creatore del defunto Hartmann mi conduce verso i teschi e li invoca; questi si illuminano dolcemente all’interno”. La prima sezione, alternando accordi potenti e morbidi evoca la grandezza, l’immobilità e l’eco delle catacombe; la seconda fa emergere un osservatore nella scena che discende nelle catacombe.

Gli ultimi due poderosi quadri di questa composizione sono i seguenti. Il primo è intitolato “La capanna di Baba Yaga ” : il quadro illustra l’incedere della strega Baba Jaga, essere grottesco raffigurato presso la sua dimora: un orologio a cucù sorretto da zampe di gallina; la musica esprime la paura del compositore nel visitarne l’orribile antro. Il brano è uno scherzo “feroce” con una sezione centrale lenta. I suoi motivi evocano i rintocchi di un grande orologio ed i suoni di un inseguimento frenetico. L’Andante centrale è uno dei momenti più impegnativi di tutta la suite per il pianista (in caso di versione per pianoforte solo), perché presenta per tutta la sua durata un tremolo insistente di terzine .

Il secondo brano conclusivo di tutta la partitura è intitolato “La grande porta di Kiev”. Hartmann progettò una porta monumentale in onore dello zar Alessandro II, per commemorare il fatto che il monarca scampò ad un tentativo di assassinio il 4 aprile 1866. Egli lo riteneva il miglior lavoro che avesse mai fatto. In effetti il suo progetto risultò vincitore in un concorso nazionale, ma poi i piani per costruire la struttura furono abbandonati. Un grandioso senso di vastità è l’effetto che scaturisce dall’ascolto di questo monumentale brano .

… … …

“Quadri di un’esposizione per orchestra” by Modest Petrovič Musorgskij e Maurice Ravel (Claudio Abbado e London Symphony Orchestra):

“Quadri di un’esposizione per orchestra” by Modest Petrovič Musorgskij e Maurice Ravel (Jean-Claude Casadeus e Royal Philharmonic Orchestra):

… … …

 

 
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA, di Alessandro Giusfredi

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

A La Verdi Patrick Fournillier per Fauré e Berlioz Marzo 2019

Alla Fondazione Arturo Toscanini Audizioni BASSO TUBA Marzo 2019