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Concerto per pianoforte 2 di Rachmaninov: analisi, storia, curiosità, ascolti

La musica viene direttamente dal cuore e parla solo al cuore (…). La sorella della musica è la poesia, la madre la sofferenza”, Sergej Rachmaninov

Concerto per pianoforte 2 di Rachmaninov: analisi, storia, curiosità, ascolti

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore, op. 18 è il più popolare ed eseguito dei quattro concerti per pianoforte del compositore russo Sergej Rachmaninov, nonché uno dei concerti per pianoforte più famosi di sempre. Fu composto tra il 1900 ed il 1901.

Dopo il clamoroso insuccesso di pubblico e di critica della sua prima sinfonia, Rachmaninov cadde in una profonda crisi artistica. Nel frattempo con diversa fortuna, si dedica alla direzione d’orchestra presso il Teatro Bolscioij di Mosca. Dirige con clamoroso successo alcune grandi opere ed apporta sostanziali modifiche alla disposizione dell’orchestra: non più il direttore al centro dell’orchestra ma con gli orchestrali schierati di fronte al podio.

Affidatosi alle cure del professor Nikolaj Dahl, il compositore si riprese, scrivendo in breve tempo il secondo ed il terzo movimento del secondo concerto. Lo stesso autore li eseguì a Mosca nella Sala della nobiltà il 15 settembre 1900, ottenendo una grandiosa accoglienza dal pubblico presente. Rigenerato da questo ritorno sulla scena, ultimò la partitura e la dedicò a Dahl.

La prima esecuzione integrale del Concerto per pianoforte 2 di Rachmaninov, con il compositore stesso come solista e il cugino Aleksandr Ziloti alla direzione d’orchestra, ebbe luogo alla Società Filarmonica di Mosca il 27 ottobre 1901. Il secondo concerto per pianoforte e orchestra rappresenta la prima opera matura di Rachmaninov.

Nella produzione di Rachmaninov il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra è uno dei pezzi più eseguiti dai pianisti per le caratteristiche della scrittura solistica, tecnicamente brillante e ricca di intenso lirismo. Il pianoforte ha un ruolo preminente rispetto all’orchestra concepita quasi sempre in forma di accompagnamento.

“Concerto per Pianoforte n. 2” by Sergej Rachmaninov (Yuja Wang, piano – Yuri Temirkanov, conductor – Verbier Festival Orchestra):

“Concerto per Pianoforte n. 2” by Sergej Rachmaninov (Leningrad Philharmonic Orchestra, Kurt Sanderling – 1959):

“Concerto per Pianoforte n. 2” by Sergej Rachmaninov (Arthur Rubinstein, piano – Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner, cond. – RCA/BMG, recorded Jan. 9, 1956):

“Concerto per Pianoforte n. 2” by Sergej Rachmaninov (Rachmaninoff plays Piano Concerto 2):

Struttura del Concerto per pianoforte 2 di Rachmaninov

Il Concerto è nella struttura tradizionale in tre tempi:

I° tempo, Moderato

Il primo movimento è caratterizzato da due temi che si intrecciano: il primo, in tonalità minore, maestoso e quasi marziale, che conferisce tono drammatico e incalzante; il secondo in tonalità maggiore, più cantabile, è una dolce melodia di grande intensità.

Il pianoforte esordisce con pesanti accordi che introducono una drammatica atmosfera di mistero. Successivamente viene presentato il primo tema esposto dagli archi (violini più viole, mentre i bassi scandiscono il tempo) e dal clarinetto, ripreso poi con grande enfasi dal pianoforte solo.

L’atmosfera cambia con l’introduzione del secondo tema che chiude l’esposizione. Si torna quindi al primo tema, esposto da oboe, clarinetto e viole, con conseguente parentesi virtuosistica del solista.

Il culmine si ha con la riproposizione del secondo tema, con i violini aggiunti a clarinetto e viole che anticipano l’ingresso enfatico del pianoforte.

La ripresa si apre con il ritorno al tempo di marcia, a cui segue il melodioso canto del solista, questa volta accompagnato da legni, corni e archi. Lo stacco del corno solo si impone per portare al ritorno del secondo tema, ripreso da tutta l’orchestra.

La coda, introdotta dai virtuosismi del pianoforte, si conclude con perentori accordi orchestrali.

L’ inizio solenne e drammatico del primo tempo si impone per il pathos e un’avvincente grandiosità, tanto da far pensare quasi a una lotta contro il destino, quindi a Beethoven.

II° tempo, Adagio sostenuto

Il pianoforte esordisce con un delicato arpeggio in terzine sull’accompagnamento leggero di archi con sordina, clarinetti, fagotti e corni. Il flauto solista espone un tema dolcissimo, ripreso in successione dal clarinetto. Quindi il pianoforte si scambia con il clarinetto, che lo accompagna quasi in un duetto. I violini intervengono a rompere il tema, che evolve in una seconda parte più animata, dove il pianoforte elabora il materiale tematico, con interventi di fiati e archi, in un progressivo climax espressivo fino all’esplosione sonora di tutta l’orchestra.

Dopo una cadenza del solista, si ritorna alla tenue prima parte del tema, proposta in crescendo, fino a sfumarsi definitivamente, con l’ultima voce affidata alle note ritenute del pianoforte.

Questo movimento è un brano lirico che si segnala per la sua cantabilità; profondamente nostalgico, talora sembra evocare dei momenti felici trascorsi con persone care o dei luoghi legati ai primi anni della sua esistenza. Alcune frasi di Rachmaninov a tale riguardo si adattano particolarmente a esprimere l’essenza di questo Adagio:

“La melodia è la musica, è la base di tutta la musica”

III° tempo, Allegro scherzando

Il terzo movimento riprende il tono marziale del primo movimento, ma con un’atmosfera più ironica. Il primo tema ha un carattere guizzante, saltellante; dopo una sua elaborazione, si arriva al secondo tema, dolcemente cantabile, presentato dalle viole e dall’oboe e ripreso dal pianoforte, tema che indubbiamente può essere considerato tra i più belli e i più celebri fra tutti quelli composti da Rachmaninov. Lo sviluppo centrale si basa sul primo tema, che viene spezzettato ed alternato fra il solista e vari strumenti, con un accenno di un passo fugato. Questo sviluppo si salda praticamente con la ripresa, che si afferma con il ritorno, adesso con i violini, del secondo tema. Da qui deriva una nuova elaborazione prevalentemente mossa che porta, con il cambio della tonalità in do maggiore, alla trionfale affermazione del secondo tema (che quindi è il vero protagonista del finale) a piena orchestra. Segue una breve coda nuovamente mossa che in un clima ora festoso e trascinante porta alla conclusione. Terminano il brano tre accordi ripetuti che rappresentano la firma ritmica del compositore: ta- tatata (Rach – maninov).

Esiste una leggenda riguardo al famosissimo secondo tema di questo movimento. A detta del critico Leonid Sabaneev tale tema non sarebbe di Rachmaninov, ma di un suo amico, Nikita Morozov. Ascoltando un brano di Morozov, Rachmaninov avrebbe detto: “Oh, ma è una melodia che avrei potuto comporre io“. “Ebbene, perché non te la prendi?“, avrebbe risposto Morozov, e Rachmaninov non si sarebbe fatto pregare.

Curiosità sul concerto

  • Parte del concerto è utilizzata nel film Quando la moglie è in vacanza con Marilyn Monroe.
  • È utilizzato come sigla de La Storia siamo noi, programma di Rai Storia.
  • Compare all’inizio del film Breve incontro di David Lean. È la musica udita alla radio che spinge la protagonista, Laura, a raccontare il suo amore extraconiugale.
  • Il primo movimento viene eseguito nell’episodio 11 dell’anime Nodame Cantabile.
  • Questo concerto era talmente popolare negli Stati Uniti, che nel 1945 Buddy Kaye e Ted Mossmann sulla base di uno dei suoi temi più belli elaborarono una canzone, Full moon and empty arms, che venne incisa da Frank Sinatra (poi interpretata anche da Sarah Vaughan, Mina, Bob Dylan e molti altri).
  • Il brano All by Myself, scritto ed eseguito da Eric Carmen nel 1975, prende in prestito a piene mani dal secondo movimento del concerto per pianoforte n. 2 di Rachmaninov, che Carmen credeva fosse di pubblico dominio. Solo dopo la pubblicazione del disco Carmen si rese conto che così non era e, per evitare una causa, dovette trovare un accordo con gli eredi del compositore.
  • Gli arpeggi iniziali del pianoforte del secondo movimento sono stati utilizzati nella colonna sonora del film Hereafter di Clint Eastwood (2010).
  • Il concerto è l’incalzante tema del film Tornare per rivivere, con Annie Girardot e Michel Piccoli, per la regia di Claude Lelouch.

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Written by mara

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