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Concerto per pianoforte n 2 di Beethoven: analisi, storia e curiosità

“La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia…Chi penetra il senso della mia musica potrà liberarsi dalle miserie in cui si trascinano gli altri uomini.” Ludwig van Beethoven

ludwig-van-beethoven - Copia

Benché pubblicato da Hoffmeister di Lipsia alla fine del 1801 e quindi dopo il Concerto in do maggiore il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Ludwig van Beethoven fu scritto qualche anno prima, tra il 1795 e il 1798.

Il manoscritto originale (non completo nella parte del pianoforte) è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Gli abbozzi si trovano in un quaderno del 1798 descritto dal Nottebohm, contenente fra l’altro anche quelli del Quartetto in re maggiore op. 18 n. 3, della canzone Der Kuss, dell’ Opferlied (seconda redazione), del Rondò per pianoforte in sol maggiore op. 51 n. 2.

Considerato il n. 1 come anno d’età dei concerti scritti da Beethoven per pianoforte, il Concerto per pianoforte n 2 di Beethoven entra di prepotenza tra i migliori componimenti per tale strumento. 

La prima esecuzione in pubblico avvenne il 29 marzo del 1795 al Burgtheater di Vienna ed ebbe Antonio Salieri come direttore d’orchestra e Ludwig van Beethoven come pianista.

Il Concerto per pianoforte n 2 di Beethoven venne successivamente rielaborato e riproposto a Praga nel 1798 per poi subire un’altra correzione nel 1801 ed è quella definitivamente giunta a noi.

 

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia with Neville Marriner conducting the Academy of St. Martin in the Fields):


“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Ludwig van Beethoven (Vladimir Ashkenazy with the London Philharmonic Orchestra conducted by Bernard Haitink. Royal Festival Hall, London, 1974):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Ludwig van Beethoven (Krystian Zimerman, piano):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Ludwig van Beethoven (Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra – Conductor: Colin Davis; Recorded: 2008):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Ludwig van Beethoven (Wiener Philarmoniker – Hans Schmidt – Isserstedt; rec. 1959):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia, piano – Bernard Haitink Conducts the Royal Concertgebouw Orchestra):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Ludwig van Beethoven (From the Klavierfestival Ruhr in the Jahrhunderthalle Bochum: Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Il Concerto per pianoforte n 2 di Beethoven è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Adagio
  3. Rondò: Molto allegro

Il Concerto per pianoforte n 2 di Beethoven in si bemolle maggiore op. 19 si apre con un vivace Allegro con brio. Si nota un fitto lavoro di intaglio e di recupero del materiale secondo lo stile di Haydn o di Mozart. Alcuni elementi sono ancora di retaggio «galante». Colpisce il taglio del Concerto, pensato per il pubblico, con soluzioni brillanti e di sicuro effetto affidate all’orchestra e largo spazio per il virtuosismo dell’esecutore, mai comunque fine a se stesso.

Dal punto di vista del ruolo del solista la figura del pianoforte non è mai preponderante rispetto all’orchestra: non esiste un vero e proprio primo tema pianistico; anche il secondo gruppo tematico è affidato prima all’orchestra e solo in seconda battuta alla voce del solista.

Il secondo movimento del Concerto per pianoforte n 2 di Beethoven è un Adagio. La voglia di far cantare il pianoforte emerge nel secondo movimento, dove si fa largo un tema lineare e rassicurante ma al centro della scena non c’è solo il pianoforte, perché l’orchestra assume un ruolo dialogante, capace di dare spessore emotivo alle riflessioni del solista: nell’ apparizione del flauto che chiude il movimento si avvertono già i toni bucolici della Sinfonia Pastorale.

La fisionomia del tema principale, in mi bemolle maggiore, è svelata solo poco per volta prendendo forma progressivamente. Il tema, intonato sottovoce da archi e fagotti, non viene esposto nella sua interezza. Beethoven aspetta il pianoforte per riavviare il tema e questa volta esporlo in tutta la sua interezza.

L’ultimo movimento del Concerto per pianoforte n 2 di Beethoven è un Rondò in tempo Allegro molto. Già all’inizio il tema principale, esposto dal pianoforte, rivela la sua natura imprevedibile e un po’ umoristica; l’orchestra risponde subito con lo stesso spirito.

Il primo dei due episodi solistici consiste in un breve motivo rimbalzante e ritmico che trascina anche l’orchestra in uno scambio di dialoghi serrato.

Dopo il ciclico ritorno del tema principale del rondò, il secondo episodio solistico ancora una volta porta una ventata di estro e freschezza: in modo minore, appare come un misterioso canto tzigano che attrae e conquista.

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Written by mara

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