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Concerto per pianoforte n 3 di Beethoven: analisi, storia e curiosità

«Un Concerto per pianoforte che però non spaccio per uno dei miei migliori, come è il caso di un altro [il Concerto in do maggiore] che sarà pubblicato qui da Mollo (per informazione dei critici di Lipsia): infatti i migliori [il Concerto in do minore] me li tengo ancora per me, per il prossimo viaggio che farò, ma non dovrebbe lo stesso vergognarsi di pubblicarlo», L. van Beethoven all’ editore Hoffmeister di Lipsia

ludwig-van-beethoven - Copia

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do Minore di Ludwig van Beethoven è stato composto nel 1800, ma fu probabilmente abbozzato già nel 1797 infatti tre abbozzi di questo Concerto sono presenti nella raccolta Kafka del British Museum; due di essi si riferiscono al primo tempo; il terzo, destinato originariamente al Rondò è rimasto inutilizzato.

Il manoscritto originale del Concerto per pianoforte n 3 di Beethoven, conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino, porta la data: Concerto 1800, da L. van Beethoven. Il che vuol dire che nel 1800 la musica doveva esistere già per lo meno nei suoi elementi essenziali, anche se non compiutamente elaborata. I rimaneggiamenti però si protrassero fino al 1802 e non è da escludere che altre modifiche e aggiunte siano state introdotte posteriormente fino al momento della consegna all’editore per la stampa.

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro

La prima assoluta del Concerto per pianoforte n 3 di Beethoven fu al Theater an der Wien il 5 aprile del 1803, con Beethoven stesso al pianoforte e sotto la direzione di Ignaz von Seyfried. L’anno successivo fu eseguito con Beethoven sul podio e Ferdinand Ries come solista.

Il terzo è l’ unico concerto a far uso della tonalità minore e rappresenta l’affermarsi, in tutta evidenza, della concezione sinfonica di Beethoven del concerto solistico; due entità sono adesso protagoniste, il pianoforte “e” l’orchestra, non più il pianoforte “accompagnato” dall’orchestra, come nel modello mozartiano.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Vladimir Ashkenazy – Director: Sir George Solti – Orquesta: Chicago Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Denis Matsuev – Maggio Musicale Fiorentino orchestra & Zubin Mehta):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Pollini / Böhm):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Mitsuko Uchida – The Bavarian Radio Symphony Orchestra & Mariss Jansons):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Alfred Brendel – Conductor: Claudio Abbado & Lucerne Festival Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Arturo Benedetti Michelangeli (piano) – Carlo Maria Giulini (conductor) – Vienna Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra – Conductor: Colin Davis – Recorded in 2008):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Kempff – Bernstein – NYP (Live 1966)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Annie Fischer – Bayerisches Staatsorchester – Ferenc Fricsay – Studio recording, 1950s):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Artur Schnabel – Philharmonia Orchestra – Issay Dobrowen – Studio recording, 30 & 31.V.1947):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (A. Rubinstein, October 29, 1944 – A. Toscanini):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Claudio Arrau, piano – Prague Symphony Orchestra (conducted by Zdeněk Košler) – Live recording at the Smetana Hall in the Municipal House in Prague (May 20, 1967)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Il primo movimento del Concerto per pianoforte n 3 di Beethoven si apre con un tema in do minore (ripetuto subito dai legni in sol maggiore) che in diverse tonalità maggiori o minori si ripresenta per tutto il primo tempo. A questo tema se ne affianca un altro, meno incisivo del precedente e più cantabile.

Il tema inizialmente è proposto dal clarinetto, poi viene ripetuto ad alternanza prima dal pianoforte e poi dagli archi accompagnati dai legni. Dopo la proposta dei temi principali da parte dell’intera orchestra, con una serie di scale in do minore melodica entra il pianoforte.

Il pianoforte si afferma con l’autorità di un protagonista; poi proseguirà in opposizione o in concomitanza con la massa strumentale, intensificando ed ampliando la forma tradizionale.

Il secondo movimento del Concerto per pianoforte n 3 di Beethoven è un largo in mi maggiore. Il pianoforte espone il tema principale cui un altro fa seguito suonato dall’intera orchestra. Successivamente esporrà un motivo ricco di arpeggi e scale di terze accompagnato da un’orchestra quasi silenziosa. I due temi iniziali vengono ripetuti con alcune variazioni verso la conclusione del brano. Il movimento si conclude con arpeggi in mi maggiore eseguiti prima dal pianoforte e poi dall’orchestra e con un solenne accordo di tonica dell’orchestra.

Il terzo movimento del Concerto per pianoforte n 3 di Beethoven è un allegro, grazioso, quasi spiritoso; ha, come di consueto, un carattere più leggero. Il pianoforte espone il tema principale in do minore poi ripetuto dall’orchestra e da se stesso, con dovute modifiche, in mi bemolle maggiore, intervallandone le esecuzioni con piccolissime cadenze.

A metà Beethoven inserisce un tema in cui prevale l’uso dei clarinetti, mentre il piano, eccezion fatta per alcuni punti, tace o trilla sul mi bemolle.

Dopo l’ultima delle tre cadenze (usate come intervallo tra i pezzi del movimento), viene eseguita la parte finale. I violini propongono un tema che poi sarà il pianoforte a concludere.

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Written by mara

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