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Daniel Harding e Daniil Trifonov alla Filarmonica della Scala

L’altra notte l’ho ascoltato ancora su YouTube – ha tutto e di più. Cosa riesca a fare con le sue mani, tecnicamente è incredibile. E pure il suo tocco… Non ho mai sentito nulla di simile.
Martha Argerich su The Financial Times, 9 Luglio 2011

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Filarmonica della Scala, Stagione 2017 – 2018

 

Daniel Harding, impegnato con la Filarmonica sin dagli inizi della sua carriera, rinnova la sua presenza per questa Stagione con il concerto di lunedì 21 maggio 2018, cui farà seguito un concerto a Istanbul il 27 maggio e una importante tournée tra agosto e settembre 2018.

Dopo il successo della Prima di Brahms nel concerto della scorsa Stagione, Harding torna con un altro pilastro del repertorio sinfonico: la Terza di Beethoven. Al suo fianco debutta il giovane e brillante pianista Daniil Trifonov. Il giovane pianista russo porta al Teatro alla Scala il Concerto per pianoforte di Schumann, già eseguito insieme alla Filarmonica durante l’acclamata tournée estiva in Germania del 2016. 

 

Robert Schumann, Concerto per pianoforte e orchestra

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Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 3 in mi bem. magg. op. 55 Eroica

 

QUANDO:

Lunedì 21 maggio 2018, ore 20.00

 

DOVE: TEATRO ALLA SCALA
Via Filodrammatici, 2

20121 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Daniel Harding

Pianoforte, Daniil Trifonov

Orchestra Filarmonica della Scala

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

II ORDINE PALCHI al costo di € 85,00

I ORDINE PALCHI al costo di € 85,00

III ORDINE PALCHI al costo di € 65,00

IV ORDINE PALCHI al costo di € 65,00

I GALLERIA al costo di € 25,00

II GALLERIA al costo di € 15,00

I GALLERIA INGRESSO al costo di € 5,00

II GALLERIA INGRESSO al costo di 5,00

 

Filarmonica della Scala: Daniel Harding e Daniil Trifonov

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Daniel Harding…

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Nato a Oxford, Daniel Harding ha iniziato la sua carriera come assistente di Sir Simon Rattle alla City of Birmingham Symphony Orchestra e ha debuttato con questa formazione nel 1994. È stato assistente di Claudio Abbado nei Berliner Philharmoniker con i quali ha fatto il suo debutto al Festival di Berlino nel 1996.

È Direttore musicale principale della Swedish Radio Symphony Orchestra, Direttore ospite principale della London Symphony Orchestra e Music Partner della New Japan Philharmonic. È Direttore artistico della Ohga Hall in Karuizawa, Giappone, ed è stato recentemente insignito del titolo a vita di Conductor Laureate della Mahler Chamber Orchestra, di cui è stato, dal 2003 al 2011, Direttore principale e Direttore musicale.

Ha ricoperto l’incarico di Direttore principale della Trondheim Symphony in Norvegia (1997-2000), di Direttore ospite principale della Norrköping Symphony in Svezia (1997-2003) e Direttore musicale della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen (1997-2003).

È regolarmente invitato a dirigere la Staatskapelle di Dresda, i Wiener Philharmoniker, Royal Concertgebouw, l’Orchestra del Bayerischer Rundfunk, Orchestra del Gewandhaus di Lipsia e la Filarmonica della Scala. Ha inoltre diretto i Münchner Philharmoniker, l’Orchestre National de Lyon, la Oslo Philharmonic, la London Philharmonic, la Royal Stockholm Philharmonic, l’Orchestra di Santa Cecilia. Negli U.S.A. e in Canada si è esibito a capo della New York Philharmonic, Boston Symphony, Philadelphia Orchestra, della Los Angeles Philharmonic e Chicago Symphony Orchestra.

Nel 2005 ha inaugurato la stagione operistica milanese debuttando alla Scala con Idomeneo. Nel 2007 vi ha diretto Salome, nel 2008 Il castello del duca Barbablù e Il prigioniero e nel 2011 Cavalleria rusticana e Pagliacci, per cui ha ricevuto il Premio della critica musicale “Franco Abbiati”. La sua esperienza in campo operistico include anche Ariadne auf NaxosDon Giovanni e Le nozze di Figaro al Festival di Salisburgo con i Wiener Philharmoniker,The turn of the screw e Wozzeck alla Royal Opera House, Covent Garden, Il ratto dal serraglio alla Staatsoper di Monaco, Il flauto magico a Vienna. Molto legato al Festival di Aix-en-Provence, vi ha diretto nuove produzioni di Così fan tutte con la regia di Patrice Chéreau, Don Giovanni con la regia di Peter Brook, The turn of the screw con la regia di Luc Bondy, La traviata con la regia di Peter Mussbach, Evgenij Onegin con la regia di Irina Brook e Le nozze di Figaro con la regia di Vincent Boussard. Nel 2012/13 è tornato alla Scala con Falstaff e ha debuttato alla Deutsche Staatsoper di Berlino e alla Wiener Staatsoper con L’olandese volante. In questa stagione dirigerà il Concentus Musicus Wien al Festival di Melk in Israele in Egitto di Händel e la prima mondiale di Masaot / Clocks without Hands di Olga Neuwirth con i Wiener Philharmoniker a Vienna, Colonia e Lussemburgo.

Le sue recenti registrazioni per Deutsche Grammophon della Decima Sinfonia di Mahler con i Wiener Philharmoniker e dei Carmina Burana di Orff con l’Orchestra del Bayerischer Rundfunk hanno ottenuto un vasto successo di critica. Legato in precedenza a Virgin/EMI, Harding ha registrato la Quarta Sinfonia di Mahler con la Mahler Chamber Orchestra, la Terza e la Quarta Sinfonia di Brahms con la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, Billy Budd con la London Symphony Orchestra (Grammy Award come migliore registrazione operistica),Don Giovanni e The turn of the screw (premio Gramophone, Choc de l’ Année 2002 e Grand Prix de l’ Académie Charles-Cros) con la Mahler Chamber Orchestra.

Nel 2002 il Governo francese gli ha conferito il titolo di Chevalier de l’ Ordre des Arts et des Lettres, mentre nel 2012 è stato eletto membro dell’Accademia Reale Svedese di Musica.

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Daniil Trifonov…

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Avrà solo 21 anni, ma è già un poeta della tastiera pienamente maturo
Michael Church su International Piano, Giugno 2012

 

Nato a Nizhniy Novgorod, Russia nel 1991, Daniil Trifonov è uno dei nomi più in luce della nuova generazione di pianisti. La fama delle sue interpretazioni sorprendenti, della sua interiorità musicale e della sua intensità espressiva hanno ormai oltrepassato la prima attenzione internazionale, suscitata dalle vittorie, nella sola stagione 2010/11, in tre concorsi tra i più prestigiosi al mondo: il Chopin di Varsavia (Terzo Premio), il Rubinstein di Tel Aviv (Primo Premio) e soprattutto il Caikovskij di Mosca (Primo Premio e Grand Prix).

Giurati ed osservatori in questi concorsi rimasti colpiti dal talento di Trifonov, hanno compreso Martha Argerich, Krystian Zimerman, Van Cliburn, Emanuel Ax, Nelson Freire, Yefim Bronfman, Valery Gergiev; a Mosca Gergiev lo ha insignito personalmente del ‘Grand Prix’, il premio aggiuntivo assegnato al miglior vincitore tra tutte le categorie del Concorso Tchaikovsky.

Già nella stagione 2011/12 si è presentato in contesti internazionali di massimo prestigio, tra cui i Wiener Philharmoniker (tour e concerti a sottoscrizione a Vienna), la London Symphony Orchestra e l’Orchestra del Teatro Mariinsky con Gergiev, la Israel Philharmonic con Mehta, la Russian National Orchestra con Pletnev, la Warsaw Philharmonic con Wit, e ha collaborato con direttori del calibro di Vladimir Fedoseyev, Sir Neville Marriner, Diego Matheuz, Pietari Inkinen, Clemens Schuldt, Antoni Wit. Ha inoltre tenuto recital e concerti presso la Wigmore Hall di Londra, la Musikverein di Vienna, la Salle Pleyel di Parigi, la Carnegie Hall di New York, la Suntory Hall di Tokyo, e altre sale in Europa, Nord e Sud America, Medio ed Estremo Oriente. Le risposte del pubblico e le critiche nel corso della stagione l’hanno fortemente evidenziato come uno dei più incredibili talenti di oggi.

Nell’estate 2012, Daniil Trifonov debutta nei maggiori festival d’Europa: Verbier, Montreux, Tivoli, Edinburgh, Grafenegg, Lockenhaus, La Roque d’Anthéron, Klavier Festival Ruhr, Warsaw Chopin, ecc.; e negli USA si presenterà a Blossom, Ravinia e Chautauqua Festival.

La stagione 2012-13 vedrà i debutti di Trifonov con diverse orchestre di prestigio internazionale, tra cui New York Philharmonic (Gilbert), Chicago Symphony (Dutoit), Boston Symphony (Guerrero), Cleveland (Gaffigan), National Arts Centre (Zuckerman), Philharmonia (Maazel), Royal Philharmonic (Dutoit), BBC Philharmonic (Sinaisky), City or Birmingham Symphony (Venzago), Orchestre Philharmonique de Radio France (Znaider), Budapest Festival Orchestra (Takács-Nagy), Orchestra Nazionale di Santa Cecilia (Battistoni), e i ritorni con London Symphony e Mariinsky (Gergiev), Russian National (Summers, Pletnev), Warsaw Philharmonic (Wit).

I prossimi recital di Trifonov includono Washington Kennedy Center, New York Carnegie Hall (auditorium principale), Boston Celebrity Series, Kammermusiksaal della Filarmonica di Berlino e Herkulessaal di Monaco, Amsterdam Concertgebouw (Master Piano Series), Londra Queen Elizabeth Hall e Wigmore Hall, Parigi Auditorium del Louvre, Zurigo Tonhalle e Lucerne Piano Festival, Bruxelles Palais de Beaux Arts, Schloss Elmau, Seoul Arts Center, e molti altri.

Daniil Trifonov ha iniziato gli studi musicali a cinque anni. Ha studiato presso la Moscow Gnesin School nella classe di Tatiana Zelikman (2000-2009); dal 2009 studia pianoforte al Cleveland Institute of Music nella classe di Sergei Babayan. Dal 2006 al 2009 ha studiato anche composizione e tuttora scrive musica per pianoforte, da camera e orchestrale. Già giovanissimo è stato premiato in numerosi concorsi tra cui nel 2008, a 17 anni, lo “Scriabin” di Mosca e il “Repubblica di San Marino”. Ha ricevuto una Guzik Foundation Career Grant nel 2007, che gli ha permesso di tenere a 16 anni il suo primo tour in USA e in Italia.

Nell’ autunno 2012 la registrazione di Daniil Trifonov del Concerto per pianoforte e orchestra n.1 di Tchaikovsky con Valery Gergiev e l’Orchestra del Mariinsky, così come una selezione di brani per piano solo, sarà rilasciata dalla Mariinsky Label.

Il suo primo disco è stato pubblicato da Decca nel 2011, con un programma chopiniano registrato dal vivo in Italia nel 2010. Ha tenuto inoltre registrazioni per altre etichette, radio e televisioni in Europa e Stati Uniti.

Sito ufficiale: http://daniiltrifonov.com/

 

PER CONOSCERE DANIIL TRIFONOV

 

“Liszt: La Campanella”:

“Ludwig van Beethoven: Piano Sonata No 32 in C minor, Op 111” (New York, December 2014):


“Münchner Philharmoniker Summer Night 2016” (Valery Gergiev & Daniil Trifonov):


“Chopin: 12 Etudes, op. 25”:

“Rachmaninov: Rhapsody on a theme by Paganini” (Tel Aviv, 26.12.2011: Daniil Trifonov (piano) e Israel Philharmonic Orchestra, conductor Zubin Mehta):

“Mozart: Piano Concerto No. 23 in A major, K. 488”:

“Sergei Rachmaninov – Piano Concerto No. 3 in D minor, Op. 30 (Yuri Temirkanov, conductor)”:

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ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Arthur Rubinstein & Franco Caracciolo, Orchestra Scarlatti della Rai di Napoli (1964)):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Claudio Arrau):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Jan Lisiecki, piano; Orchestra of the Academy of Santa Cecilia, Rome; Sir Antonio Pappano, conductor; Live recording. London, Proms 2013):


“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Murray Perahia, Bernard Johan Herman Haitink conduct, Royal Concertgebouw Orchestra, 2009):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Nelson Freire, piano; Rotterdam Philharmonic Orchestra conducted by Claus Peter Flor):


“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Evgeny Kissin; London Symphony Orchestra; Colin Davis):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Martha Argerich, Gewandhausorchester, Riccardo Chailly):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (New York Stadium Symphony Orchestra; Leonard Bernstein, conductor _ 1953):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (New York Philharmonic, Leonard Bernstein _ Studio recording, New York, 1960):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (The Cleveland Orchestra, George Szell _ Studio recording, Cleveland (24.X.1958)):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Daniel Harding, Mahler Chamber Orchestra, BBC Proms 2013, Royal Albert Hall London):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Bavarian Radio Symphony Orchestra, (Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks), dir Leonard Bernstein, (live recording 1983)):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Staatskapelle Dresden; Paavo Järvi, conductor; October 18, 2005 – Semperoper, Dresden):

“Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 by Robert Schumann (Vienna Philharmonic Orchestra; Leonard Bernstein, conductor):

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La Terza Sinfonia di L. v. Beethoven in Mi bemolle maggiore op. 55 detta “Eroica” è stata composta fra il 1802 e 1804; la prima esecuzione il 7 aprile 1805 al Theater an der Wien.

Inizialmente scritta per Napoleone, primo Console della Repubblica francese e quindi difensore dell’ ideale della repubblica, l’ Eroica rappresenta la sintesi di tutta l’ aspirazione all’ epos riscoperta negli anni della rivoluzione. In questa partitura si manifestano in modo particolare, e in una chiara affermazione “politica”, gli ideali di eguaglianza, libertà e fraternità (elementi comunque presenti in tanta parte della produzione di Beethoveniana).

Beethoven, che come Hegel aveva visto nel generale corso “cavalcare lo spirito del mondo”, gli indirizza una dedica che in seguito disconoscerà in un impeto di sdegno, strappando il frontespizio dell’ opera successivamente alla sua incoronazione a imperatore dei francesi; la sua auto proclamazione tradisce gli ideali della repubblica provocando sdegno e rifiuto della persona da parte del compositore al punto di modificare la dicitura che, nella prima edizione a stampa londinese, nel 1809, riporta “Sinfonia Eroica composta per celebrare la morte di un Eroe” – se con “eroe” si intende l’ uomo vero e autentico, incorruttibile, che non calpesta i diritti e al quale appartengono tutte le emozioni puramente umane, dall’ amore alla gioia, al dolore – mentre la dicitura inizialmente pensata da Beethoven avrebbe dovuto essere “Sinfonia Eroica composta per festeggiare il sovvenire di un grand’ Uomo”.

Per capire che cosa accadde, ecco il racconto di Ferdinand Ries, allievo, amico e biografo del compositore: «A proposito di questa Sinfonia Beethoven aveva pensato a Napoleone, ma finché era ancora primo console. Beethoven ne aveva grandissima stima e lo paragonava ai più grandi consoli romani. Tanto io, quanto parecchi dei suoi amici più intimi, abbiamo visto sul suo tavolo questa sinfonia già scritta in partitura e sul frontespizio in alto stava scritta la parola “Buonaparte” e giù in basso “Luigi van Beethoven” e niente altro. Se lo spazio in mezzo dovesse venire riempito e con che cosa, io non lo so. Fui il primo a portargli la notizia che Buonaparte si era proclamato imperatore, al che ebbe uno scatto d’ira ed esclamò: “Anch’ egli non è altro che un uomo comune. Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!”. Andò al suo tavolo, afferrò il frontespizio, lo stracciò e lo buttò per terra”.

Il compositore non approva il gesto e compie un passo indietro che nella storia della musica non ha precedenti. Chi si priverebbe dei favori dei potenti? Beethoven ha una sua morale e un’ etica molto forti e si sente in tutto quello che fa. A causa di questa delusione la sinfonia sarà quindi definitivamente dedicata al Principe Joseph Franz Maximilian Lobkowitz, un aristocratico boemo appassionato di musica e buon violinista dilettante che ha ospitato nel proprio palazzo la prima esecuzione.

Le dimensioni complessive dell’ “Eroica” (la più lunga sinfonia scritta sino a quel momento) sono superate solamente dalla Nona Sinfonia. Il volume dell’ orchestra è vibrante e per la prima volta in una sinfonia vengono usati tre corni ed i singoli accordi sono ricchi di sforzati di notevole evidenza.

La trasfigurazione epica raggiunge il massimo nella “Marcia funebre” con i rulli dei timpani, le trombe dal suono apocalittico, il fugato centrale e la melodica divagazione della coda.

L’ Eroica è una sinfonia dalla forza titanica in cui Beethoven ha espresso gli elementi del dramma dell’ uomo e l’ eroismo della musica sinfonica stessa: la meditazione sulla morte, pone l’ individuo di fronte all’ evidenza della precarietà del tempo, al fatto che l’ uomo è terra, polvere. La morte è un interrogativo fantastico sulla vita: come può la vita essere eterna? Non si può immaginare come sarà la vita di là.

Si può dire che con l’ Eroica la musica, come accadeva appena qualche decennio prima, smette di avere una funzione solo celebrativa, di accompagnamento a feste, divertimenti, cerimonie, spettacoli pubblici. Diventa messaggio spirituale, manifesto politico, mezzo espressivo per cambiare il destino dell’Uomo, strumento per esporre e condividere i propri sentimenti. Quindi, la “forza” di Beethoven è anche salvifica, potremmo dire terapeutica, perché si trasforma in linfa vitale, in messaggio di speranza, in energia capace di rinsaldare lo spirito. E nonostante la delusione politica e ideale di Beethoven nei confronti di Napoleone, resta presente e miracolosa l’enorme forza espressiva di questa Sinfonia: è evidente nella partitura la presenza vulcanica di idee e di passioni, di sentimenti e di impulsi interiori, che preme dall’ intimo di questa musica. E la pressione è tale che l’opera s’impone come una delle sinfonie più vibranti, ancora oggi dopo 210 anni (iniziò a comporla nel 1803), intatta nella sua capacità di emozionare e scuotere gli uomini contemporanei.

 

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” – BBC Proms 2012 (Daniel Barenboim):

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Riccardo Muti):


Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Royal Concertgebouw Orchestra / Erich Kleiber, cond. recorded May 8, 1950):

Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” – 1987: 4.12 & 13 (Sergiu Celibidache & Münchner Philharmoniker):


Symphony No 3 in E flat major, “Eroica” (Deutsche Kammerphilharmonie Bremen & Paavo Jarvi):

ANALISI:

1° movimento_Allegro con brio: in forma sonata, si apre con due monumentali accordi a tutta orchestra ai quali segue il primo tema, molto semplice e orecchiabile esposto dagli archi; colpiscono l’ampiezza dello “sviluppo” e la novità delle soluzioni adottate dal punto di vista sia timbrico sia armonico (le dissonanze che oggi noi percepiamo come normali all’ epoca dovettero lasciare attoniti i primi ascoltatori). Da notare che qui la forma sonata è ulteriormente ampliata comprendendo anche una “coda” che, dopo la ricapitolazione, riprende nuovamente alcuni temi del primo movimento e parti dello sviluppo e lo conclude con gli stessi due accordi con il quale era iniziato.

2° movimento_Marcia funebre – Adagio assai: la marcia funebre è particolarmente monumentale ed è suddivisa in cinque sezioni: la prima, la terza e l’ ultima sono basate su un tema solenne e dolente enunciato dagli archi gravi che ritorna variato a ogni ripetizione. La seconda e la terza sezione sono episodi fugati che culminano in due fortissimo a tutta orchestra di notevolissimo impatto. La conclusione del brano è basata su frammenti del tema principale inframezzati da pause che rendono l’ atmosfera rarefatta e quasi straniante. 

3° movimento_Scherzo – allegro molto: lo scherzo si ripete due volte alternato al trio. Il ritmo del brano è particolarmente vorticoso e colpisce per il senso di agitazione e di incessante pulsazione, favorita anche dalle continue escursioni di intensità: si parte ogni volta dal pianissimo per arrivare al fortissimo rinforzato dall’ uso innovativo dei timpani.

4° movimento_Finale: Allegro molto: si tratta di un tema che viene sottoposto a un importante numero di variazioni caratterizzate da ricchezza inventiva ed estrema varietà di realizzazione. Il tema è molto semplice (come lo era quello del primo movimento) ed era già stato utilizzato da Beethoven in precedenti composizioni: le variazioni per pianoforte e la musica di scena per il balletto “le creature di Prometeo”. 

Il manoscritto originale è andato perduto ma esiste una copia riveduta dall’ autore nell’ archivio degli “Amici della Musica” di Vienna.

Beethoven Eroica Titelblatt

L’ organico prevede: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 3 corni, 2 trombe, timpani, archi.
 

CURIOSITÀ

Nel 1817 il poeta e funzionario di Corte Christoph Kuffner, che dieci anni prima per Beethoven aveva scritto i versi della Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, tornò a frequentare il musicista per qualche tempo. Una sera a cena, vedendolo di buonumore, gli chiese quale preferiva delle sue sinfonie. “Eh, eh! L’ Eroica” E Kuffner, meravigliato: “Avevo immaginato quella in do minore [cioè la Quinta, fino ad allora Beethoven ne aveva scritte otto]”, “No, no, l’Eroica”.

 

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Written by mara

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