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Festival di Lucerna: Beethoven, Murray Perahia (25/11)

La musica è il vino che ispira nuovi processi generativi, e io sono Bacco che pressa questo vino glorioso per l’umanità e la rende spiritualmente ebbra“, Ludwig van Beethoven

Murray Perahia - Copia

Piano Festival 2016

 

Dal podio della sala concerti del KKL Luzern (Centro di Cultura e Congressi Lucerna) il grande Pianista e per l’ occasione Direttore Murray Perahia guiderà l’ Academy of St Martin in the Fields nel seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Le Creature di Prometeo, musiche per il balletto op. 43

… … …

Ludwig van Beethoven, Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in do maggiore Op. 15

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Ludwig van Beethoven, Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra in do minore Op. 37

 

QUANDO:

Venerdì 25 Novembre 2016, ore 19.30

 

DOVE: KKL Lucerne, Concert Hall
KKL Luzern
Europaplatz 1
CH – 6002 Luzern

 

INTERPRETI:

Murray Perahia, Pianoforte e Direttore

Academy of St. Martin in the Fields

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

I biglietti saranno messi in vendita a partire da Agosto 2016; Associazione Ma.Ni. prende già ora nota di eventuali prenotazioni.

 

Acquisto on line
Murray Perahia 25 Novembre

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Le creature di Prometeo (Die Geschöpfe des Prometheus) è un balletto in tre atti musicato da Ludwig van Beethoven tra il 1800 e il 1801, per la coreografia di Salvatore Viganò. Costituisce l’op. 43 del catalogo beethoveniano.

Ha debuttato al Burgtheater di Vienna il 28 marzo 1801. 

Si tratta dell’unico balletto composto da Beethoven, accolto tiepidamente alla prima rappresentazione e in seguito dimenticato con l’eccezione dell’ Ouverture, che visse una vita indipendente come pezzo da concerto. I recensori viennesi infatti accolsero in modo molto tiepido la musica di Beethoven, e un recensore ne criticò il carattere “eccessivamente erudito”; anche il grande Haydn, autorità indiscussa dell’ambiente musicale viennese, al quale Beethoven aveva sottoposto la sua partitura, diede un giudizio piuttosto freddo, e la situazione non migliorò successivamente, perché la critica musicale è stata generalmente piuttosto severa, fin ad oggi, col balletto beethoveniano.

Il manoscritto originale è sconosciuto. Una copia della partitura, riveduta per i primi cinque numeri da Beethoven, si trova nella Nationalbibliothek di Vienna. Anche il «testo» coreografico non è noto; si può però cercare di ricostruirlo approssimativamente con le notizie contenute nel manifesto della prima rappresentazione e di alcune indicazioni apposte agli abbozzi.

Tornato nel 1799 nella capitale austriaca dopo alcuni anni d’assenza per giri artistici in Germania, Boemia ed Italia che avevano considerevolmente diffuso la fama del suo talento coreografico, Salvatore Viganò ideò questo balletto, celebrante le arti belle, in onore dell’imperatrice Maria Teresa, la seconda moglie dell’imperatore Francesco I d’Austria, protettrice della musica e buona dilettante di canto, alla quale del resto anche Beethoven aveva poco tempo prima fatto l’omaggio del Settimino.

L’argomento del Balletto riprende la favola classica di Prometeo. Questo eroe greco – creatura sublime che aveva trovato l’umanità nello stato di ignoranza primigenia – ebbe il merito, secondo la mitologia, di aver affinato gli esseri umani attraverso le scienze e le arti e di aver offerto loro leggi universali. Muovendo da questi presupposti il Balletto porta in scena due simboliche statue animate che, grazie alla potenza dell’Armonia, a poco a poco divengono partecipi di tutte le espressioni della vita (di qui l’origine dei vari «qua­dri» del Balletto). Prometeo conduce le statue sul Parnaso e da incarico ad Apollo di avvicinarle ai mondi delle varie Arti; Apollo, a sua volta, invita Anfione, Arione e Orfeo a far conoscere alle statue i segreti della musica, mentre invita Melpomene e Talia a dischiudere i misteri della tragedia e della commedia. In ultimo Prometeo affida le creature a Tersicore e a Pan, affinchè apprendano le tecniche della danza pastorale; a Bacco perché esse entrino nel mondo delle danze a carattere orgiastico.

 

Le Creature di Prometeo, musiche per il balletto op. 43” by L. van Beethoven (Wiener Philarmoniker & da Leonard Bernstein):

La sola Ouverture fu pubblicata nel 1804 col titolo in italiano Gli uomini di Prometeo, che era il titolo originario del brano, successivamente cambiato, al momento della rappresentazione, col titolo rimasto poi definitivo Le creature (dieGeschöpfe) di Prometeo.

Adagio, Allegro molto con brio “La Tempesta” (do maggiore) (2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 comi, 2 trombe, timpani, archi). È la prima, in ordine di tempo, delle ouvertures di Beethoven. Non vi mancano analogie con la Prima Sinfonia, a cominciare dalle cadenze iniziali del breve Adagio.

Il brano inizia in un clima di festa teatrale ed è concluso dal festoso epilogo (n. 16, Danza generale) in cui appare la fatidica idea melodica in seguito utilizzata per una serie di Variazioni pianistiche (op. 35) e per il Finale della sinfonia n. 3, nota come l’ Eroica (in forma di rondò).

 

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Il concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Ludwig van Beethoven venne composto principalmente tra il 1796 e il 1798 e pubblicato soltanto nel marzo del 1801 dall’editore viennese Mollo. Fu in quell’occasione che ricevette il suo numero d’opera, cioè l’op. 15, così come il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore ebbe il numero d’opera 19, sequenze che però in realtà invertivano il reale ordine cronologico di composizione. Era stato infatti scritto per primo il Concerto in si bemolle in una versione risalente già al 1794-95, e tale stesura era stata in parte abbozzata da circa un decennio, sin dal 1785; in questa versione il Concerto in si bemolle fu eseguito il 29 marzo 1795 e replicato in un’accademia di Haydn il 18 dicembre dello stesso anno, ma poi andò perduto. Solo successivamente fu composto il Concerto in do maggiore, dai primi abbozzi del 1795 sino alla stesura completa, quella del 1798. Il Concerto in si bemolle fu quindi riproposto in una seconda versione, quella «ufficiale» giunta fino a noi e messa alle stampe da Hoffmeister & Kühnel a Lipsia nel 1801.

Beethoven dedicò il concerto ad una sua giovane allieva, Anna Luisa Barbara von Keglevich, detta ‘Babette’, a cui aveva da poco fatto dono anche della Sonata in mi bemolle maggiore per pianoforte, op. 7, composta nel 1797.

Il manoscritto originale è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Per quanto non lo si possa affermare con certezza, è però molto probabile che Beethoven nel suo soggiorno a Praga del 1798 abbia eseguito per la prima volta, oltre al Concerto in si bemolle maggiore nella sua seconda redazione, anche questo in do maggiore, i cui abbozzi, del 1795-96, sono di poco posteriori a quelli della prima redazione dell’altro. Che il Concerto in do maggiore, pubblicato per primo sia tuttavia stato compiuto dopo quello in si bemolle risulta, come si è già visto, da una lettera di Beethoven alla casa editrice Breitkopf e Härtel. 

Nonostante la numerazione, fu in realtà il terzo concerto scritto da Beethoven: sono antecedenti un mai pubblicato concerto in Mi bemolle maggiore, composto all’ età di quattordici anni, e il secondo concerto per pianoforte e orchestra, scritto diversi anni prima ma pubblicato solo successivamente.

Il primo concerto fu anche eseguito durante il debutto viennese di Beethoven del 2 aprile 1800 al Burgtheater.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Piano: Martha Argerich – Conductor: Claudio Abbado – Mahler Chamber Orchestra – Ferrara, live 12.4.2013):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Rudolf Serkin, piano – Bavarian Radio Symphony Orchestra – Rafael Kubelik, cond., rec. 1977):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Ludwig van Beethoven Piano Concerto No 1 C major – Vladimir Ashkenazy, piano – Bernard Haitink conducts London Philharmonic):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor, Rec.: 1968, Cleveland):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (G. Sokolov):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Arturo Benedetti Michelangeli, piano – Carlo Maria Giulini conducts Wiener Symphoniker):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Andras Schiff):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Radu Lupu, 1979 – Zubin Mehta, Israel Phil):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Krystian ZIMERMAN & WIENER PHILHARMONIKER):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Krystian Zimerman, piano – Wiener Philharmoniker – Leonard Bernstein, conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Sviatoslav Richter – Boston Symphony Orchestra & Charles Munch – Studio recording, Boston, 2-3.XI.1960):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Maurizio Pollini – Wiener Philharmoniker – Conductor Eugen Jochum, Recording in Wien, Musikverein, Grosser Saal, 11/1982):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia, piano – London Symphony Orchestra & Georg Solti):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Leonard Bernstein, pianist and conductor with the Vienna Philharmonic):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra – Conductor: Colin Davis, Recorded: 2008):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in in do maggiore Op.15” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Nei concerti di Beethoven ritroviamo l’abitudine – tipicamente mozartiana – di enunciare il materiale tematico in modo incompleto nell’ Esposizione orchestrale, oltre alla scelta di inserire una netta cesura prima dell’ entrata del solista (Riesposizione) presentando poi segmenti motivici anche del tutto nuovi; ha tratti ancora mozartiani il fatto di far emergere nella Ripresa elementi ricavati sia dall’ Esposizione orchestrale che dalla Riesposizione solistica.

Il concerto è strutturato in tre movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro scherzando

Nell’ Allegro con brio i due temi passano al solista dopo un’ampia presentazione dell’orchestra. Tra esposizione, sviluppo e ripresa, l’ Allegro rimane il movimento più lungo e strutturalmente più corposo del Concerto; la cadenza finale è ampia ed importante all’interno del movimento, tant’è che Beethoven ne scrisse ben tre tra il 1807 ed il 1809 forse dedicate all’arciduca Rodolfo d’Austria.

Per questo movimento Beethoven ci ha lasciato due cadenze complete (posteriori però di diversi anni: 1807-1809) non dissimili nel contenuto ma assai diverse per dimensioni: agile e snella l’una, smisurata l’altra e forse ingombrante in relazione alle dimensioni del concerto.

Il Largo centrale è nella tonalità di la bemolle maggiore. Il tema è ben giocato tra gli strumenti ed il solista; l’orchestra sostiene ed accompagna questo dialogo, questo scambio di piccole frasi.

Conclude il Concerto un Rondò seguito da un Allegro scherzando. Il Rondò è una forma che all’epoca attirava la fantasia creativa di Beethoven, tant’è che lo troviamo anche nell’op. 19 e nell’op. 37, si ipotizza che nel Concerto in do il Rondò possa essere stato aggiunto successivamente a sostituzione di un altro movimento ora perduto. Colpisce la forte caratterizzazione del tema nell’andatura briosa che dà modo al pianista di fare sfoggio della sua abilità virtuosistica.

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«Un Concerto per pianoforte che però non spaccio per uno dei miei migliori, come è il caso di un altro [il Concerto in do maggiore] che sarà pubblicato qui da Mollo (per informazione dei critici di Lipsia): infatti i migliori [il Concerto in do minore] me li tengo ancora per me, per il prossimo viaggio che farò, ma non dovrebbe lo stesso vergognarsi di pubblicarlo», L. van Beethoven all’ editore Hoffmeister di Lipsia

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do Minore di Ludwig van Beethoven è stato composto nel 1800, ma fu probabilmente abbozzato già nel 1797 infatti tre abbozzi di questo Concerto sono presenti nella raccolta Kafka del British Museum; due di essi si riferiscono al primo tempo; il terzo, destinato originariamente al Rondò è rimasto inutilizzato.

Il manoscritto originale, conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino, porta la data: Concerto 1800, da L. van Beethoven. Il che vuol dire che nel 1800 la musica doveva esistere già per lo meno nei suoi elementi essenziali, anche se non compiutamente elaborata. I rimaneggiamenti però si protrassero fino al 1802 e non è da escludere che altre modifiche e aggiunte siano state introdotte posteriormente fino al momento della consegna all’editore per la stampa.

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro

La prima assoluta fu al Theater an der Wien il 5 aprile del 1803, con Beethoven stesso al pianoforte e sotto la direzione di Ignaz von Seyfried. L’anno successivo fu eseguito con Beethoven sul podio e Ferdinand Ries come solista.

Il terzo è l’ unico concerto a far uso della tonalità minore e rappresenta l’affermarsi, in tutta evidenza, della concezione sinfonica di Beethoven del concerto solistico; due entità sono adesso protagoniste, il pianoforte “e” l’orchestra, non più il pianoforte “accompagnato” dall’orchestra, come nel modello mozartiano.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Krystian Zimerman, piano – Vienna Philharmonic Orchestra e Leonard Bernstein, conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Vladimir Ashkenazy – Director: Sir George Solti – Orquesta: Chicago Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia piano – Neville Marriner conducts Academy of St Martin in the Fields):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Denis Matsuev – Maggio Musicale Fiorentino orchestra & Zubin Mehta):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Pollini / Böhm):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Mitsuko Uchida – The Bavarian Radio Symphony Orchestra & Mariss Jansons):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Alfred Brendel – Conductor: Claudio Abbado & Lucerne Festival Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Arturo Benedetti Michelangeli (piano) – Carlo Maria Giulini (conductor) – Vienna Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra
Conductor: Colin Davis – Recorded in 2008.):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Kempff – Bernstein – NYP (Live 1966)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Annie Fischer – Bayerisches Staatsorchester – Ferenc Fricsay – Studio recording, 1950s):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Artur Schnabel – Philharmonia Orchestra – Issay Dobrowen – Studio recording, 30 & 31.V.1947):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (A. Rubinstein, October 29, 1944 – A. Toscanini):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Claudio Arrau, piano – Prague Symphony Orchestra (conducted by Zdeněk Košler) – Live recording at the Smetana Hall in the Municipal House in Prague (May 20, 1967)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Il primo movimento si apre con un tema in do minore (ripetuto subito dai legni in sol maggiore) che in diverse tonalità maggiori o minori si ripresenta per tutto il primo tempo. A questo tema se ne affianca un altro, meno incisivo del precedente e più cantabile.

Il tema inizialmente è proposto dal clarinetto, poi viene ripetuto ad alternanza prima dal pianoforte e poi dagli archi accompagnati dai legni. Dopo la proposta dei temi principali da parte dell’intera orchestra, con una serie di scale in do minore melodica entra il pianoforte.

Il pianoforte si afferma con l’autorità di un protagonista; poi proseguirà in opposizione o in concomitanza con la massa strumentale, intensificando ed ampliando la forma tradizionale.

Il secondo movimento è un largo in mi maggiore. Il pianoforte espone il tema principale cui un altro fa seguito suonato dall’intera orchestra. Successivamente esporrà un motivo ricco di arpeggi e scale di terze accompagnato da un’orchestra quasi silenziosa. I due temi iniziali vengono ripetuti con alcune variazioni verso la conclusione del brano. Il movimento si conclude con arpeggi in mi maggiore eseguiti prima dal pianoforte e poi dall’orchestra e con un solenne accordo di tonica dell’orchestra.

Il terzo movimento è un allegro, grazioso, quasi spiritoso; ha, come di consueto, un carattere più leggero. Il pianoforte espone il tema principale in do minore poi ripetuto dall’orchestra e da se stesso, con dovute modifiche, in mi bemolle maggiore, intervallandone le esecuzioni con piccolissime cadenze.

A metà Beethoven inserisce un tema in cui prevale l’uso dei clarinetti, mentre il piano, eccezion fatta per alcuni punti, tace o trilla sul mi bemolle.

Dopo l’ultima delle tre cadenze (usate come intervallo tra i pezzi del movimento), viene eseguita la parte finale. I violini propongono un tema che poi sarà il pianoforte a concludere.

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Murray Perahia…

Murray Perahia inizia a suonare il pianoforte all’ età di quattro anni (sebbene egli abbia affermato di non aver coltivato seriamente lo strumento fino all’ età di quindici). A diciassette inizia a frequentare il Mannes College, dove studia pianoforte, direzione d’ orchestra e composizione con il suo maestro e mentore Mieczysław Horszowski. Durante l’ estate, frequenta inoltre la Marlboro Music School and Festival, dove studia con, tra gli altri, Rudolf Serkin e Pablo Casals. Nel 1967 ha suonato per la prima volta al festival di Marlboro al fianco di Serkin e Casals. 

Nel 1972 vince la quarta competizione pianistica di Leeds che lo aiuta a cementare la sua reputazione e a procurarsi ulteriori opportunità. Nel 1973 lavora con Benjamin Britten e Peter Pears all’ Aldeburgh Festival, ne diviene co-direttore artistico nel 1981, carica che manterrà fino al 1989.

Perahia mantenne rapporti molto stretti con il più anziano Vladimir Horowitz, che ebbe una forte influenza sulla sua tecnica pianistica.

Nel 1992 la sua carriera viene messa in pericolo da un’ anomalia ossea in una delle mani, che dovette essere operata chirurgicamente. Un’ escrescenza ossea del pollice gli provocava un’ infiammazione e ha provocato diversi anni di assenza dalle scene musicali, avendo richiesto una serie di operazioni. Durante tale periodo, si dice che abbia ripetutamente ascoltato musiche di Johann Sebastian Bach. Dopo essere tornato alla tastiera, produsse alla fine degli anni novanta una serie di registrazioni magistrali delle opere per tastiera di Bach, in modo particolare un’ interpretazione accolta con il favore della critica delle celebri Variazioni Goldberg. Ciò gli ha reso la fama di essere considerato uno degli specialisti di Bach ai giorni nostri.

Parimenti fortunata in termini di critica e di successo è stata l’ incisione degli studi di Fryderyk Chopin e di una delle ultime sonate per pianoforte di Franz Schubert. Perahia è considerato uno dei più fini e sicuramente tra i più popolari pianisti di cui sono disponibili incisioni contemporanee, per di più tenute in gran conto per la sua rara sensibilità musicale.

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Academy of St Martin in the Fields…

Academy of St. Martin in the Fields

La Academy of St. Martin in the Fields è un’orchestra da camera inglese fondata a Londra da sir Neville Marriner, allestendo un gruppo di strumentisti di altissimo livello. Il nome dell’ orchestra fu mutuato dalla omonima chiesa sita a Trafalgar Square. In essa venne eseguito il primo concerto il 13 novembre 1959. I concerti iniziali nella Chiesa di St. Martin in the Fields avvennero con una piccola orchestra senza direttore ed ebbero un ruolo importante nella riscoperta della musica barocca in Inghilterra. Essa si espanse inserendo strumenti a fiato ma rimanendo comunque flessibile, con la capacità di spaziare dal barocco alla musica classica.

Le prime registrazioni avvennero con l’etichetta L’Oiseau-Lyre alla Conway Hall il 25 marzo 1961. Successivamente ha registrato per Argo, Capriccio Records, Chandos Records, Decca, EMI, Hänssler Classic, e Philips Records. L’orchestra ha una vasta discografia ed è l’orchestra da camera che ha realizzato il maggior numero di registrazioni con oltre 500 incisioni discografiche.

Oltre che i concerti e le registrazioni, l’orchestra ha eseguito le musiche dei seguenti film: Amadeus (1984), Il paziente inglese e Titanic (1997). Il loro disco più venduto è stata la colonna sonora del film Amadeus.

Nel 1971 l’ orchestra venne trasformata in A.S.M. (Orchestra) Limited com Neville Marriner come presidente fino al 1992, poi sostituito da Malcolm Latchem fino al 1994 e John Heley dal 1995. Neville Marriner è stato nominato presidente a vita.

Il Coro dell’ Academy of St Martin in the Fields venne creato nel 1975 e fece il suo debutto nell’ ottobre dello stesso anno. L ‘inno della UEFA Champions League, trasmesso come sigla durante le partite in televisione, è cantato da loro.

 

 

 

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Written by mara

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